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Sabato 25 maggio 2013 alle ore 21 allo Spazio Teatro Idra ci sarà il terzo appuntamento con il Premio per le arti in memoria di Lidia Petroni.
L' iniziativa che promuove il lavoro di ricerca degli artisti lombardi dando loro un'occasione di di visibilità e confronto al fine di supportare i giovani emergenti nella produzione e nella circuitazione di nuove opere.
In gara i tre studi delle compagnie Coop.AttivaMente - Residenza Teatrale Torre Rotonda di Como, Chronos3 di Milano e Compagnia Officina di Brescia.
Durante la serata una giuria di esperti, insieme agli organizzatori di Residenza Idra e al pubblico presente in sala, esprimerà un giudizio con un voto sugli spettacoli visti.
E' possibile anche vedere le compagnie in gara tramite il canale youtube e il profilo facebook di Teatro Inverso.
La Coop. AttivaMente andrà in scena con lo spettacolo Lost in limbo, con Stefano Dragone e Alessia Melfi e la regia di Jacopo Boschini. Una Stanza all’ultimo piano di un elegante e moderno palazzo, in una zona appena fuori dal centro città, ma che ancora non è periferia. La Stanza è scarsamente arredata. Al centro della parete di fondo, proprio di fronte all’ingresso, una porta si apre su altri ambienti. Davanti a questa porta, tracciata per terra, una linea bianca. Nella Stanza ci lavora una giovane psicologa. Il suo compito è di assistere i tossicodipendenti, senza mai oltrepassare la linea bianca per terra, che giungono lì per iniettarsi, legalmente, la droga. Poi un giorno nella Stanza entra un uomo... Lost in limbo indaga gli abissi della mente umana. La protagonista, infatti, viene attratta in un mondo oscuro, fatto di segreti, inganni, mezze verità. Un mondo che corrompe e che divora, dentro al quale, una volta che ci si è entrati, difficilmente se ne può uscire.
I Chronos3 presentano Funziona meglio l'odio di Emanuele Aldrovandi, con Isabella Picchioni e Marcello Mocchi e con la regia di Vittorio Borsari. Si può fare del male a fin di bene? Funziona meglio l’odio, testo di Emanuele Aldrovandi, segnalato al Premio Hystrio 2012, mette in scena le storie di Batman e Lucy: lui, un ragazzo di trent’anni a cui uno stupratore ha ucciso la fidanzata, intraprende una personale crociata con l’obiettivo di far calare radicalmente le violenze sulle donne. Lei è una venticinquenne che non ha denunciato uno stupro e aspetta l’occasione per vendicarsi. Entrambi hanno un piano, ed entrambi i piani prevedono la violenza. L’urgenza di affrontare un tema purtroppo così attuale come la violenza sulle donne nasce dall’intento civile di far parlare, in modo inaspettato e inusuale, di un problema troppo spesso giudicato “naturale” e quindi non-risolvibile. Questo attraverso un testo che parte da una tematica contingente per affrontare, con un linguaggio in cui il dramma si mescola all’ironia, la domanda atavica che è alla base della contraddittorietà di molte leggi su cui è fondata la nostra società: è possibile fare del male a fin di bene?
La Compagnia Officina si esibirà nello spettacolo Peter…Echi dall'isola che non c'è, con Irene Tiriani, Antonio Panice e Elisabetta Bettera e con la regia di Fabio Boverio. Il progetto prende il via da una serie di improvvisazioni e di lavori sul testo di Barry, che hanno portato gli attori a trovare propri percorsi, parole e immagini per raccontare, non solo la storia del bambino che non voleva crescere, ma anche un percorso all'interno della loro isola che non c'è. Partendo quindi dal gioco, dall'allusione e dalla metafora si è cercato di giungere a una proposta che si discosta ora di molte leghe dal testo originale, che non racconta più neppure una storia, ma si limita a spaccati di un mondo tanto fantastico da sembrare reale e tanto reale da farci credere a un orizzonte di fantasia. Del resto Peter Pan è forse questo: un volo a capofitto tra foglie e sirene, tra pirati e indiani, tra realtà e sogno, dove i piani si frantumano in specchi, che sì riflettono vicendevolmente, e dove tutti inseguono tutti e nessuno sa più perché stia correndo. "I bimbi sperduti inseguono Peter Pan, i pirati inseguono i bimbi sperduti, gli indiani inseguono i pirati e le sirene stanno ferme", questo dice il testo, e questa giravolta di corse e di inseguimenti è lo stesso percorso che noi cerchiamo di fare in questo lavoro col pubblico, tutti intenti a inseguire un senso che segnerà il traguardo della corsa. Ma intanto, stiamo ancora correndo. Tutti sì perdono nell'Isola che non c'è, e noi con loro.
Biglietto intero: 2 euro (valido per l'intera serata) Tessera Associativa Obbligatoria: 2 euro - 5 euro - 10 euro
Sabato 25 maggio 2013 Ore 21.00 Spazio Teatro Idra Vicolo delle Vidazze 15, Brescia
Info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 0303701163 3392968449
Ultimo dei vedutisti veneti dell'Ottocento, erede dei maestri come Antonio Canal (meglio conosciuto come Il Canaletto), Francesco Guardi e Bernardo Bellotto, a Guglielmo Ciardi viene dedicata una mostra alla GAM Manzoni. Centro Studi per l'arte moderna e contemporanea.
Fino al 31 maggio si potranno ammirare 25 opere dell'artista, provenienti da collezioni italiane ed estere, ripercorrendo, in ordine cronologico, la sua produzione.
Vero cantore delle magiche atmosfere della laguna, dei palazzi storici, delle calli, dei canali e dei territori circostanti, nacque il 13 settembre 1842 a Venezia e studiò all’Istituto di Belle Arti della sua città.
Uscito dall'accademia, si liberò dalle regole apprese negli anni di studio (senza dimenticare l'importante insegnamento del professor Domenico Bresolin) per ispirarsi esclusivamente alla natura, con una pittura dal vero e all'aperto, scegliendo i luoghi natali come soggetto: uno stile che risulta originale rispetto ai maestri del passato.
Nei suoi viaggi in Italia, incontra Telemaco Signorini, i macchiaioli, Diego Martelli e Nico Costa.
Con il quadro Messiodoro (1886) raggiunse la celebrità, vincendo la medaglia d'oro alle esposizioni di Nizza e Berlino, e fu acquistato dalla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma.
Insegnò all’Accademia di Venezia dal 1894 fino alla morte, avvenuta nel 1917.
L'esposizione, curata da Francesco Luigi Maspes ed Enzo Savoia, è l'occasione per approfondire lo studio e la conoscenza dell'artista.
GAM Manzoni. Centro Studi per l'Arte Moderna e Contemporanea
Via Alessandro Manzoni, 45
Milano
tel. 02.62695107
Dal martedì al sabato dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15 alle 19.00
Ingresso libero
Dal 24 maggio all’8 settembre, nello spazio espositivo di via Chiese, sarà possibile ammirare le opere di Mike Kelley, nella mostra personale dedicata all’artista.
Un’esposizione unica, che approfondisce il suo lavoro, in un percorso aperto che si snoda tra installazioni, video e sculture realizzate tra il 2000 e il 2006.
Sono opere di grande intensità che rappresentano il complesso e visionario universo espressivo di una delle figure più influenti dell’arte, prematuramente morto a soli 58 anni.
Il progetto, pensato appositamente per HangarBicocca, deve la sua unicità alla curatirce italiana Emi Fontana, che evidenzia un intreccio di elementi culturali e ricordi autobiografici quali il rapporto con l’educazione, il legame con l’architettura modernista, la relazione con la tradizione della pittura e della letteratura americana, il confronto con la cultura popolare e gli stili della sottocultura musicale.
Kelley era capace di mixare arte colta e popolare, generi espressivi diversi ed esplorare temi quali la memoria, l’identità e il rapporto con l’autorialità.
La mostra si apre con Extracurricular Activity Projective Reconstruction #1 (A Domestic Scene) e Runway for Interactive DJ Event, due installazioni che rappresentano una svolta fondamentale nella sua ricerca, accompagnate da un video, nel quale viene pronunciata la frase ‘Eternity is a long time’, che dà il titolo al progetto.
L’installazione centrale è John Glenn Memorial Detroit River Reclamation Project (Including the Local Culture Pictorial Guide, 1968-1972, Wayne/Westland Eagle), ispirata a un monumento dell’astronauta John Glenn, a cui era dedicato il liceo frequentato da Kelley, ricoperto di frammenti di vetro e ceramica colorati.
Ingresso gratuito
Dal 24 maggio all’8 settembre
HangarBicocca
Via Chiese 2, Milano
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Inaugurata il 16 maggio, alla Galleria Il Castello è possibile visitare una mostra che raccoglie 19 opere per "Go Through", ovvero passare attraverso la vita e le sue fasi seguendo un percorso di bianchi e neri, di luci e ombre.
Teschi, polvere di diamante, medicinali, farfalle: ci sono tutti gli elementi tipici della poetica di Damien Hirst. Nello spazio milanese, il celebre artista, noto per i suoi lavori provocatori e controversi, espone sculture, acqueforti, acquetinte, e serigrafie in un percorso sviluppato per ricreare i momenti di introspezione e di azione vitale che scandiscono la nostra esistenza.
Una sorta di contesto teatrale e concettuale, capace di coinvolgere lo spettatore intellettualmente ed emotivamente.
La mostra, la cui dislocazione negli spazi è stata curata dal fotografo e designer Francesco Vitali, si snoda seguendo 5 temi fondamentali: i passaggi, evocati dai teschi (cifra stilistica dell'artista); le soste, che si ritrovano negli spot paintings; le seduzioni, nascoste tra la polvere di diamanti; le illusioni, racchiuse negli armadietti di medicinali; le trasformazioni, incarnate dalle farfalle.
Questa selezione di opere risparmia le più crude e contestate per riproporre quelle più enigmatiche, suscitando interrogativi e dubbi che spesso il lavoro di Hirst stimola provocando un senso di disagio che permea tutti gli esseri viventi che, volenti o nolenti, sono condannati a fare i conti con la morte.
La mostra rimarrà aperta sino al 18 luglio e Nerospinto invita caldamente a visitarla, per porsi a confronto con un grande artista, per affrontare e interrogarsi su dubbi e angosce della propria esistenza.
Info su costi e orari:
Da martedì a sabato dalle 11 alle 13.30 e dalle 15 alle 19
Lunedì dalle 15 alle 19
Ingresso Libero
Galleria d'arte moderna Il Castello
via Brera, 16
Milano
‘Siamo nati per concretizzare idee e sogni. Non è arte, non è foto, non è design, non è moda, non è musica. Non è etichettabile. E’ la spinta a realizzare.’
KOINè collective è un gruppo di giovani che sono impegnati nella progettazione e autoproduzione delle loro opere. Nasce dall’esigenza di realizzare idee e sogni attraverso un linguaggio universale, che sia compreso da tutti, infatti il nome stesso significa lingua comune, perché nessuno abbia l’impressione di essere escluso.
In occasione del salone del mobile KOINè presenterà CMYK, una composizione di volumi costituiti da elementi di diverse forme e dimensioni, che interagiscono con lo spazio creando un luogo adatto all’aggregazione.
I solidi infatti sono come un oggetto d’arredo con una grande forza di richiamo, esaltata dai colori brillanti e d’impatto, come il giallo e il rosa, che attirano l’attenzione dei passanti.
‘Koinè è persone. Koinè è idee. Koinè è possibilità. Koinè è passione. Koinè è concretizzazione. Koinè è.’
Venite a scoprirlo all’evento Nerospinto Borderline Design Week allo Spazio Giulio Romano 8, sabato 13 aprile dalle ore 19.00.
La Galleria Francesca Minini ha il piacere di ospitare la seconda mostra personale nel nostro Paese dell'artista tedesco Mandla Reuter, dal titolo No Such St.
L'esposizione verrà inaugurata al pubblico sabato 20 aprile dalle ore 16 e rimarrà aperta sino al 20 di luglio.
Elemento costante della ricerca di Mandla Reuter è l'esplorazione dello spazio interno ed esterno: nello specifico della mostra in questione, l'artista presenta installazioni, proiezioni video, interventi di luce e pitture astratte, intervenendo sull'architettura della galleria, rielaborandone lo spazio nelle sue funzioni e nella configurazione del perimetro.
Nuovi opere, concepite espressamente per integrarsi e ridisegnare l'ambiente circostante, dialogano con lavori preesistenti, trasformando lo spazio della galleria nell’oggetto principale dell’intervento artistico.
Il gioco di luci dato dall'accensione e spegnimento intervallato dei neon dà vita ad una nuova fruizione dello spazio entro il quale si colloca l'opera Lift (2013).
Motivo comune che soggiace ad ogni creazione è appunto l'interrogarsi in modo sempre differente sul rapporto che può instaurarsi tra l'opera d'arte e spazio circostante.
Una mostra da non perdere per indagare con sguardo nuovo spazi noti e scoprirne le potenzialità espressive; una possibilità più unica che rara per indagare la compenetrazione tra l'opera e il suo intorno, fino al limite di trasmutare materia artistica l'ambiente stesso.
Info su orari e costi:
da martedì a sabato: dalle 11.00 alle 19.30
Ingresso Gratuito
Galleria Francesca Minini
via Massimiano 25, Milano
www.francescaminini.it
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Libertà, solarità, passione e romanticismo: tutto ciò caratterizza la personalità e le creazioni di Sonia Bianco, in arte So’ White.
L’amore incondizionato per l’arte e la sfrenata creatività hanno sempre contraddistinto la gioiosa e frizzante artista milanese, spingendola a continue sperimentazioni .
Le sue opere sono un’esplosione di forme, colori materiali e stili diversi.
La contaminazione artistica è il filo conduttore della sua arte che raggiunge la massima espressione con la passione per il mosaico, tecnica a cui si avvicina nel 1998, in seguito ad un viaggio in Grecia, e che non abbandonerà mai più.
Dopo il conseguimento della laurea in Architettura presso il Politecnico di Milano con una tesi sui mosaici,
entra nella Scuola Superiore d’Arte Applicata del Castello Sforzesco ottenendo il diploma di mosaicista.
Prosegue gli studi frequentando corsi brevi alla Scuola Mosaicisti del Friuli a Spilimbergo e un master presso la Fornace Orsoni di Venezia.
Polvere, tessere di marmo, di vetro, di smalti, metalli e glitter sono gli ingredienti con i quali So’ White crea e scopre nuovi procedimenti.
La ricchezza dei materiali riflette la molteplicità di sentimenti che le opere riescono a catturare e mostrare: gioia di vivere, emozione, stupore, fascino e magia caratterizzano la sua produzione artistica.
I bijoux di Sonia Bianco non sono dei semplici oggetti che impreziosiscono il volto e il décolleté di una donna, ma delle opere d’arte, che rivelano le emozioni e il carattere di chi li indossa.
Accanto ai gioielli l’artista riversa la sua creatività nei mosaici e quadri materici, raramente figurati, in cui ogni persona può trovare ciò che cerca.
Le sue creazioni anticonvenzionali non sono mai uguali perché ogni tassello utilizzato è diverso dall’altro e le combinazioni possono essere infinite. Così come i mosaici, allo stesso modo ogni persona è diversa dall’altra e potrà trovare il gioiello o il quadro che più rappresenta la sua personalità e storia.
Se volete scoprire i mille colorati universi di Sonia Bianco non perdetevi l’appuntamento con l’artista all’evento Nerospinto Borderline Design Week allo Spazio Giulio Romano 8, sabato 13 aprile dalle ore 19.00.
Como accoglie la Grande Mostra nella splendida cornice di Villa Olmo, una delle dimore storiche più affascinanti del Lago di Como. E’ stata inaugurata sabato 23 marzo, la Mostra "La città nuova. Oltre Sant'Elia”: un’esposizione che porta in scena un secolo di visioni urbane, attraverso 100 opere. Dipinti, modelli, installazioni di artisti, architetti, registi quali Antonio Sant'Elia, Umberto Boccioni, Le Corbusier, Fritz Lang, Chris Burden e tanti altri.
Una mostra multimediale con una doppia esposizione, che si svolgerà non solo a Villa Olmo, ma anche a Palazzo Volpi, sede della Pinacoteca Civica, nel centro storico di Como. La Pinacoteca Civica propone 50 disegni di Sant'Elia di proprietà del Comune da anni inaccessibili al grande pubblico. Qui si potranno ammirare alcune ipotesi progettuali di Antonio Sant'Elia. La mostra di Villa Olmo, si apre con «La Città Nuova», dodici disegni che Sant'Elia aveva presentato alla mostra milanese delle Nuove Tendenze del 1914. In questi dodici tavole sono sintetizzate le visioni urbane dell’architetto comasco. A Villa Olmo, una sala è dedicata a Metropolis , il film fantascientifico di Fritz Lang, del 1927, ambientato in una “città santeliana”… In scena anche opere contemporanee quali Pizza City, il plastico di una città composta da centinaia di giocattoli dell’artista americano Chris Burden e il video della cinese Cao Fei che rappresenta una città sospesa in uno spazio virtuale. Opere dallo spirito futuristico.
"La città nuova. Oltre Sant'Elia” è una mostra omaggio non solo al grande architetto comasco Sant’Elia ma anche ai 100 anni di idee e progetti “Oltre Sant’Elia”… Una mostra riflessione sul paesaggio urbano e sulla sua evoluzione.
Per informazioni: Villa Olmo, Via Cantoni 1 – Como La mostra è aperta fino al 14 luglio 2013. www.lacittanuova.it
Noi di Nerospinto amiamo quell’arte che non solo dà piacere agli occhi, ma che nutre lo spirito con la sua capacità di creare attraverso le opere un momento di riflessione e approfondimento.
Fino al 2 giugno 2013 Palazzo Reale ospita The Desire for Freedom. Arte in Europa dal 1945, una grande mostra collettiva che affronta l’idea di Libertà in Europa dal dopoguerra in avanti, attraverso il pensiero e le opere di 94 artisti contemporanei provenienti da 27 paesi europei.
Il progetto nasce con l’obiettivo di superare la visione di un’ Europa del dopoguerra come teatro dell’ostilità tra due blocchi di potere contrapposti durante la guerra fredda, assumendo invece come punto di partenza l’idea che entrambe le parti affondino radici comuni nell’Illuminismo. Per questo Est, Ovest, Nord e Sud sono rappresentati in base a un criterio di parità che emerge nella sequenza tematica ideata per l’esposizione.
In mostra dipinti, fotografie, disegni, video e installazioni realizzati in settanta anni di produzione artistica europea da artisti affermati e di fama internazionale - tra cui Damien Hirst, Arman, Jannis Kounellis, Yves Klein, Richard Hamilton, Niki de Saint Phalle, Alberto Giacometti, Gerhard Richter, Christo, Mario Merz, Emilio Vedova, Yinka Shonibare, Lucio Fontana, Ilya Kabalov - e da altri poco noti in Italia, ma di grande interesse come Boris Mikhailov e Erik Bulatov.
Orari: lunedì 14.30 – 19.30
martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30 – 19.30 giovedì e sabato 9.30 – 22.30
prezzi: il costo del biglietto è di 11 euro compresa l’audioguida, ma con lo speciale ticket cumulativo di 16 euro si possono visitare sia “The Desire for Freedom” sia la mostra dedicata a “Modigliani, Soutine e gli artisti maledetti”.
Info e prenotazioni: www.desireforfreedom.it
‘’Dipingo responsabilmente maschere di uomini irresponsabili. Ne consacro il volto all'inferno e il cuore al paradiso.’’
Centro della riflessione l’uomo. L’uomo nella sua complessità, nel suo tentativo affannoso alla ricerca di un fantomatico equilibrio, sfida tra paura e assenza. Passato e attesa. Lo spunto da cui partire il divenire della sua essenza piú profonda, il prodotto finale delle sue sfide vissute, quelle subíte o quelle vinte nel grigio di una metropoli dove puoi notare tutti, ma non essere notato e che permette alla tua maschera di prendere forma esteriore. Indagine sulle complessità e le lacerazioni dell’interiorità dell’io che il mondo moderno mai come ora rende sempre più evidenti. Un uomo condannato a vestire la sua maschera e a evitare quella sbagliata : il futuro è ‘’Sottovetro’’. Ma l’uomo anche nella vita di tutti i giorni, incrina la sua maschera e ne rivela il fondo: il magma caotico, che altro non è se non la realtà a lungo celata, “mascherata”, appunto. Così l’uomo si accorge della condizione in cui vive, il relativismo, vale a dire il contrasto vita-forma. Dopo aver acquisito consapevolezza del suo essere forma, l’uomo ha tre possibilità: o accetta passivamente la maschera che lui stesso ha indossato oppure con cui gli altri tendono a identificarlo, perché incapace di ribellarsi, o accetta il suo ruolo con atteggiamento ironico-umoristico, pur non rassegnandosi, o reagisce con disperazione. Questo è il dissidio e l’agonia pur sempre pregna di vita che Cosimo cattura nell’Apocalisse delle sue tele. Forma per forma, colore per colore. Lui non giudica i suoi protagonisti ma ne mostra l’essenza in tutta la sua tensione espressiva senza filtri , in piena energia pulsante delle sue tele che vibrano, nell’insieme magmatico di idee brillanti e follie, nel suo tripudio di forme geometriche e colori accesi che rendono vivace la fauna delle sue anime smarrite che scelgono di vivere e di essere mostrate senza mai abbassarsi a compromessi. In onore di quella che Cosimo definisce l'Insostenibile amarezza dell'essere.
DIMENSIONI OPERE: o’ Priatore: 80x100, olio su tela La Ragione Persuade L’amore: 100x70, olio su tela L’Uomo Nero: 50x709, olio su tela Sottovetro: 100x150, olio su tela"
Ab-Sinth 2° ART-Xperiment : Cosimo Carola Painter
Mercoledì 9/01 ore 22:30 to 2:30 ZoOM Bar Via Panfilo Castaldi 26 Milano Info-contacts 345/2418801
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