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Per tutti voi che siete stufi delle solite proposte per il week end, di andare sempre negli stessi locali e di annoiarvi con serate sempre uguali, Nerospinto vi consiglia qualcosa di inusuale e insolito.
Toilet Club, il locale più folle di tutta Milano, allieterà il vostro week end con due imperdibili serate, facendovi ballare e divertire fino a notte fonda.
Sabato va in scena MARLON BRANDON.
Ma cos’è sto MARLON BRANDON?
È un richiamo onomatopeico ad input contrastanti. Un gioco di parole, uno scioglilingua, l’insieme di un divo del cinema ed uno del piccolo schermo. Sono gli opposti che suonano bene insieme, le decadi che si mescolano e si confondono, gli spazi che perdono i confini e generano incontri inaspettati. È difficile spiegare cos’è MARLON BRANDON: è un party dove tutto si combina in modo eterogeneo ma non casuale, sconclusionato ma non inconcludente, senza una meta eppure con una direzione ben precisa: la linea di demarcazione emozionale tra quello che pensiamo di essere e quello che scopriamo poter diventare in una notte. Perchè siamo quello che balliamo, anche quando non sappiamo più cosa stiamo ballando… MARLON BRANDON è un’idea di Erik Deep, LoZelmo, Nancy Posh, Croce e Rachele De Niro, è ogni sabato sera al Toilet e balla la musica di Erik Deep, LoZelmo e Nancy Posh: il Pop, l’Alternative, il Rock, l’Electro, la Disco. Togli la maschera, esci dal personaggio, scavalca l’ostacolo, distruggi ogni barriera: fai come MARLON BRANDON, diventa protagonista.
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I DJS Erik Deep e LoZelmo: con il loro inconfondibile (quanto inetichettabile) sound dance-pop, contaminato da elettronica, anni90 e frequenze disturbate, sono i dj resident del sabato del Toilet che, con Nancy Posh, Croce e Rachele, danno vita al progetto Marlon Brandon. Poliedrici e polifonici, i loro djset sono sempre ricchi di novità e imprevedibili, fanno perdere il senso del tempo e ballare fino al mattino. L’equivalente del Viagra sul dancefloor. Nancy Posh: da sedici anni protagonista della scena underground, grazie a lei il dance floor incontra per la prima volta il Pop, l’Indie Rock, l’Alternative, l’Elettronica e la Retro Music, facendo cadere barriere musicali, sessuali e stilistiche: con lei le persone diventano le vere protagoniste. Creatore e dj resident della serata “Popstarz” del Gasoline, dj resident anche al Rocket, ha suonato al Plastic, al Glitter e alToilet Club, diventando una figura culto nel panorama club milanese e non solo.
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Sabato 15 Marzo
MARLON BRANDON - Diario di uno Scandalo
Ospiti d'eccezione
Erik Deep
LoZelmo
Nancy Posh
Croce
Rachele De Niro
ALTERNATIVEROCKPOPELECTROMYLEN
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INGRESSO GRATUITO
con tessera Arci, Arcigay, Arcilesbica, UISP
Richiedi la tessera all'indirizzo www.
TOILET CLUB Via Lodovico il Moro 171, Milano Aperto dalle 23 alle 4 Per info: www.circolotoilet.it / Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sabato 8 marzo dalle 23.30 alle 4
MARLON BRANDON presenta
CARNEVALE COME SEMPRE Toilet Club Via Lodovico il Moro 171 Milano
Che differenza c'è tra Carnevale e un sabato qualunque al Toilet? Che puoi fare quello che fai sempre ma conservare la dignità. Almeno fino al terzo drink... Ti travesti? Non ti travesti? Da uomo? Da donna? Sai a me??? Vieni come sei, come diceva sempre cicciolina, e se sei povero vestiti da Adamo, che è anche l'8 marzo e fai contente le donne (credici).
Ma cos'è sto MARLON BRANDON? È un richiamo onomatopeico ad input contrastanti. Un gioco di parole, uno scioglilingua, l’insieme di un divo del cinema ed uno del piccolo schermo. Sono gli opposti che suonano bene insieme, le decadi che si mescolano e si confondono, gli spazi che perdono i confini e generano incontri inaspettati. È difficile spiegare cos’è MARLON BRANDON: è un party dove tutto si combina in modo eterogeneo ma non casuale, sconclusionato ma non inconcludente, senza una meta eppure con una direzione ben precisa: la linea di demarcazione emozionale tra quello che pensiamo di essere e quello che scopriamo poter diventare in una notte. Perchè siamo quello che balliamo, anche quando non sappiamo più cosa stiamo ballando… MARLON BRANDON è un’idea di Erik Deep, LoZelmo, Nancy Posh, Croce e Rachele De Niro, è ogni sabato sera al Toilet e balla la musica di Erik Deep, LoZelmo e Nancy Posh: il Pop, l’Alternative, il Rock, l’Electro, la Disco. Togli la maschera, esci dal personaggio, scavalca l’ostacolo, distruggi ogni barriera: fai come MARLON BRANDON, diventa protagonista.
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I DJS Erik Deep e LoZelmo: con il loro inconfondibile (quanto inetichettabile) sound dance-pop, contaminato da elettronica, anni90 e frequenze disturbate, sono i dj resident del sabato del Toilet che, con Nancy Posh, Croce e Rachele, danno vita al progetto Marlon Brandon. Poliedrici e polifonici, i loro djset sono sempre ricchi di novità e imprevedibili, fanno perdere il senso del tempo e ballare fino al mattino. L'equivalente del Viagra sul dancefloor. Nancy Posh: da sedici anni protagonista della scena underground, grazie a lei il dance floor incontra per la prima volta il Pop, l’Indie Rock, l’Alternative, l’Elettronica e la Retro Music, facendo cadere barriere musicali, sessuali e stilistiche: con lei le persone diventano le vere protagoniste. Creatore e dj resident della serata “Popstarz” del Gasoline, dj resident anche al Rocket, ha suonato al Plastic, al Glitter e alToilet Club, diventando una figura culto nel panorama club milanese e non solo.
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Durante la serata, nel CASTIGO del Toilet:
LIQUID CRASH Dj Set DJS: Mielelattice & D.O.C.
Electornics, Coldwave, Synth Pop, Italo Disco, Selected 80
LIQUID CRASH scaturisce dall'incontro casuale tra due menti bizzarre, dai gusti musicali complementari: quella di Mielelattice, da sempre interessata ad una ricerca sofisticata, e D.o.c., più orientato ad una esplorazione delle inclinazioni del pubblico. Il risultato è una box musicale che ha l'equilibrio di un liquido impattato dalla solidità del suono. Tutto il resto può prendere qualsiasi forma, senza necessità di interpretazione: a guidare l'esperimento è appunto un lavoro che gioca sul limite e trova il suo equilibrio nella forma dance. Fra i paesaggi sonori attraversati: l'elettronica fredda, stemperata da sonorità synth ed electro, fino ad un pop ammiccante e raffinato.
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MARLON BRANDON Ogni sabato sera al TOILET CLUB
Via Lodovico il Moro 171, Milano www.circolotoilet.it
INGRESSO GRATUITO con tessera Arci, Arcigay, Arcilesbica, UISP Richiedi la tessera all’indirizzo www.circolotoilet.it/tessera Per info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sabato 21 dicembre non perdetevi Pharoahe Monch che si esibirà dal vivo al Circolo Arci Biko di Milano a ridosso dell’uscita del suo quarto album solista, prevista per gennaio. Il rapper newyorchese classe 1972 è l’ospite del 14mo appuntamento con la Soul Bounce Night, serata black concepita da Dj Steve Dub per riportare alle atmosfere da club della "golden era".
Membro fondatore degli Organized Konfusion, gruppo underground di culto dell’hip hop anni novanta, Monch dagli inizi della sua carriera (fine anni ottanta) a oggi ha collaborato con alcuni dei più grandi nomi della scena statunitense, da KRS-One a Wyclef Jean passando per Mos Def, De La Soul e J Dilla.
P.T.S.D. (Post Traumatic Stress Disorder) è il titolo del nuovo lavoro del rapper, che dal vivo proporrà anche i suoi classici che nel tempo lo hanno eletto come uno degli mc con più tecnica e più talento nella scrittura di tutto il panorama hip hop internazionale. Un rapper consapevole e impegnato con uno stile acclamato da critica e pubblico.
Prima e dopo il live, il set dal suono urban di Dj Steve Dub, un viaggio tra R&B, soul, hip hop e funk dagli anni settanta a oggi.
Circolo Arci Biko in collaborazione con Urban Suite presenta
Pharoahe Monch
live
+ Dj set Steve Dub
Sabato 21 dicembre dalle 22.30 @ Biko
Via Ettore Ponti, 40 - Milano
Ingresso 12 euro + tessera Arci obbligatoria
https://www.facebook.com/events/484660678313824/?fref=ts
MORE INFO
www.bikoclub.net
Associazione Ci.T.T.À DOLCI – Circuitazione Teatrale in Terre di Acque Dolci – presenta sabato 30 novembre nel comune di Castegnato (BS) “Mi chiamo Aram e sono italiano”, di Gabriele Vacis e Aram Kian.
Una classica infanzia degli anni Ottanta, vissuta nella periferia industriale di una grande città del Nord, fra tegolini del Mulino Bianco e compagni di scuola strafottenti; una banale adolescenza anni Novanta, condita di musica grunge, cortei studenteschi e serate in discoteca; una comune giovinezza a cavallo del nuovo secolo, fatta di inconcludenti anni universitari e lavoro che non si trova. Ritratto tipico di un trentenne italiano. Solo che, quando il trentenne in questione si chiama Aram e ha un padre iraniano, le cose si complicano un po’... In bilico fra incanto, ironia e tragedia, lo spettacolo racconta la storia dei nuovi italiani, i figli degli immigrati, le cosiddette "seconde generazioni". Attraverso la voce dell’attore protagonista, Aram Kian, Gabriele Vacis costruisce un testo che è uno stralcio di vita e di memoria e, insieme, uno sguardo al futuro di una società che impara, giorno per giorno, a dare un significato all’aggettivo “multietnica”.
ARAM KIAN
Si diploma attore alla “Civica Scuola d’arte drammatica Paolo Grassi” nel 1996 e da allora il teatro è la sua attività principale. Nel corso degli anni collabora con parecchi registi e attori fra cui Valerio Binasco, Gabriele Vacis, Gigi Dall’Aglio, Massimo Navone, Cristina Pezzoli, Fausto Paravidino. Da sempre interessato alla nuova drammaturgia italiana e straniera. In radio ha partecipato a diversi radiodrammi. Attualmente sta portando nei teatri di tutta Italia lo spettacolo “Mi chiamo Aram e sono italiano – Storie da Synagosyty”, scritto a quattro mani con il regista Gabriele Vacis.
Per il cinema lavora con il regista Francesco Lagi nel film “Missione di pace”, presentato al Festival del Cinema di Venezia nel 2011. Ha avuto una parte di rilievo nel cast di “Educazione siberiana”, l’ultimo film di Gabriele Salvatores, uscito lo scorsa primavera.
Associazione Culturale Ci.T.T.A' Dolci
Ci.t.t.à. dolci è il Circuito Teatrale Lombardo che si estende nell'area tra il Lago d'Iseo e il Lago di Garda. La finalità della circuitazione è di far diventare la cultura locale promotrice ed innovatrice delle nuove tendenze nel campo della drammaturgia moderna e del teatro multidisciplinare. Nata nel 2004 sotto la spinta della Regione Lombardia -che ne è tuttora la maggiore promotrice- all’interno del progetto Circuiti Teatrali Lombardi, ha come capofila il comune di Rodengo Saiano ed è sostenuta dalla Provincia di Brescia. Sin dalla sua prima edizione ha conosciuto ogni anno una positiva evoluzione che ha segnato il suo vitale rapporto con il territorio.
Tra i nomi noti del teatro italiano che sono stati ospitati spiccano Alessandro Benvenuti, Alessandro Bergonzoni, Cadadie teatro, Elsinor, ma anche tutta la nuova generazione: Teatro Koreja, Armamaxa, Garambobo delle risse, Teatrino Giullare, Teatro Pubblico Incanto. Accanto a questi si sono alternati spettacoli di compagnie giovani o di recente formazione ma di indubbia professionalità ed elevata qualità artistica quali Manicomics Teatro (PI), Narramondo (Roma), Rita Pelusio (BO), Macromoudit (MI), Mascherenere (MI-senegal), Teatro Minimo (Bg), Carichi sospesi (Pd), Eccentrici dadarò (Mo), Teatro Guascone (Rm), Aia Taumastica (Mi), Comteatro (Mi), Teatro necessario (Bs), Teatro Magro (Mn).
SABATO 30 NOVEMBRE
ORE 21.00
Comune di CASTEGNATO
Centro Civico - via Marconi
MI CHIAMO ARAM E SONO ITALIANO
Storie da Synagosyty
Di Gabriele Vacis e Aram Kian
Con Aram Kian
Regia Gabriele Vacis
Scenofonia Roberto Tarasco
Produzione Fondazione Teatro Regionale Alessandrino
PRENOTAZIONE CONSIGLIATAIntero: 3 euro Ridotto: 2 euro (over 60, under 22, famiglie composte da 4 persone, prenotazioni)
Info line e prenotazioni: 030.3701163 – 339.2968449 Contatti: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - www.cittadolci.com
Evento promosso da Circuiti Teatrali Lombardi – Regione Lombardia
Direzione artistica: Davide D'Antonio
Organizzazione: Associazione Culturale Città Dolci
Ente capo fila Comune di Rodendo Saiano
Con i Comuni di Castegnato, Erbusco, Provaglio d’Iseo, Lonato, Rovato
Sabato 30 novembre, fino al 7 dicembre, apre a Firenze il Festival dei Popoli, giunto ormai alla sua 54esima edizione.
Con la già annunciata anteprima italiana di We Steal Secrets: the Story of Wikileaks di Alex Gibney, documentario sull’ascesa e caduta di Julian Assange, il 30 novembre (al Cinema Odeon, alle 21.30), verrà presentato dalla giornalista Stefania Maurizi, autrice di Dossier Wikileaks – Segreti italiani (Rizzoli). Ma già nel pomeriggio dello stesso giorno (alle 15.00, sempre al Cinema Odeon), l’evento speciale In viaggio con Cecilia, di Mariangela Barbanente e Cecilia Mangini, un on the road girato nell’estate del 2012, su com’è cambiato il territorio pugliese – danni dell’ILVA compresi – da quando, negli anni ’60, la Mangini girava i suoi primi documentari.
Il festival internazionale del documentario, in programma a Firenze dal 30 novembre al 7 dicembre, riserva anche in quest’edizione un’attenzione particolare allo status quo italiano: specialmente la sezione “Panorama” propone diversi titoli rilevanti. Si va da WIP – Work in Progress di Simona Risi (giovedì 5 dicembre, Cinema Odeon, alle 18.15), sulla realtà delle fabbriche in chiusura, sulle due storie parallele di operai, a Trapani e Latina, che si chiudono nelle aziende per protestare contro i licenziamenti, fino a EU 013 – L’ultima frontiera di Alessio Genovese (lunedì 2 dicembre, Cinema Spazio Alfieri, alle 21), sui CIE italiani (Centri di Identificazione ed Esplusione); da Dal profondo di Valentina Pedicini, sulla realtà dei minatori del Sulcis, che ha appena ricevuto al Festival di Roma il Premio Doc It – Prospettive Italia Doc per il Migliore Documentario italiano (domenica 1 dicembre, Cinema Spazio Alfieri, alle 21), a Centoquaranta – La strage dimenticata, di Manfredi Lucibello (30 novembre, Cinema Odeon, alle 18.15), sull'incidente del 10 aprile 1991 tra il traghetto Moby Prince e la petroliera Agip Abruzzo.
Non mancheranno nemmeno i titoli musicali, di alcuni dei quali si possono già vedere i trailer sul sito della manifestazione: come Elektro Moskva, di Dominik Spritzendorfer e Elena Tikhonova, sul legame tra tecnologie militari sovietiche e sperimentazione musicale (venerdì 6 dicembre, Spazio Alfieri, ore 21:30), o The Blues According to Lightnin’ Hopkins di Les Blank, sull'omonimo bluesman texano (sabato 7 dicembre, Odeon, alle e 21), anche se il titolo più atteso è Elvis Costello Mistery Dance di Mark Kidel (mercoledì 4 dicembre, Cinema Odeon, alle 22.30).
In programma anche l’evento speciale “Respect Women” con una serie di titoli che riportino l’attenzione sul tema della violenza sulle donne: apre, il 30 novembre, il cinese Mothers di Xu Huijing (Cinema Odeon, alle 16.45), sul controllo delle nascite così come stabilito dalle leggi della Repubblica Popolare Cinese. Per aggiornamenti sul programma e gli eventi collegati al Festival, seguire il sito ufficiale.
Sabato 30 novembre e domenica 1° dicembre la Compagnia della Fortezza porta in scena MERCUZIO NON VUOLE MORIRE La vera tragedia in Romeo e Giulietta, ideazione e regia Armando Punzo e con Aniello Arena, vincitore del Nastro d'Argento 2013 come miglior attore protagonista per il film Reality di Matteo Garrone
Nata all'interno del Carcere di Volterra la Fortezza è la più antica e celebre compagnia di detenuti-attori d’Italia. Conosciuta nel mondo per la forza e l’originalità di spettacoli di grande impatto emotivo, ne fanno parte attori che sono ormai celebrità, tra tutti Aniello Arena, il pluripremiato protagonista di Reality di Matteo Garrone. Quasi 50 attori in scena per portare sul palco, ribaltandolo e tradendolo, il classico dei classici: Romeo e Giulietta di Shakespeare. Al centro della vicenda per questa volta non ci saranno i due innamorati, ma Mercuzio, che sfuggendo alla trama della tragedia si rifiuta di morire, si rifiuta di smettere di sognare.
Al pubblico dello spettacolo viene richiesto di portare due semplici oggetti che serviranno alla realizzazione di alcune scene collettive: un libro (che abbia un valore simbolico e rappresenti qualcosa di importante per la propria vita), un guanto rosso (di cotone, di lana o anche di gomma).
Romeo: Basta, basta, Mercuzio! Tu parli di nulla. Mercuzio: Giusto, giusto io parlo dei sogni… che sono figli di una mente vagabonda pieni soltanto di vana fantasia, che ha meno sostanza dell’aria ed è più incostante del vento che ora corteggia le gelide gole del nord e poi furibondo fugge lontano tornando al sud in cerca di calore. È in questo preciso istante che muore Mercuzio. Tebaldo in seguito affonderà la spada nel corpo di un uomo, ormai svuotato del suo valore più grande: la capacità di sognare.
La Leggerezza! La Leggerezza! La Leggerezza pensosa! Urla gioioso Mercuzio ferito a morte per le strade della bella Verona. Nella morte di Mercuzio c’è la morte di un mondo, di una parte fondante e fondamentale senza la quale l’uomo scivola inevitabilmente verso la tragedia. Gli artisti e i poeti vengono schiacciati e sacrificati in democrazia come sotto un qualsiasi totalitarismo. A nulla serve l’illusione della libertà d’espressione, quando sono tagliati “culturalmente” tutti i ponti verso chi dovrebbe essere il destinatario ultimo della libertà che solo la cultura può dare. Cambiano i tempi e le stagioni politiche, ma non cambia il rapporto di sudditanza che il potere instaura con i gli uomini di cultura non allineati. Sono troppi gli esempi che testimoniano questa consuetudine, di sudditanza dell’arte alla politica, tanto che ormai si è fatta regola. Personaggi, solo personaggi frutto di una fantasia, per alcuni. Tutto ha inizio nello spazio del teatro. Spazio fuori dal tempo ordinario, tempo altro per Mercuzio, che vivendo e rivivendo la sua ineluttabile morte, giorno dopo giorno, replica dopo replica, ferito dalla banalità crudele del ruolo che gli è capitato, sfugge la trama della sua storia, svia l'incontro fatale, evoca altri luoghi. Come un attore finge la morte di Mercuzio, lui finge fino in fondo, per contrasto, il suo desiderio di vivere. Mercuzio non sta al suo ruolo, alle azioni, alle parole previste per lui. Vuole far capire a tutti quanto è importante la sua entità, la sua forma spirituale. Lui è lui, ma attraverso lui è la poesia che si manifesta, un'altra possibilità che è nell'essere umano. Lottare contro la negazione di questa possibilità è il senso della sua esistenza. L'evento che ha avuto inizio in quella parte della città detta reclusa è concepito come se fosse un bozzetto, un crogiuolo dove si rifà il mondo. Mercuzio, ferito a morte, riscrive la sua storia. Ogni azione sulla scena, come per incanto, si riverbera nello spazio circostante fino a contagiarlo, ogni pensiero produce azioni, evoca fantasmi, che prendono forma nei luoghi circostanti.
Armando Punzo
Compagnia della Fortezza
MERCUZIO NON VUOLE MORIRE
La vera tragedia in Romeo e Giulietta
ideazione e regia Armando Punzo
ideazione scene e ambientazione Alessandro Marzetti, Silvia Bertoni, Armando Punzo
costumi Emanuela Dall'Aglio
musiche originali e sound design Andrea Salvadori
aiuto regia Laura Cleri
movimenti Pascale Piscina
video Lavinia Baroni
collaborazione alla drammaturgia Alessandro Bandinelli, Giacomo Trinci, Lidia Riviello
bozzetti di scena Silvia Bertoni
direzione allestimenti Carlo Gattai, Fabio Giommarelli
disegno luci Andrea Berselli
suono Alessio Lombardi
collaborazione artistica Manuela Capece, Stefano Cenci, Luisa Raimondi
assistente alla regia Alice Toccacieli
altre assistenti Elena Turchi, Carolina Truzzi, Marta Panciera, Daniela Mangiacavallo
assistente alla realizzazione delle scenografie e allestimenti Yuri Punzo
direzione organizzativa Cinzia de Felice
organizzazione e coordinamento Domenico Netti
amministrazione Isabella Brogi
collaborazione amministrativa e segreteria Giulia Bigazzi
con gli detenuti-attori della Compagnia della Fortezza: Aniello Arena, Abderrahim El Boustani, Giuseppe Calarese, Francesco Felici, Alban Filipi, Gianluca Matera, Massimiliano Mazzoni, Rosario Saiello, Danilo Schina, Massimo Terracciano, Giuseppe Venuto
e con: Tiziana Colagrossi, Antonino Mammino, Marco Mario Gino Eugenio Marzi, Franceso Nappi, Roberto Raspollini, Francesca Tisano, Edrisa Wadda
e la partecipazione dei giovanissimi Amelia Brunetti, Gregorio Mariottini, Andrea Taddeus Punzo de Felice, Tommaso Vaja
voce Anna Grazia Benassai
trombone Fabio Laurenza
musiche originali eseguite dal vivo Andrea Salvadori
con la partecipazione straordinaria del contraltista Maurizio Rippa
e gli interventi aerei di Mattatoio Sospeso / Marco Mannucci e Alessandra Lanciotti
social media partner Simone Pacini/fattiditeatro
hashtag #mercuziomilano
TIEFFE TEATRO MENOTTIvia Ciro Menotti 11 20129 Milano
ORARI SPETTACOLI
lunedì riposo martedì, giovedì, venerdì, sabato ore 21.00 mercoledì ore 19.30 domenica ore 17.00 teatro ragazzi ore 10.30
PRENOTAZIONI E INFORMAZIONI
Biglietteria Tieffe Teatro Menotti via Ciro Menotti 11, Milano tel. 02 36592544 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
ORARI BIGLIETTERIA
da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo da lunedì a venerdì dalle 15.00 alle 19.00 sabato dalle 16.00 alle 19.00 domenica un’ora prima dell’inizio dello spettacolo
Yasmeen Godder con “See her change” chiude la programmazione del Romaeuropa Festival 2013 sabato 23 novembre alle ore 20,30 e domenica 24 alle ore 17 presso il Teatro Palladium di Roma.
Nato nel 1986 e coronato da sempre crescenti successi, il Romaeuropa Festival è ormai riconosciuto come il più importante festival italiano e il Wall Street Journal lo ha indicato, nel 2006, come uno dei quattro top festival in Europa. Cult e trendy allo stesso tempo, Romaeuropa Festival presenta al pubblico romano da quasi 3 decenni il meglio della creazione artistica contemporanea e vanta un pubblico di fedelissimi a cui si aggiungono ogni anno nuovi spettatori. Una platea composita, come composita è l’offerta culturale del festival, che abbatte le barriere tra cultura “alta” e “di massa”, all'insegna dello scambio, del connubio e dell’intreccio, tra culture e codici espressivi. Ogni anno Europa, Asia, America, Oceania, Africa si incontrano nella Capitale in una partitura spettacolare fatta di danza, teatro, musica, cinema, incontri con gli artisti, arti visive e sfide tecnologiche. I suoni e le espressioni artistiche di cinque continenti costruiscono un’esperienza estetica intensa che distribuisce in un’articolata geografia di spazi il piacere dello spettacolo per oltre due mesi.
Un appuntamento tutto al femminile chiude il Festival: See Her Change è l’ultima creazione della coreografa israelianaYasmeen Godder di ritorno a Roma dopo una lunga assenza dai palcoscenici capitolini. Nel panorama dei coreografi israeliani Godder si è ritagliata una spazio suo, imponendosi con uno stile asciutto, pungente, talvolta ironico fino al burlesque e con una energica vena concettuale. Le sue riflessioni sull'universo femminile e sul conflitto tra interiorità ed esteriorità si legano a una stringente ricerca sulla forma e sul corpo. Carne, sudore, respiro, sessualità, femminilità sono, nelle sue creazioni, strumenti per dare vita a immagini di grande impatto emotivo in cui l’intimità diviene chiave di volta per narrazioni universali. Caratteristiche che hanno imposto il suo lavoro all'attenzione internazionale, sviluppate anche attraverso prestigiose collaborazioni come con Ohad Naharin e Batsheva Dance Company nel 2011.
See Her Change è una naturale tappa di questo percorso. Lei stessa sul palco con Dalia Chaunsky e Shuli Enosh, danzatrici con cui ha condiviso numerose avventure coreografiche, Yasmeen rappresenta l’immagine femminile vista da tre diverse prospettive, basate inizialmente sulla differenza di età, ma che poi si moltiplicano in vissuti personali, per nebulizzarsi attraverso cambi d’abito, trucchi, parrucche e soprattutto atteggiamenti in repentino cambiamento. Un manifesto della femminilità e non del femminismo, tra glamour e patetico, sensualità e fragilità che mescola ai silenzi una playlist iper-contemporanea (Hope Sandoval & The Warm Inventions, Mu, Devandra Banhart, James Blake, Cat Power, Eliane Radigue, Mika Vainio, Nurse With Wound) ricercando nuove associazioni per ciò che riguarda la performing art, la memoria, l’umorismo.
La femminilità come trasformazione perpetua: un modo di essere difficile da decifrare e intrappolare, le cui enfasi, bellezze, melanconie, beffe sono segni di quella instabilità e fragilità che è allo stesso tempo una maschera per proteggersi e rigorosa forza interiore.
Coreografia Yasmeen Godder
Vice Direttore artistico e drammaturgia Itzik Giuli
Di e con Dalia Chaimsky, Shuli Enosh ,Yasmeen Godder
Musica Hope Sandoval & The Warm Inventions - “On the Low”// Mu - “Chair Girl”, “Hello Bored Biz Man” // Devendra Banhart - “Hey Miss Cane” // James Blake - “Wilhelm’s Scream” // Cat Power - “New York” // Eliane Radigue - “Adnos II”, “Elemental II” // Mika Vainio - “Yksinäisyys, Suru, Katkeruus”, “Ahriman” // Nurse with Wound - “Stick That Chick And Feel My Steel Through Your Last Meal”, “All of Me”, “Juice Head Crazy Lady”, “Untitled 8”, “Untitled 5” // Mori-Nauseef-Parker-Laswell - “Majuu”
Disegno luci Andreas Harder
Costumi e Accessori Tom Krasny
Scena e Video Yochai Matos
Sound Design Tomer Rosenthal, Yasmeen Godder e Itzik Giuli
Direttore delle prove Matan Zamir
Direttore tecnico Omer Sheizaf
Suono Oren Cohen
Amministrazione e produzione Guy Hugler
Progetti Internazionali e Sviluppo Francesca Spinazzi
Coproduzione Montpellier Danse 2013, Francia, Centro per la Scena Contemporanea, Bassano del Grappa, Italia
La nuova creazione è stata supportata da Israel Lottery Council for Culture & Arts
A seguito dello straordinario successo di pubblico delle recite dello spettacolo LA SCENA, scritto e diretto da Cristina Comencini che registrano sempre il tutto esaurito fino a domenica 24 novembre, a grande richiesta è stata programmata la replica straordinaria di sabato 23 novembre diurna ore 15,30.
Sono aperte le prenotazioni (orari 10-19 continuato).
Due amiche mature leggono una domenica mattina una scena di teatro che una delle due deve recitare l'indomani. I loro caratteri opposti si rivelano subito dal modo in cui sentono e interpretano il monologo: per Lucia (Angela Finocchiaro), attrice, quelle righe raccontano fragilità e temibili tempeste dell'anima; per Maria (Maria Amelia Monti), dirigente di banca separata e madre di due bambini, le tempeste della scena sono allegri ed erotici terremoti interni, occasioni di vita.
Due femminilità opposte. Lucia ha rinunciato alla passione, all'idea di avere un uomo nella vita, si accontenta di amare i personaggi molto più interessanti che incontra sul palcoscenico. Maria invece senza un uomo non può stare, senza fare l'amore, senza illudersi di avere finalmente incrociato quello giusto. Come l'ultimo, agganciato la sera prima a una festa in cui ha bevuto troppo, e di cui non ricorda esattamente il nome né l'età ma che - lei sostiene - potrebbe essere proprio l'atteso. Anche se risvegliandosi al mattino, non l’ha più trovato nel suo letto.
Eccolo, invece, apparire in mutande, un giovane ragazzo di meno di trent'anni (Stefano Annoni). Si era messo a dormire nella stanza dei bambini (fuori col padre per il fine settimana) perché la donna, di cui ricorda solo l’esuberanza fisica, russava. Davanti agli occhi esterrefatti di Lucia, il ragazzo la scambia per Maria. Un po' per liquidarlo, un po' per divertimento, Lucia interpreta la parte dell'amica disinibita e Maria, rientrata con il caffè, è costretta a recitare il ruolo della sua amica severa e moralista. Finché il gioco tra loro, sotto lo sguardo allucinato del ragazzo, non regge più e le due si rivelano a lui nelle loro vere identità. E il ragazzo chi è? Un giovane uomo cresciuto da una madre imperiosa e assolutista: "Come voi due", rivela lui ingenuamente. Le due donne lo interrogano, lo prendono in giro, gli fanno scuola di vita. Ma non prevedono la sua reazione, la rabbia che ha in corpo, la consapevolezza della sua fragilità e della sua forza senza sbocco.
Su sponde opposte, le due donne e il ragazzo scoprono di vivere nello stesso mondo tutto da rifare perché “ … il passato sono solo muri sventrati, case terremotate da cui si deve fuggire…”, come dice la scena che Lucia deve interpretare il giorno dopo, e anche quella che i tre hanno appena recitato insieme sul palcoscenico, che forse resta il solo luogo veramente libero del mondo.
Per l’autrice e regista Cristina Comencini la commedia è in sintesi la comica immersione di un ragazzo nella vita e nei sentimenti femminili, la scoperta di due donne delle pulsioni, le rabbie e le fragilità di un giovane uomo, la comune ricerca d'amore e di libertà in un mondo mutante.
Note di Produzione : Compagnia Enfi Teatro, produzione di Michele Gentile A sostegno della nostra scelta di produrre lo spettacolo “La scena”, sarebbero stati ampiamente sufficienti lo spessore professionale ed il prestigio di cui gode Cristina Comencini, annoverabile, senza alcun dubbio, tra i maggiori registi e autori italiani attualmente in attività nei vari settori del mondo dello spettacolo. La stessa possibilità di poter mettere in scena un suo testo, infatti, ha ulteriormente impreziosito la nostra collaborazione.
Possiamo anche aggiungere, tuttavia, che questa produzione s’inserisce perfettamente nella nostra cifra produttiva costantemente tesa alla valorizzazione dei testi di drammaturgia contemporanea, che, come in questo caso, risultano caratterizzati dalla scelta di nuovi linguaggi e di importanti temi di attualità.
Tra l’altro, vogliamo sottolineare gli ulteriori motivi di interesse conferiti dalla presenza di attrici come Angela Finocchiaro, Maria Amelia Monti, nonché del giovane e promettente Stefano Annoni.
SABATO 23 NOVEMBRE ORE 15,30
LA SCENA
scritto e diretto da Cristina Comencini
con
Angela Finocchiaro, Maria Amelia Monti e Stefano Annoni
BIGLIETTO: poltronissima € 32,00 – poltrona € 20,00
Segnate in agenda: nuove date ed eventi da non perdere all’HangarBicocca, lo spazio per l’arte di Pirelli.
Dopo lo straordinario successo dei primi due mesi, duranti i quali si sono registrate oltre 30 mila persone, durante la Settimana della cultura d’Impresa le proposte si intensificano e comprendono sabato 16 novembre le visite guidate e domenica 17 novembre i laboratori per bambini sia in HangarBicocca che alla Fondazione Pirelli.
Quest’anno inoltre HangarBicocca ospita le Celebrazioni per il 50mo anniversario del Calendario Pirelli, per questo rimarrà chiuso al pubblico per due giorni, giovedì 21 e venerdì 22 novembre.
Sabato 23 e domenica 24, sarà possibile visitare la rassegna di oltre 160 immagini che hanno fatto la storia del mitico Calendario allestita in occasione delle celebrazioni. La selezione di scatti storici è tratta dalle testimonianze di oltre 30 celebri fotografi che hanno realizzato le passate edizioni di The Cal dal 1964 al 2013. Tra le firme degli autori internazionalmente riconosciuti nel mondo della comunicazione e dell’arte: Robert Freeman, Harri Peccinotti, Sarah Moon, Bert Stern, Herb Ritts, Richard Avedon, Bruce Weber, Annie Leibovitz, Peter Lindbergh, Mario Testino, Patrick Demarchelier, Mert & Marcus, Peter Beard, Karl Lagerfeld, fino a Steve McCurry.
Il 5 dicembre infine ritorna Ragnar Kjartansson con una performance musicale dal vivo all’interno della mostra Islands di Dieter e Björn Roth: un evento che coincide anche con il ritorno di The Visitors, prorogata fino al 5 gennaio 2014, dopo il grande successo di pubblico.
Il programma di mostre e attività gratuite è reso possibile grazie al sostegno di Pirelli che garantisce la qualità internazionale della programmazione e la possibilità di produrre mostre site-specific progettate e realizzate internamente: un contributo che fa di questa istituzione una vera e propria officina progettuale i cui processi di ricerca e di innovazione ben riflettono i valori dell’impresa.
E’ in continuità con questo impegno la scelta di presentare in HangarBicocca il Calendario Pirelli, una delle espressioni della costante attenzione dell’azienda per i linguaggi espressivi del presente: dal 1964 il Calendario, attraverso gli interventi dei migliori nomi della ricerca fotografica internazionale, offre infatti un punto di vista privilegiato sui cambiamenti dei costumi e sulle trasformazioni dell’estetica contemporanea.
LE DATE
Sabato 16 novembre - Settimana della Cultura d’Impresa: visite guidate gratuite per adulti e bambini. Le mostre sono visitabili.
Domenica 17 novembre - Settimana della Cultura d’Impresa: attività gratuite per adulti e bambini. Le mostre sono chiuse al pubblico.
Giovedì 21 e venerdì 22 novembre - HangarBicocca è chiuso al pubblico.
Sabato 23 e domenica 24 novembre – Rassegna con 160 immagini dei grandi fotografi che hanno fatto la storia del Calendario Pirelli; mostra Islands di Dieter e Bjorn Roth (fino al 9 febbraio 2014).
5 dicembre - Riapertura al pubblico di The Visitors (fino al 5 gennaio 2014) e performance di Ragnar Kjartanasson.
Fondazione HangarBicocca
Via Chiese 2, 20126 Milano
T (+39) 02 66 11 15 73
F (+39) 02 64 70 275
info@hangarbicocca.
www.fondazionepirelli.org.rg
Venerdì 10 e sabato 11 Gennaio alle 21,00 non perdetevi AUTORITRATTI CON OGGETTI- quadri espositivi del disamore, spettacolo e concerto teatrale di Gianluca De Rubertis allo Spazio Tertulliano.
"Ha stile, bisogna ammetterlo, anche se qualcuno lo trova insopportabile. De Rubertis racconta storie d'amore e di vita con linguaggio forbito, giocoso e un po' snob, e più volte centra il bersaglio”.
Diego Perugini per L'Unità
Dalle tredici tracce dell’album musicale "Autoritratti con oggetti" nasce questo spettacolo in musica, spettacolo della musica a teatro, scritto e diretto da Gianluca De Rubertis (fondatore e voce maschile del duo pop Il Genio, divenuto celebre per la canzone "Pop porno").
L'amore, musicato, deriso, indifferito, aborrito, anelato, disatteso, sarà sciorinato attraverso il testo e la metrica, suono che da fonema si fa senso. Così tra la musica che si fa silenzio, il gesto che si fa inerzia, l'umore che diviene secca, l'amore ritrae il suo flutto incostante attraverso la fonica e la sintassi lucida del pianoforte.
Ad ogni brano un rituale in cui le voci si sbraneranno, si burleranno del perbenistico ossequio che all'amore spetta per comune convenzione, torceranno le budella delle parole per mostrare come "amore" sia anch'esso una parola.
La donna al centro di questo guazzo problematico ed irrisolvibile, come unico scopo e unica tortura, come fine della musica e inizio della vita, come il foglio bianco cui elargire i più bei motti, come animale ideale e profetico, come calzare necessario a qualsiasi cammino.
"Autoritratti con oggetti - quadri espositivi del disamore" è uno spettacolo da un disco, ma di un disco che, forse, conteneva in sé già un suo incedere a certa fonetica cara a chi odia con tutto il suo cuore il teatro di prosa.
VENERDì 10 e SABATO 11 GENNAIO 2014
ore 21.00 allo
SPAZIO TERTULLIANO
via Tertulliano, 68 - Milano
AUTORITRATTI CON OGGETTI
quadri espositivi del disamore
Regia, testi e musiche di Gianluca De Rubertis
con
Gianluca De Rubertis e Angelica Schiatti
Musicisti:
Silvio Pirovano, chitarra
Giovanni Pinizzotto, basso
Lino Gitto, batteria
Giampiero Risico, sax.
INFO:
www.gianlucaderubertis.itwww.spaziotertulliano.it
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