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Proprio con l'avvicinarsi della primavera, Nike lancia una nuova linea di Air Max 1 Ultra ispirate alle metropoli del mondo e alle loro community di running: Londra, Milano, Parigi, New York, Shanghai e Tokyo, e a ciascuna città è dedicata una stampa floreale, rendendo il modello iconico del brand iper femminile. Le stampe creano combinazioni di colori che caratterizzano ogni città, rendendo unica ognuna delle scarpe di questa collezione.
Nike Women Sportswear City Collection Spring 2015 verrà resa disponibile negli Stati Uniti per la vendita online e presso i negozi partire dal 11 aprile, mentre nel resto del mondo, la collezione sarà disponibile dall'8 marzo, Giornata Internazionale della Donna.
NEW YORK E PARIGI / Air Max 1 Ultra "New York" e Air Max 1 Ultra "Paris"
Rose per New York e gigli per Parigi danno vita al primo dei pattern. Per la versone New York, il motivo gioca su una palette monocromatica di bianco/nero/grigio, richiamando il paesaggio moderno e il caratteristico color block della città. La sua “controparte” parigina si colora di sfumature pastello dal sapore rococò.
TOKYO E LONDRA / Air Max 1 Ultra "Tokyo" e Air Max 1 Ultra "London"
Le città di Londra e Tokyo, rappresentate rispettivamente da rose e fiori di ciliegio, caratterizzano il secondo design. Un pattern monocromatico nei toni dell’indaco rappresenta la capitale giapponese, mentre Londra si colora di un abbinamento rosso fuoco/bianco in sovrapposizione a uno sfondo nero che rende omaggio alla sua architettura gotica.
MILANO E SHANGHAI / Air Max 1 Ultra "Milano" e Air Max 1 Ultra "Shanghai"
Per finire, gigli per Milano e fiori di pruno per Shanghai sono accostati tra loro in un delicato equilibrio. Una tonalità di bronzo sbiancato - evocativa del Rinascimento italiano - mette in evidenza la Milan Air Max 1 Ultra, in netto contrasto con il rosso monocromatico saturo della versione Shanghai.
Le Air Max 1 Ultra furono progettate nel 1987 dal leggendario designer di Nike Tinker Hatfield, rivoluzionando in il concetto di “Visible Techonology Air”. Rendere la tecnologia Nike Air visibile ha dato vita ad uno style running unico che ha trasceso il concetto di sport. Nike Air Max 1 Ultra estende l'albero genealogico di Air Max, dotata di una nuovissima suola che utilizza meno materiale rispetto alla versione originaria, migliora notevolmente la flessibilità della scarpa e ne riduce il peso.
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Linee contemporanee, colori di tendenza, dettagli deluxe: queste sono le parole d'ordine della nuova linea di biciclette Lombardo, vestite alla moda per pedalare in città. Tre modelli urban che non rinunciano allo stile. Le nuove biciclette cittadine della casa siciliana si presentano con un look smart e sfizioso degno delle strade delle grandi metropoli internazionali. Linee contemporanee, colori moda, dettagli deluxe per vivere la realtà urbana all'insegna delle tendenze più in voga, perché allo stile non si dice mai di no, nemmeno in bicicletta!
Con il modello Venezia, Cicli Lombardo rivisita la classica bicicletta da passeggio in un'elegante e contemporanea city bike arricchita da accessori in pelle, come la sella Brooks e le borse laterali, fra lusso e praticità. Per i più sportivi invece, è stato pensato il modello Touring Sora, consigliato a un pubblico che ama spostarsi quotidianamente in bici e che è alla ricerca di un prodotto davvero qualitativo, ma allo stesso tempo dinamico ed elegante con particolare cura dei dettagli e dei particolari, come il telaio e la forcella in alluminio, sella Brooks, gruppo cambio Shimano Sora 2x9 velocità, ruote in alluminio e coppia freni a disco idraulici, il tutto perfettamente assemblato con componenti di altissima qualità per garantire stabilità e comfort sempre costanti nel tempo. Infine la scatto fisso Tivoli, grintosa e dalle tonalità vitaminiche a contrasto (rosso/nero, bianco/nero, blu/nero), dedicata a chi affronta la vita con brio e senza fermarsi mai, con telaio e forcella in acciaio e sellino in pelle.
La Cicli Lombardo Spa è un'azienda totalmente italiana con oltre 50 dipendenti di cui la metà donne, 7 mila metri quadrati di stabilimenti coperti e altrettanti che verranno inaugurati entro qualche mese, e una produzione di oltre 500 biciclette al giorno. Un’azienda all'avanguardia in forte espansione sia in Italia sia sui mercati internazionali, un marchio che viene particolarmente apprezzato per la cura dei dettagli, l’eleganza delle forme e la storicità di un marchio sinonimo di tradizione e affidabilità. Fondata nel 1952 a Buseto Palizzolo (Trapani) da Gaspare Lombardo, insignito dal Presidente della Repubblica del titolo di Cavaliere Ufficiale della Repubblica, oggi l’azienda conta oltre 700 punti vendita in Italia e 500 all'estero e una sede, aperta nel 2005, in Germania, a Rheinmuster. Disegna, realizza, produce e distribuisce dal 1952 biciclette nell'assolata Trapani e ora, dopo oltre 60 anni, sono disponibili moltissime linee di prodotto: Mountain Bike, Road Race, Trekking, Fitness Bike, City & Special, Urban Style e Junior. Cicli Lombardo produce anche E-Bike grazie a un accordo con Bosch per la produzione di una linea completa dalla bici da città fino alla mtb.
Le biciclette Lombardo rappresentano un mix perfetto fra Made in Italy e innovazione, oltre ottanta i modelli in produzione suddivisi in 4 linee di prodotto che costituiscono la gamma: Lombardo, Lombardo Corsa, Lombardo Elettrica e Lombardo Amarcord.
I punti di forza dell'azienda sono il sistema di verniciatura di alto livello, che rispetta l’ambiente abbattendo le emissioni di solventi nell'aria, l'impianto di assemblaggio di ruote hi-tech che permettere la stabilizzazione dei raggi, garantendo ai modelli una maggiore durata nel tempo e una migliore qualità, il rispetto delle normative europee, il sistema di tracciabilità totale delle biciclette, identificate da un numero di matricola che consente di individuare ogni bici in tutte le sue fasi di vita, e la cura artigianale del design, l’attenzione ai dettagli e l’eleganza italiana.
CICLI LOMBARDO
Twitter: https://twitter.com/LombardoBikes FB: https://www.facebook.com/Lombardobikes YouTube: http://youtube.com/lombardobikes Flickr: https://www.flickr.com/photos/106491225@N06/
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Fino al 1° febbraio 2015 presso Palazzo Morando a Milano, ci sarà la mostra Renata Tebaldi. Il mito del canto, lo stile della Diva nel cuore di Milano.
La mostra è un omaggio alla cantante lirica Renata Tebaldi, organizzata in occasione del decimo anniversario della sua scomparsa (Pesaro, 1922 – San Marino, 2004), ed è un'esposizione di abiti, accessori, gioielli e cappellini che ricostruiscono il gusto e la carriera di una delle artiste italiane più note nel dopoguerra. L'esposizione è solo una delle iniziative pensate dal Comune di Milano e dal Comitato Renata Tebaldi in occasione di questo anniversario, racchiuse nel programma "Passeggiata Tebaldi": al suo interno, troviamo una sorta di mappa dei luoghi da lei frequentati in città, ma anche concerti e, ultimo ma non ultimo, l'esposizione di fotografie, libri, locandine e cimeli della soprano nei negozi della Galleria Vittorio Emanuele II a partire dal mese di dicembre.
Renata Tebaldi fu ambasciatrice della cultura italiana nel mondo, rappresentando in ogni angolo del pianeta le opere di Verdi e Puccini, e questa esposizione ne celebra il ricordo nella consapevolezza di quanto sia importante la condivisione del concetto di “memoria”, svelando al contempo i mille volti della grande diva, omaggiando una fra le più straordinarie cantanti liriche italiane, milanese di adozione che, con la sua voce d’angelo e la rigorosa sapienza di musicista, ha inebriato le platee di ogni paese, portando nel mondo testimonianza dell’arte e della cultura italiana. Inoltre la cantante è la prima stella della lirica ad avere un app esclusivamente dedicata a lei, a riprova del suo eterno mito giunto fino alla contemporaneità.
Per lei furono disegnati abiti firmati da grandi artisti quali Beni Montresor, Giorgio De Chirico, Rosita Contreras, Hanae Mori, Stavropolus, e in rassegna, oltre agli abiti, saranno esposti oggetti personali, centinaia di fotografie e le onorificenze di cui la Signora Tebaldi fu insignita, tra cui quelle di Cavaliere di Gran Croce, di Commendatore e Grand’Ufficiale della Repubblica Italiana, Grande plaque de vermeil de la Ville de Paris 1986, Cravate de Commandeur des Arts et Lettres 1987, Legion d’honneur 1996, oltre ai celebri riconoscimenti trasmessi nelle espressioni e negli scritti di personalità quali il Maestro Arturo Toscanini e J.F.Kennedy, e alla “Proclamation” del “Tebaldi day”, indetto in suo onore l’11 dicembre 1995 da Rudolph Giuliani, allora Sindaco di New York. Durante l'esposizione si potranno ascoltare brani musicali della cantante, video inediti e interviste televisive tratte dagli archivi dei teatri che hanno accolto l'artista.
La mostra proposta a Palazzo Morando è l’ultima tappa di un progetto espositivo itinerante, inaugurato il 19 dicembre 2005 al Teatro alla Scala di Milano in coproduzione con il Teatro Regio di Parma. Tappe successive sono state, da allora, il Teatro Massimo di Palermo, il Liceu di Barcellona e l’Opera di Losanna, il Palazzo Sheremetyev di San Pietroburgo, il Teatro Stanislavnskij – Nemirovic-Dancenko di Mosca, il Teatro San Carlo di Napoli, l’Opera di Lione, Trieste, New York e Pechino. Dal maggio 2015 la mostra proseguirà a Tokyo, Parigi , New York e Buenos Aires.
20 novembre 2014 - 1 febbraio 2015
Renata Tebaldi. Il mito del canto, lo stile della Diva nel cuore di Milano
Palazzo Morando - Costume Moda Immagine Via Sant'Andrea, 6 - 20121 Milano 02 884 65735 / 64532 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.costumemodaimmagine.mi.it www.museorenatatebaldi.it
Orari: Dal martedì alla domenica dalle 9.00 - 13.00 / 14.00 - 17.30. Ultimo ingresso mezz'ora prima dell'orario di chiusura.
Biglietti: Ingresso libero
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Chi è Kim Kardashian? Wikipedia la definisce “un'attrice, modella, stilista, imprenditrice, scrittrice e personaggio televisivo statunitense”, ma potremmo riassumere il tutto chiamandola una “reality star”. Infatti Kim è balzata agli onori della cronaca rosa prima come socialite, poi come migliore amica di Paris Hilton, con copertina di Playboy e sex-tape annessi, ed infine grazie al reality show “Al passo con i Kardashian” (Keeping Up with the Kardashians), che ruota intorno alla vita della sua ricca famiglia. Ha saputo sfruttare la sua notorietà per diventare imprenditrice creando la boutique D-A-S-H, e producendo una linea di gioielli, abbigliamento, lingerie e profumi.
Kim è ovunque, fotografata su tutti i red carpet e i suoi outfit sono analizzati da tutti i giornali di moda, anche grazie al suo prorompente fondoschiena, recentemente protagonista di un servizio fotografico molto chiacchierato per la rivista Paper. Kim ha all’attivo tre matrimoni, l’ultimo dei quali con il rapper Kanye West che le ha regalato la consacrazione definitiva, testimoniata dal servizio che Vogue ha dedicato alla famiglia West al completo, compresa loro figlia North, nata nel 2013.
Ma la domanda che ruota intorno al personaggio di Kim Kardashian è: cosa sa fare? Niente, ma lo sa fare molto bene.
Si può essere “dandy” in cucina?
La risposta è Sì! Dalla partnership tra il marchio di moda MITCHUMM INDUSTRIES, connubio fra tradizione e originalità, e CHISSENEFOOD nasce una collezione di foodwear, la prima in Italia, funzionale ma allo stesso tempo dandy… Giacche da chef e grembiuli sono i protagonisti di una capsule collection pensata per rispondere alle esigenze tecniche di chi lavora in cucina con il gusto e lo stile unico tipico del brand italiano Mitchumm Industries! Patchwork originali, ottenuti dall’accostamento di tessuti stampati con i disegni che hanno fatto la storia del marchio Mitchumm Industries, nato nel 1976 sulla West Coast a Manhattan Beach, vicino a Los Angeles, che insieme al denim stone washed e successivamente stampato, danno vita a grembiuli da cucina che ricalcano il classico modello worker, multi tasche e giacche da chef classiche, ma con il caratteristico fit di Mitchumm.
…perchè no? Anche in cucina si può essere dei veri “dandy”!
Venerdì 9 Maggio 2014 alle ore 19.30 presso il Salone Orea Malia' di Via Panfilo Castaldi 42, sarà inaugurata al pubblico la mostra NUANCE.
NUANCE, è un progetto fotografico che, sottolinea il contrasto tra essere e apparire in una società in cui il secondo prevale nettamente sul primo, tutto sviluppato in chiave fashion.
Ogni colore sta a simboleggiare una particolare sfumatura caratteriale mentre il bianco, somma di essi, rappresenta l'eccellenza e la perfezione ricercata. Perché l'uomo è così: pur di apparire perfetto cela l'essere se stesso e i suoi drammi personali agli altri. Una ricerca deviata da status e modi di fare, destinata a fallire e che porta alla fine la persona a soccombere al conflitto tra "ciò che si è" e "ciò che si vuol mostrare agli altri".
Il progetto è curato dal giovane fotografo poco più che ventenne, Gabriele Di Martino, già conosciuto prima con la vittoria del Nikon Talents 2012 nella categoria Sport (classificandosi anche quinto a livello assoluto) e, nell’anno successivo, con la vittoria insieme alla squadra italiana di fotografia UNDER 21 della Coppa Del Mondo FIAP (Federazione Internazionale di Arti Fotografiche).
Il giovane fotografo freelance, che al giorno d’oggi collabora anche con alcune agenzie di moda milanesi per la realizzazione di servizi ed editoriali e lavora, sia come fotografo che art director, per la realizzazione di cataloghi e campagne pubblicitarie, debuttò nel 2010 ad Asti con un progetto personale dedicato alla città.
La mostra sarà esposta per un mese nel salone di Via Panfilo Castaldi 42 a Milano di Orea Malià che da oltre 30 anni arricchisce il suo curriculm percorrendo nuove strade alla ricerca di forme espressive che oltrepassino i tradizionali confini dell’arte di acconciare. Numerosissime sono le collaborazioni con la televisione, il cinema, il mondo della musica, del teatro, dell’arte e della cultura, che da tempo vedono protagonista il marchio Orea Malià.
Orea Malià non è solo un gruppo di incredibili acconciatori ma è energia, creatività, attenzione al mondo e agli uomini, voglia di stupirsi e capacità di stupire interpretando ed anticipando i mutamenti del nostro tempo. Questi artisti dell’acconciatura creano e propongono dieci, cento, mille stili diversi, che interpretino alla perfezione la personalità di chi gli affida la propria imagine con la stessa cura e attenzione che riservano ai loro client dal 1978 ad oggi.
Gli spazi, presenti a Milano e a Bologna,non sono altro che laboratori d’arte nei quali si sperimenta, si ricerca, si crea secondo la ricetta ben collaudata di un cocktail irresistibile: buon gusto, abilità tecnica, sensibilità per ogni tipo di cliente, innovazione, esperienza ed un pizzico di provocazione. Il tutto shakerato con una grossa dose di energia, humour e autoironia.
Un’esposizione non solo bella ma che fa riflettere sull’importanza che la nostra società dà alle apparenze a dispetto dell’ineriorità, assolutamente da non perdere!
Stefano Salvadori incontra Danilo Di Pasquale, casting director per alcune delle più importanti maison e case editrici di moda, per un’intervista a tutto tondo sulla moda.
Ciao Danilo, iniziamo con una domanda “rompighiaccio”: dieci parole per definirti
Mi definisco puntuale,ostinato,preciso, sognatore, entusiasta, propositivo, immarcescibile, simpatico, intelligente, collaborativo e (posso aggiungere?) anche modesto.
Dalla tua bio: ti sei diplomato all’Accademia Nazionale di Arte Drammatica Silvio D’Amico di Roma, per poi trasferirti a New York dove hai lavorato come assistant producer e casting director. Seguono John Casablancas Modeling, ITACA, fino alla decisione di metterti in proprio e concentrarti sui castings. Il casting è una sorta un palcoscenico su cui la modella mette a nudo sé stessa, esponendosi agli occhi dei selezionatori?
Io credo che i casting siano una vetrina per le modelle/i di fronte ai clienti ma, a volte, bisogna tener conto del fattore umano: un po’ di nervosismo e i tempi brevissimi di durata di un casting non permettono ai modelli di mostrare il meglio e/o a noi di capirlo e afferrarlo.
Talvolta, anche se non dovrebbe accadere, i casting sono un palcoscenico per designer, stylist e casting director. Non dobbiamo infatti dimenticare che la moda è un concentrato di personalità ed ego, difficili da contenere!
Quali sono le regole d’oro di un selezionatore?
Questa è la domanda più difficile. Bisogna sempre pensare che il casting non deve raccontare il casting director ma deve bensì interpretare l’idea dello stilista/cliente/fotografo. Spesso devo scegliere una modella che non rientrerebbe nel mio gusto personale ma che identifico come “perfetta” per il cliente che mi ha commissionato il lavoro. Si tratta di mettere da parte il proprio ego per concentrarsi su quello di chi mi paga. E’ una questione di rispetto e di professionalità.
Devo dire che con molti clienti si crea uno scambio di idee creative, molto proficuo: io contamino loro e loro contaminano me. In questi casi si crea una sinergia meravigliosa.
“È piccola, ma con quel viso e quella grinta cercheranno di imitarla tutti a New York” disse Sarah Doukas dell’Agenzia Storm di Kate Moss, allora poco più che quattordicenne. Ora a quarant’anni è ancora fra le Top Model più richieste, nonostante gli scandali di cui è stata protagonista. Cosa la rende cosi speciale agli occhi, non solo del pubblico, ma soprattutto degli addetti ai lavori?
Mi piace Kate Moss ma non è la mia modella preferita. Credo che una parte del suo successo sia legata al “personaggio” Kate Moss. Le aziende che la scelgono come testimonial sanno molto bene quanto lei abbia una grande presa sul pubblico. Un po’ maledetta, stizzosissima, imitata e copiata dalle donne di tutto il mondo.
E’ un personaggio, e come tale, rende e vale i soldi che le danno.
Bellezza? Stile? Fascino? Personalità? Cosa è necessario oggi per essere “Model”?
Fotogenia. E’ l’unica cosa veramente fondamentale per fare la modella. Il resto, dallo stile al fascino (di cui molte,anche famose, sono sprovviste dal vero) lo si apprende lavorando e costruendo la propria carriera. A contatto con i “miti” della moda, si può difatti imparare di tutto.
Quali sono oggi le regole dettate dalla moda?
Oggi, forse per fortuna, la regola è non avere regole! Chanel fa sfilare le snickers; Louis Vuitton manda in passerella uno stile da teenager. Credo che l’evoluzione dei tempi e dei costumi sociali abbia sdoganato tutto e tutti. La democrazia esiste anche nella moda!
Un tempo le modelle erano indossatrici, ossia si limitavano ad indossare un capo durante una sfilata o uno shooting fotografico. Con il passare del tempo, la modella è diventata parte integrante del sistema moda, volto noto quanto il brand che rappresenta, icona di stile e bersaglio dei paparazzi. Puoi spiegarci il perché di questa evoluzione?
Le modelle hanno colmato un vuoto: quanti stilisti celebri ci sono? Quanti sono famosi come lo erano i designer negli anni ’50/’60/’70/'80? Pochi e di questi pochi la maggior parte sono gli stessi dagli anni ’70. Le modelle hanno portato celebrità e riflettori sulla moda. Oggi i social networks ne hanno fatto delle celebrities 2.0
Esempio: pochissimi sanno chi sia Alexander Wang (nuovo idolo del popolo della moda) ma tantissimi sanno che alcune super top sfilano per lui.
Gli anni Novanta sono stati gli anni delle storiche Top Model, come Naomi, Christy, Linda, Cindy, donne che hanno incarnato in pieno lo spirito della moda del tempo, diventando delle vere stelle, paragonabili alle più famose rockstars. Oggi abbiamo Bianca Balti, Cara Delevigne, Maria Carla Boscono, altrettanto famose ed adorate dagli stilisti di riferimento. Quali sono le maggiori differenze tra queste due generazioni di modelle?
Non c’è un paragone tra Cindy, Linda e Claudia e MariaCarla, Bianca o Cara. Impossibile oggi replicare gli anni ’90. Non esiste più il benessere economico di quegli anni, tanto che, se oggi una top dichiarasse di non alzarsi dal letto per meno di € 10.000 al giorno, la prenderebbero a calci e l’opinione pubblica non ne farebbe un idolo (come fece con Linda Evangelista, artefice di questa famosa affermazione) ma anzi la massacrerebbe mediaticamente.
I ruggenti e floridi anni ’90 sono definitivamente tramontati.
La direttrice di Vogue Franca Sozzani, il fotografo fashion Giampaolo Sgura e lo stilista Andrea Incontri sono senza dubbio tre importanti e rappresentativi personaggi della moda oggi. Quale è, secondo te, il legame tra loro e il mondo delle modelle?
Premesso che Franca Sozzani è “La Moda”, sono tutti e 3 grandi professionisti con un preciso stile personale e le modelle che scelgono rappresentano alla perfezione il loro “mondo”. Ovviamente Franca Sozzani, inutile dirlo, ha la competenza e la capacità di scoprire e lanciare nuove modelle.
Da qualche anno abbiamo assistito all’ascesa delle figlie e nipoti di cantanti (Georgia May Jagger, Amber Le Bon), politici (Cara Delevigne), attrici (Elettra Rossellini Wiedemann). Pensi che il nome di famiglia le abbia, in qualche modo, facilitate, “imponendone” il volto sulle copertine delle maggiori riviste di moda, nonché delle più prestigiose campagne pubblicitarie? Georgia May sarebbe stata notata senza il suo ingombrante cognome?
Da sempre le “figlie di”, “sorelle di”, “parenti di”, beneficiano di “quel” cognome che le agevola. Non è una tendenza di oggi, esiste da sempre. Ma oggi esse hanno modo di diventare personaggi grazie allo strumento di cui parlavo prima , ossia i social networks !
Raccontaci la tua esperienza come coach e giudice di School of Glam-Questione di Stile, un nuovo format dedicato allo stile e alla moda in onda su FoxLife. Quale messaggio vuoi trasmettere agli spettatori riguardo al mondo della moda? Pensi che lo stile sia una dote innata oppure qualcosa che si possa apprendere, seguendo le dritte giuste?
Purtroppo il messaggio che passa da qualunque programma che si occupa di moda in tv è filtrato dalla penna degli autori che ne scrivono i testi. Nel mio caso, cerco di metterci la credibilità e la professionalità che mi hanno portato dove sono. Credo che i cosiddetti talents, più che insegnare qualcosa, diano allo spettatore la fiducia necessaria per fargli dire “forse potrei provarci (e talvolta riuscirci) anche io”. La famosa democratizzazione di cui ho parlato in precendenza!
Per concludere, quali sono i nomi (e i volti) sui cui ti senti di scommettere ?
Sasha Luss, Anna Ewers ed Elisabeth Erm, tenendo conto che ormai, ogni stagione, la moda ha bisogno di nuove modelle. E forse, si tornerà a parlare di vestiti e stile, anziché di top model .
Editing a cura di Letizia Carriero
Un dandy. Un hipster. Alex Mitchumm, classe 1983, racchiude nel suo stile e nella sua persona il mood del brand italo-americano MITCHUMM Industries di cui è Art Director.
Forte devozione agli anni ’70 unita ad una costante voglia di sperimentazione e ricerca, per un ritorno a quelle atmosfere californiane, mixate con una dose di pazzia, a colori e stampe irriverenti per creare le collezioni Mitchumm Industries. Alex Mitchumm e' un sigaro tra le labbra, un ottimo bicchiere di Bourbon, un giro su una vecchia Cafe Racer tutta custom. E’ passione per i tattoo, per le Pin Up e quell’immaginario spensierato tipico degli anni di fondazione del brand. E’ un Biker stile “rude riders”, con quella voglia di entusiasmo e di libertà che solo un buon giro in moto sa concedere; dove emozioni, sogni e speranze si alternano in un lungo viaggio, magari tra le magnifiche Alpi svizzere. Alex Mitchumm è un dandy, un po’ gentleman contemporaneo, un po’ ricercatore del bello e delle cose fatte bene. Rappresenta uno stile, un’epoca, l’espressione di una filosofia di vita. Il suo guardaroba, a metà tra il vintage e il contemporaneo, è un tuffo negli archivi del brand; uno sguardo alle spiagge californiane con un occhio metropolitano.
www.mitchumm.com
Sbirciando il sito di LipsiaDESIGN, possiamo subito renderci conto che non ci troviamo su un sito prettamente di moda. Eppure gli articoli che troviamo in vendita su www.lipsiadesign.com, magliette, felpe, cappellini e tutto il resto, sono accattivanti e simpatici, perché personalizzabili e, per questo, originali. Ci immaginiamo mentre indossiamo un paio di occhiali stravaganti che il sito ci propone, o mentre usciamo con una maglietta stampata "You break my heart, I break your legs" per sentirci ironicamente un po’ nerd.
Il gruppo LipsiaDESIGN nasce dalla necessità di offrire servizi di grafica a LipsiaSOFT, azienda specializzata nella realizzazione di Siti Internet e Piattaforme di E-Commerce, e LipsiaSHOP, nata successivamente per gestire negozi online di altre aziende, semplificando il loro lavoro. LipsiaDESIGN utilizza metodi grafici per personalizzare T-shirt, cancelleria, cuscini, adesivi, cover iPhone e molto altro per comunicare al meglio l’immagine della propria attività. Ma anche per i privati il sito rappresenta lo spunto per un acquisto simpatico ed economico o un’idea regalo divertente.
Strumenti di marketing o accessori fashion, oggetti stampati con il logo/motto dell’azienda o con frasi ironiche e immagini esilaranti, a seconda delle esigenze. La qualità dei tessuti si unisce all’ironia nerd delle stampe: i Meme (i disegni che richiamano l’espressione facciale di qualche personaggio famoso o dei film), la rivoluzionaria mela di Steve Jobs, la birra di Homer Simpson o la sua uniforme, sporca di ciambella. Fino ad arrivare agli stickers da applicare sul MacBook, sulle pareti di casa e sui propri motori, gadget, occhiali personalizzati.
Non è detto che tecnologia e stile siano mondi opposti: a volte si incontrano e generano qualcosa di originale. Hanno generato LipsiaDESIGN.
Porta un nome che ricorda il paradiso terrestre, ma il suo fascino è tutt’altro che angelico. Lei è la bellissima Eva Green, attrice e modella parigina, classe 1980. Ce la ricordiamo tutti come la musa trasgressiva e ammaliatrice di Bertolucci, la controversa Isabelle di The Dreamers. I ruoli da femme fatale le calzano a pennello: nel 2006 è la Bond Girl di Daniel Craig in Casinò Royale e, per questo film, la rivista Maxim la nomina la ventesima donna più sexy del mondo. Ma la Green è anche strega cattiva in Dark Shadows di Tim Burton e, in sala dal 6 marzo, combattente assetata di vendetta in 300: L’alba di un impero. Qui il fascino letale di Eva-Artemisia, la sua devozione alla guerra e alla Persia, rubano la scena anche al valoroso Temistocle, comandante dell’esercito greco. La sua forza è irresistibile.
L’attrice francese è stata testimonial di Breil, Armani, Lancôme. Nel 2007, Dior l’ha scelta per interpretare la fragranza Midnight Poison, variante ambrata orientale del Poison. E chi meglio di Eva può rappresentare un profumo tanto seducente, il cui flacone ricorda il frutto proibito? Nello spot, questa Cenerentola moderna e sicura di sé, più simile a un vampiro, non deve scappare allo scoccare della mezzanotte. Al contrario: fa il suo ingresso trionfale alla festa, incantando la folla con il suo sorriso e la sua bellezza. Ve la ricordate, mentre sale le scale con il suo vaporoso e luccicante abito blu, sulle note dei Muse?
Eva Green è un’icona dark. Bionda naturale, si tinge i capelli di nero da quando ha 15 anni. In fatto di make-up, solitamente gioca con ombretti scuri e metallici, per creare l’effetto smokey. Anche con un trucco più sobrio, non dimantica mai una passata di mascara ultrablack.Le sue labbra sono spesso dipente di rosso, scelta che risalta la sua pelle chiarissima. In genere, anche nella scelta degli outfit, Eva punta sul total black: il nero e il blu scuro sono i colori che più la rappresentano. I suoi marchi preferiti sono Tom Ford, Alexander McQueen e Dior. Il colore? Raramente cede al rosso e a nuance più delicate. Ma non ingannatevi, Eva è così: una dark lady di carattere, che fa subito tendenza.
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