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Arriva al teatro Libero uno spettacolo suggestivo ed emozionante che mette in contatto storie, drammi e divertimento in una locanda al mare.
Palazzo della Ragione a Milano ospita Inside Out, una mostra che con 250 immagini di oltre quaranta fotografi racconta il Belpaese.
Da Gianni Berengo Gardin a Massimo Vitali, da Gabriele Basilico a Mario Giacomelli, da Luigi Ghirri a Mimmo Jodice, da Letizia Battaglia a Silvia Camporesi, una selezione di opere che testimoniano l’evoluzione del linguaggio fotografico italiano contemporaneo e, al tempo stesso, sono un atto d’amore nei confronti del proprio Paese, dei suoi paesaggi, delle sue città, dei suoi abitanti.
L’esposizione, concepita per essere un’unica iniziativa scandita in due momenti, dal 21 marzo al 21 giugno con i fotografi italiani e dal 1°luglio al 27 settembre con i fotografi del mondo, consegna al pubblico l’immagine del paese più rappresentato della terra, attraverso 600 immagini dei più importanti autori italiani e internazionali.
“Questa mostra raccoglie idealmente il testimonial delle due precedenti esposizioni dedicate ai due grandi maestri della fotografia Salgado e Bonatti che hanno raccolto un grande successo e racconta il nostro paese proponendo le fotografie di grandi fotografi che hanno colto gli aspetti principali del nostro Paese e dei suoi abitanti. Un capitolo importante del palinsesto di Expo in città che conferma la vocazione di Milano come città d’arte aperta “aperta a tutti i linguaggi dell’espressione artistica contemporanea”, ha dichiarato Filippo Del Corno, Assessore alla Cultura.
Un viaggio nel tempo, nei luoghi, nelle vicende che, mescolandosi, costituiscono la trama per un riflessione su quello che l’Italia e gli italiani sono e sono stati.
La suggestione del viaggio verrà anche ricreata dal particolare allestimento di Peter Bottazzi che, per l’occasione, ha pensato a un lungo convoglio composto da diverse carrozze che ospitano, al loro interno, delle personali di ciascun autore che interpreta i luoghi dell’Italia che più l’hanno ispirato.
Con la seconda parte - OUT -, dal 1° luglio al 27 settembre 2015, le fotografie degli autori italiani lasciano il posto a quelle di grandi maestri internazionali, quali Henri Cartier-Bresson, David Seymour, Alexei Titarenko, Bernard Plossu, Isabel Muñoz, John Davies e altri.
Marco Trabucchi
INGRESSO:intero €12 / ridotto €10
ORARI:
martedì, mercoledì, venerdì e domenica dalle 9.30 alle 20.30
giovedì e sabato dalle 9.30 alle 22.30
INFO:
Palazzo della Ragione - piazza dei Mercanti, 1 - Duomo
www.palazzodellaragionefotografia.it
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Oggi Milano sarà invasa da coloratissimi animali giganti.
Alle ore 18.30 la Galleria Pisacane inaugura la mostra Welcome to the (city) jungle, un viaggio divertente e originale attraverso un universo di sculture che rappresentano animali di ogni genere. Chiocciole di ogni colore, rane, mucche giganti e lupi feroci.
Queste opere colorano e abbelliscono le piazze incuriosendo i cittadini che si domandano come mai la giungla è arrivata in città.
La mostra è stata creata dal Cracking Art Group, un famoso gruppo di 6 artisti fondato nel 1993 con la voglia di cambiare la storia dell’arte contemporanea. Un obiettivo forse troppo surreale, dato che si pone l'idea di portare una svolta radicale all'interno del mondo artistico, ma sicuramente un'idea interessante e originale. Vengono disegnate opere e sculture a grandezza d’uomo, poi esposte in tutte le più famose piazze e luoghi simbolo di Milano (guglie del Duomo, Castello Sforzesco, navigli).
Il collettivo inoltre sposa la causa ambientalista e tenta di salvaguardare l’ambiente facendo molta attenzione ai materiali utilizzati per creare le loro opere. Le loro materie prime sono infatti plastiche riciclabili per non inquinare.
Il desiderio di rompere con il passato è insito nel nome del gruppo: "to crack” infatti significa 'rompere, spezzare'.
Gli artisti vogliono creare qualcosa di totalmente nuovo e originale, utilizzando un linguaggio estetico innovativo, che possa stupire, affascinare e incuriosire.
I colori brillanti delle sculture attraggono immediatamente la curiosità dei passanti, che si divertono a scattare foto in compagnia di lumache rosa o mucche giganti.
A detta degli artisti, Welcome to the (city) jungle è un viaggio pop attraverso un universo colorato di animali che vanno incontro ai gusti di tutti, ognuno con il proprio colore e la propria personalità.
Una mostra godibilissima perché unisce arte, ambiente e futuro in un unico grande viaggio verso un'altra dimensione, quella selvaggia del mondo animale.
Le opere saranno in mostra alla Galleria Pisacane di Milano dal 4 al 31 marzo.
Durante la serata di inaugurazione saranno presenti alcuni degli artisti fondatori di Cracking Art che accompagneranno i visitatori in questo suggestivo viaggio.
Orari:
da lunedì a venerdì dalle 10 alle 19
sabato dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19
Ingresso libero
Info
Galleria Pisacane Arte
via Carlo Pisacane 36, 20129 Milano
Tel. 02 39521644
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Fino al 1° febbraio 2015 presso Palazzo Morando a Milano, ci sarà la mostra Renata Tebaldi. Il mito del canto, lo stile della Diva nel cuore di Milano.
La mostra è un omaggio alla cantante lirica Renata Tebaldi, organizzata in occasione del decimo anniversario della sua scomparsa (Pesaro, 1922 – San Marino, 2004), ed è un'esposizione di abiti, accessori, gioielli e cappellini che ricostruiscono il gusto e la carriera di una delle artiste italiane più note nel dopoguerra. L'esposizione è solo una delle iniziative pensate dal Comune di Milano e dal Comitato Renata Tebaldi in occasione di questo anniversario, racchiuse nel programma "Passeggiata Tebaldi": al suo interno, troviamo una sorta di mappa dei luoghi da lei frequentati in città, ma anche concerti e, ultimo ma non ultimo, l'esposizione di fotografie, libri, locandine e cimeli della soprano nei negozi della Galleria Vittorio Emanuele II a partire dal mese di dicembre.
Renata Tebaldi fu ambasciatrice della cultura italiana nel mondo, rappresentando in ogni angolo del pianeta le opere di Verdi e Puccini, e questa esposizione ne celebra il ricordo nella consapevolezza di quanto sia importante la condivisione del concetto di “memoria”, svelando al contempo i mille volti della grande diva, omaggiando una fra le più straordinarie cantanti liriche italiane, milanese di adozione che, con la sua voce d’angelo e la rigorosa sapienza di musicista, ha inebriato le platee di ogni paese, portando nel mondo testimonianza dell’arte e della cultura italiana. Inoltre la cantante è la prima stella della lirica ad avere un app esclusivamente dedicata a lei, a riprova del suo eterno mito giunto fino alla contemporaneità.
Per lei furono disegnati abiti firmati da grandi artisti quali Beni Montresor, Giorgio De Chirico, Rosita Contreras, Hanae Mori, Stavropolus, e in rassegna, oltre agli abiti, saranno esposti oggetti personali, centinaia di fotografie e le onorificenze di cui la Signora Tebaldi fu insignita, tra cui quelle di Cavaliere di Gran Croce, di Commendatore e Grand’Ufficiale della Repubblica Italiana, Grande plaque de vermeil de la Ville de Paris 1986, Cravate de Commandeur des Arts et Lettres 1987, Legion d’honneur 1996, oltre ai celebri riconoscimenti trasmessi nelle espressioni e negli scritti di personalità quali il Maestro Arturo Toscanini e J.F.Kennedy, e alla “Proclamation” del “Tebaldi day”, indetto in suo onore l’11 dicembre 1995 da Rudolph Giuliani, allora Sindaco di New York. Durante l'esposizione si potranno ascoltare brani musicali della cantante, video inediti e interviste televisive tratte dagli archivi dei teatri che hanno accolto l'artista.
La mostra proposta a Palazzo Morando è l’ultima tappa di un progetto espositivo itinerante, inaugurato il 19 dicembre 2005 al Teatro alla Scala di Milano in coproduzione con il Teatro Regio di Parma. Tappe successive sono state, da allora, il Teatro Massimo di Palermo, il Liceu di Barcellona e l’Opera di Losanna, il Palazzo Sheremetyev di San Pietroburgo, il Teatro Stanislavnskij – Nemirovic-Dancenko di Mosca, il Teatro San Carlo di Napoli, l’Opera di Lione, Trieste, New York e Pechino. Dal maggio 2015 la mostra proseguirà a Tokyo, Parigi , New York e Buenos Aires.
20 novembre 2014 - 1 febbraio 2015
Renata Tebaldi. Il mito del canto, lo stile della Diva nel cuore di Milano
Palazzo Morando - Costume Moda Immagine Via Sant'Andrea, 6 - 20121 Milano 02 884 65735 / 64532 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.costumemodaimmagine.mi.it www.museorenatatebaldi.it
Orari: Dal martedì alla domenica dalle 9.00 - 13.00 / 14.00 - 17.30. Ultimo ingresso mezz'ora prima dell'orario di chiusura.
Biglietti: Ingresso libero
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Mercoledì 1 ottobre, alle ore 18.30, presso la Galleria San Fedele si terrà l’inaugurazione della mostra di Patrizia Novello. L’artista espone al San Fedele una selezione di lavori recenti che le hanno permesso di vincere il primo premio Morlotti 2013 - Giovani Artisti Under 35.
Patrizia Novello, milanese classe 1978, torna alla Galleria dopo essersi classificata terza al Premio San Fedele 2009/10 con l’opera “The time is drawing near to return”. La mostra è l’occasione per inaugurare il nuovo spazio dell’Auditorium San Fedele. L'esposizione, che dura fino al 31 ottobre, consiste di undici Processi di Caduta, fascinose opere dipinte nel 2012 dedicate allo stato d’animo di chi sta precipitando.
L’esposizione è curata da Michele Tavola, Assessore alla Cultura del Comune di Lecco, profondo conoscitore d’arte e collaboratore del quotidiano La Repubblica. “Patrizia Novello rappresenta l’attimo di sospensione tra il punto di partenza e quello di arrivo, amplificandolo e dilatandolo, nella vana speranza che duri in eterno – dice Tavola – L’artista cerca di prolungare il più possibile l’attesa, senza più pensare alla causa del male e cercando di allontanare il momento in cui si dovranno fare i conti con le conseguenze.”
INFO
I_XI di Patrizia Novello, a cura di Michele Tavola Galleria San Fedele via Ulrico Hoepli 3 A/B, Milano Fino al 31 ottobre, tutti i giorni dalle 16.00 alle 19.00
Nerospinto ha il piacere di annunciare sweet Sub-NOTHING-Spores, nuova mostra dell’artista tedesco John Bock presso la Galleria Giò Marconi. Per la sua terza personale l’artista trasformerà la Galleria nel suo mondo eccentrico e surreale, un teatro dell’assurdo dove nessuna regola o logica sembra potersi applicare.
Nato nel 1965 a Gribbohm in Germania, John Bock diventa famoso a metà degli anni ’90 per le sue performance, le cosiddette “Lectures” e per le sue installazioni, stravaganti assemblaggi di oggetti quotidiani. Le sue prime “Lectures”, una via di mezzo tra una performance e una lezione accademica, vertevano su temi economici uniti successivamente ad argomenti più vicini al mondo dell’arte. Una sorta di parodia del mondo intellettuale che culminava in assurdi dialoghi con il pubblico, protagonista attivo in tutti i suoi lavori. I titoli stessi delle sue opere derivano spesso dalla giustapposizione o dalla ripetizione di parole reali, riflettendo così la natura ibrida e multiforme del suo lavoro. Nelle sue performance l’artista riprende elementi del cabaret, del vaudeville, delle commedie slapstick e del teatro. Assume pose grottesche, compie movimenti esagerati, indossa costumi colorati e protesi bizzarre e combina gli oggetti più disparati con ogni tipo di liquido in modo fantasioso e irriverente. Questi assurdi assemblaggi diventano poi parte della mostra, trasformando lo spazio espositivo in un caleidoscopio di colori, suoni ed immagini.
La sua opera sfugge ad ogni possibile classificazione, qualsiasi categoria per descriverla diventa riduttiva: performance, teatro, video, installazione, scultura si mescolano a discipline e linguaggi diversi come la filosofia, l’economia, la musica, la moda e a frammenti di vita quotidiana in una fusione originale che non sembra mai essere completa. L’artista sembra superare e oltrepassare quelli che sono considerati universalmente i canoni della storia dell’arte ed i suoi limiti.
Per la sua personale da Giò Marconi Bock presenta un film, diverse installazioni e una scultura. Nel film in mostra “Above the point of the glowing silence”, presentato per la prima volta alla Biennale di Venezia del 2013, una Musa danzante racconta a un baco brevi storie sull’amore, sulla morte, sulla follia e su mondi paralleli in una “Casa-Segmento”. La Musa poi si perde nel labirinto di Venezia e inizia a modellare materiali morbidi sui muri delle case.
Negli ultimi dieci anni Bock si è sempre più dedicato al video, il cui linguaggio visivo è molto vicino a quello delle sue performance. I suoi film sono una sorta di lente di ingrandimento sulla realtà, di cui esplora i dettagli più nascosti. Bock parte dalla vita quotidiana e si sofferma sugli aspetti più assurdi, facendo entrare lo spettatore in un microcosmo colorato fatto di spazi ribaltati, sostanze e oggetti dalle forme mai viste che si trasformano in personaggi, animali dai tratti umani e viceversa, un mondo dove tutto è dissociato e collegato al tempo stesso, dove ogni sicurezza è abbandonata, tanto che l’artista stesso definisce i suoi film “assurde commedie dark”.
La scultura che viene presentata ha come soggetto dei contadini e si ispira allo stile dello scultore tedesco Ernest Barlach. Viene ripreso il rilievo tridimensionale caratteristico di Barlach, ma completamente rivisto e ripensato da Bock.
C’è poi un’installazione composta da quattro teche. In una di queste, alta tre metri, sono visibili in basso delle scarpe sulla cui suola è appiccicata una cicca. Un’altra contiene una tenda, dietro la quale una sorgente luminosa emette fasci di luce ritmica senza motivo. Nella terza teca è appesa in verticale una catena di biglie sulla quale si arrampica dello sterco di coniglio. La quarta invece contiene un meccanismo che può essere azionato a mano dall’esterno e che mostra un ciuffo di capelli che accarezza un bullone e un’unghia che dà dei colpetti ad una tavoletta. Questa teca è appoggiata ad una rastrelliera a cui sono appese due foto della Musa che recita nel film “Above the point of the glowing silence”.
Elemento principale della mostra è l’installazione “Ait-il se terme”, realizzata con materiale di una performance precedente. Il video della performance accompagna l’installazione.
L’artista presenta inoltre tavole di testo, dove le parole, frasi tratte da azioni o film, sono ripetute, tagliate, incollate, scambiate, modificate, frammentate e riscritte in modo fastidioso. Bock non cerca la logica narrativa, la chiarezza, ma la confusione, vuole disorientare lo spettatore, sfidandolo con ironia a comprendere e superare gli ostacoli della vita. L’artista infatti descrive la vita come un gioco d’avventura che l’essere umano può solo iniziare a comprendere.
A prima vista il suo lavoro potrà risultare caotico e privo di senso, ma così non è, c’è sempre un’analisi lucida dietro la sua opera, volta ad analizzare la società occidentale moderna e con dei risvolti autobiografici.
Galleria Giò Marconi, Via Tadino 15, Milano.
John BOCK: sweet Sub-NOTHING-Spores
Dal 14 febbraio al 22 marzo 2014
Da martedì a sabato 10-13; 15-19
Inaugurazione: giovedì 13 febbraio 2014 dalle 19.00 alle 21.00
Per informazioni:
www.giomarconi.com
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Nerospinto segnala un appuntamento da non perdere domani - 5 febbraio 2014 - alle ore 18.30, presso lo spazio Made4Art di Milano. Stiamo parlando dell’inaugurazione del quarto progetto di indagine sull'arte astratta portato avanti da Made4Art, in questa circostanza si decide di sviluppare la tematica del monocromo, con molteplici e differenti declinazioni a seconda delle diverse personalità artistiche chiamate a partecipare.
Gli artisti protagonisti della mostra sono: Alessandra Angelini, Gianfranco Bianchi, Giorgio Biso, Pietro Canale, Sandro Giordano, Susi Zucchi. L’Esposizione è realizzata a cura di Elena Amodeo e Vittorio Schieroni.
Made4Art, Spazio e servizi per l’arte e la cultura, porta avanti il progetto di indagine sull’arte astratta precedentemente inaugurato con Visioni astratte. Nuove tendenze al femminile (19 marzo-2 aprile 2013) e portato avanti con le successive esposizioni Black&White. Astrazione negli opposti (24 maggio-7 giugno 2013) ed Explosion! colore astrazione emozione (25 ottobre-14 novembre 2013). Monochromes, vuole approfondire la ricerca sul colore nella sua forma più pura e rigorosa, il monocromo.
Ogni artista chiamato a partecipare alla mostra ha potuto dare il suo apporto sulla base della propria sensibilità, del personale uso delle tecniche e dei materiali. I curatori di Made4Art, Vittorio Schieroni ed Elena Amodeo, hanno scelto le opere ritenute più in linea con l’idea espositiva alla base del progetto, realizzando un allestimento tale da mettere in luce specificità, contrasti e assonanze. Elementi artistici diversi vengono ad entrare in rapporto senza creare contrapposizioni ma in un muto ed armonico dialogo.
Le opere di Gianfranco Bianchi e Susi Zucchi giocano su effetti di rilievo, inclusioni e sovrapposizioni. La ricerca di Sandro Giordano è una sperimentazione sulle diverse sfumature dello stesso colore, il grigio, mettendone in luce le diverse variazioni.
Stratificazione di colore, rigore e geometria sono invece le caratteristiche dei lavori di Giorgio Biso e Pietro Canale. In Alessandra Angelini si esplica la forma più pura del monocromo: da un’unica campitura di giallo emergono pigmenti e paste materiche sapientemente disposti in grado di creare inaspettati effetti di ombra e movimento.
Monochromes, con data di inaugurazione mercoledì 5 febbraio alle ore 18.30 e visitabile fino al 25 febbraio, è un invito a scoprire l’essenza del colore, attraverso le sue infinite varianti e sperimentazioni, lo sguardo tenderà a perdersi nelle infinite manifestazioni di stile e rivelazioni cromatiche con cui si verrà in contatto, nel percorso di un’interessante ricerca artistica nel mondo del colore e dell’astrattismo.
M4A - MADE4ART, Milano
"MONOCHROMES" - Dal 5 al 25 febbraio 2014
Inaugurazione mercoledì 5 febbraio, ore 18.30
Lun. ore 16-19, da mar. a ven. 10-13 e 16-19, sab.16-19
Per informazioni:
Made4Art - Spazio, comunicazione e servizi per l'arte e la cultura
Via Voghera 14, Milano - ingresso da Via Cerano.
MM2 Porta Genova, zona Tortona.
Sito Internet: www.made4art.it.
Mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Nerospinto questa volta vuole regalarvi l’emozione di un’esperienza straordinaria, e lo fa raccontandovi Van Gogh Alive, che si svolge presso la Fabbrica del Vapore di Milano, in Via Procaccini 4. I capolavori del noto pittore olandese prendono vita infatti, creando un’atmosfera unica. Si tratta di un esperimento visivo e divulgativo inedito, per avvicinare anche quel pubblico che è meno abituato ai musei, un prologo alla grande mostra che Milano dedicherà all’artista nel 2014.
Van Gogh Alive presenta oltre tremila immagini proiettate ad altissima definizione – un museo impossibile – un viaggio attraverso l’universo creativo e visionario dell’artista, dagli intensi cromatismi alla complessa e sofferta vicenda esistenziale.
Il meccanismo che ha reso possibile tutto questo è Sensory4; un sistema con 40 proiettori ad alta definizione, grafica multicanale e suono della stessa potenza di quello che si sente in una sala cinematografica. Le immagini imponenti, grandi e nitide, sono state pensate proprio nell’adattamento agli spazi del luogo, la Fabbrica del Vapore.
L’immersione nei capolavori di Van Gogh è totale, e l’esperienza multisensoriale viene suddivisa in movimenti, come fosse una partitura musicale, la mostra non tradizionale si arricchisce della proiezione dei disegni del pittore, che ne rivelano la genesi delle opere e le fonti d’ispirazione, inoltre vengono ripresi i pensieri più intimi dell'artista, raccontati anche nelle sue lettere, raccolte e pubblicate dalla cognata, Jo Van Gogh-Bonger, in un corpus di 902 missive, che Vincent indirizzava al fratello Theo e ai suoi amici, cronaca disperata e passionale del dramma vissuto dall’artista, delle sue ambizioni e della follia cui non riusciva a sottrarsi.
Le musiche meravigliose che risuonano durante l'esposizione-evento, inserite e pensate per accompagnare le immagini, ma al tempo stesso per essere fruite autonomamente, sono splendidi frammenti di musica classica, brani eseguiti al piano, al violino o al violoncello tratti, tra gli altri, da Handel, YannTiersen, Edouard Lalo, LéoDelibes, GusViseur, Franz Schubert, Kusturica, Benjamin Godard, Erik Satie, Franz Liszt.
Tutto intorno, insieme alle immagini, alle opere, alla loro intensità, ed ai sentimenti che poco a poco si compongono e rapidamente svaniscono per poi ricrearsi con la nuova proiezione, si alternano le parole, brevi frasi che esprimono pensieri e sentimenti del pittore, aspirazioni, sogni e sofferenze di un uomo le cui difficoltà e la cui vena creativa si rincorrevano e nulla riusciva a strapparlo alla sensazione di cedere alla follia ed al vuoto.
"Non vivrò senza amore" scriveva
E ancora" Sogno di dipingere e poi dipingo il mio sogno"
Il più intimo desiderio: "Vorrei solo che mi accettassero per quel che sono"
E di nuovo: "La poesia ci circonda ovunque ma metterla su carta non è, ahimè, così semplice come osservarla"
E una descrizione di intenti: "Preferirei morire di passione che di noia"
Il percorso attraverso le opere non è inconsapevole ma si muove in maniera coerente dal periodo stilisticamente cupo legato alla terra natia, alle opere dedicate alla Francia, che hanno una nuova energia e sono vicine all'Impressionismo, i colori divengono vivaci e si illuminano, nasce lo stile dell'artista, si parte infatti con i famosi "Girasoli", per poi viaggiare nella Provenza e fino alla passione sviluppata da Van Gogh per l'arte giapponese e le famose stampe.
"La Camera di Vincent ad Arles", richiama i problemi legati al peggioramento del suo stato mentale e all'instabilità emotiva.
"Il Manicomio di Saint Rèmy", durante il suo ricovero, è un periodo che lo porta a dipingere immagini distorte e paesaggi tranquilli, in costante equilibrio precario tra crisi e autocontrollo.
"La Notte Stellata" rappresenta per Van Gogh la speranza;
Infatti scriveva: "Le lampade bruciano, il cielo stellato è sopra di tutto"
"Sii consapevole delle stelle lì in alto. Dopotutto la vita sembra quasi incantata"
"I cipressi sono sempre nei miei pensieri"
"Un giorno la morte mi porterà su un'altra stella"
"Non so nulla per certo ma la vista delle stelle mi fa sognare"
I movimenti dell'esposizione si chiudono con "Il campo di grano con corvi" che rappresenta i sentimenti di Van Gogh durante i suoi ultimi giorni di vita, gli ampi paesaggi che nascondono il senso di vuoto ineluttabile che lo attanagliava.
Infine una retrospettiva: gli intensi e spesso tetri autoritratti dell'artista.
Vorrei aggiungere che spesso parti dei dipinti vengono messe in movimento e danno un senso incredibilmente cinematografico alla mostra, tanto che ci si siede per osservare ed ascoltare, come al cinema, le immagini ci vengono incontro, l'effetto è magnifico, il minimalismo diviene qui incantevole, e l'aspetto sinestetico della percezione mette i brividi, creando una sorta di fil rouge tra le opere e la vita dell'artista, la musica, la visione e il movimento, trasportandoci letteralmente in un altro mondo, che è quello che ci si aspetta dall'arte, ma qui si fa di più, si mettono in campo tutti gli aspetti sensoriali e i mezzi di comunicazione, sfondando le pareti del classico museo e venendo letteralmente 'incontro' al visitatore.
I bambini adoreranno questa esposizione, e non solo loro. Si tratta di certo di uno straordinario esperimento, che di sicuro, è pop, se vogliamo, moderno e lontano dalla classica esposizione di quadri, eppure nel suo distanziarsi dalle abituali tecniche espositive, riesce ad accattivarsi lo spettatore ed a farlo entrare in sintonia con il pittore raccontato.
Un nuovo modo di narrare l'arte, che si discosta ampliamente dall'antica concezione di contemplazione dell'opera, per intessere un rapporto privato e personale con il visitatore, che non è più un semplice osservatore, ma il protagonista di un'esperienza che coinvolge ed emoziona.
VAN GOGH ALIVE
Dal 6 dicembre 2013 al 9 marzo 2014
Fabbrica Del Vapore, Via Procaccini 4, Milano
APERTO TUTTI I GIORNI
Dalle 10.00 alle 20.00
Giovedì e sabato dalle 10.00 alle 23.00
(ultimo ingresso consentito fino ad un’ora prima della chiusura della mostra)
Biglietti adulti: 12 Euro
Ridotto: 10 Euro
Informazioni:
www.vangoghalive.it
Giovanna Canonico
Un baule griffato nella savana africana, una Neverfull monogrammata vicina ad un convento a Mosca, una cappelliera su una scalinata a Parigi.... no, non stiamo impazzendo. Si tratta della nuova mostra fotografica Cartoline di Micol Sabbadini per Louis Vuitton, in mostra presso la boutique di via Montenapoleone a Milano dal 7 al 17 novembre.
In viaggio attraverso America, Asia, Europa e Africa per un anno, la fotografa italiana molto apprezzata negli Stati Uniti ha portato 7 modelli iconici di Louis Vuitton, fra borse e bauli tutti con il logo storico Monogram, in giro per il mondo, fotografandoli fra i luoghi più suggestivi della terra, fra paesaggi da sogno e pose singolari.
Un’esposizione originale, fra contrasti e sintonie perfette, che porta la moda e lo stile di uno dei marchi più conosciuti e apprezzati al mondo in luoghi dove, probabilmente, non era ancora arrivato, per cogliere un messaggio di eleganza e stile che rappresentano il marchio di fabbrica del brand francese, recentemente passato nelle mani del nuovo direttore creativo Nicolas Ghesquière, dopo l’addio di Marc Jacobs, che l’ha saggiamente condotta verso tanti successi negli ultimi anni.
Non perdetevi queste cartoline fashion!
Cartoline
di Micol Sabbadini
presso boutique Louis Vuitton,
Via Montenapoleone, MI
Dal 7 al 17 novembre
Prima nazione del Golfo a partecipare all'Esposizione Internazionale d'Arte e alla Mostra Internazionale di Architettura, agli Emirati Arabi Uniti viene assegnato un padiglione permanente presso le Sale d'Armi dell'Arsenale di Venezia.
A rappresentare lo Stato, quest'anno, è stato scelto Mohammed Kazem, pioniere dell'arte contemporanea negli Emirati che utilizza media differenti e nuove tecnologie.
Con un grande interesse per l'arte concettuale, l'artista è riuscito a distinguersi e a portare il proprio lavoro in tutto il mondo. L'installazione site-specific Walking on Water fa parte di un progetto più ampio, Directions 2005/2013.
Il visitatore è invitato a percorrere una passerella che lo conduce al centro di uno schermo a 360° gradi, dove viene proiettato un video girato in mare aperto.
La prima sensazione, oltre a quello di un dondolio vero e proprio, è quello di isolamento, allo scopo, simbolico, di abolire le frontiere geografiche e le barriere immateriali tra la gente. Nonostante si viva in un periodo di ampia globalizzazione, l'idea di abbattimento delle barriere (sia materiali che naturali) e di apertura rimane utopica. Una riaffermazione del diritto di circolare liberamente, sia spiritualmente che concettualmente e fisicamente. Su ogni sua opera interattiva viene segnalata la posizione dell'artista tramite un Gps che porta sempre con sé.
Venezia, Arsenale
Padiglione degli Emirati Arabi Uniti, Sale d'Armi
Fino al 24 novembre
Dal martedì alla domenica, dalle 10.00 alle 18.00
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