Gucci presenta la nuova campagna pubblicitaria “Gucci Collectors”. L’autunno-Inverno 2018 della Maison Fiorentina racconta la storia di un gruppo di collezionisti compulsivi, appassionati di ricerca e accumulo di antichità, dipinti, bizzarrie e oggetti vintage.
Per questo inverno il modello Gucci è un outsider, un eccentrico e stravagante accumulatore compulsivo tra ossessione e Sindrome di Stendhal (o di Firenze – ). Immerso nella profonda intimità della sua collezione, luogo ultimo cui tutta la sua mania si rivolge, indossa Gucci tra il bello. Con naturalezza.
Mucchi di oggetti insoliti e d’antiquariato: ceramiche, orologi a cucù, collezioni di farfalle, parrucche, pupazzi e automobiline. Tutto è collezionabile per Gucci. E tutto è un buon contesto per gli scatti del celebre fotografo statunitense Glen Luchford. Il risultato è l’apertura su una sfilza di mondi profondamente personali; dove abbondanza, accumulo, e soprattutto passione privata, diventano protagonisti ricercati. Ogni stravaganza trova e lascia spazio a casa Gucci. Ogni stranezza è accolta e valorizzata; la vera individualità diventa qui qualcosa di cui andar fieri.
Alessandro Michele ancora una volta si tuffa di testa negli schemi della moda, li infrange, li crea e fa parlare di sé. "Il mio lavoro consiste nel creare nuove possibilità" ha spiegato il direttore creativo nel backstage della sfilata autunno/inverno 2018. "Tutti siamo ibridi. E dobbiamo coltivare questo aspetto. Dobbiamo farlo su base quotidiana." Creare per Micheli è un atto poetico, come tale si rivolge alle parteti interne dell’Essere. Per questa campagna l’Essere è quello di chi è considerato strano dall’opinione comune, emarginato e difficilmente compreso: compito della moda e dell’arte celebrarlo.
Un mix di ricerca, sperimentazione, fascino e sensibilità. Gucci si dedica al personale, e non lo fa solo per fornirci raffinati strumenti d’espressione: lo fa per ricordarci che la nostra particolarità è la base dell’espressione stessa e che va quindi potenziata. Perché è proprio nell’espressione che da persi possiamo ritrovarci, con degli esercizi d’introspezione che, evidentemente da anni ormai, non mirano più solo all’apparenza.
La collezione, che intende valorizzare il memorabile anche immerso in altro memorabile, presenta pezzi dai colori pastello accostati all’impeto tanto del nero quanto del rosso, che tra le farfalle però sa diventare bordeaux. Gli oggetti sono accatastati esattamente come le fantasie dei capi, dando risalto a sfumature audaci, dalle forme moderne e spigolose. Montagne di parrucche guidano il grande lancio delle sneakers SEGA, e tra i peluche si sperimenta la morbidezza dei tessuti.
Arianna Bagnato
