Nerospinto ha incontrato l’attore, regista, drammaturgo e compositore Marco Filatori, fondatore e direttore artistico dell'Associazione Culturale Teatro del Battito a Milano.
Filatori ha firmato drammaturgie pluripremiate e andate in scena in Italia, Svizzera e Grecia. E’ anche ideatore dell'ensemble BandaFenice, con il chitarrista Marcello Ferrero e il pianista Marco Rossi, musicisti attivi sulla scena milanese da anni. Nei loro numerosi concerti nel nord-Italia spesso sono affiancati dal divulgatore e scrittore Gian Luca Margheriti, che racconta storie in forma di teatro di narrazione.
Venerdì 13 novembre, ore 19.00, alla Biblioteca Chiesa Rossa (Via San Domenico Savio n.3, 20142 Milano), nell’ambito della Rassegna MILANO: MANEGGIARE CON CURA, diretta da Gregory Fusaro, Filatori presenta un live tratto dalla sua opera teatrale L’ultima notte di Antigone, con esecuzione di composizioni originali dell’autore e riletture.
Nel 2007 l’attrice Laura Negretti ha vinto, per l'interpretazione nello spettacolo "L'ultima notte di Antigone” il Premio Fersen - Menzione speciale.
1)Le produzioni di Teatro del Battito, di cui lei è
fondatore e direttore artistico, sono state ospitate
in importanti teatri milanesi e italiani.
Qual è, a suo avviso, la loro forza?
Sinceramente non lo so. A volte spettacoli che ho
ritenuto di valore non sono stati accettati e altre
volte è successo il contrario. Sarebbe bello avere
una “chiave” per aprire quelle porte a ogni nuova
produzione. Io comunque cerco di essere sincero
nel mio lavoro.
2)Vuole raccontarci la nascita di BandaFenice?
Io suono da quando ero ragazzino, ma ho dovuto
sacrificare moltissimo tempo che prima dedicavo
alla musica al progetto Teatro del Battito. Poi,
appena ho potuto, mi sono messo alla ricerca di
musicisti con cui riprendere a suonare, comporre
ed esibirmi live. Dopo molti turn over sono riuscito
a trovare ottimi musicisti – e ottime persone – con
cui abbiamo fatto moltissimi concerti e ottenuto
grandi soddisfazioni.
3)Sono canzoni dove il testo conta - si legge nel
vostro sito, a proposito della musica proposta da
Banda Fenice.
A suo avviso, l’inventiva linguistica diventa tanto
più forte quanto più convenzionale e appiattito è
lo stato generale della cultura, secondo la tesi del
poeta Shelley, o l’impoverimento linguistico è
diretta emanazione del conformismo culturale?
Impoverimento linguistico e conformismo culturale
sono evidenti in modo drammatico. Ma io non
reagisco a questi due tristi fenomeni, scrivo e
basta. Cerco di dire cose che abbiano senso non
solo per me. Ed è già abbastanza difficile così,
perché necessita di ripensamenti, riscritture,
revisioni, ricerca di sinonimi e metafore che non
siano banali... e di non cedere alla tentazione di
far fare tutto all'AI.
4)Le giro un interrogativo che si pone il
musicologo Renzo Cresti:
Da anni si assiste a una generalizzata
commercializzazione dell’arte, legata oramai
imprescindibilmente all’aspetto economico. I Teatri e
le Istituzioni musicali, così come gli Assessorati e le
Associazioni private si affannano a programmare
manifestazioni “leggere” nel tentativo di acchiappare
un po’ di pubblico, banalizzando le programmazioni in
nome di un pugno di gente che, in generale, è attratta
solo dal momento musicale piacevole, vissuto come
passatempo. Pur senza voler tralasciare l’importanza
dell’aspetto ludico nell’arte, sorge però spontaneo un
interrogativo: è di questo che abbiamo bisogno? E’
della piacevolezza e del rassicurante déjà vu che
l’uomo, in tempi di guerra e di miseria, ha necessità?
La risposta breve è no. Quella più lunga
necessiterebbe di un convegno. E anche di molte
invettive...
5)Come nasce la collaborazione con l’associazione Cose
Underground?, che cura il programma parallelo dell’evento del 13 novembre alla Biblioteca Chiesa Rossa ?
Fino al 2020 dirigevo un teatro a Milano e avevo
una scuola di recitazione. Una mia allieva era la
compagna di Gregory Fusaro.
6)Nel secondo appuntamento della Rassegna MILANO:
MANEGGIARE CON CURA presenta un live tratto dalla sua
opera teatrale L’ultima notte di Antigone, con
esecuzione di composizioni originali e riletture...vuole darci
qualche anticipazione?
Ecco cosa farò: suonerò 3 canzoni. La prima sarà Il
disertore di Boris Vian. Poi Il teatro di Mariupol, mia
canzone tratta dallo spettacolo sull'Ucraina Un filo
d'erba tra i sacchi di sabbia. Poi Senza pietà, musica
mia e testo del poeta palestinese Mourid Barghouti,
tratta dal mio spettacolo Silenzio dopo silenzio che
parla, ovviamente, di Palestina.
Prima della musica, però, leggerò un passo tratto dal
mio spettacolo L'ultima notte di Antigone, testo e regia
miei, prodotto una quindicina di anni fa dalla Compagnia
di Como Teatro in Mostra e ancora in tournée.
Photo Credits: Vera Bennardo
