In un luogo segnato dalla monotona quotidianità di lavoratori sempre intenti a riempire e svuotare interi bancali di merce, in mezzo a clienti distratti e sempre di fretta. Vite scandite da una banale e impassibile regolarità che però nascondono un’umana complicità.
Tra quei grigi e anonimi corridoi, si cela tra i lavoratori l’illusione di essere una vera, grande famiglia. In questo mondo tutto scatoloni e imballaggi arriva presto un giovane scaffalista notturno, Christian.
Christian ha tanti tatuaggi su quasi tutto il corpo ed è reduce da un’adolescenza di amicizie sbagliate e qualche periodo passato dietro le sbarre. Tutta questa aggressività che sembra celarsi dietro i motivi che ha incisi sulla pelle, in realtà nasconde un sensibile ragazzo proveniente da una piccola cittadina nella Germania dell’Est, pronto a dimostrare il suo impegno e la sua serietà nel lavoro.
I suoi colleghi e i suoi responsabili non esitano molto ad accorgersi di quanto sia buono e presto iniziano a prenderlo in giro dolcemente per la sua umana e sensibile goffaggine.
Christian dimostra da subito tutto l’amore che conserva dentro: nonostante la timidezza non resta di certo insensibile alla collega dei dolciumi, Marion, che lo ha lasciato senza parole sin da quando si sono presentati per la prima volta. Tra un incontro e l’altro alla macchinetta del caffè, Christian cerca di conquistarla con tutta la tenerezza che solo un ragazzo innamorato può dimostrare.
Sfuggente e misteriosa, anche se molto lusingata dai gesti spontanei e amorevoli di Christian, Marion vede il collega solo come il ‘novellino’ di cui ama prendersi gioco tra un turno e l’altro al lavoro. In realtà, Marion è sposata ma per niente insensibile ai gesti di Christian, soprattutto perché ogni sera a casa la attende un uomo che la maltratta. Presi dalla magia del Natale, Marion si concede ad attimi di tenerezza con Christian ma pare che possa essere solo una felicità effimera.
Al rientro dalle ferie natalizie, Marion è sempre più fredda e distaccata fino a non presentarsi più al lavoro. Christian per una sera torna alle sue vecchie frequentazioni, si dispera e decide di affogare il suo dispiacere nell’alcol, proprio come quando era adolescente. Per fortuna, al lavoro ha dei colleghi come Bruno e Rudi, comprensivi e molto attenti a lui. Non lo giudicano per una piccola ricaduta e anzi, lo rassicurano che Marion tornerà presto da lui e dalle sue amorevoli attenzioni.
Realistico e umano, questi gli aggettivi più appropriati per descrivere “Un Valzer tra gli Scaffali”. Una poesia, una danza per il cuore che rivela come la vita possa essere miracolosa anche nelle piccole cose e come un cuore puro possa permettersi di ascoltare il dolce suono del mare anche nel il rumore di un ipermercato.
“Un valzer tra gli scaffali” ha vinto il Premio della Giuria Ecumenica al Festival Internazionale di Berlino che l’ha definito come un ‘capolavoro artisticamente convincente che dimostra la beatitudine dei puri di cuore’.
Un film di Thomas Stuber con Fran Rogowski, Sandra Hüller e Peter Kurth, per coinvolgerci, emozionarci e farci riflettere. In proiezione nelle sale dal 14 febbraio, per un San Valentino non solo da festeggiare ma che ci permetta di pensare a quanto bene l’amore ci possa regalare, se solo ci lasciamo trasportare.
Margherita Maroni
