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Galleria Rubin mostra le opere di Christopher Veggetti Kanku:  " Tratto l'oggi come se fosse ieri"

Galleria Rubin mostra le opere di Christopher Veggetti Kanku: " Tratto l'oggi come se fosse ieri"

'Appartenenza e distanza' è il titolo della mostra inaugurata il 20 Settembre presso la Galleria Rubin in Via Santa Marta 10, Milano. Il tema sul quale l'artista Christopher Veggetti Kanku pone l'attenzione è il ricordo. Nasce a Kinshasa (R.D.C), di origini afro-portoghesi, italiano d'adozione, ha meno di 40 anni ed è già alla sua seconda personale con la Galleria Rubin, ma non solo: l'abbiamo visto in mostre di buon livello, sia nazionali che internazionali.

Stupisce ed emoziona guardare i suoi dipinti: i grandi volti, le folle e le vedute urbane; attraverso i quali sorge spontaneo chiedersi quale sia il legame tra il grigio ricordo e la risonanza che questo ha sul nostro oggi. Una riflessione sul rapporto tra lo scorrere inesrorabile del nostro tempo e il senso di appartenenza a qualcosa, che ha perso forma e colore, ormai forse troppo distante. La sua è un'arte innovativa, un caleidoscopio di culture in cui si vede emergere la sua italianità.

La mostra, a cura di Emanuele Beluffi, sarà aperta al pubblico fino al 10 Ottobre 2018.

Da quanto tempo dipingi?

Subito una domanda diretta: vivi di arte? Dipingo da 20 anni: è stata una scelta di pancia. Ho iniziato a dipingere su strada, poi il contatto con le gallerie fino a diventare la mia professione e sì, vivo di arte. Lavoro sia in Italia che a Berlino, a Londra e in Svezia.

Qual è il tema della mostra? Cosa vuole raccontare?

Il senso delle mie opere è il ricordo: ho tolto il colore per enfatizzare e ho tolto i dettagli perché quando si ricorda si perde il disegno della fisionomia. Per evidenziare il tempo che passa utilizzo un acido che toglie colore in modo da far sembrare che il quadro abbia vissuto, che abbia una sua storia. Il titolo è: 'Appartenenza e distanza'.. gioca sul fatto che visivamente possa sembrare una cosa passata, ma in realtà è di oggi. Tratto l'oggi come se fosse ieri.

Hai una galleria di riferimento?

Ho diverse gallerie con cui lavoro da anni, mi sono proposto io a volte loro, è uno scambio. I prezzi variano in base al mercato dell'arte. Tendo a fare una mostra personale una o due volte l'anno, mentre di collettive anche tre. Finita questa mostra con la Galleria Rubin andiamo alle fiere GrandArt (seconda edizione) e Arte Verona.

Dov'è il tuo studio?

In Brianza, ho una villa.. il piano terra è diventato il mio laboratorio.

Qual è il quadro più costoso che c'è in questa stanza?

Quelli grandi costano sui 10.000. Uno l'ho già venduto, poi ho venduto un quadretto e poi altri, ma dovresti chiedere al gallerista.

Definisci in tre parole la tua arte?

Poetica, di mestiere (intendo che c'è del lavoro dietro), e allo stesso tempo direi dinamica.

Si respirano le tue origini afro-portoghesi attraverso le tue opere?

Si respira molto la pittura italiana, infatti molte persone si stupiscono quando vedono che sono io l'artista di queste opere, perché nella mia arte c'è un forte riferimento alla pittura italiana. Sono tornato a Kinshasa e ho trovato un parallelismo con alcuni artisti locali: il ritrarre le folle. In questo posso dire di portare qualcosa delle mie origini dentro le mie opere, pur utilizzando uno stile molto europeo.

Paola Moreni

Redazione Nerospinto
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