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Giovedì 26 marzo 2015 presso The Format Gallery verrà presentata The Format Follow - The Final Show, tappa finale del "Call For Artists", iniziativa indetta per individuare venti nuovi artisti caratterizzati da una produzione artistica con un alto livello di ricerca e sperimentazione, senza limitazioni di linguaggi e tecniche.
Quello di quest'anno è il secondo “Call For Artists”, chiamata fortemente voluta dalla galleria, in quanto l'associazione culturale The Format ha sempre individuato nella ricerca e nella sperimentazione nelle Arti il miglior mezzo per aiutare il progresso della collettività e superare la crisi formativo - riflessiva attualmente in corso.
I 20 artisti sono stati selezionati nel corso del 2014, e si è proceduto mensilmente a selezionare due artisti alla volta, e sono stati di mese in mese pubblicati sul sito e sui social della galleria.
Ecco i protagonisti: i dipinti di Anna Capolupo, Valentina Daga, Liana Ghukasyan, Francesco Liberti, Lucas Memmola, Rashid Uri, Marco Useli, Marta Vezzoli; le installazioni di Bianconiglio, Maria Barbara De Marco, Luka Moncaleano; le fotografie di Giulia Bersani, Fabrizio Bellanca, Ivan Divanto; le sculture di Francesco Ardini, Sonia Elizabeth Barrett, Flavio Tiberio Petricca, Carla Rak, Mahnaz Seyed Ekhthiary, Valerie Telesca.
26 Marzo - 18 Aprile 2015
The Format Follow - The Final Show
Vernissage 26 Marzo 2015 ore 18.00
Orari Martedi - venerdì: h 16.00 - 19.00 o su appuntamento
The Format - Contemporary Culture Gallery Via G.E. Pestalozzi 10, intero 32 - Milano Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. / www.theformatgallery.com
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Dal 27 al 29 marzo torna per la terza volta a grande richiesta Ferite a Morte, lo spettacolo teatrale scritto e diretto da Serenda Dandini. Tre sole repliche per riproporre ancora una volta testimonianze e denunce della realtà purtroppo ancora troppo presente del femminicidio.
Ferite a Morte è un progetto strutturato a mo' di antologia di monologhi (prendendo spunto dall'Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters) che derivano dalla cronaca e dalle indagini giornalistiche. Fondamentale per la realizzazione dello spettacolo è stata, infatti, la collaborazione di Maura Misiti, ricercatrice del CNR. Ferite a Morte vuol dar voce a tutte le donne a cui è stato sottratto il diritto alla vita da un marito, un compagno, un amico, un amante.
Lo spettacolo si articola attraverso un racconto immaginario e postumo delle vittime, rappresentate con l'alternarsi sul palcoscenico di donne illustri e note al grande pubblico: al Carcano tornerà il quartetto di attrici capitanato da Lella Costa, con Orsetta de' Rossi, Giorgia Cardaci e Rita Pelusio. Ferite a Morte è senza dubbio una rappresentazione drammatica, ma giocata anche su un linguaggio che riesce ad essere leggero ed ironico.
Tra il 2013 e il 2013 Ferite a Morte ha realizzato un tour internazionale, facendo tappa a Washington D.C, New York, Bruxelles, Londra, Lussemburgo, Ginevra, Strasburgo e Parigi. In ogni paese la Dandini è stata affiancata da celebri esponenti femminili locali, in qualità di lettrici di monologhi.
Ferite a Morte è anche un libro, edito da Rizzoli nel 2013, composta da una raccolta di testi portati in scena, col fine di diffondere la tematica della violenza sulle donne. Al libro e allo spettacolo sono associati una pagina facebook (https://www.facebook.com/FeriteAMorte?fref=ts) e un profilo twitter.
Così parla Serenda Dandini di Ferite a Morte: "“Tutti i monologhi di Ferite a morte ci parlano di delitti annunciati, degli omicidi di donne da parte degli uomini che avrebbero dovuto amarle e proteggerle. Una strage familiare che, con un’impressionante cadenza continua tristemente a riempire le pagine della nostra cronaca quotidiana. Dietro le persiane chiuse delle case italiane si nasconde una sofferenza silenziosa e l’omicidio è solo la punta dell’iceberg di un percorso di soprusi e dolore che risponde al nome di violenza domestica. Per questo pensiamo che non bisogna smettere di parlarne e cercare, anche attraverso il teatro, di sensibilizzare il più possibile l’opinione pubblica, i media e le istituzioni”.
Teatro Carcano
Corso di Porta Romana 63, Milano
da venerdì 27 a domenica 29 marzo 2015
FERITE A MORTE
di Serena Dandini
Collaborazione ai testi di Maura Misiti
Con Lella Costa Orsetta de’ Rossi, Giorgia Cardaci, Rita Pelusio
Messinscena a cura di Serena Dandini
Durata 1 ora e 40 minuti
Orari 27 e 28 marzo ore 20,30 – 29 marzo ore 15,30
Prezzi poltronissima € 34,00 – balconata € 25,00
Per informazioni e prenotazioni 02 55181377 – 02 55181362
sito web: www.teatrocarcano.com
Per scuole e gruppi organizzati Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Prevendite on-line www.vivaticket.it; www.ticketone.it; www.happyticket.it
[gallery type="rectangular" ids="39396,39399,39398,39397,39401"]Dal 19 al 28 Marzo 2015 presso la Key Gallery di Milano, l'Associazione Carmilla presenta la mostra personale di Bibert Marsell "Under_Deep", a cura di Chiara Maria Sgobba.
Il lavoro di Bibert Marsell iniziato nel 2011 è stato fondamentale: una ricerca attuale giocata tra immagini del contemporaneo e della tradizione, una lettura ironica e disincantata della realtà. Questa nuova tappa creativa “Under_Deep” dell'artista, non ha smesso di trasmettere un certo senso di sbigottimento, infatti permane come nei precedenti lavori, quella sensazione di restare in bilico su un filo teso tra le cime di iceberg. Le opere sono ancora lontane dal compiacere e lusingare chi guarda, che svettano massicce a dispetto della gravità e lasciano increduli con il naso per aria. Bibert Marsell, maestro di collages, ne ha esposti per anni centinaia di metri quadrati ben mappati e lavorati, scoprendo strati su strati, pieghe nascoste e strappi più intimi: praticamente una pelle, fatta di carta e grafiche. Come un sapiente conciatore, per anni ha lavorato intensamente su superfici sensibili, ed ora il suo lavoro sembra scivolato “sotto pelle”, calandosi nelle profondità umane. Personaggi e miti del nostro repertorio o patrimonio culturale-iconografico, si svelano fragili più che mai, non ci fanno sorridere e non ci accompagnano nella quotidianità come in “SRH CoolAge” (2001), come nei nostri sogni o nelle nostre fantasie. Non sono più eroi invincibili dei nostri o di altri tempi, serie “Disperception” si mostrano impauriti, arrabbiati, persi in riflessi deformi e impietosi, tenuti in ostaggio in gabbie fatte di effetti ottici e trattati senza rispetto, come fanno a volte la vita e il tempo con i comuni mortali. La malattia, il dolore e la morte insieme alla passione e alla vita, quella che palpita e scorre appunto sotto pelle, coesistono in un universo nuovo di immagini intense che hanno un dono raro, quello della dinamica, custodiscono il movimento. Queste opere respirano e ci fanno sentire vivi, partecipi, capaci di assistere, comprendere, compatire, e in questo senso pare chiave l’opera “Abbiate Pietà” in cui Bibert Marsell interpreta la Pietà di Michelangelo inserendola in un contesto simile a un’Apocalisse Contemporanea, un nuovo dramma del tutto terreno, piove sul dolore contenuto e dignitoso delle due figure protagoniste, mentre la loro perfetta sofferenza resta chiusa in una mandorla divina, tutto attorno urla e chiede Pietà.
Bibert Marsell (Roberto Marsella) conosciuto sul web come Underbob, nasce a Taranto nel 1974.
Dopo aver studiato, specializzandosi in Grafica Pubblicitaria e Computer Design a Bologna e a Perugia, nel 2000 si trasferisce a Milano dove lavora come grafico, motion designer, videomaker e art director.
A Milano Bibert Marsell sviluppa CoolAge Art, un progetto di sperimentazione visiva che propone nuove soluzioni e grammatiche d'immagine. Sviluppa così una tecnica del tutto personale basata su collage, grafica ed animazione. In breve tempo collabora con molte realtà importanti di Milano come JWT Italy, Silvestrin & Associati, Creo, Equart, Fullsix, Filmlower, Except e lavora a progetti di comunicazione per Lacoste, Lee, Diesel, Natuzzi, Fuji Film, EMI, Universal Music, RCS MediaGroup, Diadora, DTC Diamond, Volvo, Max, Wind, H3G, WWF, Animal Planet, Discovery Channel, L'Oreal, Polti ecc.
È uno dei fondatori del collettivo Assemble.audiovisual.resar
www.underbob.com
http://underbob.wix.com/bibertmarsell
19 - 28 marzo 2015
Bibert Marsell Personal Exhibition "Under_Deep" a cura di Chiara Maria Sgobba
Vernissage giovedì 19 marzo 2015 - h 19.00
Key Gallery via Pietro Borsieri, 12 - Milano
Da venerdì 20 a domenica 29 marzo 2015, al Teatro della Cooperativa di Milano torna Massimiliano Loizzi con il suo nuovo spettacolo "Il Matto - ovvero io non sono Stato", una tragica farsa sul processo Pinelli e sulle morti di Stato.
Un monologo a nove voci in bilico fra satira e poesia, "Il Matto" è uno spettacolo di teatro civile sul sistema e sui cittadini al di sopra di nessun sospetto, a metà tra denuncia e intrattenimento, teatro comico e teatro di parola. Quella di Massimiliano Loizzi è un'indagine basata su fatti, testimonianze e atti processuali dell'omicidio di Giuseppe Pinelli ferroviere anarchico, ucciso innocente nel locali della questura di Milano la notte del 15 dicembre del 1969.
In un'incredibile girandola di ingressi, Massimiliano Loizzi dà vita a personaggi agli antipodi fra loro (giudice, avvocati, testimoni, giornalisti e persino Pinelli stesso), grotteschi e surreali nella loro verità, mantenendo un ritmo serrato in un crescendo di sentita denuncia: lo spettacolo diventa un atto poetico che è anche un atto civile e politico con un finale sorprendente che urla a gran voce che l'unica giustizia possibile è la verità. Il processo messo in scena come una farsa tragicomica, diviene caricatura che mette in luce le pecche grottesche della giustizia e nel solco della migliore tradizione della satira e del teatro civile, punta il dito sul silenzio omertoso dello Stato, il tutto condito dall'ironia surreale del protagonista che perdura per tutto lo spettacolo, capace di render comici anche i momenti più drammatici, e rendendo così meno pesanti gli insoluti casi dell'ingiustizia italiana.
La compagnia dei Mercanti di Storie è un consorzio di artisti e musicisti indipendenti diretta da Massimiliano Loizzi (lavora tra gli altri con Antonio Latella, Paolo Rossi, Tullio Solenghi, Gabriele Lavia, Andrea DeRosa, PierPaolo Sepe) e Patrizia Gandini, che lavora nell'ambito della ricerca teatrale e musicale per la presenza di un Teatro Popolare d'Arte per Tutti: d'intrattenimento e riflessione, di satira, poetico e musicale. Massimiliano Loizzi inoltre, è protagonista de "Il Terzo Segreto di Satira". www.mercantidistorie.blogspot.it www.facebook.com/mercantidistorie
20 - 29 marzo 2015
Il Matto ovvero io non sono Stato
Scritto, diretto e interpretato da Massimiliano Loizzi Una produzione Mercanti di Storie
Teatro della Cooperativa di Milano Via Hermada 8, Milano tel. 02.64749997 - www.teatrodellacooperativa.it
Orari Da lunedì al sabato: h. 20.45 Domenica: h 16.00 Giovedì riposo
Biglietti Intero: 18 € Ridotti: 15/9 €
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Dal 29 marzo al 13 aprile 2015 presso lo Spazio Oberdan, Fondazione Cineteca Italiana presenta due documentari e un film inediti in Italia dedicati a Robert Capa, il leggendario fotografo ebreo ungherese, protagonista anche di una straordinaria mostra fotografica organizzata dalla Città Metropolitana di Milano nelle sale di Spazio Oberdan fino al 26 aprile 2015.
I documentari in programma sono "Robert Capa: In Love and War", una dettagliatissima ricognizione sulla vita personale e artistica del grande fotografo, che ricostruisce la vicenda umana e artistica di Capa attraverso materiali d’archivio straordinari e interviste a familiari (il fratello Cornell Capa, pure fotogiornalista), amici e colleghi, come Henri Cartier-Bresson, con cui Capa fondò l’agenzia fotografica Magnum; fra le testimonianze anche quella di Isabella Rossellini, che parla della breve storia d’amore fra il fotografo e la madre Ingrid Bergman. Il secondo documentario che verrà proiettato, sarà "L’homme qui voulait croire à sa légende" (2004) di Patrick Jeudy, un altro ritratto di Capa e una ricostruzione della sua straordinaria avventura a partire dal suo scatto più famoso, ovvero il repubblicano spagnolo colto mentre cade colpito a morte; anche questo film propone interviste e immagini d’archivio straordinarie, si vedono fra gli altri, oltre a John Morris e allo stesso Robert Capa, la compagna Gerda Taro, Ingrid Bergman, Clark Gable. Sarà infine possibile assistere all'unico film diretto da Capa, "The Journey", girato in Israele nel 1951, che racconta il viaggio degli immigrati che giungevano dall'Europa al porto di Haifa, e che da lì intraprendevano la loro nuova vita: dal soggiorno nel campo di transito, alla permanenza in un kibbutz dove i giovani raccontano le loro aspirazioni, impegnati nell'agricoltura ed in altri lavori manuali, apprendevano la lingua ebraica, condizione necessaria per continuare a vivere in Israele.
Nato a Budapest nel 1913, Capa, da molti considerato il miglior fotografo e reporter di guerra di sempre, con il suo lavoro ha reso testimonianza di cinque diversi conflitti bellici: La guerra civile spagnola (1936-1939), la Seconda guerra sino-giapponese (1938), la Seconda guerra mondiale (1941-1945), la guerra arabo-israeliana (1948) e la Prima guerra d’Indocina (1954). Per Robert Capa la guerra era parte integrante della sua vita e della sua produzione, ed arrivò a considerarla primario momento creativo, nonostante la odiasse con tutto se stesso, sia ideologicamente, sia perché la donna che più amò nella vita, Gerda Taro, anch’essa fotografa in prima linea, morì schiacciata da un carro armato. Dopo il suo servizio nella guerra arabo-israeliana del 1948 Capa aveva deciso di non partire più per il fronte, ma nel 1954 fu inviato in Indocina in sostituzione di un collega di «Life» e qui trovò la morte saltando su una mina.
29 marzo - 13 aprile 2015
Robert Capa Tra Cinema e Fotografia
Spazio Oberdan Milano Viale Vittorio Veneto 2, angolo Piazza Oberdan 02.87242114 / Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. / www.cinetecamilano.it
Calendario proiezioni:
- Domenica 29 marzo h 17.00 - Giovedì 2 aprile h 19.00 - Venerdì 10 aprile h 16.30 "Robert Capa: In Love and War" R.: Anne Makepeace. Int.: Robert Capa, Isabella Rossellini, Henri Cartier-Bresson 2003, 90’, v.o. sott. it. Con un rigoroso lavoro di ricerca, Anne Makepeace, profonda conoscitrice di Robert Capa, ha setacciato i ricordi custoditi dagli amici della cerchia del fotografo e scoperto storie poco conosciute, reallizanndo un ritratto della vita personale del grande fotografo avvincente quanto la sua straordinaria parabola artistica e giornalistica. La Makepeace ha avuto libero accesso all’archivio dell’Internation Center of Photography di New York fondato dal fratello di Robert Capa, Cornell, a tutte le fotografie mai scattate da lui, a un’enorme quantità di suoi scritti e vari materiali provenienti da archivi di 25 diverse nazioni, senza contare le numerose interviste, tra cui l’ultimo colloquio tra Capa e il suo amico e collega Henri Cartier Bresson. Il profilo che ne emerge è la fotografia di una vita semplicemente incredibile. Il documentario è inoltre arricchito dagli indimenticabili scatti che diedero a Capa la celebrità e dai commenti di suoi amici e colleghi.
- Lunedì 6 aprile h 21.15 - Sabato 11 aprile h 15.00 - Lunedì 13 aprile h 19.30 "The Journey" R.: Robert Capa. Testi: Millard Lampell. Fot.: Jacques Latellier. 1950, 25’, v.o. sott. it. Un film realizzato da Robert Capa e voluto dall’United Jewish Appeal per favorire la raccolta di fondi a favore dei sopravvissuti alla Shoah che, arrivati nel porto di Haifa, divengono cttadini israeliani.
A seguire L’Homme qui voulait croire à sa légende R.: Patrick Jeudy. Sc.: Gérard Miller. Int.: Robert Capa, Ingrid Bergman, Clark Gable, Myrna Loy. 2004, 53’, v.o sott. it. Un documentario davvero prezioso che affronta senza remore la questione della foto più celebre di Capa, quella del miliziano colpito a morte nella guerra di Spagna: la sua possibile, per alcuni probabile, falsità, o meglio non genuinità. E anche questo film propone interviste e immagini d’archivio straordinarie: si vedono fra gli altri, oltre a John Morris e allo stesso Robert Capa, la compagna Gerda Taro – come lui fotografa di guerra, morta tragicamente durante la guerra civile spagnola –, Ingrid Bergman, Clark Gable.
Si segnala che i tre film sono stati messi a disposizione dall’Azienda speciale Villa Manin - Regione Friuli Venezia Giulia e da Cinemazero di Pordenone.
Ingresso: Intero € 7,00 Ridotto per possessori di Cinetessera o studenti universitari: € 5,50 Proiezione pomeridiana feriale: intero € 5,50, ridotto € 3,50. Cinetessera annuale: € 6,00, valida anche per le proiezioni al MIC – Museo Interattivo del Cinema - e all’ Area Metropolis 2.0 – Paderno Dugnano.
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La compagnia Koreja torna a Milano al Teatro dell'Arte con due spettacoli imperdibili: "La parola padre", dal 18 al 22 marzo e "Il pasto della tarantola", dal 19 al 22.
"La parola padre" racconta la storia di sei ragazze di nazionalità differenti: italiana, polacca, bulgara, macedone, che si incontrano casualmente durante il percorso della loro vita. Riusciranno a comunicare e comprendersi solo attraverso la lingua inglese, che tutte, più o meno bene, riescono a parlare. Lo spettacolo diretto da Gabriele Vacis analizza il rapporto tra gli adolescenti e la propria patria, un legame che i giovani d'oggi non sentono così forte come invece facevano i loro padri e nonni. Le esperienze vissute da queste giovani donne, completamente diverse e lontane l'una dall'altra, le porteranno a scoprire ricordi e sentimenti che le uniranno, scoprendo così di non essere poi tanto diverse.
"Il pasto della tarantola"è uno spettacolo in cui cultura e sapori tipici del Salento vengono sapientemente riuniti in un'unica performance in cui le attrici, oltre che raccontare le tradizioni che da secoli sono legate a questa terra, si trasformano in cameriere accompagnando gli spettatori in un viaggio alla scoperta del gusto. Mùscari, scapéce, vino negroamaro e tante altre prelibatezze delizieranno i palati dei fortunati 30 spettatori a cui lo spettacolo è aperto. Per la regia di Silvio Panini, un percorso artistico e culinario assolutamente da non perdere.
ORARI:
La parola padre - Palcoscenico da martedì a venerdì ore 20.30 / sabato ore 19.30 / domenica ore 16.00
Il pasto della tarantola - illyARTLAB da martedì a venerdì ore 19.00 / sabato e domenica ore 18.00
BIGLIETTI:
La parola padre - Palcoscenico intero €25/22 - convenzionati €22/20 - under 30 €17/15 - under 14 €10/8 - over 65 €12.50/11
Il pasto della tarantola - illyARTLAB €15 - €10
biglietto cumulativo per i due spettacoli €30
INFO:
Teatro dell'Arte - viale Alemagna 6 Milano
tel. 02 72434258
www.crtmilano.it /www.triennale.org
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Un delizioso ristorantino di pesce, dall’atmosfera accogliente e intima. La Pescheria Mattiucci saprà coccolarvi nel modo giusto.
In via Vincenzo Monti a Milano, zona di classe al tempo stesso accessibile e lontana dalla movida meneghina, si trova la Pescheria Mattiucci. Un locale piccolo e raffinato, caratterizzato da un arredamento composto da pezzi unici, mobili antichi, porcellana inglese, posate e bicchieri vintage.
La Pescheria Mattiucci è una famiglia di piccoli pescatori. L’idea nasce da Luigi Mattiucci, classe 1979, giovane uomo che conosce questo antico mestiere ma non viaggia più sulle barche. Decide invece di fidelizzare e raggruppare piccole flotte di pescherecci in linea con i valori del commercio equo solidale.
Una volta acquistato il pesce, viene utilizzato nei nuovi luoghi di lavoro, Napoli (pescheria e aperitivo), Londra (ristorante), Milano (bistrot e ristorante). Pulito, tagliato, unito ad odori della terra, cotto secondo le ricette della tradizione italiana, il pesce e’ qui pronto per essere mangiato.
Il menù prevede pochi piatti semplici, ma eccezionalità in qualità e freschezza. Tra questi, un ottimo crudo mediterraneo con ricciola, tonno e gamberi freschi, alici con straccetti di mozzarella campana oppure con provola e papaccelle; tortino di riso vialone nano con cozze e patate. Immancabili le polpettine di pesce, così come l’hamburger di mare.
Vi è anche la possibilità di menù degustazione a base di tapas di pesce.
Orari
Lunedi: 11.00 – 15.00 Martedì – sabato: 11.00 – 15.00 / 18.00 – 23.00 Domenica: chiuso
Pescheria Mattiucci
Via Vincenzo Monti 56 02/48009316 www.pescheriamattiucci.com/milan
Grande evento stasera al Fabrique di Milano: i Noel Gallagher's High Flying Birds si esibiscono nella loro prima tappa italiana, già sold-out da mesi. Il re del brit-pop Noel Gallagher ritorna sulla scena musicale con "Chasing Yesterday", album da lui stesso prodotto, e pubblicato il 2 marzo 2015, a quasi quattro anni di distanza da "Noel Gallagher's High Flying Birds", il primo disco realizzato dal grande cantautore dopo lo scioglimento degli Oasis. Con "Chasing Yesterday" Noel si discosta dai lavori precedenti mischiando, nelle varie tracce, diversi generi e stili: si spazia dal rock anni 70 agli Oasis anni 90, al blues e alla psichedelia e non mancano citazioni e auto-citazioni. Presente però anche la qualità, della voce e delle canzoni . Gli altri concerti della band si terranno ad Assago, Piazzola sul Brenta (Padova) e Roma.
14 marzo 2015 Fabrique Via Gaudenzio Fantoli 9 Milano
6 luglio Assago Summer Arena-Area esterna Mediolanum Forum
8 luglio 2015 Piazzola sul Brenta (Padova)-Hydrogen Festival-Anfiteatro Camerini
9 luglio 2015 Rock in Roma-Ippodromo delle Capannelle Prevendite su ticketone.it dalle ore 11.00 di lunedì 16 marzo
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Lunedì 16 marzo 2015 il Teatro Franco Parenti di Milano ospiterà l’edizione annuale della serata benefica a favore di Alyn Hospital di Gerusalemme.
Oltre ad avere una forte rilevanza internazionale per la ricerca e le specifiche terapie applicate, l’ospedale è anche uno straordinario simbolo di collaborazione in Medio Oriente. Sincretismo culturale e multietnicità sono le principali caratteristiche di Alyn, rappresentate in questa serata da artisti dalle differenti provenienze geografiche.
Il fil rouge di questa edizione sarà la donna con il suo potere di generare, nutrire, lenire e lottare per la vita. La figura femminile, e i suoi tipici caratteri di accoglienza, premura e rigenerazione, sarà narrata e cantata da tutte le culture del mondo, dal Brasile all’India, da New York a Milano.
Ospite d’onore sarà il poliedrico pianista e compositore statunitense Uri Caine, noto in tutto il mondo per le sue rivisitazioni di brani classici in chiave jazz. Seguirà un viaggio musicale nel tempo e nello spazio che andrà ad evidenziare tutte le sfaccettature della donna. Ivan Bert dirigerà la Dark Magus Syncretic Orchestra, che risalterà gli archetipi femminili in differenti tradizioni musicali. Piercarlo Sacco evocherà invece la misteriosa e magica atmosfera della donna strega, attraverso “Red Violin” l’eclettica composizione di John Corigliano che fu colonna sonora dell’omonimo film di François Girard. Infine la danza. La Compagnia Egri Bianco Danza con un passo a due del coreografo di origine indiana Raphael Bianco e l’esibizione dei danzatori dell’Accademica del Mestre brasiliano “Baixinho” daranno risalto alla forma, alla sinuosità e all’evoluzione plastica della donna. Il tutto accompagnato dall’action painting di Stefano Giorgi che realizzerà dal vivo le scenografie pittoriche a commento delle esibizioni.
Come ogni edizione, Philippe Daverio guiderà gli spettatori durante lo spettacolo, fornendo loro la chiave interpretativa dell’evento. Madrina dell’evento sarà Sultana (Susy) Razon Veronesi.
Un evento lodevole non solo per il fatto che il ricavato sarà interamente devoluto a favore di Alyn Hospital di Gerusalemme, ma anche perché ci ricorda la rilevanza della figura femminile, a prescindere dalla ormai convenzionata festa della donna.
Lunedì 16 marzo 2015 – ore 20.15 I POTERI DELLE DONNE Arti contemporanee in scena
Uri Caine e Ivan Bert in concerto Ospite d’onore Philippe Daverio, storico dell’arte Una serata per la disabilità: musica, danza e pittura in scena per Alyn Hospital, centro di riabilitazione pediatrico di Gerusalemme
Teatro Franco Parenti via Pier Lombardo, 14 www.teatrofrancoparenti.it Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
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Un locale uno e quadruplo per accontentare tutti i gusti: questa la formula del successo di Al Mercato
Il concept alla base di Al Mercato è geniale, perché è diventato sinonimo di locale in cui poter gustare i sapori della tradizione, della creatività e dell’innovazione culinaria.
In primo luogo, Al Mercato Ristorante.
Nel 2010 gli chef e amici milanesi Beniamino Nespor ed Eugenio Roncoroni capiscono la necessità di introdurre un nuovo concetto di ristorazione, basato sul contatto quasi diretto con la cucina e con la proposta di piatti sperimentali, ma creati sempre con ingredienti stagionali.
Al Mercato Ristorante
Il locale propone un menù degustazione a partire da 49€
Aperto dal lunedì al sabato dalle 12.30 alle 15.00 e dalle 19.30 alle 23.00; domenica dalle 12.30 alle 16.00
Non si accettano prenotazioni
Via sant’Eufemia 16 02/87237167 www.al-mercato.it
Al Mercato Burger Bar nasce invece nel 2011, con l’idea iniziale di proporre solo hamburger. Ora, invece, in questo piccolo locale, ma per il quale vale la pena attendere, si può trovare street food e piatti popolari dal mondo. Il tutto accompagnato da buone birre e vini selezionati, musica alta, in un’atmosfera giovanile.
Aperto dal lunedì al sabato dalle 12.30 alle 15.00 e dalle 19.30 alle 23.00; domenica dalle 12.30 alle 16.00
Non si accettano prenotazioni
Via sant’Eufemia 16 02/87237167 www.al-mercato.it
Nel 2013, gli chef decidono di concretizzare in un ristorante la loro passione per la cucina culinaria asiatica. Da Al Mercato Noodle Bar i piatti asiatici vengono rivisitati, in particolar modo i noodle, e affiancati da hot dog fatti con salsicce artigianali provenienti dalla macelleria Faravelli di corso Italia. È presente anche un cocktail bar: i drink vengono preparati guardando molto al sol levante, adatti alle proposte culinarie.
Al Mercato Noodle Bar
Aperto dal lunedì al sabato dalle 12.00 alle 15.00 e dalle 19.00 alle 23.00.
Bar aperto fino all’1.
Viale Bligny 3 02/87064275
Infine, Beniamino ed Eugenio hanno aperto nel 2014 Al Mercato Taco Bar. Dopo aver rilevato una pizzeria, gli chef decidono di mantenere il forno a legna come metodo di cottura delle carni.
Completamente in stile messicano, da Al Mercato Taco Bar si possono gustare deliziosi burrito, tacos, super tortas e quesadilla.
A piatti del genere, impossibile non abbinare freschi cocktail a base di tequila e mezcal, ideati da Marco Russo e Flavio Angiolillo del Mag Café.
Aperto dal martedì alla domenica dalle 19.00 alle 24.00.
Bar aperto fino alle 2.
Viale Casale 5 02/36767328
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