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In concomitanza con la mostra dedicata a Donato Bramante (1443/44 - 1514) allestita presso la Pinacoteca di Brera fino al 22 marzo, il museo propone al pubblico un pomeriggio di conversazioni e video sulla poliedrica figura dell’artista, letterato e architetto: l'appuntamento è per giovedì 22 gennaio 2015, contemporaneamente al quale la mostra e la Pinacoteca saranno visitabili gratuitamente dalle ore 16.00 alle 17.30. Durante questo incontro si confronteranno il professor Mauro Natale, sui rapporti di Bramante con gli artisti lombardi e sull'impatto delle sue opere sul territorio, il giornalista Pier Luigi Panza, sulla produzione letteraria del maestro, e la regista Anna Zanoli, con la proiezione di un documentario dedicato al soggiorno bramantesco in Lombardia.
Spirito inquieto e ingegnoso, Donato Bramante si è sicuramente educato alla corte dei Montefeltro a Urbino, dove è stato in contatto con gli architetti, gli scultori e i pittori attivi per il duca Federico. Piero della Francesca deve avere giocato un ruolo fondamentale nella sua formazione ma, rispetto all'impegno speculativo del pittore di San Sepolcro, in Donato ha prevalso un’attitudine pragmatica, una predisposizione ad essere “risoluto, presto e bonissimo inventore” (Vasari), da cui sono scaturite realizzazioni celeberrime, che hanno profondamente rinnovato il linguaggio architettonico in Italia tra Quattro e Cinquecento. Malgrado la fama, i suoi primi anni di attività sono ancora avvolti nel mistero, e nemmeno la prima testimonianza attendibile della sua presenza come pittore nella decorazione affrescata del Palazzo del Podestà a Bergamo (1477), aiuta a ricostruirne la cultura, per la qualità disomogenea e la natura irrimediabilmente frammentaria degli elementi superstiti, e quando nel 1481 è attestato per la prima volta a Milano, perché fornisce il disegno con architetture e figure che sarà inciso da Bernardo Prevedari (1481), Bramante è già un artista compiuto, capace di scardinare i parametri figurativi della tradizione locale. Con straordinaria forza inventiva, l’artista piega le regole della prospettiva e gli ordini dell’architettura classica in un linguaggio rigoroso, eloquente e coinvolgente, profondamente diverso dal classicismo erudito espresso da Andrea Mantegna nella vicina città di Mantova. Il rinnovamento innescato da Bramante nel territorio lombardo, in un momento di straordinaria vitalità culturale della corte sforzesca (con la presenza tra gli altri di Leonardo da Vinci e del poeta fiorentino Bernardo Bellincioni) tocca non solo l’architettura, ma anche (e forse in modo più esteso) l’insieme delle arti figurative, ed è su queste che si incentra il percorso dell’esposizione. Non si sottrarranno al suo fascino i protagonisti indiscussi della pittura rinascimentale in Lombardia: Vincenzo Foppa, Ambrogio Bergognone, Bartolomeo Suardi (noto dal 1489 con il soprannome di Bramantino) e poi Bernardo Zenale reagiscono, ognuno secondo il proprio registro espressivo, al modo “eroico” di occupare e di rappresentare lo spazio, in cui il riferimento all’antico è la chiave essenziale per rendere attuale la rappresentazione della realtà. Ma anche scultori, plasticatori, orafi e miniatori coglieranno tematiche, motivi e suggestioni. A sua volta Bramante è segnato dai materiali, dalle tecniche, dalle esigenze di prestigio di una corte per molti aspetti ancora legata al mondo tardogotico; saprà praticare un’architettura di mattoni e di materiali umili, destinata a occupare spazi ristretti e a soddisfare nello stesso tempo le ambizioni dei committenti. La tribuna di Santa Maria delle Grazie, innestata su di una struttura preesistente, è l’esempio migliore della stupefacente capacità dell’artista di conciliare il linguaggio “moderno” (e perciò all’antica) con quello delle epoche precedenti: una crescita espressiva che probabilmente poteva maturare solo in Lombardia, dove i modelli “classici” che Bramante ha guardato appartengono soprattutto ai secoli alti del medioevo.
La mostra "Bramante a Milano. Le arti in Lombardia 1477-1499", aperta dal 4 dicembre 2014 al 22 marzo 2015, intende quindi evocare in primo luogo le tappe essenziali per la formazione dell’artista, e indagare il seguito che la sua attività ebbe in modo particolare a Milano e in Lombardia tra gli esponenti delle diverse arti figurative; le varie sezioni dell’esposizione, allestita nel percorso del museo, dialogano con le opere della collezione permanente, secondo il progetto di Corrado Anselmi. La mostra ha inoltre ricevuto l’importante sostegno di Giorgio Armani, che ha risposto con entusiasmo al Bando per la ricerca di finanziamenti lanciato dalla direzione del museo nel maggio 2014.
22 gennaio 2015, ore 17.30
Conversazioni intorno a Bramante in occasione della mostra "Bramante a Milano. Le arti in Lombardia 1477-1499"
Pinacoteca di Brera, Sala della Passione via Brera, 28 – Milano 02 72263.259 - 02 72263.266 www.brera.beniculturali.it
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Abbiamo incontrato Riae, modella di Suicide Girl
La pinacoteca di Brera fa a tutti un bellissimo regalo di Natale!
Dal 26 al 28 dicembre saranno gratuite le visite guidate alla mostra SEICENTO LOMBARDO A BRERA, mostra aperta fino al 12 gennaio 2014 e a cura dei Servizi educativi della Pinacoteca di Brera.
Ecco tutti gli orari in cui è possibile visitare gratuitamente la mostra:
giovedì 26 dicembre ore15.30
venerdì 27 dicembre ore 15.30
sabato 28 dicembre ore 11.00
E' consigliata la prenotazione all'indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Massimo 25 persone
Servizi educativi - Tel. 0272263219 Tutti gli incontri sono compresi nel prezzo del biglietto d’ingresso.
Il ritrovo è davanti al banco della biglietteria 10 minuti prima dell’appuntamento
Per informazioni e prenotazioni: tel.0272263-219 (lunedì-venerdì 9.30-12.30)
Sito: www.brera.beniculturali.it e.mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Ufficio Mostre ed Eventi - Pinacoteca di Brera
+39 0272263266
Via Brera 28, 20121 Milano
Per i giovani artisti del domani, Nerospinto propone un'iniziativa formativa degna di nota.
Il MIC-Museo Interattivo del Cinema, in collaborazione con Pinacoteca di Brera e con la partecipazione del Museo Poldi Pezzoli, Parco Nord Milano e Gallerie d’Italia, presenta Miracolo a Milano! L’unico campus estivo per piccoli collezionisti di arte, cinema e fantasia.
Mercoledì 8 maggio, alle ore 17.30, avrà luogo al MIC la presentazione del summer camp cui sarà possibile iscriversi.
In concomitanza alla mostra A tutti i pittori ho chiesto l’autoritratto – Zavattini e i maestri del ‘900, per la Pinacoteca di Brera, il campus estivo del MIC proporrà tre settimane dedicate a bambini e ragazzi.
Miracolo a Milano! sarà un campus itinerante sulle orme di Cesare Zavattini, alla scoperta di luoghi ed esperienze (dal cinema, all’arte, alla natura) e della città.
L'idea nasce dal MIC, ma è resa possibile dalla partecipazione e collaborazione delle più importanti istituzioni culturali milanesi, offrendo così un’opportunità unica di scoperta e creatività.
I partecipanti potranno scoprire alcuni dei film tratti dalle celebri sceneggiature di Zavattini attraverso sequenze e battute celebri, interpreti famosi, ambienti e monumenti protagonisti dei film, e inizieranno a elaborare la sceneggiatura per la sequenza da girare nei giorni successivi.
Inoltre, una giornata alla Pinacoteca di Brera sarà dedicata all’arte del ritratto e alla figura di Zavattini collezionista, con visita guidata alla Mostra e laboratori artistici a cura di Aster.
In collaborazione con il Parco Nord Milano saranno proposte attività di Orienteering con Caccia al tesoro “zavattiniana”- per imparare a “pedinare” la realtà che ci circonda – e saranno organizzate le riprese cinematografiche della sequenza prescelta.
Una visita al Museo Poldi Pezzoli completerà la conoscenza di un importante collezionista milanese con una storia unica e appassionante.
Una passeggiata alle Gallerie d'Italia, in Piazza della Scala, farà scoprire ai ragazzi la Milano dell’Ottocento ritratta dai più grandi artisti dell’epoca.
La giornata si concluderà in Piazza Duomo per vedere da vicino una delle location più famose di Miracolo a Milano e ammirare la città dall’alto delle guglie.
Riportiamo qui sotto le date del campus:
10-14 giugno (8-10 anni)
17-21 giugno (10-12 anni)
24-28 giugno (12-14 anni)
Numero partecipanti: max 20 per settimana
Costo a partecipante a settimana: euro 100,00
Orari: dalle 8.30 alle 17.00
INFO
Tel. 0287242114
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MIC-Museo Interattivo del Cinema
viale Fulvio Testi, 121
Milano
Secondo Jung le lame dei tarocchi sono una rappresentazione degli archetipi.
Jung era un profondo conoscitore dei miti, delle leggende e delle letterature del mondo antico di tutte le culture. Pur non rinunciando mai a una metodologia scientifica, egli sapeva che la verità non può essere ridotta alla logica razionale.
La sua teoria prevede che, oltre l’inconscio individuale ricco di pulsioni represse e di desideri infantili che cercano di manifestarsi nonostante la censura dell’io cosciente, esiste un magma indifferenziato, un mare primordiale, nel quale fluttuano tutte le energie della specie umana e che chiamò inconscio collettivo.
Esistono nuclei di energia che si esprimono in immagini emblematiche, simboliche di qualcosa che va oltre la semplice umanità e che lo possono mettere in sintonia con un mondo oltremondano facendogli scoprire di avere in sé qualcosa di autenticamente superiore.
Questi simboli egli li chiamò archetipi e hanno una importanza fondamentale nell’attività onirica e quindi nell’interpretazione dei sogni che non sono più solo espressione di desideri repressi come spiegava Freud. Peraltro Platone aveva già parlato di “Idee” la cui sede è nell’iperuranio di cui ogni cosa sulla terra è solo un riflesso. Platone scriveva che non si impara qualcosa di nuovo ma la si “ricorda”. Questi simboli o nuclei divini sono propri di tutta l’umanità anche se, in alcuni casi, mutano nei tempi e nelle culture. Quindi, una realtà oltremondana viene tradotta in un’immagine che può essere interpretata.
I tarocchi, come I Ching cinesi, peraltro, fanno parte di questi archetipi e parlano un linguaggio di forme, figure, colori e numeri che ci comunica qualcosa quasi nostro malgrado. Possono suscitare, cioè, in noi una nuova metodica di conoscenza che non è più logico-razionale ma intuitiva- emozionale. Essi,quindi, sono utili per la meditazione e la concentrazione atte a far affiorare dal nostro inconscio comprensioni che non sono alla portata del nostro io cosciente.
Questo contatto con questa comprensione profonda avviene in modo oscuro e strano e necessita o di forti predisposizioni individuali o di un allenamento continuato. Ma ciò è alla portata di tutti.
La resistenza maggiore è data proprio dalla nostra abitudinaria razionalità che non può e non vuole dare peso a queste sciocchezze dipinte o stampate su carte da gioco. Eppure la facoltà di penetrazione si attiva con l’uso. Come ognuno sa anche i centri cerebrali si attivano o si disattivano a seconda dell’uso che se ne fa di essi. Come nel mondo artistico, una pura razionalità dà luogo solo a imitazioni. Il frutto artistico è sempre legato a una sorta di equilibrio fra invenzione e azione conveniente. Così l’arte o la meditazione sui tarocchi è altrettanto valida solo nel corretto bilanciamento fra le qualità dell’emisfero destro e quello dell’emisfero sinistro, quello creativo e quello logico. In tal modo, il contatto con il mondo della comprensione intuitiva potrà affinarsi nell’uso e nell’esperienza.
Tratto e condensato da uno dei capitoli del libro
“Tarocchi Psicologici” di Maurizio Cusani Nuova Ipsa Ed 2011
Per gli amanti dell'arte e per chi vuole lasciarsi sedurre da questo mondo misterioso, segnaliamo la mostra“Il segreto dei segreti. I tarocchi Sola Busca e la cultura ermetico-alchemica tra Marche e Veneto alla fine del Quattrocento” in corso presso la Pinacoteca di Brera –con durata fino al 17 febbraio 2013.
Orari: 8.30-19.15 da martedì a domenica
Ingressi: € 10 /€ 7
Info: tel. 02/72263.257
Catalogo: Skira editore
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