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La cantautrice e poetessa Marta De Lluvia ospite di BTN- Il palco delle cantautrici nella serata contro la violenza di genere, insieme a Lady Day e Dinamica Cantautrici in Movimento

La cantautrice e poetessa Marta De Lluvia ospite di BTN- Il palco delle cantautrici nella serata contro la violenza di genere, insieme a Lady Day e Dinamica Cantautrici in Movimento

Because The night- Il palco delle cantautrici, il progetto Lady Day e il collettivo Dinamica Cantautrici in movimento insieme contro la violenza di genere, per l’appuntamento conclusivo della settima stagione della rassegna.  Al mare culturale urbano (Cascina Torrette, Via Quinto Cenni, 11, Milano), il 19 aprile, ore 19.00, si esibiranno le cantautrici Marta De Lluvia e Sue, Gabriella Diana (GAMAAR) e DADA SUTRA. 

Nerospinto ha incontrato Marta De Lluvia. 

Marta De Lluvia, nata a Recanati, è cantautrice, poetessa e interprete. Laureata in lingue e letterature straniere ha vissuto in Germania e Belgio e trascorso periodi in Russia. La sua formazione musicale spazia dalla musica classica (chitarra e canto) a quella jazz. Nel 2013 ha pubblicato la raccolta di poesie In sé maggiore. Ha lavorato con Giua e Raffaele Abbate alla realizzazione del primo disco Grano (Orange Home Records, 2019), finalista alla Targa Tenco –Miglior Opera Prima. Vincitrice del Premio Miglior Testo al Bianca D’Aponte (2017) e finalista ai concorsi L’Artista che non c’era e Premio Gianmaria Testa, nel 2023 ha pubblicato La festa che non c’era, secondo album autoprodotto con la direzione artistica di Edoardo Petretti, accolto con entusiasmo dalla critica specializzata.

Dicono di Marta De Lluvia e “La festa che non c’era”:Una delle nostre artiste più raffinate, Paolo Talanca, Avvenire;

“La festa che non c’era” di Marta De Lluvia offre quadri lirici di rara bellezza, Guido Michelone, Il Manifesto;

Una proposta di grande intensità e intelligenza, Alberto Bazzurro, Musica Jazz.

L'uscita dell'album "La festa che non c’era" è stata preceduta dalla pubblicazione del videoclip ufficiale del brano omonimo, in anteprima esclusiva su Tgcom24 e abstract concettuale dellintero lavoro, tutto focalizzato sulla tematica dellappartenenza.

Accenti spostati e controtempi, tarli e velluti esistenziali per un album dalla forte grana poetica, che sublima scene e sequenze di vita vissuta in un teatro interiore, guidato dalla sacralità della gestualità quotidiana.

 

Marta De Lluvia porta avanti progetti di musica indipendente e ricerche sul mondo creativo e interiore. Dall’8 aprile è disponibile su Spotify il podcast, in 10 episodi, MALERBA – storie e canzoni selvatiche, che racconta il percorso personale e artistico di Marta De Lluvia, intrecciando parole e canzoni.

Dalla provincia ai palchi, dall’Italia all’estero, dalla musica cercata alla musica ritrovata. Ogni episodio attraversa un momento preciso: le scelte, le illusioni, la fatica di restare, il bisogno di cambiare.

Il podcast trae ispirazione dall’omonima canzone di Marta De Lluvia, contenuta nel disco “La festa che non c’era” del 2023. La canzone parla di un’erbaccia che cresce senza che nessuno l’abbia desiderata, senza che alcuno se ne curi, e tuttavia con la determinazione a esistere. Il podcast racconta di questo modo particolare di stare al mondo, cioè sentendo di non appartenergli, proprio come succede alla Malerba- spiega l’artista.

Malerba” legittima laccidente, la contingenza, la caduta (Poco importa se è di nessuno e perciò non importa se selvatica ruba la terra allungando radici/ché domestico non è mai chi non appartiene/chi di caro ha soltanto, soltanto la vita).

Se è vero che questo è un tempo di estrema apparenza e di facili scintillii- prosegue l’artista- è anche vero che tante sono le malerbe, ossia le persone che restano fuori dai riflettori, da definizioni precise, dai confini, e che fanno fatica a riconoscersi in qualcosa. In “Malerba: storie e canzoni selvatiche” c’è posto per tutti.

 

 

 

 

 

Marta, quanto sei cambiata artisticamente e umanamente

dagli esordi con Grano (Orange Home Records, 2019)?

Parafrasando Hikmet: la vita oggi pesa di più sulla mia

bilancia. Grano è stato il primo vero tentativo di capire se la

canzone era il mio linguaggio, se attraverso la canzone potevo

raggiungere qualcuno o se sarebbe restato un esperimento

personale. Tutte le risposte che questi anni mi hanno dato, in

positivo e in negativo, hanno radicato in me la certezza che

voglio dedicare la vita alle persone e alla creatività,

indipendentemente dai risultati.

 

Dall’8 aprile è disponibile su Spotify il podcast, in 10

episodi, MALERBA – storie e canzoni selvatiche, che racconta

il tuo percorso personale e artistico ,

intrecciando parole e canzoni. Ti senti una malerba?

Assolutamente sì.

 E credo di essere in ottima compagnia. Si

potrebbe dire che ognuno è malerba a modo suo. E che in

questo tempo di apparenza e di falsi scintillii è fin troppo

facile sentirsi ai margini. Quanto a me, io un' erbaccia che non

si sente mai al suo posto, lo sono sempre stata. Inizio a capire

che è stata anche la mia fortuna. Tutto quello che ho

conosciuto, studiato, visto… nessuno che si senta comodo nel

suo mondo (o in cui prevalga la paura) può attraversarlo.

 

Dopo La festa che non c’era, con la direzione artistica

di Edoardo Petretti, accolto con entusiasmo dalla critica

specializzata, possiamo sperare in un altro album in studio?

Io ci spero! Ho alcuni brani nuovi. Sento che sto esplorando il

mio livello successivo, e non so ancora dove porti questa

strada. Devo vivere ancora un po’. Ci sono anche altri progetti

in cantiere, oltre alle mie canzoni, a cui tengo molto.

Che significato ha per te esibirti al mare culturale urbano

per Because the night- Il palco delle cantautrici? Sono molto

felice di presentare il podcast, oltre che le mie canzoni. E per

introdurre, proprio su un palco, proprio nel momento in cuidall'artista ci si aspetta maggior grandiosità, un concetto

spoglio come quello della malerba. Credo che malerba abbia

molto da dire e da dare. Sono grata a Marian Trapassi, non solo

per questa occasione, ma per la sua dedizione, da anni, alla

rassegna di musica al femminile, e sono onorata di condividere

il palco con le artiste della serata.

Vuoi stilare per i lettori di Nerospinto una playlist di 5

canzoni irrinunciabili per accompagnare questa primavera?

Con piacere, ma andrò all' indietro.

1 Anne Sylvestre, Les gens qui doutent

2 Silvio Rodriguez, Rabo de nube

3 Djavan, Oceano

4 Tom Waits, You can never hold back spring

5 Cristina Donà, Goccia

Nel 2013 hai pubblicato la raccolta di poesie In sé maggiore.

Ci regali un tuo verso (anche inedito) a tuo avviso

particolarmente significativo?

Io lo so che non sono pilastri, le stelle

e che il cielo potrebbe cadere - e anche quelle.

Redazione Nerospinto
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