L’esplorazione del nudo rimane uno degli argomenti preferiti per filosofi, artisti e soprattutto fotografi. Nel panorama delle personalità di spicco in questa disciplina emerge il finnico-statunitense Arno Rafael Minkkinen, nato a Helsinki nel 1945 ed emigrato in USA all’età di sei anni. Dopo la laurea in Letteratura Inglese inizia a scattare degli autoritratti intorno al 1971 durante uno stage in una agenzia pubblicitaria di New York. Nel 1974 ottiene il master in fotografia e da quel momento diventa insegnante di arte, design e fotografia senza mai abbandonare la sua vera ossessione: lo studio del corpo umano unito alla natura, il rapporto misterioso e affascinante tra la figura dell’uomo in relazione al “landscape”, il paesaggio naturale. Il corpo inteso come protagonista, centro nevralgico del palco dell’esistenza, sapientemente studiato e messo in scena per creare composizioni visive dove la ricerca formale, la scomposizione della luce e il paesaggio concorrono a creare un unico grande elemento: lo scatto fotografico. Come ogni grande artista Arno Rafael Minkkinen elabora la sua tecnica e sceglie il suo tratto distintivo: è il bianco e nero per ogni sua immagine. Foglie, alberi, erba, fiumi e laghi si fondono in un panismo primordiale con il corpo, quasi sempre maschile, per dar vita ad un unico respiro: con il battito del cuore dell’uomo la natura vive e si anima, facendo sentire talvolta la sua potenza, talvolta la sua grazia e delicatezza, talvolta con il fragore di una cascata, talvolta col cadere di un petalo di ortensia. Il chiaroscuro spesso valorizza i soggetti, sia umani che naturali, lo stesso Minkkinen è spesso protagonista delle sue fotografie.
Per avere più notizie di questo artista è possibile trovare nelle librerie uno dei suoi scritti più famosi : “Body land: body land” del 1999 edito da Smithsonian Books, oppure “Balanced equation” del 2011, edito da Lodima Press.
