Un febbraio-Carnevale, quello di Viareggio, che termina il 24 del mese ed è il 150° più uno, per un totale di 151 Carnevali
Per questa edizione, quasi una ri-partenza dopo una cifra tonda così importante, abbiamo voglia di suggerirvi tre spunti per il Carnevale di Viareggio, oltre a tutti quelli che si possono trovare sul sito ufficiale appena rinnovato, dove il programma è dettagliatissimo.

1. La canzone leit-motiv, “Farina carta e colla” creata e cantata da Mirco Mariani aka EXTRALISCIO ed Elio (basta il nome)
Se solo apparentemente sembra una canzone per bambini, con un ritmo un po’ alla Perez Prado, con parole sentimentali e tocchi di ironia eliesca, in realtà è per adulti. Ma anche i bambini capiranno. Guardatela e ascoltatela anche qui e ripetete con noi “Siamo a Viareggio cha-cha-cha”.
Perché questo spunto: perché questo pezzo andrà oltre il Carnevale.
2. Le quattro categorie della mascherata, così suddivise:
- I grandi carri allegorici di prima categoria, i più mastondontici, che quest’anno sono nove. Presente anche il tema dell’intelligenza artificiale.
- I carri di seconda categoria, di dimensioni più ridotte, che quest’anno sono quattro. Si segnala ai foodie che uno di questi, dal titolo inappellabile All you can eat, è dedicato all’ingordigia umana.
- Le mascherate in gruppo, che sono otto, pescando a piene mani nell’attualità.
- Le maschere isolate, quest’anno otto. Una anche dedicata a Barbablu, ma non è una favola. È una tragica denuncia.
Perché questo spunto: perché il corso mascherato è lungo, meglio saper decodificare.

3. Mostre e musei
Per capire come nascono i carri, bisogna recarsi alla Cittadella, nei laboratori e negli hangar enormi del parco più grande d’Europa dedicato alle maschere. Tutto è in grande, tutto è suggestivo, tutto è in qualche modo effimero e per sempre allo stesso tempo. E per fortuna esiste un prezioso archivio storico. La Cittadella è anche Museo del Carnevale. Poi ci sono le mostre, tante: Mela ride, Il Carnevale di Nino Mihgliori, Maschere Movimento Manifesti, il mondo mascherato di Beppe Domenici, Burlamacco incontra l’arte, il Carnevale dalla matita di Sergio Staino.
Perché questo spunto: perché va bene il corso, ma noi amiamo anche il fuori-corso.
