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Osteria delle Corti, una cena nella Milano che non ha bisogno di fare scena (perché, di scena, lo è autenticamente. Ed in grado di raccontare un'epoca)

Osteria delle Corti, una cena nella Milano che non ha bisogno di fare scena (perché, di scena, lo è autenticamente. Ed in grado di raccontare un'epoca)

Ci sono locali che sembrano usciti da una moodboard e locali che, invece, raccontano la città per quella che è stata davvero - e quella che ancora è. Osteria delle Corti appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Ci sono stata a cena qualche sera fa e, appena entrata, ho avuto la sensazione di essere stata trasportata indietro nel tempo, in uno di quei ristoranti milanesi che per anni hanno ospitato compleanni, anniversari, cene di lavoro importanti e pranzi domenicali in famiglia. Quelli del salotto buono, delle occasioni speciali, che sono eleganti naturalmente, senza ostentazione e senza affettazione.

Qui non ci sono insegne studiate per Instagram né nostalgie costruite a tavolino. Ci sono le tovaglie, i camerieri in camicia bianca, le sale accoglienti, il parquet, i mattoni a vista e quell'eleganza rassicurante che oggi sembra quasi un lusso. Un luogo che da oltre trent'anni continua a portare avanti la propria idea di ospitalità senza inseguire le mode.

Davanti a un menu che alterna grandi classici milanesi e piatti più contemporanei, ho scelto di partire da alcuni simboli della tradizione. I mondeghili, croccanti fuori e morbidi all'interno, sono arrivati per primi, seguiti dall'immancabile risotto giallo e da una cotoletta come si deve, generosa, dorata e appagante. Piatti che raccontano una città che non ha bisogno di reinventarsi continuamente per restare attuale.

Eppure, il piatto che mi è rimasto davvero impresso è stato un altro. Non sono riuscita a resistere alla pasta e fagioli con le cozze. Sulla carta poteva sembrare una deviazione dal percorso più tradizionale che mi ero immaginata per la serata, ma al primo assaggio ho capito perché è uno dei piatti più amati del locale. Avvolgente, saporita, perfettamente equilibrata tra la dolcezza dei fagioli e la spinta marina delle cozze. Di quelli che ti fanno immediatamente desiderare un'altra forchettata. 

La cucina dell'Osteria delle Corti si muove proprio su questo doppio binario. Da una parte custodisce la memoria gastronomica milanese, dall'altra si concede incursioni nella tradizione italiana e mediterranea con piatti stagionali e proposte che seguono il mercato, ma non cercano mai sbavature, non si arrendono alle mode del momento. Piuttosto, tirano in ballo ricette e sapori che sembravano dimenticati, che magari qualcuno conserva nella memoria ma nemmeno ha mai provato. O se lo ha fatto, era troppo piccino per ricordare. Il risultato è una carta capace di mettere d'accordo chi cerca i sapori di sempre e chi ha voglia di lasciarsi sorprendere da una madeleine proustiana che ti colpisce il palato con grazia.

Merita una menzione anche il servizio, presente ma mai invadente, con quell'attenzione al cliente che appartiene a una certa idea di ristorazione oggi sempre più rara. Ci si sente accolti, accompagnati e mai semplicemente serviti.

In una città che cambia continuamente volto, Osteria delle Corti resta uno di quei posti che ricordano perché certi ristoranti attraversano i decenni senza perdere fascino. Non perché inseguano le tendenze, ma perché continuano a fare bene quello che hanno sempre fatto: accogliere, cucinare e far stare bene le persone.

Osteria delle Corti
Via Giovanni Battista Fauchè 11, Milano
Tel. 331 0575353

Ida Papandrea

Studia fotografia, poi lavora nella moda, dove impara che ogni dettaglio racconta una storia. Alla fine, trova nella scrittura il modo più naturale per raccontare ciò che osserva. Oggi racconta il cibo con lo stesso sguardo con cui osservava immagini, tessuti e collezioni: perché, in fondo, un piatto e un abito ben riuscito hanno molto in comune. Ha un debole per i ristoranti in cui tornare e per i concerti da cui uscire senza voce".
Frase del cuore.
"Sai, Harold? Secondo me gran parte delle brutture di questo mondo viene dal fatto che della gente che è diversa permette che altra gente la consideri uguale."
— Harold and Maude (1971)
Email idapapandrea@gmail.com
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