Un progetto indipendente milanese che recupera una ricetta tramandata da tre generazioni e trasforma lo zenzero in un sorso pungente, moderno e sorprendentemente versatile
In un panorama dominato da limoncelli, amari d’autore e twist sempre più creativi, a Milano arriva un outsider che punta tutto su un unico ingrediente: lo zenzero fresco. Si chiama ZenVero ed è il primo liquore artigianale italiano pensato per portare questo ingrediente – spesso relegato a tisane e centrifughe – direttamente nel mondo degli spirits.
L’idea nasce da Luca Giorgetti, che ha rimesso mano alla ricetta di famiglia: suo padre, ristoratore, preparava da anni un liquore allo zenzero come chicca per i clienti abituali. Giorgetti ha deciso di trasformarlo in un prodotto vero, mantenendo l’impronta artigianale della ricetta originale ma con un approccio più contemporaneo.

Come è fatto
Il cuore del progetto è semplice: zenzero fresco lavorato senza filtrazioni, così da conservare carattere, pulizia aromatica e quella nota agrumata che distingue la radice quando è trattata bene. Il risultato è un liquore con un profilo netto, non addolcito da compromessi, che punta sullo spessore aromatico naturale dello zenzero.
Nella lavorazione vengono preservati anche i componenti bioattivi tipici della radice – i gingeroli – spesso citati per le loro proprietà antiossidanti. Qui non diventano claim salutistici: semplicemente contribuiscono alla vivacità del sorso, che resta protagonista.
Tra tradizione e mixology
Chi conosce la cultura gastronomica orientale non avrà difficoltà a leggere in ZenVero un rimando alle tradizioni ayurvediche, che allo zenzero attribuiscono da secoli un valore digestivo e “riequilibrante”. Nella pratica di oggi, significa soprattutto un liquore che funziona come fine pasto ma che può lavorare bene anche nei cocktail, specie per chi cerca un’alternativa più naturale ai classici ginger liqueur di importazione.

La bottiglia (e a chi parla)
Il formato è quello da 70 cl, 32% vol., con un design essenziale e senza fronzoli. Il target? Amanti dell’artigianale, bartender curiosi e chi in generale apprezza prodotti che puntano sulla materia prima più che sul branding.
Per assaggiarlo al meglio, consigliano di servirlo freddo o ghiacciato e – dettaglio non banale – di agitarlo, perché la scelta di non filtrarlo lascia una componente materica che cambia la texture del sorso.
