Antonia del Sambro
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Benedetta Barzini, Laura Mazzi, Teresa Piergentili, Marco Quaglia, Agostino Tazzini, Guido Tonetti
Nuovi debutti al Teatro Parenti di Milano.
Il primo, Good People, in scena dal 2 al 10 febbraio in Sala Grande, sotto la regia di David Lindsay-Abaire, è uno spettacolo della durata di 130 minuti. Ambientato a Southie, un povero e periferico sobborgo di Boston, racconta la storia di Margie Walsh, protagonista della pièce, nuovamente licenziata dal lavoro a causa dei suoi continui ritardi.
La ricerca di una nuova occupazione la porta a chiedere aiuto ad un vecchio compagno di scuola, Mike, con il quale ha avuto una relazione da ragazza e che è riuscito a fare successo, fuori dal quartiere, creandosi una nuova vita nel ricco Chestnut Hill.
Uno scambio continuo tra chi "ha" e chi "non ha", tra un Mike apparentemente sicuro ed arrivato che potrebbe ritrovare le sue umili origini, e una Margie intenta a trovare una soluzione ai suoi problemi, senza però perdere quello che possiede.
Un'occasione per assistere, e vivere sulla propria pelle, ad un confronto tra le diverse tipologie di famiglia, quelle più e quelle meno fortunate, tra le diverse origini che segnano in un modo o nell'altro i nostri futuri e tra i diverso destini che la vita riserva.
Un susseguirsi di dialoghi intensi, a tratti commoventi a tratti spiritosi, che pone al centro dell'attenzione la questione sociale più antica di tutti i tempi, la secolare divisione tra le classi sociali, e la domanda che tutti noi costantemente ci poniamo: sarà fortuna o sarà destino?
Il secondo spettacolo, scritto e diretto da Nicola Russo e in scena dal 3 al 15 febbraio in Sala 3, nasce dalla lettura de "La forza del carattere", di James Hillman, e dalla volontà di parlare della vecchiaia da un punto di vista insolito. Vecchi per niente, una rappresentazione in cui il regista decide di porre al centro della scena la sua idea circa il raggiungimento della terza età: non la fine ed il decadimento del corpo e della mente, bensì la massima espressione del carattere di una persona.
Non esistono "i vecchi", esistono le singole identità e i singoli caratteri che non trovano analogia solo perchè si condivide la stessa età.
Sul palco vengono presentate e messe assieme quattro storie di persone anziane che raccontano dei rapporti con i propri genitori, proiettandosi nuovamente nella condizione di figlio: un modo per colmare quella distanza che si pensa essere abissale tra un giovane figlio e un anziano, ad esempio nonno.
Parlare del carattere della persona cercando di eludere la morte, questo l'obiettivo della rappresentazione. E con essa, un'occasione per ricordare che tutti gli anziani, tutti i nonni, un tempo, sono stati giovani... sono stati figli.
Teatro Franco Parenti
Via Vasari, 15
Good People
Orari: lunedì ore 20.30;martedì ore 20.30;mercoledì ore 19.30;giovedì ore 21.30;venerdì ore 20.30;sabato ore 19.30;domenica ore 15.30
Biglietteria: intero €32; Ridotto Over60 €18; Ridotto Under 25 €15; Convenzioni €22,50
Per informazioni: tel : 02 59 99 52 06;
Vecchi per niente
Orari: lunedì riposo; martedì h21.00; mercoledì h20.00; giovedì h18.30; venerdì h21.00; sabato h20.00; domenica h16.00;
Biglietteria: intero €25; over 60 €15, under 25 €12,50; convenzionati €17,50
Per informazioni: tel : 02 59 99 52 06;
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Sabato 31 gennaio alle ore 18.30 presso il Circolo ARCI La Lo.Co. di Osnago, si terrà la presentazione di "Piazza della Loggia", la graphic novel in due volumi edita da BeccoGiallo, che ripercorre la storia della destra eversiva italiana, della P2 e dei tentativi di golpe mai realizzati, che hanno caratterizzato il periodo dal '69 al '74. In particolare, viene raccontato l'episodio della manifestazione in Piazza della Loggia nel 1974, punta dell'iceberg di avvenimenti e contraddizioni mai risolte.
"Il 28 maggio del 1974 a Brescia i sindacati e il comitato permanente antifascista stanno manifestando in Piazza della Loggia. Una bomba esplode causando otto morti e molti feriti a dimostrazione che il fascismo e l'eversione nera in Italia non sono mai finite e, anzi, sono ben pronte a mutare al mutare della situazione nazionale e internazionale".
L'iniziativa fa parte della campagna di sensibilizzazione antifascista e antirazzista BRIANZA ANTIFASCISTA E ANTIRAZZISTA.
All'evento parteciperanno:
- Matteo Fenoglio, fumettista
Autore di "Piazza Fontana" (Ed. BeccoGiallo) per cui ha ricevuto il premio "Carlo Boscarato - Autore rivelazione dell'anno" al Treviso Comic Book Festival 2010. Ha partecipato alle antologie Resitenze e ZeroTolleranza e cura il blog http://vecchioblister.blogspot.it/
- Francesco Barilli, autore
Ha curato e scritto i testi di "Carlo Giuliani, il ribelle di Genova" e "Piazza Fontana" e ha realizzato i redazionali di "Ilaria Alpi, il prezzo della verità", "Dossier Genova G8", "Il delitto Pasolini", "Peppino Impastato, un giullare contro la mafia" per BeccoGiallo Editore. Si è occupato anche di altre storie, tra cui quelle di Fausto e Iaio e di Enzo Baldoni. Sul suo sito http://francescobarilli.blogspot.it/ potete leggere le storie a cui si è appassionato e che ha voluto studiare e raccontare.
Sabato 31 gennaio 2015, ore 18.30
presentazione di "Piazza della Loggia"
Circolo ARCI La Lo.Co.
Via Trieste 22 - Osnago (Lecco)
www.arcilaloco.org -
L'invito è riservato ai tesserati ARCI.
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Dall'8 febbraio al 12 aprile presso VITRARIA Glass +A Museum una mostra imperdibile dedicata alla collezione di Diane Venet: l'Arte si trasforma in Gioiello.
Da Pablo Picasso a Jeff Koons, da Louise Bourgeois a Damien Hirst, da Lucio Fontana a Anish Kapoor. Sono solo alcuni degli oltre cento nomi dell’arte moderna e contemporanea riuniti assieme per svelare il proprio volto meno noto: quello di artisti di gioielli, le cui creazioni hanno la valenza di sorprendenti opere d’arte spesso sconosciute al grande pubblico.
Dopo aver fatto tappa a Roubaix, New York, Atene, Valencia, Miami e Seoul, la incredibile collezione raccolta negli anni da Diane Venet, collezionista parigina di origine e newyorchese d’adozione, moglie del noto artista Bernar Venet, arriva per la prima volta in Italia con "Precious - da Picasso a Jeff Koons". Centosessantuno gioielli, la collezione al completo, con alcune opere mai esposte prima, che raccontano un approccio all’arte differente da quello che siamo soliti osservare e trasformano il piano nobile del suggestivo e nuovissimo VITRARIA Glass +A Museum.
VITRARIA Glass +A Museum è il nuovo museo che ha aperto le porte a settembre 2014 nel cuore di Venezia, situato all'inizio del “museum mile” tra l’Accademia e le Zattere. Il museo ha un approccio interdisciplinare dove “Glass” esprime l’obiettivo tematico che pone al centro il vetro attraverso le contaminazioni di questo elemento con l’arte, il design, l’architettura, le nuove tecnologie, la moda… e “+A” enuncia l’aspirazione del museo ad allargare la propria ricerca molto oltre, permettendosi un’area di libertà espositiva e proponendosi come piattaforma di incontro e scambio per artisti, designer, industria creativa. "Precious" rientra dunque proprio nella vocazione “+A” di VITRARIA, che esprime già con questa sua seconda mostra la propria libertà di esplorare l’“Altro”, investigando, in questo caso, un’altra arte applicata come l’oreficeria, così affine all'arte vetraria. Gioielli che sono opere d’arte a tutti gli effetti, perché firmati dai più grandi artisti contemporanei, spesso pezzi unici, talvolta edizioni limitatissime che rimangono nei tratti distintivi inequivocabili e riconducibili alla cifra stilistica di ciascun “maestro”. "Precious" ci farà scoprire da un punto di vista inedito il percorso di molti degli artisti più noti al mondo dalla seconda metà del XX secolo a oggi. Ogni gioiello, concepito come opera d’arte da indossare, racchiude in sé una storia ed è stato realizzato dall'artista con una particolare persona in mente: è forse proprio questo aspetto “intimo” a renderlo ancora più affascinante.
Il doppio significato di questa mostra inizia proprio dal suo titolo: "Precious" non solo perché si fa riferimento a oggetti d’arte rarissimi e preziosi, ma anche ad opere che custodiscono un contenuto simbolico e personale forte, spesso all'origine della creazione, basti pensare ai ciottoli raccolti sulla spiaggia da Picasso e poi dipinti per Dora Maar, o ai pezzi di osso sui cui incise il ritratto di Marie-Thérèse.
È la stessa Diane Venet a raccontare che la sua collezione nacque il giorno in cui suo marito, l’artista francese Bernar Venet, le strinse attorno all'anulare sinistro un sottile bastoncino d’argento come anello di nozze, a cui sono seguiti spille e bracciali, ognuno corrispondente ad un nuovo concetto nella sua attività artistica. La collezione è cresciuta nel tempo, chiamando a raccolta amici ed artisti quali César, che ha compresso braccialetti e ciondoli della famiglia Venet per dargli nuova vita, o Chamberlain, che ha donato a Diane il suo primissimo gioiello, una spilla in alluminio accartocciato e verniciato. A volte gli artisti hanno rifiutato la richiesta, per cimentarsi nella sfida solo in un secondo momento, come nel caso di Frank Stella, tentati dallo sperimentare il proprio linguaggio su una scala diversa e con vincoli differenti. Molti gioielli sono arrivati dopo indagini, incontri, viaggi intrapresi per rintracciare pezzi rari. Tutti sono il risultato di un intreccio tra storie di vita e storia dell’arte.
Artisti in mostra:
Afro, Karel Appel, Ron Arad, Arman, Jean Arp, Kader Attia, Gijs Bakker, Giacomo Balla, Miquel Barceló, Laurent Baude, Bill Beckley, Lynda Benglis, Pierrette Bloch, Delphine Boël, Louise Bourgeois, Georges Braque, Pol Bury, Alexander Calder, Faust Cardinali, Sir Anthony Caro, Enrico Castellani, César, John Chamberlain, Dinos Chapman, Miguel Chevalier, Nisa Chevènement, Sandro Chia, Jean Cocteau, Corneille, Costas Coulentianos, Carlos Cruz Diez, Annabelle d'Huart, Salvador Dalí, Lucio Del Pezzo, Niki de Saint Phalle, Wim Delvoye, André Derain, Nathalia Edenmont, Max Ernst, Lucio Fontana, Alberto Giacometti, Antony Gormley, Alberto Guzman, Raymond Hains, Keith Haring, Damien Hirst, Gottfried Honegger, Rebecca Horn, Robert Indiana, Anish Kapoor, Avish Khebrehzadeh, Jeff Koons, Gyula Kosice, Jannis Kounellis, Yayoi Kusama, Hubert Le Gall, Fernand Léger, Julio Le Parc, Claude Lévêque, Roy Lichtenstein, Jacques Lipchitz, Jason Martin, Fausto Melotti, Miltos Michaelidis, François Morellet, Forrest Myers, Brigitte Nahon, Lowell Nesbitt, Louise Nevelson, Tim Noble & Sue Webster, Michelle Oka Doner, Yoko Ono, Meret Oppenheim, Orlan, Mimmo Paladino, Giuseppe Penone, Grayson Perry, Pablo Picasso, Jaume Plensa, Fabrizio Plessi, Arnaldo Pomodoro, Giò Pomodoro, Marc Quinn, Robert Rauschenberg, Man Ray, Pablo Reinoso, George Rickey, Ugo Rondinone, Mimmo Rotella, Kenny Scharf, Gino Severini, Santiago Sierra, Jesús Rafael Soto, Daniel Spoerri, Frank Stella, Vassilakis Takis, Dorothea Tanning, Nakis Tastsioglou, Barthélémy Toguo, Luis Tomasello,Tunga, Günther Uecker, Lee Ufan, DeWain Valentine, Victor Vasarely, Bernar Venet, Jacques Villeglé, Andy Warhol, Lawrence Weiner, Tapio Wirkkala, Bill Woodrow, Erwin Wurm, Kimiko Yoshida
Diane Venet Nata a Parigi da una famiglia di collezionisti, negli Anni ’80 si è trasferita a New York col marito, lo scultore Bernar Venet, lavorando assieme a lui per l’ideazione e organizzazione di mostre in tutto il mondo. Come collezionista d’arte e di gioielli d’artista è riuscita a definire importanti prestiti e creazioni che l’hanno condotta alla curatela dell’acclamata mostra Bijoux Sculptures al Musée La Piscine di Roubaix. Il successo di quella mostra, poi intitolata From Picasso to Koons: Jewelry by Artists, ha generato ulteriori e importanti capitoli espositivi: nel 2011 è stata ospitata al MAD di New York, nel 2012 al Benaki Museum di Atene e all’Istituto IVAM di Valencia, nel 2013 al Bass Museum di Miami e nella importante sede di Hangaram Design Museum di Seoul. Madame Venet collabora da sempre con importanti collezionisti e mercanti d’arte quali Pierre-Alain Challier, Elisabetta Cipriani, Esther De Beauce, Louisa Guinness, Martine e Didier Haspeslagh, Diana Küppers, GianCarlo Montebello, Marina Ruggieri. Per la prima volta a Venezia grazie a VITRARIA viene esposta la sua collezione integrale. Ulteriori informazioni su www.dianevenet.com
VITRARIA GLASS +A MUSEUM La sede permanente di Palazzo Barbarigo Nani Mocenigo, già dimora del doge Agostino Barbarigo e antico “museo” della collezione archeologica della famiglia Nani dona nuovamente luce all'identità tracciata in filigrana in un luogo dove la cultura possa intraprendere percorsi nuovi per generare un processo di ricerca attraverso il quale stabilire relazioni e possibilità ancora inesplorate. Alcuni cenni storici: il palazzo è stato costruito a partire dalla seconda metà del XV secolo dal Doge Agostino Barbarigo, che lo lasciò in eredità alle due figlie a condizione che si dividessero il palazzo in due appartamenti: questo pare essere il motivo per il quale il palazzo è dotato di due “piani nobili”. Il ramo della famiglia Barbarigo si è poi estinto e le figlie si sono sposate con discendenti della famiglia Nani. Il palazzo poi è stato della famiglia Nani per 500 anni fino a che una discendente si sposò con la famiglia Mocenigo nell'Ottocento prendendone il cognome. Ulteriori informazioni su www.vitraria.com
8 febbraio al 12 aprile
PRECIOUS da Picasso a Jeff Koons
A cura di Diane Venet e Ewald Stastny
VITRARIA Glass +A Museum Palazzo Nani Mocenigo, Dorsoduro 960, Venezia
Biglietto di ingresso: Intero 8€ Ridotto 7€
Orari e giorni di apertura: Martedì - domenica: 10 - 13 / 14 - 17 Sabato anche 19 - 23 Lunedì chiuso
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Mancano ancora pochi giorni per ammirare la mostra "Le dame del Pollaiolo. Una bottega fiorentina del Rinascimento", in programma fino al 16 febbraio 2015 , presso il Museo Poldi Pezzoli. Per la prima volta i quattro ritratti di Antonio del Pollaiolo verranno esposti l'uno accanto all'altro. Appartenendo al genere del ritratto nuziale, queste opere sono anche molto utili per farsi un'idea della società di fine medioevo: vi sono infatti rappresentati vesti, tessuti, gioielli dell'epoca. Ma si possono anche scoprire altri lavori realizzati nelle botteghe dei due fratelli, a testimonianza dei loro interessi e dei loro talenti: dipinti, disegni, sculture in bronzo e terracotta, oreficerie. Essi provengono dal Museo del Louvre di Parigi, dalla National Gallery di Londra, dal Museo Nazionale del Bargello, dal Museo Stefano Bardini, e dal Museo dell'Opera di Santa Maria del Fiore di Firenze.
Dal 7 novembre 2014 al 16 febbraio 2015
"LE DAME DEI POLLAIOLO"
Museo Poldi Pezzoli Via Manzoni 12 - Milano
Orari: Da mercoledì a lunedì: 10.00-18.00 Martedì: chiuso
Biglietti: Intero 9€ Ridotto 6€ (11-18 anni, studenti fino ai 26 anni, sopra i 60 anni)
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Dal 4 al 8 febbraio al Teatro Verdi di Milano, saranno in scena Daniele Biacchessi, giornalista efficace narratore di teatro civile, e Giangilberto Monti, cantautore specializzato nella canzone francese d’autore, per raccontare con parole e musica di una coppia di artisti "contro" molto noti e discussi in Francia. Da noi forse meno conosciuti, questi personaggi raccontati dalla coppia Biacchessi - Monti, sono più che mai attuali, e nella loro vicenda non mancano possibili riferimenti a situazioni e personaggi altrettanto discussi e noti in Italia.
Lo spettacolo narra la vicenda avvenuta nel 1986, quando ad appena 41 anni d’età, muore in un incidente il buffone più amato di Francia, Michel Colucci detto Coluche. Sei anni prima, il comico si era candidato alle presidenziali francesi, un periodo nel quale il numero di disoccupati sorpassava in Francia la quota psicologica del milione e mezzo, l’inflazione balzava oltre il 13% e gli scioperi non si contavano, e i principali candidati alla Presidenza della Repubblica erano quattro: oltre al presidente uscente – il moderato Valery Giscard d’Estaing, travolto dagli scandali – correvano per il centro destra Jacques Chirac e per la sinistra il socialista François Mitterrand e il comunista Georges Marchais. A sorpresa, Coluche decise di candidarsi e il suo manifesto elettorale divenne un violento j’accuse contro la corruzione e l’insipienza dei politici francesi: “Prima di me la Francia era divisa in due, con me sarà piegata in quattro dal ridere”. In pochi mesi arriva al 15% di consensi a livello nazionale, importanti intellettuali lo appoggiano e i suoi spettacoli registrano il tutto esaurito, ma le continue minacce anonime e infine l’uccisione del suo braccio destro, lo convince a rinunciare. Poco dopo la sua scomparsa in un banale incidente stradale, a tutt'oggi mai chiarito, il suo grande amico Renaud Séchan, uno dei più apprezzati cantautori francesi, gli dedica l’appassionata canzone "Putain de Camion".
Sulla scena, l’attento cronista di tanti misteri della nostra Repubblica, Daniele Biacchessi, ci racconta insieme allo chansonnier Giangilberto Monti, questa strana storia di amicizia, politica e canzoni, tra risate amare e speranze di cambiamento, in una democrazia vulnerabile quanto quella in cui viviamo. Se il comico è il politico, chi è il vero buffone?
Giangilberto Monti, autore e interprete, ha all'attivo oltre dieci album come cantautore. Ha recitato con Dario Fo, di cui ha messo in scena il repertorio musicale, tradotto e cantato in italiano brani di Boris Vian, Léo Ferré e Serge Gainsbourg, ideato e condotto programmi per la Radio Svizzera, raccontato la vita degli chansonniers più ribelli in Maledetti Francesi (NdA, 2010), scritto per diversi comici dello Zelig. Con Garzanti ha pubblicato il Dizionario dei cantautori (2003, con Veronica Di Pietro), il Dizionario dei comici e del cabaret (2008) e La vera storia del cabaret (2012, con Flavio Oreglio). Nel cofanetto Comicanti.it (Egea Music, 2013) ha riassunto in due album musicali e un libro firmato con il giornalista Enzo Gentile, la storia della comicità musicale italiana. Recentemente ha pubblicato il romanzo storico L’Amore che fa Boum!, ispirato alla sua storia della Banda Bonnot (Prix Suisse 2004 per la radiofonia elvetica)". www.giangilbertomonti.it
Daniele Biacchessi è un giornalista, scrittore e conduttore radiofonico italiano. E’ caporedattore per Radio24 - Il Sole 24 Ore. Nel 2004 e nel 2005 gli viene assegnato il Premio Cronista per un'inchiesta sul terrorismo islamico in Italia e una ricostruzione dell'omicidio dell'editorialista del Corriere della Sera Walter Tobagi' Nel 2009 riceve il premio dedicato al fotografo freelance ucciso in Medio Oriente Raffaele Ciriello. Nel 2011 vince il prestigioso Premio Speciale Unesco per lo spettacolo teatrale Aquae Mundi con il jazzista Gaetano Liguori. Dal 1975 lavora per numerose testate e collabora con RAI, Radio Popolare, Mucchio Selvaggio, l'Unità, Avvenimenti e L'Europeo. Dal 1988 al 1999, è fondatore, direttore della sede milanese, conduttore, inviato e cronista parlamentare di Italia Radio.. È autore di venticinque tra libri, prefazioni, interventi pubblicati dai più importanti editori italiani. Daniele Biacchessi scrive libri d'inchiesta sul terrorismo, sulla diossina dalla ICMESA di Seveso, sull'omicidio di Fausto e Iaio. Sul caso di Enzo Tortora. Raccoglie e racconta le storie di Ilaria Alpi, Raffaele Ciriello, Maria Grazia Cutuli, Antonio Russo, Enzo Baldoni, Raffaele Ciriello. Negli ultimi anni raccoglie in alcuni volumi le storie dei combattenti della lotta di Liberazione e della Resistenza italiana. Dal 2003 trasferisce gran parte del suo lavoro giornalistico nel teatro civile. Come autore, regista e interprete di teatro di narrazione narra il disastro di Seveso La fabbrica dei profumi, le stragi nazifasciste di Sant'Anna di Stazzema e di Marzabotto del 1944, lo scandalo dei fascicoli nascosti nel cosiddetto "armadio della vergogna", le stragi della strategia della tensione nello spettacolo Il paese della vergogna, le storie dei giornalisti italiani uccisi in zone di conflitto Passione reporter. Racconta l'impegno antimafia di Peppino Impastato, Giorgio Ambrosoli, Libero Grassi, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, il dramma delle morti sul lavoro Il lavoro rende liberi, le battaglie per l'acqua pubblica, contro gli abusi ambientali, gli squilibri tra Nord e Sud del mondo, la Resistenza. Dal vivo collabora stabilmente con i musicisti Gaetano Liguori, Gang, Michele Fusiello, Andrea Sigona, Antonio Righetti, Massimo Priviero, artisti della scena jazz, rock, blues e canzone d'autore italiana. www.danielebiacchessi.it
4- 8 febbraio 2015
Coluche e Renaud
Di e con Daniele Biacchessi e Giangilberto Monti Percussioni: Paolo Rigotto Luci Ombretta: Nai Foto: Daniele Poli
Venerdì 6 febbraio Teatro Verdi / Koro Wine Bar (dalle 19.00 alle 20.00) "Aperitivo con lo chansonnier" Giangilberto Monti racconta il mondo di Renaud Séchan (fisarmonica Roberto Carlotti)
Teatro Verdi Via Pastrengo 16, Milano Tel. 02 6880038 http://www.teatrodelburatto.it/teatroverdi.html
Orari Spettacoli: da martedì a sabato: ore 21.00 domenica ore 16.30
Biglietti: Intero 20€ Convenzionati 14€ Ridotto (over 65/under 25) 10€ Mercoledì posto unico 10€ Aperitivo venerdì 6 febbraio: 6€
Vendita on-line: www.vivaticket.it (con diritto di prevendita). La Biglietteria presso il Teatro Verdi è aperta solo nei giorni di spettacolo.
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Dal 27 al gennaio al Teatro Menotti, va in scena "moro: i 55 giorni che cambiarono l'Italia", spettacolo che racconta il sequestro di Aldo Moro, avvenuto a Roma in via Mario Fani 16 marzo 1978. “Non l’hanno ucciso le Brigate Rosse, Moro e i ragazzi della scorta furono uccisi dallo Stato.” Questa frase è il fulcro dell’azione scenica ed è documentata dalle indagini del giudice Ferdinando Imposimato, titolare dei primi processi sul caso Moro, che nello spettacolo compare in video interagendo con il protagonista e rivelando verità terribili che sono rimaste nascoste per circa quarant'anni. Il titolo dello spettacolo è “moro” con la “m” minuscola a voler sottolineare che nel cognome del grande statista c’è la radice del verbo “morire”, come se la “morte” di Aldo Moro fosse stata “scritta”, fosse cioè necessaria per bloccare il dialogo con i socialcomunisti assecondando i desideri dei conservatori statunitensi e dei grandi petrolieri americani in Italia rappresentati da Giulio Andreotti e Francesco Cossiga che, dopo la morte di Moro, ebbero una folgorante carriera e condannarono l’Italia alla “sudditanza” agli USA. Moro sente che uomini di primo piano del suo stesso partito vogliono la sua morte e lo scrive in una delle ultime lettere che fanno da leit motive dello spettacolo: “Il mio sangue ricadrà su di voi, sul partito, sul Paese. Chiedo che ai miei funerali non partecipino né Autorità dello Stato, né uomini di partito. Chiedo di essere seguito dai pochi che mi hanno voluto veramente bene e sono degni di accompagnarmi con la loro preghiera e con il loro amore”.
Più che l'ennesimo spettacolo sul caso Moro, "moro: i 55 giorni che cambiarono l'Italia" racconta la necessità di sapere la verità sulla sua morte e quindi di divulgarla. Le recenti scoperte e rivelazioni del giudice Ferdinando Imposimato, titolare dei primi processi sul caso Moro, vanno verso la costruzione di una chiara verità: Moro doveva morire. Queste rivelazioni rappresentano la base contenutistica del testo teatrale, dove però le scoperte del giudice, sono intrecciate con la vita di Iozzino, Ricci e Zizzi, tre membri della scorta. Raffaele Iozzino era il poliziotto che riuscì a sparare due colpi contro i terroristi. Domenico Ricci era l’autista di fiducia di Moro. Francesco Zizzi era poliziotto ma soprattutto era un bravo chitarrista e cantante di piano bar. Era al suo primo giorno di lavoro quel 16 marzo avendo sostituito, proprio quella mattina, la guardia titolare che aveva presentato un certificato medico di malattia. Nelle parole e nelle azioni di Ciro Iozzino, fratello di Raffaele, protagonista dello spettacolo, abbiamo voluto descrivere le ansie e la disperazione di un ragazzo del sud a cui strappano parte importante della vita. Con la figura della mamma di Raffaele, continuamente evocata, si vuole far parlare la disperazione di una mamma che non riesce a darsi pace, una mamma che vede il figlio partire per servire lo Stato e se lo ritrova poi morto senza sapere i nomi degli assassini. L'altro obiettivo è dello spettacolo è quello di informare sulle “colpe” di Francesco Cossiga e Giulio Andreotti che “non hanno voluto salvare Moro”.
Il Giudice Ferdinando Imposimato e Ulderico Pesce hanno attivato sul sito www.uldericopesce.it una petizione popolare per chiedere che tutti i documenti relativi all'assassinio di Aldo Moro e dei membri della scorta, compresi quelli che riguardano le Brigate Rosse, vengano desecretati.
Dal 27 al 30 gennaio
moro: i 55 giorni che cambiarono l'Italia
Di Ferdinando Imposimato e Ulderico Pesce Interventi in video del giudice Ferdinando Imposimato Interpretato e diretto da Ulderico Pesce Produzione Centro Mediterraneo delle Arti
Orari spettacolo: Lunedì riposo Martedì, giovedì, venerdì, sabato - ore 20.30 Mercoledì - ore 19.30 Domenica - ore 17.00
Prezzi biglietti: Intero - € 25.00 Convenzioni - € 20.00 Ridotto/under 25 - € 20,00 Ridotto/over 65 (residenti a Milano) € 12,50 Ridotto/over 65 (residenti fuori Milano) € 17,50 Prevendita - € 1,50
Teatro Menotti
via Ciro Menotti 11, Milano
tel. 02 36592544
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Una nuova entusiasmante puntata di Contofinoatre-La voce dei Papà al Teatro Verdi di Milano, sabato 31 gennaio alle ore 16.00, un progetto che Angelo Pisani porta avanti attraverso il suo blog e nelle scuole da oltre un anno.
Un'occasione in cui riportare sotto la lente d'ingrandimento il mondo dei papà, con uno spettacolo aperto che avrà in ognuna delle repliche due costanti: la figura dal papà, che cerca di essere sempre presente nella vita dei propri figli, e l'ironia, la matrice di tutto il lavoro senza mai sminuire l'importanza dei temi trattati.
Come si può intuire dal titolo stesso, protagonisti sulla scena saranno in realtà tre figure tutte racchiuse in un'unico personaggio, un uomo, che al tempo stesso è anche compagno e papà, interpretati da Angelo, che interagirà con il pubblico, intervistando mamme e papà speciali.
Si parlerà di asili, di parco giochi, di rapporti tra mamme e papà e delle diverse tipologie di genitori, e per non farsi mancare nulla, ospite vip della serata sarà Debora Villa.
Per comprendere meglio, anche attraverso l'alternarsi di momenti di comicità, chi sia, cosa fa e che ruolo abbia il papà, che non si limita più soltanto al sostentamento della famiglia, ma di questa desidera farne parte in maniera attiva ed essere presente per poter dire la sua sui figli, con e come la mamma... perchè del resto si sa, la mamma è sempre la mamma.
Contofinoatre
Teatro Verdi, Via Pastrengo, 16 - Milano
Ufficio stampa Teatro Verdi: Tel. 02-27002476
Ufficio stampa Contofinoatre, Maria Giulia Trippa: Cell. 3335-1366832
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Dal 2 al 15 febbraio al Teatro della Cooperativa di Milano va in scena la commedia brillante "Il neurone innamorato": l'amore è qualcosa di romantico e impalpabile, o è solo una reazione chimica del cervello umano? Ecco il grande dilemma dell'uomo moderno. E per risolvere questo dilemma, perché scegliere tra uno spettacolo umoristico sull'amore, una lectio magistralis sulla chimica dei sentimenti e una commedia irresistibile sulla coppia e le tecniche di corteggiamento, quando si può avere tutto insieme? Il "variegato gruppo" di comici e attrici, già protagonisti de "La cantatrice calva" campione di incassi nella scorsa stagione, sempre sotto la guida di Marco Rampoldi, vi aiuterà ad affrontare con leggerezza la dura realtà.
Si sono scritti romanzi, saggi, poesie, canzoni, qualcuno ha dato la vita per amore, altri invece hanno dato molto… sotto la vita. Ma i professori Manera e Parassole vi racconteranno cosa accade veramente quando incontrate la donna o l'uomo della vostra vita, e nel vostro cervello si attiva il circuito del piacere, che agisce come una droga (però, è legale, non c'è il limite della modica quantità, e se ti fermano i carabinieri, non ti ritirano la patente per guida in stato di innamoramento); vi faranno capire perché scegliete proprio il vostro partner (è scientificamente provato che se un uomo vede una gnocca si può innamorare, se vede una cozza è più difficile); vi dimostreranno che nel terzo millennio la crisi del settimo anno arriva al terzo (se la coppia arriva al settimo anno vuol dire che, da quattro anni, tutti e due stanno con un altro). Claudio Batta, Stefania Pepe e Roberta Petrozzi daranno vita a tutti i 'lui', le 'lei', gli amici che offrono consigli, in cui non potrete fare a meno di identificarvi, in un crescendo di divertimento. Alla fine sarà evidente a tutti che l’innamoramento non ha niente a che fare con il cuore! Dispiace per Petrarca, Shakespeare, Prévert e per tutti coloro che lo hanno esaltato all’inverosimile, ma l’amore è solo questione di testa… o meglio dei processi chimici del cervello.
Non è molto romantico, ma qualcuno doveva pur dirlo.
2 - 15 febbraio
Il neurone innamorato L’amore è un apostrofo rosa fra l’ipotalamo e la corteccia prefrontale
di Riccardo Piferi e Diego Parassole con Claudio Batta, Leonardo Manera, Diego Parassole, Stefania Pepe, Roberta Petrozzi regia Marco Rampoldi assistente alla regia Paola Ornati scene Mattia Bordoni
Orari: Lunedì - sabato h. 20.45 Domenica h 16.00 Giovedì riposo
Prezzi: Intero 18 € Ridotti 15/9 €
Teatro della Cooperativa Via Hermada 8, Milano tel. 02.64749997 www.teatrodellacooperativa.it
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Debutta stasera 30 gennaio in anteprima nazionale al Teatro Officina di Milano Maphia 1963-2015. I testi di Tano Avanzato e Massimiliano Vergani, con un inserto di Giuseppe Fava, sono diretti da Massimo De Vita. Avanzato dividerà il palcoscenico con gli adolescenti del Laboratorio "Il centro dell'emozione" del Teatro Officina e insieme racconteranno i meccanismi della criminalità di 'ndrangheta mafia anche tra i giovani. Tra le altre, vedremo le storie di Riccardo, 16 anni, schedato da quando ne aveva 10, vive a Quarto Oggiaro. Nella sua famiglia sono tutti pregiudicati e lui sa già che appena compirà 18 anni le forze dell'ordine verranno a prenderlo. Ma Riccardo non si farà prendere facilmente. Lui, che è così piccolino e magrolino che nel quartiere lo chiamiamo "Pulce", tiene in scacco un intero Commissariato da anni. Sui muri di Quarto Oggiaro il suo nome è esaltato e scritto a caratteri cubitali. È un idolo, perché è spavaldo. Come quando passa a 150 all'ora senza casco per le vie del quartiere o si mette di fronte a un treno che non si fermerà e si sposta solo all'ultimo, dimostrando tutto il suo coraggio. Junko Faruta anche lei ha 16 anni e l’unica sua colpa è aver rifiutato l’amore di uno dei figli della mafia giapponese. Per questo viene rapita, molestata per 44 giorni e poi brutalmente uccisa.
Dalle parole di Massimo De Vita: “Dalla Sicilia degli anni ’60 fino alla Milano capitale economica d’Italia: la violenza cresce e dilaga, una violenza non solo fisica, ma dispiegata nelle sue molteplici sfumature, nell'annientamento etico dell’individuo e nella rassegnazione. Anche tra i giovani, succubi di alcuni modelli ritenuti “vincenti” dai loro coetanei, un male oscuro di cui non vogliamo ammettere la realtà, qui fra noi”.
Dal 30 gennaio all’1 febbraio 2015 MAPHIA 1963_2015 prima nazionale Dalle terre contadine alle terre di Expo
INFO:
Teatro Officina – Via S. Elembardo, 2 – 20126 Milano
MM1 Staz. Gorla | Bus: linea 44 e 86
Informazioni e prenotazioni:
LUN-VEN: 14.00-19.00
tel: 02.2553200 fax: 02.27000858
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Dal 3 al 27 febbraio 2015 presso Spazio Oberdan, Fondazione Cineteca Italiana presenta uno speciale "Omaggio a Wim Wenders" in occasione della consegna del riconoscimento alla carriera al Festival del Cinema di Berlino.
Il capolavoro di Wim Wenders e Juliano Ribeiro Salgado "Il sale della terra", una vera esperienza estetica esemplare e potente, verrà riproposto insieme ad alcuni dei migliori lungometraggi di Wenders, un regista che per coerenza tematica e rigore stilistico ha pochi eguali. Fra i titoli in programma, da segnalare le edizioni appena restaurate di due capolavori immortali, film simbolo del regista visionario: "Il cielo sopra Berlino", sinfonia della città di Berlino, sfiorata da immagini delicatissime nelle sue ore più buie, che racconta la storia di un angelo che vola sopra la città di Berlino all'indomani della seconda guerra mondiale e che per amore decide di rinunciare all'immortalità; "Paris, Texas", film osannato dalla critica ed ultimo del “periodo americano” di Wenders, un film malinconico e silenzioso che ci conduce dentro il rapporto fra un padre scomparso per anni in un isolamento sofferto seppur consapevole, e un figlio che lentamente torna a fidarsi di lui e a volergli bene. Questi due film saranno proposti anche presso Area Metropolis 2.0 mercoledì 18 e 25 febbraio alle ore 21,00. In rassegna, poi, tanti altri suoi film, alcuni dei quali sono "Alice nelle città", la storia di una profonda amicizia nata per caso fra una bambina e un uomo che decide di aiutare lei e sua madre; "Lisbon Story", un film sul cinema, una riflessione sui rapporti tra immagine e suono, pellicola e video, verità e menzogna, sull'opposizione tra cinema americano (delle storie) e cinema europeo (dello sguardo); "Lo stato delle cose", vincitore del Leone d’Oro alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nel 1982; "L’amico americano", un grande giallo, un thriller che si rifà ai capolavori della scuola americana, superandoli grazie a una visione più moderna delle cose; "Pina", emozionante pellicola dedicata all'acclamata coreografa e ballerina Pina Bausch.
3 - 27 Febbraio 2015
Omaggio a Wim Wenders
Programma e schede dei film
- Martedì 3 febbraio h 19,00 / Giovedì 5 febbraio h 21,15/ Venerdì 6 febbraio h 17,00 "Il sale della terra" R.: Wim Wenders, Juliano Ribeiro Salgado. Fot.: Hugo Barbier, J.R. Salgado. Mont.: Maxine Goedicke, Rob Myers. Brasile, Francia, Italia, 2014, col., 100’. Da quarant'anni Salgado attraversa i continenti sulle tracce di un'umanità in pieno cambiamento. Dopo aver testimoniato alcuni tra i fatti più sconvolgenti della nostra storia contemporanea - conflitti internazionali, carestie, migrazioni di massa - si lancia adesso alla scoperta di territori inesplorati e grandiosi, per incontrare la fauna e la flora selvagge in un grande progetto fotografico, omaggio alla bellezza del pianeta che abitiamo. La sua vita e il suo lavoro ci vengono rivelati dallo sguardo del figlio Juliano Ribeiro Salgado, che l'ha accompagnato nei suoi ultimi viaggi, e da quello di Wenders, fotografo egli stesso.
- Mercoledì 4 febbraio h 19,00 / Giovedì 19 febbraio h 19,00 "Lisbon Story" R. e sc.: W. Wenders. Musica: Madredeus. Int.: Rüdiger Vogler, Patrick Bauchau, S. Benard Da Costa, M. de Oliveira. Germania/Port., 1995, col., 100’. La storia di un fonico chiamato a Lisbona dall’amico regista per un documentario. Ma a Lisbona non trova nessuno e così decide di perdersi nelle atmosfere affascinanti e misteriose della “città bianca”.
- Giovedì 5 febbraio h 16,30 / Martedì 17 febbraio h 18,45 "La terra dell’abbondanza" R.: W. Wenders. Sc.: W. Wenders, Michael Meredith. Int.: Michelle Williams, John Diehl, Shaun Toub, Wendell Pierce, Richard Edson USA, 2004, col., 114’. Dopo aver vissuto all'estero per tanti anni a seguito del padre missionario, la giovane Lana torna negli Stati Uniti per studiare. Qui decide di aiutare suo zio Paul, veterano della guerra del Vietnam e unico fratello di sua madre - morta anni prima - che, dopo la tragedia dell'11 Settembre, vive in uno stato d'isolamento e di costante allerta temendo un nuovo attacco terroristico.
- Venerdì 6 febbraio h 21,15 / Mercoledì 18 febbraio h 16,45 "Alice nelle città" R. e sc.: W. Wenders. Int.: Rüdiger Vogler, Yella Rottländer, Laura Kreuzer, Edda Köchl. RFT, 1973, b/n, 110’, v.o., sott. ital. Gli sguardi posati sulle cose, sulle persone, sul tempo che passa di un uomo e di una bambina, compagni di un lungo viaggio dagli Stati Uniti alla Germania.
- Sabato 7 febbraio h 14,30 / Martedì 17 febbraio h 16,30 "Non bussare alla mia porta" R.: W. Wenders. Sc.: Sam Shepard. Int.: S. Shepard, Jessica Lange, Tim Roth, Sarah Polley, Eva Marie Saint, Gabriel Mann. Fr./Ger., 2005, col., 122’. Howard Spence, celebre attore di film western ormai sul viale del tramonto, si sta consumando fra alcol, droga e sesso. Quando scopre che una sua vecchia fiamma ha avuto un figlio da lui, decide di raggiungerla abbandonando il set di un film. L’incontro con la donna, fiera e ancora bellissima, costringerà Howard a fare i conti con un passato che forse potrebbe diventare occasione di riscatto alla sua profonda solitudine.
- Domenica 8 febbraio h 21,15 "Lo stato delle cose" R.: W. Wenders Sc.: W. Wenders, Robert Kramer. Int.: Patrick Bauchau, Paul Getty jr., Isabelle Weingarten, A. Goorwitz, Samuel Fuller, Roger Corman, W. Wenders. RFT/Port./USA/Fr./Ol., 1982, b/n, 120’, v.o., sott. ital. Friedrich, regista tedesco, sta girando in Portogallo, con finanziamenti americani, il remake di un film di fantascienza. Finisce la pellicola, il produttore è partito, le riprese si interrompono, i membri della troupe passano i giorni a non fare niente. Friedrich decide di andare negli Stati Uniti in cerca di soldi.
- Mercoledì 11 febbraio h 18,15 "Prima del calcio di rigore" R.: W. Wenders Sc.: W. Wenders, Peter Handke, dal romanzo La paura del portiere prima del calcio di rigore di P. Handke. Int.: Arthur Brass, kai Fischer, Erika Pluhar, Libgart Schwarz. RFT, 1971, col., 100’, v. o. sott. it. Tratto dal romanzo dello scrittore austriaco Peter Handke, il film narra di un uomo che uccide senza una ragione una commessa di cinema appena conosciuta. Dopodiché si mette in viaggio per nulla preoccupato delle conseguenze del suo gesto.
- Venerdì 13 febbraio h 18,30 "L’anima di un uomo" R. e sc.: W. Wenders. Int.: Chris Thomas King, Keith B. Brown, John Mayall, J.B. Lenoir, Skip James, Blind Willie Johnson. Ger./USA, 2002, b/n e col., 107’. In un dosato mix tra fiction, rare immagini di repertorio e spezzoni di documentari, le vicende personali e professionali, la musica e la vita di tre esponenti di primo piano del mondo del blues: Skip James, Blind Willie Johnson e J.B. Lenoir. Nel film, alcuni dei loro brani migliori sono interpretati da musicisti contemporanei fra i quali Shemekia Copeland, Garland Jeffreys, Chris Thomas King, Cassandra Wilson, Lou Reed e Nick Cave.
- Sabato 14 febbraio h 21,00 "Nel corso del tempo" R. e sc.: W. Wenders. Int.: Rüdiger Vogler, Hans Zischler, Lisa Kreutzer, Rudolf Schündler. RFT, 1975, b/n, 175’, v.o., sott. ital. Il viaggio lungo la frontiera delle due Germanie di due uomini incontratisi per caso. Le giornate passate insieme, fatte di silenzi, incontri, complicità e conflitti, diventano l’occasione per un confronto con il loro passato e per una verifica delle loro speranze.
- Domenica 15 febbraio h 15,00 "Pina" R. e sc.: W. Wenders. Int.: Pina Bausch, Regina Advento, Malou Airaudo, Ruth Amarante, Jorge Puerta Armenta. Germania, 2011, 103’. Progetto nato dalla collaborazione tra la coreografa Pina Bausch, il regista Wim Wenders e lo stereografo Alain Derobe, in cui vengono proposte alcune celebri performance della direttrice artistica del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch che, a partire dal 1973, ha rivoluzionato il linguaggio della danza e le tecniche del balletto portando in scena leggendarie coreografie come quelle proposte nel documentario: "Café Müller", "Sacre du printemps", "Vollmond" e "Kontakthof".
- Mercoledì 18 febbraio h 21,15 "L’amico americano" R. e sc.: W. Wenders, dal romanzo Ripley’s Game di Patricia Highsmith. Int.: Bruno Ganz, Dennis Hopper, Gerald Blain, Lisa Kreuzer, Nicholas Ray. RFT/Fr., 1977, col., 123’, v.o., sott. ital. Jonathan, restauratore e corniciaio colpito da un male incurabile, accetta l’incarico di uccidere un uomo da due loschi figuri conosciuti per caso. Il denaro guadagnato servirà alla moglie e al figlio dopo la sua morte. Ma dopo l’omicidio, le cose in famiglia cominciano ad andare male e così Jonathan si impegna per un’altra esecuzione, molto più rischiosa.
- Venerdì 20 febbraio h 21,00 "Il Cielo sopra Berlino" R.: W. Wenders. Sc.: W. Wenders, Peter Handke. Int.: Bruno Ganz, Otto Sander, Peter Falk, Solveig Donmartin, Nick Cave RFT/Fr., 1987, b/n & col., 130’. Berlino, fredda, misteriosa, affascinante, sotto gli occhi di due angeli che, non visti, si aggirano per le strade della città osservando le commoventi debolezze degli esseri umani. Poi uno di loro si innamora di una trapezista e, sull’esempio di un ex angelo diventato uomo, decide di fare la stessa scelta. Copia restaurata. Ingresso: intero € 10; ridotto € 8
Venerdì 27 febbraio h 21,00 "Paris, Texas" R.: W. Wenders. Sc.: Sam Shepard. Musica: Ry Cooder, D. Lindley, J. Dickinson. Int.: Harry Dean Stanton, Dean Stockwell, Nastassia Kinski, Aurore Clément. USA/RFT/Fr., 1984, col., 145’. La storia di un uomo che ha perduto la strada, se stesso, la propria moglie e il figlio. Non vede il bambino da molto tempo, ma lo ritrova a casa del fratello e con lui inizia un viaggio alla ricerca della madre nel tentativo di ricostruire la famiglia. Copia restaurata. Ingresso: intero € 10; ridotto € 8
Calendario Aera Metropolis 2.0
- Mercoledì 18 febbraio h 21,00 "Il Cielo sopra Berlino" Con Bruno Ganz e Peter Falk. Germania, 1987, 130’. Versione digitale restaurata.
- Mercoledì 25 febbraio h 21,00 "Paris, Texas" Con Harry Dean Stanton, Nastassja Kinski. Usa, 1984, 150’. Versione digitale restaurata.
Spazio Oberdan
Viale Vittorio Veneto, 2 - Milano
02.87242114
Prezzo Biglietti: Intero: 7,00 € Ridotto per possessori di Cinetessera o studenti universitari: € 5,50 Proiezione pomeridiana feriale: intero € 5,50, ridotto € 3,50. Cinetessera annuale: € 6,00, valida anche per le proiezioni al MIC – Museo Interattivo del Cinema - e all’ Area Metropolis 2.0 – Paderno Dugnano.
“Paris, Texas” e “Il cielo sopra Berlino”: intero € 10; ridotto € 8
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In arrivo a Milano la terza edizione di "Sopra il sotto", la mostra di tombini d'artista che già aveva stupito Milano nelle precedenti edizioni in Via Montenapoleone e in zona Tortona. Il progetto, promosso e realizzato da Metroweb, l'azienda milanese titolare della più grande rete metropolitana di fibre ottiche d'Europa, si propone di celebrare e interpretare il tema dell'internazionalità di Milano, con speciale attenzione all'interazione tra arte e moda nel contesto urbano. Compariranno, quindi, dal 24 febbraio 2015, in Via Montenapoleone e in via Sant'Andrea 24 tombini creazioni di più stilisti: Giorgio Armani, Just Cavalli, Etro, Missoni, Larusmiani, Laura Biagiotti, Costume National. Come per le scorse edizioni, a chiusura della mostra i tombini saranno battuti all'asta da Christie's, e il ricavato sarà devoluto a favore dell'organizzazione non profit Oxfam Italia.
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Dal 5 al 15 febbraio in scena al Teatro Menotti "Amerika", adattamento teatrale del noto romanzo di Franz Kafka scritto tra il 1911 e il 1914, per la regia di Maurizio Scaparro. Lo spettacolo racconta l'odissea del sedicenne Karl Rossmann in America. Il giovane arriva infatti negli Usa in seguito a uno sandalo che lo vedeva coinvolto con una domestica e qui deve raggungere lo zio Jacob affinchè gli trovi un lavoro e una sistemazione. Karl si confronterà con altri immigrati europei, vivendo l'illusione di un benessere che sembra facilmente raggiungibile ma che nei fatti è invece perennemente inafferrabile. Ne esce la stessa visione dell'America che Kafka aveva voluto esprimere nel romanzo: una visione che non necessariamente ha a che fare con la vera realtà d'oltreoceano ma ne rivela i suoi mali, le sue contraddizioni e tuttavia pure la sua dirompente vitalità. Kafka infatti non era mai stato in America, la racconta affidandosi alla sua fantasia. Scaparro in questa trasposizione del romanzo dà gran risalto al tema dell'immigrazione e alla condizione dei migranti, mantenendosi fedele ai dialoghi originali.
AMERIKA dal 5 al 15 febbraio 2015 martedì giovedì venerdì sabato ore 20.30 lunedì riposo mercoledì ore 19.30 domenica 17.00
costo: intero 25 euro convenioni 20 euro ridotto /under 25 17.50 euro ridotto/over 65(residenti a milano) 12.50 euro ridotto/over65 (residenti fuori Milano) 17.50 euro prevendita 1,50 euro
Teatro Menotti
Via Ciro Menotti 11
Milano
0236592544
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Approda a Milano "Gospodin", la nuova produzione di Giorgio Barberio Corsetti sul testo del giovane drammaturgo tedesco pluripremiato Philipp Löhle, in scena dal 22 al 25 gennaio al Teatro Menotti.
Gospodin, interpretato da Claudio Santamaria, è un anti-eroe tragicomico che si ribella al denaro e al capitalismo. La sua battaglia, accompagnata da personaggi strampalati, miserabili e idealisti, è la nostra battaglia contro la dipendenza dai soldi e dal consumismo quando sogniamo di mollare tutto e vivere in pace lontano dalla città. La città dove vive Gospodin può essere una qualsiasi delle nostre metropoli, per questo la comicità e la tragedia che accompagnano questo personaggio sono le stesse che portiamo nel nostro quotidiano, rendendoci ancora più partecipi allo spettacolo.
Dal 22 al 25 gennaio
Gospodin
di Philipp Löhle messa in scena di Giorgio Barberio Corsetti con Claudio Santamaria, Marcello Prayer e Valentina Picello traduzione di Alessandra Griffoni a cura del Goethe Institute
Orari: lunedì riposo martedì, giovedì, venerdì, sabato - ore 20.30 mercoledì - ore 19.30 domenica - ore 17.00
Prezzi biglietti: intero - € 25.00 convenzioni - € 20.00 ridotto/under 25 - € 20,00 ridotto/over 65 (residenti a Milano) € 12,50 ridotto/over 65 (residenti fuori Milano) € 17,50 prevendita - € 1,50
TEATRO MENOTTI
via Ciro Menotti 11, Milano
tel. 02 36592544
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Dal 28 gennaio 2015 presso il MIC - Museo Interattivo del Cinema, Fondazione Cineteca Italiana presenta "Libri di Cinema", una serie di incontri pomeridiani a ingresso libero con autori o curatori che presentano i propri libri appena usciti, seguiti dalla visione di un film che ha un legame più o meno stretto col libro in questione. I libri scelti, contengono un discorso sulla settima arte declinato in modi diversi, come sottintende il titolo "Libri di Cinema" dato a questi appuntamenti: eterogenei per tematiche, obiettivi, tipo di scrittura, ibridi nel senso migliore di una grande libertà e varietà di approccio e di linguaggi. I volumi presentati spaziano infatti dalle ‘storie di cinema’ scritte da autori famosi, all'esame dei rapporti tra testo letterario e montaggio cinematografico; dal racconto autobiografico sullo sfondo di una provincia italiana che per certi aspetti ricorda molto l’America di certi film, allo studio sul lavoro di una regista le cui simpatie per il nazismo hanno sempre frenato il riconoscimento di geniali doti artistiche. Non mancheranno saggi teorici di grande spessore, come quello di Emanuela Mancino, in cui il discorso intorno al cinema si allarga a una riflessione illuminante sulla dimensione filosofica ed esistenziale del senso dello sguardo.
Il primo incontro, mercoledì 28 gennaio 2015, è con Emiliano Morreale e Mariapaola Pierini per la presentazione del libro “Racconti di cinema”, trentatré racconti che attraversano oltre un secolo per rendere omaggio al Cinema, delineandone meraviglie e insidie, sfarzi e deliri dei suoi miti intramontabili, delle sue tentazioni. Il cinema visto come una nuova dimensione dell'esperienza, che ha mutato radicalmente il nostro rapporto con le immagini e le narrazioni, con lo spazio e il tempo. A seguire in programma "Gli spostati" diretto da John Huston e sceneggiato da Arthur Miller, l'ultimo film di Marilyn Monroe e di Clark Gable, un ritratto del malessere dell'America che cambia.
A seguire, mercoledì 11 febbraio 2015 protagonista sarà “Piccolo mondo antico. Il film di Mario Soldati dalla sceneggiatura allo schermo”, a cura di Alberto Buscaglia e Tiziana Piras. Leggere una sceneggiatura è un po’ come entrare nel laboratorio più intimo e segreto di un film “in lavorazione”: la storia del film “Piccolo mondo antico” di Mario Soldati, girato nel 1941 e oggi considerato un classico della cinematografia italiana, parte proprio dalle pagine, finora inedite, della sceneggiatura utilizzata durante le riprese del film per approdare alla comparazione con il montaggio definitivo della pellicola. A seguire proiezione del celebre film Piccolo mondo antico.
Mercoledì 25 febbraio 2015 è la volta di "Osnangeles", opera prima di Francesco Mandelli, romanzo semi-autobiografico che racconta e trasfigura la Osnago in cui ha trascorso la giovinezza: le sue storie, i personaggi che la abitano, il gergo giovanile che si fonde con il dialetto degli immigrati. Con uno stile alla Bukowski l’autore si immerge nella provincia profonda che conosce molto bene, costruendo una galleria di personaggi bizzarri, poetici e ingenui.
Tra gli altri appuntamenti in programma: presentazione del libro “Olympia”, a cura di Massimiliano Studer (ed. Mimesis 2014) e “A perdita d’occhio. Riposare lo sguardo per una pedagogia del senso sospeso” di Emanuela Mancino (Mursia 2014).
Programma
Mercoledì 28 gennaio h 17.00 Presentazione del libro “Racconti di cinema” a cura di Emiliano Morreale e Mariapaola Pierini (ed. Einaudi, 2014) Trentatré racconti magistrali che attraversano oltre un secolo per rendere omaggio al cinema, ai suoi sfarzi e deliri, ai suoi miti intramontabili, alle sue tentazioni e frustrazioni. Una galleria di divi colti nei loro vezzi o fragilità, dietro la perfezione dell’immagine sullo schermo. E poi storie che hanno per protagonisti quella folla di individui il cui nome compare al massimo nei titoli di coda: sceneggiatori, produttori, scenografi, maestranze e figuranti alle prese col frenetico lavorio che rimane sempre fuori dall’inquadratura ma può condurre a dare la vita per il cinema. I curatori del libro Emiliano Morreale e Mariapaola Pierini saranno presenti in sala.
A seguire: "Gli spostati" (John Huston, USA, 1961, 24’) La bella e ingenua Roslyn, da poco divorziata stringe amicizia con due uomini: Gay, un cow boy in attesa anche lui del divorzio, e Guido, un valente meccanico. Respinti gli approcci di quest’ultimo, Roslyn sente nascere in sé una viva simpatia per il cow boy. Inizia così una relazione fra Roslyn e Gay, finché Guido non propone all’amico di prender parte ad una caccia ai cavalli selvaggi.
Mercoledì 11 febbraio
h 17.00 Presentazione del libro “Piccolo mondo antico. Il film di Mario Soldati dalla sceneggiatura allo schermo”, a cura di Alberto Buscaglia e Tiziana Piras (New Press Edizioni 2014) Dall’accurato lavoro di analisi testuale compiuto da A. Buscaglia e T. Piras è nato un volume che si presenta come indispensabile strumento per orientarsi tra sceneggiatura originale del film, basata sul celebre classico della letteratura italiana, e adattamento per lo schermo fino al montaggio definitivo. Alberto Buscaglia e Tiziana Piras saranno presenti in sala.
A seguire: "Piccolo mondo antico" (Mario Soldati, Italia 1941, 105’) Rilettura filmica, interpretata con toccante adesione da Alida Valli e Massimo Serato, del dramma di Antonio Fogazzaro (1895), ambientato nella Lombardia sotto il dominio austriaco intorno al 1850.
Mercoledì 25 febbraio
h 17.00 Presentazione del libro “Osnangeles” di Francesco Mandelli (Baldini&Castoldi, 2014) Osnago non è come Los Angeles. O forse è Los Angeles a non essere come Osnago. O forse posti e luoghi non sono in grado di dividere e ordinare storie che sono di ogni dove e di tutti. Osnangeles è un pugno di tipologie umane, barbieri, pasticceri, spacciatori, robivecchi, anziani ma soprattutto ragazzi, come il rachitico Enrichetto, che tenta il suicidio regolarmente pur avendo, fortunato lui, il “Fifty” Malaguti. Osnangeles è un luogo dove il gergo giovanile si sposa con il dialetto, e dove le nuove parole del mondo, da “leggins” a “transessuale”, portano a un paese dove i pezzi del mondo che verrà si infrangono sulle coscienze in formazione dei suoi abitanti. Osnangeles è la gioventù del “non giovane”: una galleria di personaggi surreali, poetici, ingenui e divertenti lanciata insieme in un rincorsa verso scoperte, sconfitte e vittorie in una Osnangeles che piacerebbe (molto) anche a Los Angeles. Francesco Mandelli sarà presente in sala. A seguire un film a sorpresa scelto dall’autore.
Mercoledì 11 marzo
h 17.30 Presentazione del libro “Olympia” + dvd, a cura di Massimiliano Studer (ed. Mimesis 2014). Il saggio di Massimiliano Studer mette in luce la modernità e la potenza visiva di un’opera-fiume che è insieme documento storico, esaltazione del corpo a partire dal mito greco, visione del mondo basata sull’ideologia nazista di cui Leni Riefenstahl fu convinta assertrice.
A seguire: "Olympia" (Leni Riefenstahl, Germania, 1938, b/n, estratto 60’) Il documentario segue passo dopo passo le Olimpiadi che si tennero a Berlino dal 1 al 16 agosto del 1936. Tutte le gare vengono seguite: dalla cerimonia della torcia venuta dalla Grecia alle gare ginniche. Fra i frammenti ripresi dalla Riefenstahl immagini di massa del pubblico e delle personalità che hanno preso parte all'evento sportivo.
Giovedì 26 marzo
h 17.30 Presentazione del libro “A perdita d’occhio. Riposare lo sguardo per una pedagogia del senso sospeso” di Emanuela Mancino (Mursia 2014). In questo suo ultimo saggio Emanuela Mancino, docente di Filosofia dell’Educazione presso l’Università di Milano Bicocca, invita a muoversi verso lo sguardo a partire dalla sua radice invisibile, per cogliere la possibilità di vedere come esperienza, responsabilità, incontro, interrogazione. Imparare a guardare è difficile, ed è la sfida dell'educazione di un gesto di cui è necessario recuperare il riguardo e la meraviglia.
A seguire: "Lo sguardo di Ulisse" (Théo Angelopulos, Grecia/Italia, 1995, 130’) A., regista di origine greca esule negli Stati Uniti, torna nella città natale per la proiezione di uno dei suoi controversi film. In realtà è tornato per trovare alcune bobine di un documentario girato all'inizio del secolo sui Balcani dai mitici fratelli Manakias, la cui pellicola non è stata ancora sviluppata. Sulle labili tracce di questo documento, unico di una realtà perduta per sempre, A. va in realtà in cerca di se stesso, proprio come Ulisse.
Dal 28 gennaio 2015
LIBRIDICINEMA
Appuntamenti con gli autori, per parlare di libri e di film
2 appuntamenti al mese ad ingresso libero
MIC – MUSEO INTERATTIVO DEL CINEMA
Viale Fulvio Testi 121, Milano
02/87242114
Prenotazione Consigliata
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Il 23 gennaio alle ore 21.00, apre il cartellone 2015 del Teatro Delfino, lo spettacolo "L'Amico di Fred", presentato da l'Associazione Culturale Mirabilia Teatro. Un connubio felicissimo che fonde una prosa di livello con la musica straordinaria del grande Fred Buscaglione, interpretato sul palco da Andrea Murchio nella poliedrica veste d’attore, cantante e abile pianista.
Attraverso una storia completamente inventata, che non ha la pretesa di ricostruire in modo documentale la vicenda di Ferdinando Buscaglione, si rende omaggio all'artista guardando la sua storia con l’occhio dell’innamorato, di chi scorge nel mito di Fred il paradigma di un uomo scisso. Ora un essere umano proiettato, grazie al suo immenso talento, verso l’arte, il successo e la vita, ora ripiegato su se stesso, sulle proprie infelicità, sulle delusioni e sulle crisi personali e sentimentali. Tutto viene raccontato e vissuto in prima persona dallo stesso Fred e dal suo particolarissimo amico: un diavolo amante del jazz, dello swing, del blues e dell’America dei primi decenni del XX secolo, interpretato da un luciferino Guido Ruffa. Il diavolo Freddy trasmetterà al giovane Ferdinando il talento, gli suggerirà le “criminal songs”, lo plasmerà a sua immagine donandogli il successo in cambio dell’anima.ù Come in ogni buona storia che si rispetti le cose si complicheranno e diversi incidenti di percorso obbligheranno Freddy e la sua “creatura” Fred a cambiare prospettive e a confrontarsi con situazioni impreviste, fino a un epilogo in cui non mancheranno momenti drammatici e commoventi.
23 – 25 gennaio 2015
L'AMICO DI FRED Storia Fantastica di Fred Buscaglione
di: Pierpaolo Palladino regia: Andrea Murchio cast: Guido Ruffa, Andrea Murchio performer: Ramon Branda, Alessia Olivetti cast tecnico: aiuto regia Ramon Branda, luci di Pietro Striano
Teatro Delfino (Sala Delfino) Piazza Piero Carnelli, Milano 333 5730340 www.teatrodelfino.it
Orari: Venerdì e Sabato: h 21.00 Domenica: h 16.00
Biglietti: Intero: 18€ Ridotto (Over 60/ Under 20/ Studenti): 12€
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Dal 27 gennaio all' 1 febbraio 2015 il Teatro Verdi di Milano ospiterà Nudoecrudo teatro con lo spettacolo Sull'Italia calavan le bombe, una toccante occasione per rivivere assieme una delle pagine più nere della nostra storia, quella della Resistenza italiana ai tempi del Fascismo, attraverso lo sguardo della protagonista, Gloria Chilanti.
Anno 1943. L'attrice veste i panni di una ragazzina di dodici anni che, malgrado la sua tenera età, gioca già un ruolo fondamentale nella lotta di liberazione al nazifascismo, fungendo da collegamento tra i giappisti, consegnando stampa clandestina e materiale esplosivo.
Intanto la guerra continua e i suoi effetti sulla vita di tutti i giorni si fanno sentire sempre di più: dall'assenza di luce elettrica alla fila ai negozi di alimentari, dalla ricerca dell'acqua agli acquisti al mercato nero, Gloria racconta nel suo personalissimo diario di guerra quello che appare ai suoi occhi quasi come un'avventura di Salgari.
In seguito alle illusioni dell'armistizio dell'8 settembre andate in fumo, alle prime deportazioni degli ebrei, e alla terribile repressione nazista, tra nuove imprese, paure ed emozioni, alla protagonista appare ormai chiaro però che la guerra non è un gioco, e che quella che si sta mostrando ai suoi occhi altro non è che la sua situazione più drammatica che si possa vivere.
Solo l'arrivo degli alleati e la liberazione di Roma nel giugno del '44 restituiscono a Gloria la speranza e la spensieratezza di una dodicenne, che, nel bel mezzo dei festeggiamenti, viene abbordata da un giovane soldato che si dichiara a lei con una fugace promessa di fidanzamento, dandole un bacio che riesce a mettere la parola fine alla guerra, concludendo lo spettacolo col sorriso.
Uno spettacolo che è storia. Una storia che è memoria. Una memoria che non deve essere mail dimenticata.
Teatro Verdi, Via Pastrengo 16
Orari: da martedì a sabato ore 21.00; domenica ore 16.30
Biglietteria: intero, 20 €; convenzionati, 14 €; ridotto (over 65/under 25), 10 €; mercoledì posto unico 10 €; vendita on-line www.vivaticket.it (con diritto di prevendita)
Per informazioni e prenotazioni: 02-27002476; www.teatrodelburatto.it -
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Continua a Milano presso lo Spazio Soderini in via Strozzi 9 la mostra “30 Artisti per l’Expo” promossa da Città Metropolitana di Milano e Associazione Culturale Leucò.
La mostra è suddivisa in quattro diversi momenti d’arte (uno a settimana, di giovedì: Speranza 15 gennaio, Attesa 22 gennaio, Gioia 29 gennaio, Dignità 19 febbraio), oltre a un concerto di musica da camera con il Quartetto d’archi Siegfried (5 febbraio) e ad una mise en espace “Anime in piena” di Marco Filatori organizzata dal Teatro del Battito (12 febbraio).
Dopo la speranza, giovedì 22 gennaio si svolgerà la seconda tappa, dedicata all'attesa.
Parallelamente alla mostra, prosegue anche il progetto solidale “900 ciotole di riso”: gli artisti hanno realizzato e dipinto a mano 9oo ciotole in terracotta, che saranno messe in vendita e il ricavato verrà devoluto in beneficenza a Pane Quotidiano
Questi i nomi dei 22 pittori, scultori e videoperformer che hanno lavorato artisticamente al progetto, scegliendo l’emozione più affine al proprio modo di vivere l’arte: Dario Aguzzi, Michela Baldi, Luca Bergo, Francesco Biondo, Marco Bozzini, Giuliana Cioffi, Cinzia Fantozzi, Elisabetta Ferrario, Yaya Frigerio, Gianfranco Gandini, Anna Francesca Gutris, Massimo Monteleone, Silvia Pampallona, Andrea Pampallona, Stefania Pennacchio, Costantino Peroni, Filippo Rossato, Andrea Salpetre, Bruno Sanlorano, Marisa Vanetti, Kate Varrey, Sonia Willki.
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