Arriva l'ora del debutto di Jeremy Scott a capo del design della Maison Moschino dopo Rossella Jardin. 45 minuti di ritardo che non deludono però le attese.
Sulle note di "From disco to disco" si aprono le danze, ed è un tripudio di consumismo, junk food e pop. La maison comincia con abiti ispirati a Mc Donald's, la catena per eccellenza del junk food mondiale: occhiali con le M iconiche del fast food, borse a forma di bibita o del mitico "Happy meal", accappatoi che diventano cappotto, divise che si trasformano in abito. Per poi passare al trionfo del hip hop, abiti in pelle, loghi a gogo, oro e catene, la parola moschino si ripete su collane, cinture, bracciali, anelli, scarpe e quant'altro, a profusione su tutto il corpo.
Quando poi ti aspetti che sia finita, e ancora devi capire quanto questa collezione ti possa piacere, è il turno di Spongebob, su maglioni, pantaloni, gonne e accessori.
Il gran finale è preso da abiti da sera che riportano confezioni di patatine, pop corn, e cioccolata americana.
Una collezione che si ama o si odia, fedele al genio di Jeremy Scott, e che nel bene e nel male fa parlare di sè dal momento dell'uscita della prima modella.