Bernhard Schobinger. Democracy of Materials
Gioiello, materia e ribellione a 10 Corso Como
Fino al 1° febbraio 2026, la Galleria di 10 Corso Como, a Milano, ospita “Bernhard Schobinger. Democracy of Materials”, rassegna che ripercorre i materiali, le tensioni e le collisioni poetiche dell’opera dell’artista svizzero, tra scultura e gioiello contemporaneo.
L’esposizione si inserisce nel percorso di ricerca avviato dalla galleria sul gioiello come medium espressivo. Dopo “Pietro Consagra. Ornamenti” e “Andrea Branzi. Civilizations without jewels have never existed”, la mostra conclude una trilogia dedicata al significato e al valore dell’ornamento in dialogo tra arti visive, architettura e design.
Realizzata in collaborazione con la galleria Martina Simeti, la rassegna riunisce sculture e opere-gioiello dalla seconda metà degli anni Settanta a oggi, organizzate in un percorso scandito da isole tematiche. Linee curve e spezzate, contrasti e assonanze accompagnano il visitatore in una sorta di psicogeografia espositiva: un itinerario non lineare, costruito per libere associazioni, che privilegia l’esperienza percettiva e mentale rispetto a una lettura cronologica. Il riferimento è ai viaggi narrati da W. G. Sebald in Anelli di Saturno, un libro in cui paesaggio, memoria e riflessione storica si intrecciano in un flusso continuo, influenzando profondamente l’immaginario e la poetica di Schobinger.
Il gioiello come forma espressiva
Under Water Car Collection (2023), Bernhard Schobinger
Nato a Zurigo nel 1946, Bernhard Schobinger si forma alla Scuola di Arti Applicate e completa un apprendistato come orafo, aprendo nel 1968 il proprio studio-galleria a Richterswil. Fin dagli esordi mette in crisi le categorie tradizionali dell’oreficeria: il gioiello non è più solo ornamento o simbolo di lusso, ma diventa oggetto di pensiero, entità autonoma e dalla funzione ambigua. Nelle sue opere convivono il rigore formale della Concrete Art svizzera, l’eredità modernista e le istanze anarchiche e punk degli anni Settanta e Ottanta, oltre a una costante tensione verso la rottura dei codici formali e dei valori materiali. La sua estetica si fonda su contrasti radicali: metalli nobili e pietre preziose dialogano con oggetti comuni, come frammenti di vetro, forbici, ami da pesca e spille da balia, in una pratica che richiama la cultura dell’objet trouvé e ne amplifica la valenza etica e politica. Questa dialettica tra alto e basso, prezioso e ordinario, non è mai decorativa: scardina le gerarchie materiali e restituisce agli oggetti una memoria fatta di uso, consumo e abbandono. In mostra, opere come Under Water Car Collection (2023), collier composto da piccole automobili recuperate dal fondo del lago di Zurigo, o Ballet of Snails (2020), collana realizzata con conchiglie di Okinawa e lacci per scarpe, mostrano come bellezza, precarietà e poesia convivano in ogni oggetto ritrovato e trasformato dalla mano dell’artista.
Democracy of Materials: mostra, struttura, poetica
Bernhard Schobinger. Democracy of Materials - 10 Corso Como
Curata da Alessio de’ Navasques, l’esposizione si configura come un percorso non lineare attraverso la produzione di Schobinger. Il titolo Democracy of Materials esprime una visione in cui ogni materiale possiede pari dignità narrativa, indipendentemente dal suo valore economico o simbolico.
Il gioiello diventa così un campo di sperimentazione in cui il confine con l’opera d’arte si dissolve. La poetica di Schobinger si fonda sulla decostruzione: frammenti, torsioni, tagli e innesti inattesi animano un lavoro guidato da un procedere dichiaratamente “contro il metodo”.
Lo spettatore si trova faccia a faccia con opere che mettono in crisi la presunta coerenza tra costruzione e funzione: pezzi indossabili convivono con oggetti che, pur richiamando il gioiello, rifiutano il corpo. È il caso di Mermaid’s Wedding (2020), collana composta da ami e attrezzi da pesca, o di Untitled (2025), collana realizzata con forbici unite tra loro, dove il gesto potenzialmente pericoloso si trasforma in simbolo.
Per Schobinger, il valore non risiede nella lucentezza o nella rarità, ma nella capacità dell’opera di evocare significati, memorie e interrogativi: un’energia intrinseca che trascende la materia e ne sovverte l’uso.
Tra memoria, poesia e critica
Bernhard Schobinger. Democracy of Materials - 10 Corso Como
Nel percorso espositivo emerge una tensione costante tra memoria e rinnovamento. Materiali industriali, oggetti ritrovati e pietre preziose dialogano con la storia personale dell’artista e con la Zurigo dagli anni Settanta in poi, segnata da trasformazioni culturali, politiche e sociali.
La poetica di Schobinger non è mai neutra: è il riflesso di un pensiero critico sul consumo, sulle gerarchie del valore e sulla funzione stessa dell’arte, che qui si configura come laboratorio aperto di sperimentazione continua. La mostra non si limita a presentare un corpus di opere, ma invita a ripensare il modo in cui guardiamo e attribuiamo valore agli oggetti della nostra quotidianità.
L’esposizione si rivela, nonostante la sua brevità, intensa e suggestiva. All’uscita, vale la pena soffermarsi nello store della galleria per sfogliare una curata selezione di riviste di moda, design e arte, oppure concedersi una pausa al caffè, immersi nell’architettura iconica di 10 Corso Como, dove la natura disegna un’oasi di quiete lontana dalla frenesia urbana. Da qui, una passeggiata tra le geometrie moderne di piazza Gae Aulenti o una deviazione tra i profumi e i colori di Chinatown, con mochi e bubble tea in mano, completano l’esperienza, aggiungendo una nota di gusto e leggerezza.
Informazioni utili
Mostra: Bernhard Schobinger. Democracy of Materials
Sede: Galleria 10 Corso Como, Milano
Date: 12 dicembre 2025 – 1 febbraio 2026
Orari: Tutti i giorni dalle 10.30 alle 19.30
Ingresso libero
A cura di Anna Olivo
