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The Book Room, l'album d'esordio di Kilchhofer

The Book Room, l'album d'esordio di Kilchhofer

The Book Room è il primo album che Kilchhofer firma a nome proprio. Il disco, uscito lo scorso 28 febbraio, è un lavoro autoprodotto e meritevole di numerosi ascolti, per via dell’abilità di Kilchhofer di costruire trame e poliritmi mentre flirta con numerosi sottogeneri dell’elettronica.

Le potenzialità della musica elettronica sono oramai infinite; le sue qualità eteree, ad esempio, possono avvincere al punto da farci riconoscere in esse un’inspiegabile capacità di condurci all'origine dell'universo, nel momento esatto in cui tutto è iniziato. Inoltre, il modo che questa musica ha di porre al centro dei propri interessi il suono e l'ascolto dell'evento sonoro, evitando sempre di qualificarsi come una vetrina nella quale l'esecutore può dare sfoggio del proprio virtuosismo, è un ulteriore, imprescindibile elemento di seduzione.

Ed è per via dell'ultima suddetta caratteristica che l'album d'esordio di Kilchhofer è riuscito a stuzzicare il nostro interesse.

L'orecchio e la mente dell'ascoltatore, infatti, non possono fare altro che fissarsi sulla tavolozza sonora realizzata da Kilchhofer: trame, su trame, su trame, ritmi e timbri che si intersecano, declinando i brani verso l’ambient, la techno, l’estetica glitch, il minimalismo e gli incastri ritmici afro-cubani.

Per mezzo della sintesi modulare Kilchhofer genera suoni che hanno la densità plastica di oggetti veri e propri: sebbene non sia privo di sonorità granulose, di brani che sembrano avere la stessa (in)consistenza di una nebulosa ("Plyn", "Nihic", "Durhi", "Thorron" e "Tusk"), The Book Room ha una forte componente percussiva che lo rende per lo più compatto e dai contorni ben definiti. Inoltre, ciascun suono all'interno del disco, sia pure il più impalpabile, assume l'aspetto di un "oggetto musicale", le cui proprietà fisiche ed estetiche non rischiano di venire neutralizzate (nemmeno parzialmente) per effetto della sovrapposizione sonora, ma restano chiaramente riconoscibili per tutta la durata delle composizioni.

Per maggiori informazioni:
www.kilchhofer.bandcamp.com

Federica Romanò

Redazione Nerospinto
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