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L’eleganza è pensiero, forma ed esercizio intellettuale. Storie di moda, Campari e lo stile

L’eleganza è pensiero, forma ed esercizio intellettuale. Storie di moda, Campari e lo stile

Una passeggiata sulle sponde di un iconico fiume rosso. Venerdì 5 ottobre il grande opening della mostra Storie di moda. Campari e lo stile, a cura di Renata Molho. Ospitata fino al 9 marzo 2019 (evidentemente) presso Galleria del brand sita a Sesto San Giovanni.

Storie di moda. Mai termine fu più adatto. Sì perché è esattamente di una storia che si tratta, di quella concreta, solida, tutta d’un pezzo, insomma di quella spessa e ingombrante storia che è la pubblicità. Profondamente POP perché si fa per la gente, con la gente, perché si seguono le tendenze per raccontare tanto i prodotti quanto (forse più che altro) gli stili di vita. In ogni sua réclame Campari ha proiettato nel consumatore l’immaginario dell’eleganza sulla falsa riga delle élites di cui questa è appannaggio, rendendosi quindi desiderabile, perché vettore di un’idea. Il racconto del bitter più famoso del mondo infatti è da sempre legato ad un contesto esatto: quello dell’aperitivo. In quest’ottica, lo scenario che si riproduce, non è più solo una descrizione, diventa un modo di vita, un’abitudine. Pertanto, quello tra Campari e lo stile è davvero un legame quasi indissolubile, la narrazione dell’happy hour dell’eleganza ha inevitabilmente coinciso con l’esibizione di personaggi dell’eleganza. Tutto si intreccia da sempre e si fa ricordo di colori e di sapori, di sensazioni, d’arte… si fa insieme, in un magma in cui ogni dettaglio è studiato al millimetro ed è ok in quell’esatto posto, non appena più avanti, ma nemmeno in un qualsiasi altrove.

Storie di moda è il racconto del tempo, del suo scorrere e della capacità del brand incastrarvisi, profondamente al passo con esso, che ci si trovi a fine ‘800 o che sia già il 2017. E’ il Campari dello stile. Iconico e dall’alto standard intellettuale. Il marchio custodito da Geni, che lo hanno reso ineguagliabile attraverso una serie di scelte strategiche e vincenti, che hanno indubbiamente fatto la storia della pubblicità. Come quella volta che Campari, a lettere cubitali, partecipò (in ogni angolo) all’inaugurazione della Metropolitana di Milano, linea rossa.

La mostra, curata dalla giornalista e saggista Reta Mohlo, è un vero e proprio dialogo tra lo stile di Campari “Non necessariamente al centro ma centrale” e la moda. Renata Mohlo ha suddiviso il percorso di featuring tra Campari e lo stile in quattro macrocategorie: Shape and Soul, Elegance, Futurismi e Lettering, operando un accostamento tra opere di grandi artisti – Marcello Dudovich, Fortunato Depereo, Franz Marangolo e Bruno Munari – e bozzetti dell’alta moda, tra i quali troviamo le firme di Giorgio Armani, Roberto Cappucci, Gianfranco Ferré e altri. Il percorso nel suo complesso intende suscitare riflessioni che riportino tutte a un unico concetto: “lo stile è atemporale, l’eleganza è pensiero, forma ed esercizio intellettuale”.

Informazioni utili: 
Viale Antonio Gramsci, 161
20099 Sesto San Giovanni (MI)
 

Arianna Bagnato

Redazione Nerospinto
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