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Torna anche quest'anno anno con la quarta edizione A Night Like This, il festival di musica indipendente organizzato nella suggestiva cornice medievale di Chiaverano (TO). La data dell'evento è fissata per il 18 luglio 2015 e la line up, già ricchissima, è in continuo aggiornamento.
Ad un passo dal bellissimo paesaggio naturale del lago di Sirio, A Night Like This propone i live di alcuni dei nomi più interessanti del panorama musiale indie sia nazionale che internazionale: A Place To Bury Strangers, Iosonouncane, Albedo, Abiku, Joan Thiele, The Circle, Giorgieness, Rame, Finistère, L-Noir, Parados, Victoria Station Disorder, Ongaku Motel si sono aggiunti ai nomi già annunciati di Drink To Me, Jennifer Gentle, Girls Names, C'mon Tigre, Populous, Welcome Back Sailors, Edipo. I vari concerti saranno aperti da Carlot-ta e al termine delle esibizioni A Night Like This continua con l'aftershow presso il camping dei laghi. La mattina seguente, invece, la sveglia sarà eseguita dal live sul pontile del lago Sirio.
Come l'anno scorso molta rilevanza sarà conferita non solo all'ottima musica, ma anche alla fotografia, grazie alla presenza di due mostre fotografiche organizzate dall'Associazione Culturale Reflextribe, allestite presso la chiesetta sconsacrata di Santa Marta a Chiaverano.
Durante A Night Like This, la Community Instagram IGWORLDCLUB promuoverà un contest con l'hashtag #altrevisioni, che vedrà la selezione di 12 foto che faranno parte di un calendario in vendita al Festival; il ricavato andrà all'Associazione ONLUS Piccolo Carro di Chiaverano.
Inoltre vi sarà ancora la mostra a cielo aperto di artisti emergenti a cura di Gianluca Gramolazzi, dal titolo "(E)coesistenze", il cui tema centrale sarà il rapporto tra l'uomo e la natura.
A Night Like This si prospetta anche quest'anno come un viaggio ipnotico e coinvolgente, in una location stupenda.
Il Festival è collegato con navette dalla e per la vicinissima stazione di Ivrea.
È già attiva la campagna Musicraiser per acquistare i biglietti del festival: http://musicraiser.com/it/projects/4073
A Night Like This Festival
Sabato 18 luglio
Piazza Ombre 1, Chiaverano (TO)
Biglietto: 10€
Ulteriori pacchetti disponibili sulla pagina Musicraiser di A Night Like This Festival
Info:
[gallery type="rectangular" ids="41741,41742,41744,41747"]Milano è di nuovo ambasciatore di tendenze, che in questo caso non risparmiano la moda dei locali tematici. E in tutta Europa è arrivato il momento del Gin, che da prodotto di bassa qualità viene eletto a bevanda del momento. A Milano il primo gin bar è GinO12 (si legge "Gino Dodici"), dove il gin viene esaltato in ogni drink, scegliendolo fra oltre 40 diverse tipologie da assaporare lungo il Naviglio Grande.
Non solo Gin Tonic, per il quale si possono scegliere fra 40 tipi di gin e 5 diverse acque toniche per ottenere il sapore perfetto, ma anche Martini Dry, Negroni, Sbagliato e l'incredibile Spicy Quail-tini: Sylvius gin, vermouth rosso, tabasco, e in alternativa all'oliva un'inaspettato uovo di quaglia.
Gli oltre 40 diversi brand di gin sono selezionati con cura per ogni tipo di gusto e esigenza: dai classici ai prodotti premium, super premium e ultra premium. Dalle più note Hendrick’s e Monkey 47, a prodotti esclusivi a bassa tiratura come l’unico gin prodotto in Islanda (VOR), l’unico gin della penisola del Quebec (Ungava) e l’unico del Galles (Brecon gin) fino alle etichette London Dry gin prodotti tassativamente a Londra o nella sua area urbana.
Tutta questa varietà e questa ricerca approfondita non devono intimorire i neofiti che si vogliono approcciare a questa bevanda, anzi. Ce n'è per tutti i gusti proprio per accogliere ogni tipo di avventore, spazzando ogni pretesa di dare a questo locale l'etichetta di "esclusivo".
E GinO12 non propone solo drink ma anche cucina, appoggiandosi alla spalla dell'Officina 12 per il progetto "dalla cucina alla bocca”. Le specialità da abbinare al gin sono tante, fra le proposte troviamo tartare di Fassona piemontese al coltello con crema di tartufo, baccalà mantecato alla Vicentina su chips di polenta, germogli croccanti e coulis al caramello, selezione di affettati e formaggi lombardi, il classico risotto alla milanese, zuppetta di cipolle rosse con mousse di zola dolce e pere e fantastiche bruschette con mozzarella di bufala e pomodoro.
Dall'aperitivo all'after dinner è sempre ora di GinO12.
GinO12 Alzaia Naviglio Grande 12, Milano Tel. 02 8942 2261 Facebook
Allo Spazio Oberdan è in corso e durerà fino a giovedì 30 aprile "Intrighi internazionali", rassegna sul genere di spionaggio, che offre sin dalla sua nascita una miscela esplosiva di azione, mistero, romanticismo e humor. Avente come protagonisti carismatici personaggi alle prese con cospirazioni mondiali, femmes fatales e avventure, il genere spionistico viene tradotto sul grande schermo da grandi maestri come Alfred Hitchcock e Carol Reed, per poi venire codificato e amato dal grande pubblico grazie alla fortunata serie di James Bond, ancora attiva. Genere che si è sempre nutrito dell’attualità e della fantapolitica, durante i tumultuosi anni della Guerra Fredda ha vissuto una svolta più thriller e drammatica, grazie ai grandi film di Sidney Pollack e Alan J. Pakula. La fantapolitica e gli intrighi della CIA sono i protagonisti dell’adrenalinico I tre giorni del Condor (1975) di Sidney Pollack, con Robert Redford impegnato nella doppia impresa di salvare la propria vita e scoprire la verità sull’agguato al quale è scampato. . Il forte legame del genere spionistico con la narrativa è esemplificato da Terrore sul mare nero (1942) di Norman Foster, tratto da Viaggio nella paura di Eric Ambler, recentemente ripubblicato da Adelphi, e che sarà presentato nella nostra sala in concomitanza della proiezione del film. Cary Grant è protagonista, con la splendida Audrey Hepburn, di Sciarada (1963) di Stanley Donen, thriller a forti tinte di romanticismo In rassegna, infine, un recentissimo esempio della vitalità del genere: La talpa (2011) dello svedese Tomas Alfredson, con un cast stellare comprendente Gary Oldman, Colin Firth e Tom Hardy.
Martedì 28 aprile
h 15.00 I tre giorni del Condor (Sidney Pollack, 1975, col., 117’ con Robert Redford, Faye Dunaway, Cliff Robertson, Max Von Sydow, George Houseman)
Mercoledì 29 aprile
h 18.00 Presentazione del libro Viaggio nella paura (Adelphi edizioni, 2015) di Eric Ambler: Adelphi ripubblica il testo del 1940. La spy story non mira solo a trascinare il lettore, ma anche a denunciare le occulte ragioni della guerra. Dal libro Norman Foster e Orson Welles nel 1943 traggono il film Terrore sul Mar Nero.
A seguire
Terrore sul Mar Nero (Norman Foster, 1942, b/n, 69’ con Joseph Cotten, Orson Welles, Dolores Del Rio) Degli agenti nazisti a Istanbul assoldano un sicario per uccidere l’ingegnere navale americano Graham, in Turchia con la moglie per una conferenza. Dopo essere riuscito a scampare all’attentato, per Graham inizia una fuga disperata per terra e per mare, con la protezione del colonnello Haki della polizia turca.
Giovedì 30 aprile
h 15.00 Sciarada (Stanley Donen, 1963, col., 113’ con Cary Grant, Audrey Hepburn, Walter Matthau, James Coburn, George Kennedy) Replica
h 17.00 La Talpa (Tomas Alfredson, 2011, col., 127’ con Gary Oldman, Colin Firth, Tom Hardy, John Hurt, Toby Jones, Mark Strong, Benedict Cumberbatch) Replica
MODALITÀ D’INGRESSO ALLE PROIEZIONI
Biglietto d’ingresso intero: € 5,50
Biglietto d’ingresso ridotto: € 4,00
Biglietto d’ingresso adulto + bambino: € 6,00
L’app pensata per Expo 2015 dà la possibilità ai turisti di provare e assaggiare la famosa e più vera cucina italiana, quella delle nostre case. Feed Me è la prima applicazione food sharing italiana e sarà attiva dal 1 maggio con l’avvio dell’Esposizione Universale. L’applicazione è nata con lo scopo di mettere in contatto chi è alla ricerca di un piatto caldo in compagnia con chi è disposto ad ospitare commensali.
Per dividere i costi della cena, per fare nuove conoscenze, per vivere nuove esperienze e arricchirsi culturalmente…le possibilità di questa applicazione sono infinite!
Come funziona? È molto semplice: si scarica l’applicazione, si indica il giorno in cui si è disponibili a ricevere ospiti, quanti coperti si hanno a disposizione e cosa si vuole cucinare. Le modalità di condivisione sono tre: senza scambio di denaro, ognuno porta qualcosa da mangiare o da bere oppure alla romana dove il costo viene condiviso tra tutti gli ospiti.
Feed Me ha l’obiettivo di mettere a contatto le persone, di permettere loro di conoscere diverse culture, tradizioni e stili di vita. Un’occasione per avvicinare tutti intorno ad un tavolo ricco di buon cibo della cucina italiana che da sempre è riconosciuta nel mondo come la più sana e gustosa tra tutte.
Un’opportunità per i turisti di provare la vera cucina italiana, di vivere il vero calore delle case e la vera ospitalità delle persone che abitano in questo meraviglioso paese che è l’Italia.
Ma è anche un modo, per chi volesse, di arricchirsi culturalmente di racconti, storie e vissuti dei visitatori che arriveranno da tutto il mondo e senza doversi muovere da casa propria.
Martina Destro
[gallery ids="41716,41717,41718,41719,41720,41721"]In occasione di EXPO 2015, il 12 maggio verrà inaugura alla Galleria Bianconi di Milano, “Omaggio a Roberto Paolini”, mostra dedicata alla poliedrica figura dell’artista e chef Roberto Paolini.
Nell'immaginario collettivo internazionale, l’Italia, la sua cultura e la sua identità sono da sempre associate alla cultura del fare e della ricerca del Bello: quella cultura, quella tradizione che videro nel Rinascimento la massima realizzazione, quando nelle loro botteghe, i grandi Maestri affrontavano con lo stesso impegno e la medesima ideazione artistica gli affreschi delle grandi volte delle cattedrali così come le decorazioni degli splendidi cassoni nuziali destinati a principi e rampolli nobiliari, o i volti di quest’ultimi ritratti sulla superficie di fragili e preziose maioliche. È questa tradizione classica, trasfigurata nella contemporaneità, che, in un momento dialettico così importante fra l’Italia e la costellazione delle diverse culture internazionali, si intende celebrare con la mostra “Omaggio a Roberto Paolini”.
Come scrive Adriana Polveroni nel testo di presentazione della mostra: “Roberto Paolini è stato un “artista del fare”, che con le mani creava autentici capolavori. Che fossero piatti ingegnosi, quando ancora non si parlava di food, ma il cibo poteva essere comunque un gesto inventivo […]. E sia che fossero gioielli, più simili a sculture da indossare. Elaborate, imprevedibili, preziose. Opere uniche. […] Ecco, i materiali per Roberto Paolini erano importanti, andavano rispettati ma soprattutto esplorati, fino a tirarne fuori le potenzialità, le soluzioni meno ovvie che trattenevano al loro interno.”
È cosi che nelle opere esposte in mostra la materia, sia essa ferro, vetro o pigmento, riassume in se una sapienza antica che, riletta attraverso quelle domande di senso sulla luce, il colore, la forma o lo spazio, proprie della lezione di artisti come Lucio Fontana, Sol LeWitt e molti altri, diviene icona archetipica di un’identità, di un'appartenenza culturale. Negli spazi della Galleria Bianconi, oltre alle opere esposte per gentile concessione dell’Archivio Paolini, grazie alla cui collaborazione la mostra è realizzata, sarà presentata al pubblico per la prima volta l’installazione di inedite sculture in edizione limitata, realizzate per volontà, disegno e secondo le precise istruzioni del Maestro Roberto Paolini. In queste sculture la forma perfetta dell’uovo primigenio, modellato come un golem dalla terra, diviene, per mezzo di uno squarcio netto eseguito dalla mano dell’uomo, ritratto, volto dell’artista e di ciascuno di noi nella nostra individualità e moltitudine ad un tempo.
La Galleria Bianconi ospiterà la mostra fino al 16 Giugno, le edizioni limitate saranno in vendita presso la Galleria Bianconi. A conclusione del vernissage, nelle suggestive stanze del Palazzo Segreti, seguirà una performance, su invito, della stella emergente della cucina internazionale Roberto Valbuzzi, con la riproduzione di un’opera fedelmente tradotta in creazione culinaria e con la reinterpretazione di selezionati piatti dell’artista e chef Roberto Paolini. Un viaggio attraverso le possibili connessioni tra arte e cucina, discipline molto diverse ma straordinariamente capaci di attingere alle medesime forme e agli stessi linguaggi espressivi.
12 maggio - 16 giugno 2015
Omaggio a Roberto Paolini Testo di Adriana Polveroni In collaborazione con Archivio Paolini
Opening martedì 12 maggio ore 19.00
Galleria Bianconi via Lecco 20 Milano 02 22228336 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.galleriabianconi.com
Orari Lun-Ven: 10.30-13.00, 14.30-19.00 Sabato su appuntamento
Archivio Paolini via Cesare Battisti 2, 40123 Bologna 051 266167 - www.archiviopaolini.it
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Dal 23 aprile al 14 giugno 2015, presso la galleria bolognese Galleriapiù, conosciuta anche come Oltredimore, è in programma la mostra to Disconfirm.
Non nel soggetto del quadro o nella tecnica del pittore sta la difficoltà dei puzzle, ma nella sapienza del taglio, e un taglio aleatorio produrrà necessariamente una difficoltà aleatoria, oscillante fra una facilità estrema per i bordi, i particolari, le macchie di luce, gli oggetti ben definiti, le pennellate, le transizioni, e una difficoltà fastidiosa per tutto il resto: il cielo senza nuvole, la sabbia, i prati, i coltivi, le zone d'ombra. G. Perec. "La vita, istruzioni per l'uso"
to Disconfirm è un tentativo di utilizzare l'arte visiva per questionare prospettive identitarie sepolte sotto il peso delle istituzioni storiografiche: all'interno dell'universo delle narrazioni del passato, la formazione dell'identità (o delle identità) ha rappresentato uno strumento di controllo e un oggetto da definire e ridefinire. Questa mostra vuole mettere in evidenza i modi di smentire e raccontare le narrazioni delle pluralità identitarie. Negli ultimi anni le narrazioni che hanno contribuito a formare quella che definiamo “la Storia” si sono arricchite di una pluralità di racconti. L'identità è diventata qualcosa in grado di affermare nel tempo (misurazione), un oggetto storico riferibile ad una geografia (locazione).
L'arte visiva, nella sua accezione contemporanea, si è appropriata della funzioni e delle proprietà delle narrazioni contemporanee in modo da avere a disposizione strumenti culturali in grado di produrre e sviluppare un'adeguata analisi della storia e dell'identità. L'arte si ritrova a riscrivere pezzi di storia e a ri-questionare assunti identitari comunemente accettati, ma soprattutto a negare assunti già dati. Quando Perec sceglie di raccontare le difficoltà del pittore o per meglio dire dell'artista, nel definire il puzzle delle istruzioni per l'uso, lo fa partendo da una smentita: gli artisti con la loro attitudine e con il loro perseverare cercano, nella rete di narrazioni, la possibilità di smentire e mettono in atto l'azione del to Disconfirm. Un progetto che pur sembrando utile solo al progetto stesso, ci fa capire come la ricerca artistica sia qualcosa di inutilmente indispensabile, e nella sua inutilità risiede il dono della negazione, il dono della frammentarietà, che spesso è l'insieme delle pratiche che permettono agli artisti di corrodere tutto ciò che apparentemente sembra unico e indivisibile come l'immaginario granitico della storia e dell’identità.
to Disconfirm vuole essere un’occasione per dare forma e fare convivere ricerche diverse tra loro, come gli studi delle interfacce di César Escudero Andaluz, le critical documentary film practices di Matteo Guidi, Giuliana Racco e di Amanda Gutiérrez e i lavori installativi di Massimo Ricciardo.
Artisti:
Cèsar Escudero Andaluz (Ávila – Spagna, 1983) ha studiato Belle Arti e Architettura e Design presso l'Università di Salamanca e Arti Visive e Multimediali presso l'Università Politecnica di Valencia. Dal 2011 è ricercatore presso l’Università d’Arte di Linz, dove nel laboratorio di Interface Culture studia il rapporto tra utenti e interfacce.
Matteo Guidi (Cesena – Italia, 1978) è un artista diplomato in disegno grafico e laureato in Etno-antropologia all’Università di Bologna. Giuliana Racco (Toronto – Canada, 1976) è un’artista laureata alla Queen’s University di Kingston (CND) e specializzata in arti visive all’università IUAV di Venezia. Con base a Barcellona e attualmente in residenza (2014-2016) in Hangar (centro di ricerca e produzione artistica di Barcellona), Guidi e Racco portano avanti una ricerca che si sviluppa nell’intersezione tra arte e antropologia culturale, focalizzandosi su contesti complessi e con strutture socio-politiche più o meno chiuse, luoghi dove le persone hanno difficoltà a compiere liberamente semplici azioni quotidiane, ad esempio: carceri di alta sicurezza, fabbriche e, più recentemente, campi profughi. La loro pratica si concentra sui modi con i quali gli individui o i gruppi gestiscono il loro proprio movimento, quotidianamente, attraverso sistemi fortemente definiti che tendono ad oggettivarli e indurre in loro forme di auto-costrizione, riflettendo così su metodi di resistenza quotidiana imprevedibili e innescati da una combinazione di semplicità e ingegno.
Amanda Gutiérrez (Città del Messico - Messico, 1978) ha studiato presso School of Art Institute di Chicago, specializzandosi in Performance e New Media. In Messico, ha completato i suoi studi universitari in Scenografia presso l'INBA / ENAT. Lavora nel campo della performance e della sound art, fondendo le due discipline in progetti installativi.
Massimo Ricciardo (Darmstad - Germania, 1979) lavora principalmente con materiali d'archivio, video e performance culinarie. Gran parte della sua pratica artistica prende spunto dalla memoria, dalle relazioni sociali della sua famiglia. L’artista gestisce e dispone un processo per la realizzazione di una nuova “memoria vivente”.
23 aprile - 13 giugno 2015
to Disconfirm a cura di Vincenzo Estremo
Opening giovedì 23.04.15, ore 18
Galleriapiù Via del Porto 48 a/b, 40122 Bologna 0516449537 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. web: www.gallleriapiu.com
Orari Martedì e mercoledì: 14.30-19.30 Giovedì e venerdì 12.00-20.00 Sabato 11.00-19.00 o su appuntamento
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“Tracce di Mascara” è l’ultimo progetto espositivo di Silvia Viganò. Dopo San Donato Milanese, le opere sono arrivate anche a Milano, prsso lo Spazio Seicentro 99 di via Savona 99.
Silvia Viganò è nata ad Oggiono in provincia di Lecco nel 1978. E’ cresciuta con una grande passione per la moda, l ‘arte ed il design, così ha deciso di iniziare i suoi studi superiori presso il liceo artistico Paparatti di Desio per poi laurearsi all “ Istituto Marangoni “ di Milano in fashion design.
Comincia a lavorare come stilista, partecipando a vari stage in alcune aziende, decide di creare una sua linea di abbigliamento composta esclusivamente da pezzi unici fatti a mano dall'artista.
Nel 2006 esce la prima collezione di borse hand made, 15 pezzi unici decorati con cravatte vintage. Nel 2007 nascono felpe e maglieria decorate con patch a forma di bulldog francese. Per l’estate realizza una collezione hippi chic. Silvia Viganò rende pubblica la sua passione per l'arte con la sua prima mostra personale a Milano, intitolata "Glam in pink " presso lo spazio "Fitzcarraldo" di Milano. Silvia espone grandi tele, che rappresentano donne, figlie del fashion, dotate di una bellezza superficiale, fredda, sono la messa in scena del desiderio, l'idealizzazione delle bellissime del momento. Le opere dell'artista Viganò fanno parte di collezioni private in Italia e all'estero, sono pubblicate su cataloghi ed annuari d'arte specializzata.
Incuriositi dal titolo dell’esposizione e dall’originalità delle opere, l’abbiamo incontrata per una chiacchierata
NEROSPINTO: Raccontaci un po’ di te, della tua formazione
SILVIA VIAGANÒ: Dopo aver frequentato il liceo artistico a Desio, ho deciso di venire a Milano per studiare al Marangoni, poiché la moda è sempre stata la mia passione. Dopodiché …. ho detto ‘basta’ e ho pensato che mai avrei preso più in mano una matita! Infatti subito dopo il Marangoni ho fatto diversi lavori, ma la voglia di dipingere è ritornata presto. Così ho provato e… è andata bene! Ho frequentato dei workshop che mi sono stati utilissimi. Non si finisce mai di imparare e di formarsi. Proprio adesso sto frequentando un corso di anatomia a Brera.
NS: Quali sono gli artisti ai quali ti ispiri?
SV: Sicuramente i grandi maestri classici, come Leonardo. Sono punti di riferimento fondamentali per un artista. Poi, accanto alla passione per la moda, ho sviluppato una passione per il fumetto, per le illustrazioni e i graffiti e così i miei ispiratori sono diventati gli illustratori del settore come Julie Verhoeven e in particolare gli artisti del pop surrealismo, ad esempio Mark Ryden e Ana Bagayan.
NS: Siamo rimasti incuriositi dal titolo del tuo ultimo progetto, “Tracce di Mascara”. Di cosa si tratta?
SV: Le “Tracce” sono quelle lasciate appunto dal mascara, colato a causa del pianto della donna. In questo periodo si è sentito parlare molto della violenza sulle donne ed è un tema che sento molto. Quest’ultimo progetto è comunque molto diverso da quello originale. I primi disegni erano più drammatici, con volti sofferenti, ambientazioni buie. Non c’era il tema del sogno o della favola. Poi ho interpretato tutto in chiave allegorica e contemporanea, prendendo sempre spunto dal pop surrealism e dalla cultura underground.
NS: Quindi la tua è una sorta di “arte di denuncia”?
SV: Sì, anche di denuncia, ma soprattutto di analisi personale. L’introspezione è fondamentale nelle mie opere. L’ambientazione fiabesca, gli animali, l’infanzia hanno tutti un significato. Le figure femminili che rappresento ricordano delle bambine, proprio per risaltare l’innocenza e la fragilità delle donne che subiscono violenza. Gli animali che compaiono non sono lì per caso. Lo scoiattolo, ad esempio. Ecco, io lo detesto (ride). Chiunque, pensando ad uno scoiattolo, pensa a un animale carino, tenero. Per me no, è il male. E infatti torna spesso nei quadri. Il gatto nero, invece, mi piace moltissimo, così come ho sempre amato tutta quella letteratura magica e simbolica relativa agli animali. Il gatto nero protegge le donne che rappresento. Poi c’è la civetta, animale magico per eccellenza. La civetta è intelligente, riflessiva, silenziosa … del resto, era l’animale rappresentativo di Minerva, dea della saggezza. E infine l’orso, simbolo della forza, che dietro ad un aspetto quasi innocuo, può tirare fuori gli artigli.
NS: Quindi il tema dell’infanzia femminile non è qualcosa che ti riguarda direttamente?
SV: Ho rappresentato delle bambine perché risaltano ancora di più la fragilità della donna, non per un particolare vissuto personale. Quanto alla scelta della figura femminile … è stato piuttosto inevitabile! La mia famiglia è composta prevalentemente da donne e dunque la figura femminile è sempre stata di casa. Del resto, dipingiamo ciò che vediamo … anche le donne che rappresento, dicono che assomiglino a me e mia sorella, perché una ha i capelli rossi (che sarei io) e l’altra ha i capelli neri.
NS: Nelle tue opere utilizzi un nuovo supporto pittorico, il famoso tronchetto. Come mai?
SV: Non ho inventato nulla (dice modestamente). Sono sempre gli autori del pop surrealism che mi hanno ispirato, avendo utilizzato a loro volta il tronchetto. Devo dire che mi trovo molto bene con questo “nuovo” supporto e mi aiuta a riprodurre quell’atmosfera di magia, di bosco e di natura.
NS: Come pensi che sarà l’arte nel futuro? Sei d’accordo anche tu con un’arte anti-convenzionale al cento per cento?
SV: Penso che ci sia un grande bisogno di tornare ai classici dell’arte. Senza nulla togliere agli artisti contemporanei, delle volte faccio fatica anch’io a capire le loro opere. Credo che si debba tenere sempre come punti di riferimento i grandi artisti del passato, come Leonardo appunto. L’arte dev’essere il più possibile fruibile. Se è troppo personale diventa difficile da capire … e anche da vendere!
NS: Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
SV: Voglio concentrarmi ancora sulla ricerca introspettiva rispetto agli stati d’animo femminili. “Tracce di Mascara” è stato un inizio, c’è ancora da lavorare. Inoltre vorrei provare a dipingere su altri materiali,come carte e stoffe. E poi c’è un’idea rispetto ai giocattoli, ma per ora è solo un’idea …
NS: Qual è la tua giornata tipo?
SV: Beh al mattino palestra. Mi piace andarci: non solo per tenermi in forma, ma anche per sfogarmi. E poi mi rinchiudo in studio fino a sera! Il lavoro non è sempre uguale. Ci sono giorni in cui dipingi e basta, altri invece in cui fai ricerca, prendi contatti … Lo studio in cui lavoro è vicino a casa mia, ma è una sorta di rifugio. Adoro dipingere soprattutto quando c’è il brutto tempo, quando piove .. per me è un luogo magico. Forse perché anche mio nonno aveva una fornace …
NS: La tua famiglia ti è stata vicina nella tua scelta e carriera artistica?
Sì, vicinissima. Mi hanno sempre sostenuto, in tutti i sensi.
NS: Cosa ti piace fare nel tuo tempo libero? Cosa mangia un’artista?
SV: (Ride) Beh, sono un’ottima forchetta! E mi piace molto fare cene con amici, uscire, svagarmi. Perché è umano e sano! È importante mantenere sempre il contatto con le persone, perché è fondamentale conoscere e confrontarsi.
NS: Qual è la prima cosa che fai al mattino e l’ultima prima di dormire?
SV: Per prima cosa: caffè. Sono un’accanita consumatrice di caffeina. E l’ultima leggo. Spesso addormentandomi col naso fra le pagine.
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Domenica 26 aprile, alle 10,30 presso il Cinema Anteo di Milano, verrà proiettato MIA MADRE e, a seguire, incontro con il regista Nanni Moretti.
Ultimo lavoro di Moretti, MIA MADRE sarà presentato in concorso al 68° Festival di Cannes che si terrà il mese prossimo.
Nanni Moretti nasce a Brunico il 19 agosto del 1953. Tra il 1974 e il1976 realizza i suoi primi lavori in Super8 Come parli frate? e Io sono un autarchico che diventa subito un caso. Nel 1978 ottiene il suo primo grande successo con Ecce Bombo. Nel 1981 Sogni d’oro è premiato alla Mostra di Venezia con un riconoscimento speciale della giuria. Seguono Bianca nel 1983 e nel 1985 La messa è finita che vince il premio della giuria Orso d’argento al Festival di Berlino. Nel 1989 gira Palombella rossa cui seguono gli autobiografici Caro diario (1993, premio per la miglior regia a Cannes) e Aprile (1998). Realizza inoltre il documentario La Cosa (1989) e il film collettivo L’unico paese al mondo (1994). Nel 2001 firma la regia de La stanza del figlio che vince la Palma d’oro al Festival di Cannes due David di Donatello. Nel 2006 scrive, dirige e interpreta Il Caimano film provocatorio che viene presentato a Cannes. Nel 2007 partecipa alla sceneggiatura e sostiene il ruolo principale in Caos calmo, diretto da Antonello Grimaldi. Nel 2011 presenta al Festival di Cannes Habemus Papam.
In questa occasione, il regista incontra il pubblico e commenta alcune scene inedite del film.
IL FILM
Margherita è una regista. Sta girando un film sul mondo del lavoro, di cui ha chiamato come protagonista un eccentrico e bizzoso attore americano. Ma Margherita ha anche una madre ricoverata in ospedale, che assiste assieme al fratello Giovanni, fratello e figlio perfetto che è sempre un passo avanti a lei. La madre di Margherita e Giovanni, dicono i medici, non ha molto tempo. Tra le riprese di un film che si rivelano più complicate del previsto, una figlia 13enne con problemi col latino (quello stesso latino che insegnava la madre), e il dolore per un lutto che si sa imminente e non si sa come gestire, Margherita confonde realtà, sogno, ricordo e deve trovare la sua strada in tutta quella sofferenza.
Biglietti: Intero € 8,00 - Amici del cinema € 4,50 in vendita sul sito www.spaziocinema.info e presso le casse del cinema
Gli incontri dell'Anteo fanno parte del progetto culturale OffiCine - Fare e Cinema, frutto della collaborazione tra Anteo spazioCinema e Istituto Europeo di Design.
Anteo spazioCinema via Milazzo, 9 tel. 02.6597732 – 02.43912769 www.spaziocinema.info
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Venerdì 1 maggio alle ore 21 Fondazione Cineteca Italiana presenta GIANTS IN MILAN - IL DUOMO E LA SCUOLA e RAPSODIA SATANICA, una serata di gala rivolta alla celebrazione della tanto attesa giornata di apertura di EXPO 2015. Un imperdibile appuntamento ospitato all'interno di Spazio Oberdan che, per l'occasione, offre al pubblico un doppio programma dedicato a Milano e alle sue eccellenze culturali.
Un'imperdibile occasione per riscoprire Milano in tutto il suo splendore, splendore che, solitamente, sfugge agli occhi dei cittadini perché nascosto dietro la fretta di tutti giorni.
PREZZI:
biglietto intero € 8 / ridotto per possessori di Cinetessera o studenti universitari € 6,00 / Cinetessera annuale €6 valida anche per proiezioni al MIC – Museo Interattivo del Cinema e Area Metropolis 2.0
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