Quando la copia supera l'originale: da Burgez, l'insegna di fast food più irriverente d'Italia, arriva Fake Burgez, il panino che imita (e migliora) un famoso hamburger americano
Il panettone c'è chi lo gusta piano piano perdendosi tra i tesori colorati delle uvette e chi lo gusta velocemente quasi come fosse un pezzo di torta. In ogni caso, rimane sempre uno dei prodotti in grado di focalizzare la scena dolciaria mondiale. Dal 4 al 6 novembre scorso, nell'incantevole location di Palazzo delle Stelline a Milano, si è svolta: la “Coppa del Mondo del panettone 2022” con la relativa cerimonia di premiazione. La manifestazione è stata realizzata in collaborazione con l'Associazione Maestro Martino, con il contributo di Regione Lombardia e il patrocinio del Comune di Milano, Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza.
La finale del concorso internazionale è un grande evento che raccoglie ogni anno esperti del settore e “food lovers”, perché il panettone è un prodotto che colpisce dritto al cuore. Qui vi sveleremo i nomi dei vincitori per ogni categoria.
Sono stati in tutto ventiquattro i maestri pasticceri finalisti provenienti da ogni parte del mondo che si sono sfidati per aggiudicarsi il premio come migliore panettone tradizionale e invece diciotto coloro che si sono sfidati per aggiudicarsi il premio come migliore panettone al cioccolato.
La manifestazione è stata ricca di: eventi, presentazioni, workshop con la possibilità di “gustare” i migliori panettoni in commercio.
I premi ambiti della coppa del mondo di Panettone 2022
Ad aggiudicarsi l'ambito premio come migliore panettone del Mondo per la categoria Panettone tradizionale è stato il maestro pasticcere Giuseppe Mascolo (Italia). Seguono Claudio Colombo (Italia) e Luca Poncini (Svizzera). A decretare la loro vittoria, una giuria di respiro nazionale e internazionale che ha valutato il profumo e il sapore dei vari panettoni.
Presidente di giuria Vittorio Santoro Direttore Cast Alimenti. Insieme a lui, ci sono state altre personalità illustri del settore nazionale e internazionale.
Un altro premio importante è stato quello come migliore panettone del Mondo per la categoria Panettone al cioccolato. Qui i primi tre classificati sono stati tutti italiani.
Al primo posto troviamo Annibale Memmolo della Pasticceria Memmolo Mirabella Eclano, Avellino (Italia), secondo classificato è Bruno Andreoletti della Pasticceria Andreoletti Brescia (Italia) mentre il terzo posto è di Marcio A. Orellana M. di Nima Srl a Gorle in provincia di Bergamo (Italia).
Anche qui la giuria era formata da esperti nazionali e internazionali. Presidente della giuria è stato il celebre Iginio Massari, miglior pasticcere italiano nel mondo e personaggio televisivo.
Il premio della stampa al miglior panettone al cioccolato è stato assegnato a Bruno Andreoletti della Pasticceria Andreoletti Brescia (Italia).
In questo caso, hanno confermato la sua vittoria giornalisti di spessore che hanno voluto rendere omaggio al concorrente che ha realizzato secondo loro, il panettone al cioccolato migliore.
Tra gli altri riconoscimenti troviamo: il Premio del Maestro del Panettone 2022 vinto da Achille Zoia, maestro degli impasti (frolla, lievitata, sfoglia) e titolare della Boutique del Dolce e il Premio Novacart art capsule collection vinto da Manuel Quintiero di Salerno; mentre il premio del pubblico se l'è aggiudicato Alessia Salvatori. E ancora si sono svolte le premiazioni del Miglior Club Cmp Internazionale con la vittoria di Rogerio Shimura (Maestro panettiere e Direttore della Levain Escola de Panificação di San Paolo) e la premiazione del miglior video con due concorrenti classificatisi in ex equo ovvero Stefano Ferrante e Andreide Borba.
E allora arrivederci alla prossima Coppa del Mondo del Panettone. Per ora gustiamoci il panettone anche in questo mese che precede il Natale. Il panettone è ideale sempre e si usa sia per colazione che come ottimo dopocena o quando vogliamo concederci una coccola in più. Perché “una dolce coccola” è come un diamante, dura per sempre e non solo a Natale.
Per informazioni sulla coppa del mondo del panettone 2022, sulle giurie e sui vincitori, potete consultare il sito:
http://coppadelmondodelpanettone.ch/
Siamo stati al Locale di Firenze per il secondo round di Food Fellas, rassegna di cene a quattro mani firmate Sanpellegrino.
Varcata l’entrata di quello che nel Rinascimento era un loggiato in cui riparavano carri e carrozze, ora chiuso da una copertura in cristallo e caratterizzato da un lussureggiante giardino verticale, si entra in un luogo cosmopolita, dove pietre e marmi di oltre ottocento anni fa emanano paradossalmente un’aura dall’eleganza estremamente moderna. Una estetica sontuosa risalente al XVI° secolo, riportata alla luce con una allure contemporanea, celebrativa dei fasti del Rinascimento e contestualmente evocatrice di una modernità sofisticata. Questa è l’atmosfera che si respira al Locale, ristorante e cocktail bar custoditi tra le mura di Palazzo Concini, a cinque minuti a piedi dal Duomo di Firenze, aggiudicatosi quest’anno il 39° posto nella World’s 50 Best Bars.

Lo stesso approccio pervade anche l’identità della cucina di chef Simone Caponnetto, sbrigliata dai vincoli nostalgici dell’heritage. Fluttuante in una dimensione sospesa fra storicità e avanguardia, dove imprescindibili sono il pregio di una artigianalità minuziosa, unita alla ricerca del massimo valore nelle materie utilizzate. Sebbene molto giovane, Caponnetto ha incentrato la sua cifra su una formazione solida e sfaccettata, a cui si uniscono competenze tecniche e una buona dose di anticonvenzionalismo. Che sfociano in una cucina in cui passato e futuro si fondono, dove sapori storici si fanno compenetrare dalla modernità, per sortire un appagamento gustativo dalla spiccata unicità, fuori da stereotipi ed etichette.

Locale di Firenze diventa dunque il palcoscenico ideale per esprimere la creatività di una nuova generazione di chef sempre più protagonista, che grazie a momenti di scambio, dialogo e confronto sta delineando le nuove frontiere della gastronomia italiana.
Food Fellas, il ciclo di appuntamenti mensili con menù a quattro mani

Il Gruppo Sanpellegrino insieme al Locale di Firenze hanno dato il via a Food Fellas, un ciclo di appuntamenti mensili all’insegna del connubio di fine dining e fine drinking. Tra ottobre 2022 e giugno 2023, saranno numerosi gli chef che si divertiranno a creare menu inediti a quattro mani con lo chef patron Simone Caponnetto, attraverso piatti che raccontino la loro filosofia di cucina, per un’esperienza gastronomica esaltata e impreziosita dall’abbinamento con Acqua Panna e S.Pellegrino. Un progetto che nasce con l’obiettivo di promuovere il dialogo tra giovani chef da tutta Italia che stanno dando un nuovo contributo alla cucina del territorio con un approccio critico e innovativo e un occhio attento a tematiche etiche come la sostenibilità e la lotta allo spreco.

In un tempio del buon mangiare ma anche del buon bere come Locale non potrà mancare un ottimo e curato cocktail pairing. Nel corso delle serate del ciclo FoodFellas, Matteo Di Ienno, bartender di Locale, proporrà dei drink ideati per l’occasione con l’utilizzo di Perrier e delle Bibite Sanpellegrino, realizzate con materie prime ricercate e ingredienti unici del territorio italiano, partner ideali di preparazioni miscelate eleganti e raffinate.
Bonus: Una delle sale dell’area interrata del palazzo è adibita a laboratorio dove, fra ampolle e alambicchi, Matteo Di Ienno ed il suo staff creano distillati, estrazioni e fermentazioni.
Il secondo match di Food Fellas: il menù giocato sulle fermentazioni

Siamo stati al Locale a provare il menù a quattro mani realizzato da Caponnetto con lo chef procidiano Marco Ambrosino durante il secondo round di Food Fellas. Creazioni inedite dove la protagonista assoluta era la fermentazione, sia nei piatti che nel pairing con i cocktail. Ecco cosa abbiamo assaggiato.
Amuse bouche (Resident Chef Simone Caponnetto)
Brodo caldo di pane e parmigiano, olio al basilico, fiori di tagete
Cozza cotta al barbecue, caciocavallo e burro piccante
Dobladita con sgombro affumicato, salsa di ibisco
Broccolo, vongola, essenza di vongola
Escalibada di verdure grigliate
White Americano
Vermouth bianco, liquore alla genziana, top di soda, pioppino

Pan brioche al barbecue e salsa di pomodoro
Burro al pollo arrosto e mela, limone fermentato

Ostrica grigliata, glassata con lievito birra, succo di finocchio fermentato, olio al dragoncello (Chef Marco Ambrosino)
Buvoli Metodo Classico Tre Extra Brut
Cartuccia di Lepre e Pan brioche alla grue cacao (Resident Chef Simone Caponnetto)
Porgin Gin fermentato e distillato con funghi porcini e vermouth dry umami

Risotto, cipolla rossa alla brace, salsa anchoïade, sumak (Chef Marco Ambrosino)
Elisir Caterina (Uno dei tre signature cocktail del Locale) – Vermouth, Bitter e idrolato di carciofo crudo

Faraona e Punto. “Guscio” di pelle di faraona croccante, spuma ai funghi galletti, petto di faraona cotto a bassa temperatura, fondo con aggiunta di acqua lattofermentata (Resident Chef Simone Caponnetto)
Chianti Classico DOCG Isola delle Falcole Gran Selezione 2018

Agnello cotto nel fieno, hummus di ceci fermentati, miso di legumi e miso di lenticchie (Chef Marco Ambrosino)
Pinot Nero Riserva DOC ANRAR 2019 Cantina Andriano
Insalata di Agrumi cavolo nero, sorbetto e chips, spuma al tè matcha, macedonia di agrumi (Resident Chef Simone Caponnetto)
Idromele home made, con miele non pastorizzato, acqua
Miele, Ricotta e Pere Ricotta macerata, pera sottaceto, mela cotogna, caramello salato, miele millefiori direttamente dal favo (Resident Chef Simone Caponnetto)
Petit Four
Il calendario di Food Fellas: tutti gli appuntamenti

Ad inaugurare Food Fellas lo scorso 19 ottobre Antonio Romano, vincitore italiano del Fine Dining Lovers Food for Thought Award durante l’ultima edizione di S.Pellegrino Young Chef Academy Competition. Il 16 novembre è stato il turno di Marco Ambrosino (prossima apertura a Napoli), mentre il prossimo appuntamento è per il 14 dicembre con la mano di Stefano Sforza (Opera a Torino). Il 18 gennaio sarà la volta di Davide Marzullo, oggi chef di Trattoria Contemporanea a Lomazzo (Como) dopo aver vinto, nella finale regionale Italia e Sud Est Europa, il S.Pellegrino Award for Social Responsibility. A seguire Giuseppe Molaro (Contaminazioni Restaurant a Somma Vesuviana), il 20 febbraio; Mattia Pecis (Cracco Portofino) il 22 marzo; Sara Scarsella (Ristorante Sintesi ad Ariccia) il 19 aprile. Il 17 maggio, inoltre, a dividere le cucine con Simone Caponnetto ci sarà il vincitore italiano della 5° edizione di S.Pellegrino Young Chef Academy Competition, che si terrà nel 2023.

|
Testo a cura di Tiziana Latorrre La Sina Chefs' Cup Contest giunge al suo ultimo appuntamento. Il 15 novembre alle ore 20 presso il ristorante Il Vizio dell'hotel Sina De La Vile di Milano andrà in scena la sfida tra i due finalisti: lo Chef Senio Venturi del Ristorante L'Asinello di Castelnuovo Berardenga (Siena) e lo chef Riccardo Agostini del Ristorante Il Piastrino di Pennabilli (Rimini). Come funziona la Sina Chefs' Cup Contest?Le cene della Sina Chef's Cup Contest sono ospitate all’interno dei ristoranti del gruppo Sina Hotels. Le cene sono aperte al pubblico e offrono la possibilità di assistere dal vivo alla preparazione delle ricette degli chef stellati durante speciali show cooking. Le proposte culinarie sono presentate ad una giuria costituita, in ogni tappa, da tre esperti del settore (critici enogastronomici, giornalisti, nutrizionisti…) e da una giuria garante composta da tre persone presente a tutte le tappe il cui peso del voto è pari a quello di un unico giurato. Gli chef stellati gareggiano a coppia e nella finale si sfida proprio la coppia che ha guadagnato più punti nella classifica. La finaleCome coppia, si sono aggiudicati il posto più alto nella classifica della Sina Chef's Cup Contest Senio Venturi e Riccardo Agostini. Al Sina Villa Medici di Firenze la coppia ha convinto la giuria che li ha premiati con il primo posto in classifica con il punteggio di 96/100 (coerenza con il tema scelto 20/20; complicità di coppia 20/20; bontà del piatto 18/20; rapporto qualità prezzo 18/20; valore estetico ed artistico del piatto 20/20). Hanno così sbaragliato tutti gli chef stellati avversari, che si sono avvicendati nel corso del contest tra i mesi di maggio e ottobre: a Perugia hanno partecipato gli chef Vincenzo Guarino e Giancarlo Polito, a Viareggio gli chef Alessandro Rossi e Maurizio Bardotti, a Romano Canavese (Torino) gli chef Enrico Marmo e Massimo Viglietti, a Venezia Stefano Vio e Valerio Dallamano, a Roma gli chef Giovanni Vanacore e Luigi Lionetti. Le proposte culinarie della serata sono ispirate a un viaggio intrapreso insieme in Corea: poco prima della pandemia chef Venturi e chef Agostini sono partiti per l'Oriente e il menù che proporranno in questa finale ne rievoca ricordi, emozioni, colori e sapori. Chef Agostini propone un antipasto che ricorda l'autunno, con i profumi evocativi del bosco: cardoncello maturato, uva acida e anice; chef Venturi invece preparerà ravioli di capocollo alla brace, crema di porri, pop corn di maiale e porro fritto, un primo piatto caratterizzato da consistenze e sapori contrastanti. Lo Chef Resident Taro Shimosaka proporrà il secondo piatto, salmone scozzese, salsa cachi e mizuna, tsukemono di cavolo viola, e per concludere il dessert, matcha e frutti di bosco. La giuriaPer questa ultima tappa milanese la giuria è costituita da Mariarosaria Bruno, giornalista di Fine Dining Lovers, Alessandra Iannello, giornalista de Il Gusto e di Agrodolce, Alberto Lupini, direttore di Italia a Tavola. |
Il prossimo 26 novembre a Milano presso il club di Lynk&co (una società svedese che si occupa di sharing mobility), si svolge un evento che accosta il “bere consapevole” con la guida a un momento di unica comicità .
Si tratta di un evento in cui viene presentato dal brand Velier (storica società di import di spirits), Atopia, un distillato analcolico e per l'occasione è stata organizzata una “drink list alcol free”. La tendenza dei distillati low alcool sta prendendo sempre più piede nella nostra società, quotidianamente assistiamo a progetti attenti alla nostra salute legata a un nuovo modo di approcciarsi a una guida sicura, diminuendo i rischi di perdite di vita e di punti dalla patente.
Durante la serata si svolgerà uno spettacolo di stand up comedy con Giada Biaggi, nell'ambito del fuori festival de Linkiesta. Il bere consapevole è molto in voga di questi tempi sia per non incorrere in incidenti e ritiro patente sia per tutelare la nostra salute. Ma anche per fare un break relax in qualsiasi momento della giornata ma soprattutto di sera. Se si vuole gustare un piacevole drink da soli o in compagnia di amici, la tendenza cool del momento è gustare prodotti low alcool come Atopia, marchio del gruppo William Grant’s, con cui Velier ha iniziato a collaborare nel 2008 riuscendo diventare tra i loro nuovi distributori.
Atopia è un prodotto analcolico di tendenza che può essere gustato da tutti, dato che il suo contenuto alcoolico è pari a poco più dello zero . Il prodotto appartiene alla famiglia degli ultra-low alcohol spirits con solamente lo 0,5% di gradazione alcolica. E' creato da Lesley Gracie, la celebre e pluripremiata Master Distiller dell’iconico Hendrick’s Gin. Il prodotto fa parte dello storico gruppo scozzese William Grant & Sons. E' stato nominato Distiller of the Year per ben dieci volte alla International Spirits Challenge, e per otto volte all’International Wine and Spirits Competition. Può essere usato da tutti uomini e donne e anche da coloro che sono in stato di gravidanza. E' caratterizzato da: coriandolo, radice di angelica e limone, arancia e ginepro e il metodo di produzione è la distillazione Pot Still.
Atopia Spiced Citrus, prodotto di punta di una gamma che include anche Atopia Hedgerow Berry e Atopia Rhubarb and Ginger, è un drink ricco di note rinfrescanti di agrumi e spezie, che soddisfano le esigenze di tutti i palati anche quelli più esigenti. E' ideale soprattutto per una serata o un party di tendenza, dona un ottimo equilibrio gustativo tra la nitidezza degli aromi e la morbidezza dei profumi botanici che regala.
Atopia Spiced Citrus è vivamente consigliato per tutti coloro che vogliono gustare una bevanda insolita e rinfrescante, come per esempio un Atopia & Tonic. Il cocktail si prepara miscelando 50 ml di Atopia e 150 ml di acqua tonica. Si aggiunge poi del ghiaccio in abbondanza e come tocco finale una bella fetta di arancia.
Invece per preparare uno Spiced Citrus Spritz, misceliamo 50 ml di Atopia, a cui vanno aggiunti 100 ml di limonata gassata. Finiamo poi con ghiaccio in abbondanza e come tocco finale una rondella di limone e foglioline di menta.
L’uso di Atopia nei cocktail è una valida soluzione per tutti coloro che sono astemi ma anche per quelli che non vogliono rinunciare a bere in modo consapevole nei momenti, definiti, “detox”. E allora non ci resta che sorseggiare un gustoso distillato senza alcool e seguire la comicità unica di Giada Biaggi, nell'ambito del fuori festival de Linkiesta. Quindi buona serata a tutti.
Per informazioni sul prodotto, possiamo consultare il sito:
https://www.velier.it/it/ultra-low-abv-spirit/312-atopia-spiced-citrus.html
Cinzia Giordanelli
Dopo anni di “buio gastronomico” la provincia di Crema torna a brillare con una nuova stella Michelin.
Il prezioso e tanto ambito riconoscimento della Guida Michelin 2023 è stato assegnato a Vitium, ristorante gourmet situato in un palazzo del 1300 nel centro storico di Crema. Vitium è stato aperto nella primavera del 2019 dal giovanissimo chef under 30 Michele Minchillo.
Lo chef

Pugliese di nascita, diplomato all’Alma, nonostante la giovane età Michele Minchillo vanta un curriculum vitae di tutto rispetto, con un bagaglio di esperienze lavorative importanti. La Palta con la chef Isa Mazzocchi, Al Pont de Ferr con Matias Perdomo e successivamente da Londra agli Emirati Arabi, fino a New York all’Aska del bistellato chef Frederik Berselius. Nel 2019 il progetto di aprire un ristorante tutto suo. Un inizio e un percorso sicuramente non facili per lo chef Minchillo: dalla Puglia a Crema, cittadina di 35.000 abitanti. Non Milano, Roma o Firenze, dove la sua cucina forse avrebbe avuto subito un ritorno immediato. Ma è stato amore a prima vista con la città di Crema ed è qui che ha deciso di dare vita al suo locale.
La cucina

La cucina di Michele Minchillo è un mix di radici, di retaggi, di ciò che ha appreso in giro per il mondo, quindi una cucina contemporanea, con tante contaminazioni, soprattutto asiatiche, utilizzando anche tecniche di cottura moderne. Chef Minchillo è dotato di un estro unico che si concretizza in piatti dove il risultato è un buon equilibrio di gusto, dolce e salato, croccantezza e morbidezza che avvolgono i sapori e appagano il palato. Merito della bravura del giovanissimo chef e anche delle materie prime di grandissima qualità.
Tra i suoi piatti signature troviamo i ravioli ripieni di ragù alla genovese, crema di Salva Cremasco DOP e mostarda di zucca; manzo, cozze, aneto, wasabi; maiale iberico, nduja, burrata e cavolo cinese; babbà, nocciola e arancia.
Il locale
Vitium è arredato in modo essenziale ma raffinato, con luci soffuse, pavimenti in legno, pareti grigie e comode poltroncine di velluto blu. La location perfetta per un viaggio nel gusto da assaporare lentamente. EnjoyVitium è il claim del ristorante, un invito a lasciarsi andare ai piaceri delle creazioni di chef Michele Minchillo.
Una trentina i coperti con tavoli ben distanziati e con una mise en place “nuda”, senza tovaglia, seguendo un po’ il trend degli ultimi tempi con stoviglieria ricercata, di design, dove ogni portata ha il suo piatto dedicato.
I piatti gourmet dello Chef Eduardo Estatico e la presentazione del brand 28 Pastai presso la Scuola de la Cucina Italiana a Milano.
Sapori e profumi d'autunno inebriano la città meneghina. Milano capitale del fashion, ora si consacra anche nel food. Nella splendida location di via San Nicolao 7 a Milano, presso la Scuola de la Cucina Italiana si è tenuto un evento che ha elogiato la prima pasta di Gragnano, certificata in blockchain, ovvero 28 Pastai e ha consacrato la cucina dello chef Eduardo Estatico (Executive Chef del Ristorante Maxi dell’Hotel Capo La Gala di Vico Equense). E' stata una giornata culinaria ad altissimo livello, grazie alla presentazione del brand dove lo chef ci ha deliziati con due piatti favolosi usando i prodotti di 28 Pastai in un continuo dialogo aperto tra “i profumi dell'orto” e i “sapori del mare”. La sua cucina è stata spettacolare ed è piaciuta a tutti. L'evento è stato presentato con grande bravura dalla giornalista Debora Bionda ed è stato organizzato con maestria da Indira Fassioni (giornalista canale cucina Tgcom24 e direttrice del magazine Nerospinto) e dalla sua collaboratrice Francesca Noce.
Presentazione del brand 28 Pastai e innovazione con il tracciamento in blockchain
Durante la giornata è stato presentato il brand 28 Pastai, piccolo pastificio artigianale della Valle dei Mulini a Gragnano (NA). E' stato l’amministratore delegato Elena Elefante di 28 Pastai ad illustrare le caratteristiche e le particolarità della prima pasta di Gragnano, la prima con filiera interamente tracciata in blockchain. Tutto ciò avviene grazie alla collaborazione con Authentico, azienda campana leader nella certificazione di filiera in blockchain. 28 Pastai propone ben 28 formati di pasta, ha ottenuto il riconoscimento IGP di Gragnano ed è stato insignito del “Premio Food 2022” come prodotto culinario più innovativo del 2022.
Il pack innovativo ha un QR CODE che consente ai consumatori di rintracciare tutta la catena di produzione del lotto acquistato, dalla provenienza del grano, al tempo e alla temperatura di essiccazione della pasta. Una vera e propria rivoluzione nel settore food, che mette in luce la trasparenza del brand nei confronti di tutti i consumatori. Ecco le parole dell'amministratore delegato Elena Elefante: “ Da secoli, per noi di Gragnano l’alchimia è l’unione di acqua, grano, vento e passione che trasforma elementi semplici in Pasta di Gragnano IGP, amata e riconosciuta in tutto il mondo. Ma oltre alla pasta, vogliamo occuparci del tema della trasparenza, per dovere nei confronti dei nostri consumatori. Abbiamo cercato di certificare l'intero processo produttivo con la migliore tecnologia esistente, la blockchain. Questa tecnologia è un registro digitale pubblico sicuro, verificabile e permanente nel tempo, grazie ad essa possiamo visualizzare l'intero percorso del cibo dal campo di coltivazione fino alla tavola”. La linea del brand è: “ Potremmo raccontarti dell'origine del grano, della lenta essiccazione a basse temperature della nostra pasta, ma preferiamo dimostrartelo...”
Ci verrebbe da dire, “Nata pasta, nata storia”. Dopo aver capito che per il brand il tema della trasparenza verso i consumatori è tutto, non rimane che assaggiare questa pasta spettacolare e di alta qualità made in Italy.
Lo Chef Eduardo Estatico e il team della Scuola de la Cucina Italiana
Ma la vera ciliegina sulla torta è stato l'assaggio di questa pasta e lo show cooking dello chef Eduardo Estatico. Per l'occasione lo chef ha realizzato due primi piatti usando ovviamente la pasta di Gragnano IGP 28 Pastai. Il primo piatto, proposto, era una pasta lunga, la Fettuccina con crema di broccoli, marone, salsa a bur blanc portando in tavola la freschezza e la sua idea di cucina che si ispira alla cultura Mediterranea fondendosi con la verace cultura napoletana creando una proposta d’autore creativa e al tempo stesso originale. Il secondo piatto invece era una proposta di pasta corta ovvero il Tubetto rigato con brodo di polpo, lenticchia di Ustica, profumo di arancia e olio di vaniglia. E' stato uno show cooking straordinario dove ingredienti tradizionali ed ispirazioni mediterranee si sono fuse armoniosamente creando dei piatti assolutamente unici.
Il team della Scuola de la Cucina Italiana ci ha deliziato con delle loro proposte di finger food ovvero le crocchette di patate in salsa tartara e i calzoncini di pasta al lievito madre cotti al forno con scarola, acciughe del cantabrico, pinoli e provola affumicata. Si è potuto degustare anche un ottimo vino. Insomma dagli antipastini, ai due primi piatti fino ad arrivare a una piccola dolce coccola finale. Lo chef Eduardo Estatico e il team della Scuola de la Cucina Italiana ci hanno fatto vivere una giornata culinaria al top.
Chiusura con le Box Natalizie di 28 Pastai
In ultimo, sono state regalate le box natalizie con i prodotti di 28 Pastai, un modo per lasciare un bel ricordo della giornata e per riprovare le ricette anche a casa nostra per stupire i nostri cari con preparazioni simili agli chef di livello. Arrivederci alla prossima esperienza culinaria. Perché cucinare è poesia e come testimonia lo stesso Chef Eduardo Estatico, la cucina funge da stimolo ma la scelta di una buona materia prima, è fondamentale per la riuscita di un buon piatto. E come dice lo Chef Eduardo Estatico, il suo posto nel mondo è la cucina, mentre il nostro posto era assaggiare le “sue stupende creazioni”.
Per informazioni e curiosità sul brand 28 Pastai, possiamo consultare il sito: www.28pastai.it mentre per informazioni sullo Chef Eduardo Estatico, si può visionare il sito: http://www.eduardoestatico.it/
Per informazioni su La Scuola de la cucina italiana, ecco il sito:
https://scuola.lacucinaitaliana.it/
Il caffè, la bevanda più conosciuta al mondo, ha radici antichissime: l'albero di Coffea (la specie nativa non domesticata) è originario dell'antica provincia di Kefa (da cui trae il nome) situata nel Sudovest dell'Etiopia, attorno a Gimma. La leggenda più diffusa narra che un pastore dell'Abissinia notò l'effetto tonificante di quest'arbusto sul proprio gregge di capre che stavano pascolando nei suoi pressi.
La Caffè Milani Experience nasce con lo scopo di far vivere ai consumatori un’esperienza immersiva nel mondo del caffè, tra i profumi, i sentori, le sensazioni e i sapori sprigionati dai chicchi. Una vera e propria avventura a 360° che rende il gesto di bere il caffè un vero e proprio rito. Quattro appuntamenti speciali (12 novembre, 26 novembre, 14 gennaio e 28 gennaio) di due ore in cui la sede di Lipomo ospiterà un tour guidato al museo di Caffè Milani e una lezione in cui i partecipanti scopriranno le tecniche di degustazione e di assaggio delle diverse miscele, attraverso il racconto sin dalle origini, in un viaggio intorno al mondo. Degli incontri per riscoprire quindi la cultura che si cela dietro questo gesto quotidiano, per celebrare gli 85 anni di attività di Caffè Milani. L’azienda di caffè comasca ha voluto mantenere la scia della formazione con la collaborazione con Enaip Lombardia, che ha dato vita alla raccolta di ricette dolci, salate e abbinamenti di piatti al caffè, con un’attenzione particolare alla sostenibilità: km 0, no waste, attenzione al territorio.
Il compleanno dell’azienda si svolgerà all’insegna del futuro, grazie a un programma di progetti che hanno come obiettivo l’inclusione e la sostenibilità. Tra questi, la collaborazione con In-Presa, ente di Carate Brianza che si occupa ormai da anni di formazione professionale, inserimento lavorativo, orientamento, sostegno scolastico e aggregazione per giovani in età di obbligo formativo.
Dietro i chicchi di Caffè Milani, l’azienda nata nel 1937 a Como dal Maestro Celestino Milani, si nasconde un mondo fatto di geografia, di luoghi, di storie di persone che si intrecciano, mani che compiono gesti sapienti, di porti, di ricerca, di design, di studio.

L'arte e la buona cucina sono l'esposizione di ciò che vorremmo essere e della nostra fantasia.
La scoperta di una nuova opera o di un nuovo piatto crea felicità nell'essere umano quasi come la rivelazione di una nuova stella. Quindi è l'ora di aprirsi a nuovi orizzonti.
Saranno le opere e le performance dell'artista romano Eliseo Sonnino e le prelibatezze dello chef Danilo Pelliccia a soddisfare e omaggiare lo staff di Paratissima (manifestazione che celebra la grande festa dell'arte, ormai giunta alla diciottesima edizione), il prossimo 9 novembre alle ore 21.30. A Torino, in corso Regina Margherita, possiamo trovare un angolo di Roma grazie allo chef Danilo Pelliccia e all'artista Eliseo Sonnino.
Si tratta di un evento che unisce l’enogastronomia d’eccellenza all’arte contemporanea nel ristorante torinese Dù Cesari del bravissimo Chef Danilo Pelliccia. E' nata quindi una collaborazione e una sinergia tra i due uomini che ci permette di effettuare un viaggio all'insegna “dei colori” e “dei sapori”.
Le opere di Eliseo Sonnino sono caratterizzate da un linguaggio puramente astratto, da continui giochi cromatici e da contrasti tra forma e colore. L'artista pone al centro delle sue opere, la dinamica del contrasto, il tutto in un continuo divenire. Le sue opere sono uniche per la loro mutevolezza e per la loro doppia anima: passionale ed istintiva. Durante la serata, l'artista intratterrà gli ospiti con una performance live. I dettagli sulla sua performance ovviamente non possiamo svelarveli ora.
Inoltre il menù dello Chef Danilo Pelliccia si prospetta molto interessante con un mix tra cucina piemontese e romana.
Si parte con la classica bruschetta di acciughe al verde alla piemontese, seguono le fettuccine puntarelle e alici ( primo romano) e la classica trippa alla romana. Come dessert invece si conclude con il maritozzo con la panna, una vera goduria per tutti i palati. Un dolce soffice e al tempo stesso gradevole, simbolo della tradizione gastronomica laziale.
In questa serata, si vuole sottolineare l'importanza degli equilibri, necessari sia nella realizzazione di pietanze in cucina sia nell’arte per rendere le “opere uniche”.
Le varie sfaccettature artistiche e culinarie saranno rivelate piano piano nel corso della cena in un crescendo di emozioni che non finiranno mai.
Ciò permetterà agli ospiti di immergersi in “un’esperienza unica e coinvolgente”. Non sappiamo esattamente fino a che punto possa arrivare l 'esperienza, ma sappiamo per certo che lo Chef Danilo Pelliccia e l’artista romano Eliseo Sonnino ci stupiranno con le loro “creazioni”.
Omaggio alla diciottesima edizione di Paratissima.
I bozzetti dell'artista e i giochi cromatici che accompagneranno il menù della serata ci permetteranno di preannunciare il piatto esclusivo al quale stanno lavorando per la prossima apertura del Dù Cesari Lissone Nerone 18, per rendere omaggio alla diciottesima edizione di Paratissima. Si tratta dello spaghetto ajo e ojo tutto rivisitato. Questo piatto sarà realizzato usando aglio nero, peperoncino fresco tritato, olio al prezzemolo e crumble di pane e pecorino. Tradizione, territorialità, creatività e accoglienza, sono le chiavi del successo dei due uomini ovvero: l' artista romano Eliseo Sonnino e lo chef Danilo Pelliccia.
Per altre succose anticipazioni sui due personaggi, sulle opere e sul futuro piatto, dobbiamo attendere. Che lo spettacolo culinario e artistico abbia inizio!
Per informazioni su Paratissima 18 che diventa “Circus” possiamo consultare il sito: https://www.paratissima.it/
Per informazioni sullo Chef Danilo Pelliccia e sul locale consultate il sito: https://ducesari.it/
Per informazioni sull'artista romano Eliseo Sonnino:http://www.eliseosonnino.com/about-me
NEROSPINTO
Testata giornalistica online. Reg. Tribunale di Milano n° 276-9/92013
Nerospinto è un progetto dell'Associazione Rosaspinto
Via Schiaffino, 25 20158 Milano (Citofono 1002)
P.IVA 0755308096
CONTATTI
info@nerospinto.it
direttore@nerospinto.it
vicedirettore@nerospinto.it
redazione@nerospinto.it