A Palazzo Isimbardi a Milano l’associazione Cramum e la Fondazione Giorgio Pardi presentano la mostra collettiva “A chi parla l’arte contemporanea?”

Still, via Balilla 36 a Milano, ospita la mostra personale di Giovanna Taddei: fotografia e cibo si uniscono.
Venerdì 17 e domenica 19 ottobre Fondazione Cineteca Italiana propone presso il MIC un Ricordo di Alcide De Gasperi in occasione dei 60 anni dalla sua morte. Sarà proiettato un documento inedito che riguarda Alcide De Gasperi in visita a Rho.
Considerato uno dei padri fondatori della nostra Repubblica, Alcide de Gasperi morì il 19 agosto 1954, solo un anno dopo che aveva lasciato la guida dell’Italia, quasi come se sentisse di avere completato la missione e aver portato gli Italiani in acque sicure, in cui potevano navigare senza pericolo.
Ritrovamento recentemente, il filmato fu realizzato nel 1949 a cura del Comitato provinciale DC di Milano, epoca in cui l’Italia, distrutta dalla guerra pochi anni prima, si apprestava a godere dei frutti del lavoro della classe politica guidata dal trentino. Il cortometraggio è uno straordinario documento sulle celebrazioni che si tennero a Rho dei dieci anni della morte di Filippo Meda. De Gasperi ricorda nel suo intervento quando venne incarcerato ingiustamente nel 1927, e di come Meda si adoperò per difenderlo, dimostrando l’infondatezza delle accuse. Alcide De Gasperi a Rho è anche l’occasione per vedere e capire come sono cambiate in ottant’anni Milano e le città limitrofe, soprattutto in questo momento storico, con l’imminente Expo che sta trasformando la fisionomia di una metropoli votata al futuro.
Il programma è completato dalla proiezione di film che ritraggono alla perfezione il clima dell’Italia di quegli anni, come Ladri di Biciclette, capolavoro di Vittorio De Sica, In nome della legge, dramma sociale di Pietro Germi, e Riso amaro di Giuseppe De Santis, ritratto della povera Italia appena uscita dalla guerra con Silvana Mangano e Vittorio Gassman.
INFO
MODALITÀ D’INGRESSO ALLE PROIEZIONI
Biglietto d’ingresso intero: € 5,50 Biglietto d’ingresso ridotto: € 4,00 Biglietto d’ingresso adulto + bambino: € 6,00
Torna il Fuorisalone 2016 e con lui ritorna anche Ventura Lambrate che si prepara ad un'intensissima settimana.
Non sono una lettrice seriale, mi piace scoprire sempre nuovi autori. Ma ammetto che talvolta mi capiti di leggere più scritti opera di una medesima mano. Ciò, di solito, accade per due semplici motivi. In un caso il primo libro mi ha talmente colpita da non poter fare a meno di lasciarmi deludere, non sempre, dal successivo. Nell’altro caso qualcosa mi sfugge nella storia, nel modo di approcciarsi a taluni aspetti della vita, tanto da spingermi alla ricerca di quel significato recondito, il quale a tratti si palesa per poi celarsi nuovamente tra le trame.
Tale è la motivazione che mi ha spinto a leggere “Il nero e l’argento”, la terza opera di Paolo Giordano, giovane talento nostrano, venuto alle luci della ribalta con La solitudine dei numeri primi, seguito dal più fievole successo de Il corpo umano. Ciò che cercavo, e di cui ho avuto conferma, è che per lo scrittore torinese i sentimenti, nelle loro forme più disparate, si manifestano all’animo umano solo in seguito alla tragedia. Così la solitudine è strettamente connessa alla scomparsa di una persona cara o alla menomazione fisica, l’amore alla morte in guerra. Qui, di nuovo il lutto. Una tata, la signora A., affetta da quel male che ormai affligge le nostre generazioni, lascia improvvisamente i protagonisti, Nora e suo marito, persi nella loro esistenza. Nel momento in cui vengono a conoscenza della malattia essi comprendono non solo il ruolo della donna nelle loro vite, ossia il vero trait d’union, l’equilibrio in una coppia di giovani sposati, ma soprattutto paiono guardare per la prima volta a loro stessi. E si scoprono come il nero e l’argento, insolubili l’uno nell’altro. La signora A., entrata nelle loro vite a causa di una gravidanza a rischio, ne esce a causa della tragedia. Un personaggio singolare, dalla storia semplice ma intricata. Soprannominata dai coniugi Babette, dall’omonimo romanzo, la sua presenza è stata quasi vitale per il funzionamento della coppia, che ha tratti da amalgamare, tratti da smussare, concretandosi in due mondi opposti, già solo nei mestieri della vita, lui fisico, lei designer. Quasi a dimostrare che perché le giovani coppie di oggi possano sopravvivere abbiano bisogno di una guida, senza la quale non riuscirebbero a solcare i mari in tempesta della vita. Qualcuno che li conduca per mano, prima come singoli, in seguito come coppia, infine come genitori. Un non crescere, un non affrontare insieme le difficoltà della vita, nel cementificare un rapporto che deve nascere ed essere nutrito come famiglia. Così il primo ostacolo, la malattia della signora A. e il suo mancare, costituisce per i protagonisti il primo vero banco di prova, ove scoprirsi quasi come due estranei dopo dieci anni di matrimonio, ognuno con le proprie aspirazioni, nessuna davvero condivisa. Il lutto a risvegliare dei sentimenti, a far sì che le situazioni vengano affrontate, a rendere manifesta la solitudine. A far acquisire la consapevolezza che il nero e l’argento, pure non potendosi confondere, possono convivere, l’uno come sfumatura dell’altro.
Angela Migliozzi
Keshi Mar debutta al Fuorisalone con un aperitivo party presso il Bistrot Belle Donne, primo “Tuscan bistro” milanese.
Di questo duo showgaze danese sentimmo parlare tempo fa, all'epoca dell'uscita del disco di esordio “Chain gang of love” che conquistò in egual misura amatori e critici. Poi “Pretty in black”, un disco prettamente surf-pop con atmosfere retrò che li fece conoscere al grande pubblico.
E così via andare: in più di dieci anni di attività non una battuta d’arresto: sette dischi e tutti di ottimo livello. Nel computo ci mettiamo anche “Pe'ahi”, uscito a luglio senza annunci, anteprime o proclami. Così mi sono accorto di questo disco solo ora, quando è stato annunciato il tour italiano (il 31 a Bologna e l'1 novembre a Milano).
Così corro ai ripari. Apro Spotify deciso ad ascoltarmi quest'album che richiama una spiaggia hawaiana. Detto questo, mi aspettavo un album fotocopia del precedente “Observator” che non mi aveva entusiasmato per nulla: troppo lo scimiottamento di cliché già stra-sentiti.
Invece la sorpresa: spogliati del piglio surfeggiante dei primi dischi “In and out of control” e “Pretty in black” prevalgono i synth, i drum beat elettronici e i riverberi per un’atmosfera molto più rarefatta. In altre parole molto meno garage rock e molto più shoegaze, psichedelia e synt pop.
Surf, dicevamo, pochino, nonostante i due Raveonettes vivano in California e nonostante il titolo del disco richiami un'idilliaca spiaggia hawaiana: la stessa in cui Sune, leggo, ha rischiato di annegare (ma perchè poi surfare a tutti i costi?).
Va da sé che lo scenario marittimo da cartolina si sporchi con l'ineluttabilità della natura umana, come ricorda l’incipit iniziale di Endless Sleeper: “I’ve sand on my shoes, and death on my mind”. E in tutto il disco il senso della tragedia è dietro l'angolo, sostenuto da una musica che alla melodia associa un senso di tensione costante. Questo è il bello del nuovo disco dei Reveonettes, da ascoltare, preferibilmente, come sottofondo passeggiando in autunno su spiagge deserte.
In Italia transitano a fine mese per due concerti
Venerdì 31 Ottobre @ Covo Club, Bologna
Sabato 1 Novembre @ Circolo Magnolia, Segrate (MI)
Marco Trabucchi
Il Mono Bar, eclettico locale gay-friendly nel cuore di Milano, partecipa alla movida del Fuorisalone ospitando Assalto Design, accogliendo artisti diversi.
Nuuco says Be Free: la fotografia come mezzo di espressione e comunicazione one-to-one, che parte dall'artista per arrivare allo spettatore, per poi tornare all' artista in un esperimento originale che gli consente di scoprire e riscoprire se stesso attraverso la propria opera modellata e modificata dal pubblico, in un vortice metafotografico di sicuro impatto.
Nerospinto vi introduce all’arte di Nuuco, giovane fotografo messinese trapiantato a Londra, ideatore di uno dei più interessanti esperimenti artistici degli ultimi anni, Be Free, e lo fa attraverso un’intervista a tutto tondo, in cui si parla di fotografia, nuove tecnologie, istinto e passione.
A differenza di molti fotografi, hai scelto di farti conoscere attraverso un nome d’arte. Perché? E cosa significa Nuuco?
Ho sempre sentito l’esigenza di trovare un nome artistico. Qualcosa che mi rappresentasse e che fosse facile da ricordare. Cercavo un nome totalmente mio, che avessi deciso io ma che richiamasse anche le mie radici. Proprio per questo, durante una giornata intera seduto nel divano di casa con la mia ragazza sono nato per la seconda volta. Assieme abbiamo tirato fuori il mio nuovo nome, Nuuco, che rimanda ad un mondo solitario, minimalista e che deriva dalle iniziali dei nomi della mia famiglia, che voglio portare, ovunque io sia, sempre con me.
Parlaci del tuo progetto/esperimento artistico Be Free.
Be free nasce da una voglia di comunicare ad altri, senza vincoli ne obblighi. Dopo un anno di lavoro, si e' materializzato in un progetto di 30 fotografie e che ha coinvolto, inviando il materiale via posta, oltre 30 persone: amici, conoscenti e sconosciuti di tutta Europa.I partecipanti mi hanno rinviato la mia fotografia modificata e io ho avvertito l'esigenza di riappropriarmi dell’opera attraverso la scannerizzazione. Qui si sviluppano due elementi coinvolgenti del mio progetto: il processo materiale legato all’invio del mio ritratto, alla trasformazione da fotografia digitale a cartacea, poi successivamente rimodellata e trasformata dai partecipanti, per essere poi ricreata in digitale attraverso la scannerizzazione e la stampa finale; il secondo elemento é la partecipazione esterna come forma di riconoscimento personale dell’essere un artista che utilizza la fotografia come medium. Per me é una nuovo modo di fare fotografia. Il progetto non impone nessun limite se non il tempo e cerca di incoraggiare la riflessione del partecipante e mia. Quest’ultime si sono fatte vive sia in fase embrionale, quindi nella fase iniziale del progetto che nella fase successiva. Inoltre, non dubito che tra qualche anno, quando raggiungerò un livello di maturità più elevata, io possa elaborare ulteriori riflessioni che mi permetteranno di capire ancor meglio il mio status attuale e quello precedente.
La libertà nell’arte passa necessariamente dalla rottura di schemi precostituiti e dal coinvolgimento del pubblico nel processo artistico?
Amo pensare che l'artista debba uscir fuori dalla propria zona di confort e mettersi costantemente alla prova. Il coinvolgere il pubblico e' un opzione ma non una necessità. Dipende dalla finalità che ha l'artista. Io, personalmente, ho appena scoperto questa nuova esigenza e sento la necessita di approfondire.
Come valuti la partecipazione del pubblico al tuo esperimento artistico? Parlaci delle immagini che ti hanno stupito e colpito.
Ho inviato 80 foto in giro per l’Europa. Alcuni personaggi sensibili del mondo dell’arte plastica non hanno risposto, infatti su 40 lettere inviate a gallerie, musei e riviste d’arte solo il 10% mi ha risposto. Quest'ultimo era un risultato che mi aspettavo e che dovrebbe aiutarci a riflettere sull'attuale status dell'arte. Viceversa, gli amici, artisti e non, hanno risposto positivamente. Ancora oggi, la gente mi contatta per partecipare, malgrado il progetto si sia concluso.
Il mio obiettivo era comunicare ad altri la mia voglia di fare arte attraverso la loro partecipazione e l'esperimento ha ottenuto ottimi risultati, ma non ho una fotografia preferita perché ciascuna foto rappresenta una parte di me e una parte dei partecipanti. Inoltre, il fine del progetto era la partecipazione e non l'estetica. Preferisco immaginare la sensazione che ciascun partecipante ha avuto nel partecipare. Il tempo che mi ha dedicato. L'istintività' oppure il ragionamento utilizzato nel modellare l'immagine e poi, l'attesa nel ricevere per posta la lettera e la sensazione positiva o negativa nel vedersi il proprio viso maltrattato, modellato o trasformato.
Quali sono le differenze, sul piano del milieu artistico e culturale e delle relative opportunità, dal punto di vista di un giovane fotografo, tra Italia e Inghilterra?
I nuovi mezzi di comunicazione hanno abbattuto, con estrema velocità, le ultime barriere. Oggi possiamo conoscere artisti che vivono nell'altro lato del globo e ricevere input che ti permettono di influenzare il tuo linguaggio artistico ma, allo stesso tempo, vedo un’omologazione dei gusti. Londra' e' una città che ti offre molte opportunità di confronto e ha numerose esposizioni, gallerie, musei e spazi dedicati all'arte ma non credo che possa considerarsi “la” città delle opportunità.
E' una città enorme che crea opportunità ma abbandoniamo l'idea che queste opportunità siano uguali per tutti. Le opportunità devi crearle con tenacia, studio e lavoro.
Come molti artisti siciliani al momento all'estero, resti molto legato alla tua terra di origine. Cosa si ritrova,della Sicilia, nelle tue opere?
Non riesco a trovare nulla all’interno dei miei progetti che richiamino esteticamente la Sicilia, piuttosto la necessità di far partecipare ai miei progetti personaggi esterni é forse collegata anche all’esperienza del calore umano nella mia terra.
Perché la fotografia? In cosa si differenzia, nel bene e nel male, da altri strumenti di espressione artistica?
Paragonandola a una relazione di coppia, inizialmente vivi di passione, che poi si trasforma in amore o in odio oppure in indifferenza. Io sono innamorato e per me l’amore é tutto. Non riesco a innamorarmi di altri strumenti ma allo stesso tempo, a volte, la passione mi induce a provare nuovi strumenti artistici.
Come valuti la fotografia oggi, soprattutto in seguito al successo di applicazioni come Instagram e alla diffusione di macchine fotografiche come la Reflex?
Io amo Instagram e la tecnologia che avanza. Rende ancor più democratica la fotografia ma, di contro, anche priva di riflessione. Personalmente é una nuova forma di far fotografia, corretta o meno corretta, che bisogna accettare e alla quale bisogna adattarsi. Cosa rispondi a chi, osservando una tua opera, ti dice: "Questo potrei farlo anche io"?
Normalmente suggerisco di analizzare non solo l’estetica ma di documentarsi sulla biografia dell’artista e sul processo di riflessione che lo ha condotto a quel punto.
Quali sono i tuoi prossimi progetti?
Sicuramente la promozione di Be Free; ultimamente ho lavorato assieme a Guido Folco, direttore del museo MIIT di Torino, alle esposizioni tenutesi alla ROA Gallery di Londra il 7 luglio e alle Isole Eolie, per la precisione Lipari, dal 14 al 24 agosto.
Vorrei ringraziare l’assessore Davide Starvaggi e la Direttrice del Museo Milena Mollica per aver organizzato, coordinati da Guido, la prima edizione del Festival del Mediterraneo di Arte Contemporanea, una manifestazione che ha riscosso un enorme successo di pubblico, tanto che si sta già pensando all’edizione successiva.
Dopo l’estate sarò a Vienna, Cordoba, Bruxelles e Miami. L’appuntamento di Bruxelles mi sta particolarmente a cuore: una mostra (Les Contemporains: Unione Europea- Unione dell’Arte, 11 -13 settembre, Amart Gallery ), organizzata presso l’Italian and Foreign Biennal of Contemporary Art, in occasione del semestre di presidenza italiana del Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea.
In seguito, mi piacerebbe lavorare per una esposizione individuale per il prossimo anno. Nel frattempo, il prossimo progetto artistico continuerà a far partecipare la gente come quest'ultimo, ma prima di lanciarmi voglio sempre chiedermi: perché?
Se ti dico Nerospinto, cosa ti viene in mente?
L’inchiostro di una penna rotta diffondersi e formare una stradina senza fine in una scrivania di color bianco.
Per maggiori informazioni:
nuucoart.com
Facebook: Nuuco Art
Venerdì 1 aprile le porte di Cascina Martesana riaprono al pubblico, con un'agenda ricca di eventi e novità per i prossimi sei mesi.
Linea di confine tra Occidente ed Oriente, tavolozza di colori dall'azzurro cristallino del mare, al giallo oro del grano, passando per il verde smeraldo degli ulivi, alla Puglia non si può attribuire una sola anima ma diverse.
Terra di sapori inconfondibili, semplici e al tempo stesso ricchi che ne hanno fatto una delle regioni più amate sia in Italia che all'estero.
Lo testimonia il lavoro di Carlos Solito che proprio come la sua regione racchiude in se più anime.
Fotografo, scrittore e filmaker, originario di Grottaglie (Taranto) Solito ha presentato a New York lo spot video girato per il Gruppo Casillo di Corato primaria azienda italiana nel campo delle semole, grano, farine commestibili, prodotti da forno e fornitore di gruppi pastai multinazionali ed internazionali.
"La luce, il vento, la tradizione" è un lavoro in cui Carlos Solito libera la Puglia dalla prigionia dei luoghi comuni per restituircela semplice, essenziale, dove la dimensione ideale torna ad essere quella del paese in cui la vita scorre lenta e la colonna sonora è affidata al canto di cicale e grilli mentre lo scorrere del tempo lo dettano i rintocchi delle campane.
Quali occhi se non quelli di un bambino possono raccontare meglio di qualsiasi altra cosa la storia e i valori di una terra mantenendo quel sapore autentico a metà tra stupore innocente e realtà millenaria? Attraverso la corsa del giovanissimo Mattia, protagonista dello spot, Solito parte da un luogo simbolo di questa regione, Patrimonio Mondiale dell'Umanità, Castel del Monte e ci conduce nei campi di grano biondo e tra gli ulivi secolari fino alla costa dove una torre saracena fa la guardia ad un mare cristallino e ai suoi infiniti naviganti. Ed è proprio sulla scogliera che si consuma il momento cardine dello spot. Il piccolo Mattia alza verso il cielo un barattolo di vetro per raccogliere al suo interno uno degli elementi naturali che meglio descrivono la Puglia: il vento.
Stringendo tra le mani il prezioso scrigno Mattia torna alla masseria dove trova la nonna che in cucina impasta i prodotti da forno tipici della tradizione culinaria pugliese con Farine Casillo e Semole d'Autore. I due aprono il barattolo che il bambino custodisce e liberano il vento racchiuso al suo interno che invade la cucina e ricopre i piatti in preparazione, palesandosi come l'ingrediente segreto ed indispensabile per la bontà ed unicità dei prodotti firmati Casillo Group.
Scritto insieme a Valentina Strada, già premio Mattador a Venezia nel 2011, e con le musiche curate dal Maestro Ciro Gerardo Petraroli, "La luce, il vento, la tradizione" è stato presentato a New York nell'elegante location dell' Hotel Americano alla presenza dei Casillo, di food blogger, giornalisti, addetti del settore e volti noti dei food show americani come Lidia Bastianich e Rossella Rago oltre ad Almo Bibolotti barese e finalista di Masterchef Italia che si è esibito ai fornelli con una cucina tutta made in Puglia.
"La luce, il vento, la tradizione" è la storia di una regione splendida che Solito attraversa da cima a fondo restituendoci dei punti chiave dal forte impatto comunicativo, tali da descrivere tutto l'amore di un moderno Ulisse che viaggia per il mondo senza mai dimenticare le radici a cui appartiene, capace di raccontare la sua Itaca come solo un uomo che ama la propria terra può fare.
Il video: "La luce, il vento, la tradizione"
Con grande piacere annunciamo la nuova mostra "MICROCHIP" del nostro amico Vittorio Pascale, fondatore del progetto Trikona.
Dopo la chiusura dello Spazio Forma in molti ci rimasero malissimo: l'unico spazio dedicato interamente alla cultura fotografica in città chiudeva senza possibilità di appello.
Oggi in moltissimi salutano positivamente il nuovo corso del duecentesco Palazzo della Ragione, in piazza Mercanti, come nuovo spazio dedicato alla fotografica con mostre di indubbia qualità.
Lo spazio si inaugura con una mostra itinerante mondiale: “Genesi” di Sebastiao Salgado. Il grande fotografo brasiliano dal 2004 al 2012 ha viaggiato per il mondo alla ricerca di luoghi e popolazioni “ancora incontaminate”. Il tema è semplice e allo stesso tempo infinito: il nostro pianeta.
Le immagini di questo progetto hanno a che fare col rapporto tra uomo e ambiente, con la bellezza della natura e di cosa ne rimane oggi nonostante distruzioni e modificazioni. Salgado ha cercato luoghi incontaminati e tenta di raccontare anche le persone che li abitano.
La mostra è davvero ampia con 245 scatti in bianco e nero. Immagini incredibili che il 70enne brasiliano ha selezionato in 8 anni di lunghi viaggi.
Ci sarà tempo fino al 2 novembre per ammirare questi incredibili scatti in bianco e nero che documentano gli angoli più remoti del nostro fragile pianeta: dalla Amazzonia, ai ghiacciai dell'Antartide, dall'Africa, ai Galapagos, dalle tribù isolate che vivono di natura e riti tribali agli ultimi elefanti africani. Un viaggio affascinante che esplora la bellezza incontaminata del nostro pianeta che non mancherà di emozionare e farci sognare, illudendoci che questo mondo è ancora a misura d'uomo e a portata di obiettivo.
Palazzo delle Ragione
Piazza Mercanti, 1 (MM Duomo)
Dal 27 giugno al 2 novembre
orari: 9.30-20.30: Gio. e sab. 9.30-22.30. Chiuso lunedì
Info: 02.43353535
Arriva per la prima volta in Italia David Bowie is
Imperdibile appuntamento fino al 14 settembre.
Quest’estate le sale del Wow spazio fumetto ospitano la mostra di una delle più grandi illustratrici italiane, Giovanna Casotto.
“il punto c” , titolo della mostra, è un’esposizione delle più importanti opere dell’autrice, ad alto contenuto erotico.
Dal 7 giugno i locali dello Spazio Wow saranno "invasi" da corsetti, lingerie, corpetti e latex e saranno esaltati dagli sguardi ammiccanti e dai corpi sinuosi delle sensuali tavole dell'illustratrice.
La mostra raccoglie infatti lavori rappresentativi dei diversi aspetti del suo lavoro: tavole originali, tele, riviste, libri, fotografie, oggetti e anche modelli di abiti in stile Anni Cinquanta realizzati artigianalmente dalla stessa artista. Dal fumetto erotico (con una sala riservata al pubblico adulto) di cui l’autrice è tra gli esponenti italiani più noti, con tavole realizzate per le riviste “Selen” e “Blue”, ai lavori dedicati agli anni ’50 con ritratti di pin up e delle famosissime dive di Hollywood.
la Casotto ha dedicato infatti molti lavori alle donne di quel periodo, dalla mitica pin-up Bettie Page alle dive del cinema hollywoodiano, come Lauren Bacall,Audrey Hepburn e Marilyn Monroe. Grazie al suo segno, questi volti del passato rivivono con straordinaria ricchezza di dettagli, esaltando il glamour e la sensualità di queste dive.
Inoltre saranno esposte le tavole cha hanno per protagonista “La Cocca”, personaggio creato dalla disegnatrice e ispirato ad una donna reale e una galleria di omaggi all’artista realizzati da autori internazionalmente noti, tra cui Milo Manara, Silver, Tanino Liberatore e Laura Scarpa.
Una mostra imperdibile per poter rivivere la sensualità degli anni 50, e l’erotismo delle pin up.
La mostra è aperta fino al 14 settembre con i seguenti orari: da martedì a venerdì dalle 15:00 alle 19:00; sabato e domenica e dalle 15:00 alle 20:00. Chiuso lunedì.
INGRESSO VIETATO AI MINORI DI 18 ANNI.
7 giugno – 14 settembre 2014
allo SPAZIO FUMETTO WOW Viale Campania 12 – Milano
Contatti:
Tel.02.49.52.47.44.
www.museowow.it
Autore della copertina del disco “True Blue” di Madonna, fotografo scelto per gli scatti del mitico Calendario Pirelli nel ’94 e nel ’99 e icona anni ’80. Herb Ritts e i suoi ritratti sbarcano a Milano a Palazzo della Ragione da sabato 20 febbraio.
"TrueBlue by Madonna" Herb Ritts
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“In equilibrio” questo il titolo che Alessandra Mauro ha pensato per il percorso espositivo alla riscoperta di un artista morto prematuramente e della sua vasta produzione. Oltre 100 fotografie che spaziano infatti tra diversi temi e soggetti: dai paesaggi africani a suggestivi nudi, da ritratti di personalità del mondo dello spettacolo a iconiche rappresentazioni del fashion biz. Accanto a Penelope Cruz e a donne Masai, cascate e città, anche alcune immagini inedite che incontrano per la prima volta il pubblico, questo weekend, a Palazzo della Ragione.
Retrospect - sass & bide , Herb Ritts
Le immagini del fotografo americano Herb Ritts, sebbene differenti tra loro,divengono, qui, raffigurazione di un equilibrio raro, una sorta di rappresentazione di un mondo idilliaco, fatto solo di giornate perfette, di corpi levigati e di volti distesi. Un risultato semplice e affascinante possibile solo grazie a una tecnica meticolosa mixata ad una creatività sconfinata.
Un percorso espositivo creato grazie al contributo della Herbs Ritts Foundation di Los Angeles, in cui diversi medium si alternano, dalle fotografie alle installazioni, dai bozzetti ai video backstage, da annotazioni sul suo gusto estetico a estratti della sua collezione privata.
In Full Light,Herb Ritts
L’ambizione di “In equilibrio” è dunque un invito ad appassionati di fotografia e non a lasciarsi contaminare dallo sguardo di un genio per assimilare quella sua prospettiva unica, quasi fatata, di vedere le cose.
INFORMAZIONI UTILI
Il caldo è arrivato, e a darne i primi segnali è il ritorno delle rondini in città! E mai come quest’anno Milano è invasa di rondini!!!
A partire dal 22 aprile fino al 30 giugno 2014, il Cortile d’Onore di Palazzo Morando, insieme a Palazzo Moriggia e al Castello Sforzesco, verrà popolato da “NIDO DI RONDINI”, una installazione di gigantesche sculture colorate realizzate in plastica rigenerata.
Anche quest’anno, come in occasione delle passate edizioni, Cracking Art Group si fa promotore della salvaguardia dell’arte antica e monumentale nazionale attraverso il motto “L’Arte che rigenera l’Arte”.
Quello che era nato come progetto Rigeneramento del gruppo artistico nel 2012 con le chiocciole sul tetto del Duomo per sostenere il restauro della guglia maggiore, proseguito nel 2013 con le rane sui Navigli per il recupero delle chiuse leonardesche alla Conca dell’Incoronata in San Marco, quest’anno, alla terza edizione, continua con le rondini nei cortili del Castello Sforzesco, di Palazzo Moriggia e Palazzo Morando per il restauro del Monumento equestre a Bernabò Visconti, realizzato da Bonino da Campione, esposto nel Museo d’Arte antica del Castello Sforzesco.
Visitatori, cittadini e pubblico dei Musei potranno contribuire al restauro dell’opera attraverso l’acquisto al costo di 20 €, presso i punti di raccolta fondi gestiti da, Associazione Italia Nostra ONLUS, di una piccola scultura di rondine.
Le installazioni rientrano nell’ambito de “ La Primavera a Milano”, rassegna culturale e di intrattenimento promossa dall’Assessorato Cultura del Comune di Milano.
Un’immancabile opportunità per potersi immergere nell’arte passeggiando per la città
INFO Cracking Art Group Paolo Sciortino +39 333 6258201 www.crackingartgroup.com
Ufficio Stampa Lucia Crespi, Chiara Cereda +39 02 89415532 - 02 80401645 lucia(at)luciacrespi.it - chiara(at)luciacrespi.it
Polo Musei Storici e Musei Archeologici Servizio Musei Storici | Ufficio Comunicazione via Borgonuovo 23, Milano +39 02 884 62330 / 45924 | c.museorisorgimento(at)comune.milano.it
Dal 21 al 26 gennaio 2015, in occasione di Arte Fiera, lo store GUCCI di Galleria Cavour a Bologna ospita il progetto espositivo IDENTITÀ NELLA DIFFERENZA che mette in scena il corpus di lavori denominato "I Riquadri" dell'artista Roberto Paolini.
Negli ultimi anni le grandi maison si accostano sempre di più al mondo dell'arte. Moda e arte attingono l'una ai linguaggi espressivi dell'altra, condividendo, talvolta, la stessa finalità di produrre identità nella differenza. Citando il famoso testo "Différence et répétition" di Gilles Deleuze, l’identità è l'essere stesso cioè la natura interiore al soggetto. La differenza è invece lo stacco tra l'identità pura e la sua espressione pratica ossia il suo farsi oggetto fisico nel mondo. Una differenza legata all'essere, ma anche una differenza estetica.
L’artista Roberto Paolini (1934-2012) si è misurato senza tregua per realizzare l’utopia dell’unità di vita e arte, in un monologo visivo che esalta le potenzialità estetiche dei materiali, la rifinitura e la struttura della composizione. Il fascino delle materie prescelte si presta a una poetica della simultaneità. Gli oggetti nati da questa tensione creativa sono frutto di una passionalità “sinestetica” in grado di uniformare valori formali, plastici e cromatici. Lo stesso criterio di alta ricerca e maestria del gesto muove il brand GUCCI, che procede similmente nella serialità esaltando l’identità di ogni sua creazione. “I Riquadri”, come quadri nei quadri, che, in consecutive cornici concentriche, su tonalità monocromatiche brune, aprono ad un fulcro centrale di luce, che si schiude come finestra allargata sulle soglie dell’oltre, con rigore e armonia, rivelando un equilibrio spaziale che affonda le proprie radici nelle origini della perfezione e della regola. La mostra si prospetta come un’occasione per riflettere sul dialogo sempre più contemporaneo tra arte e moda.
Sabato 24 gennaio alle ore 18,00 si terrà un incontro con l'Archivio Paolini, con la partecipazione della critica d’arte Paola Pluchino. Seguirà un cocktail.
store GUCCI Galleria Cavour, 90, 40124 Bologna 051 262981
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Fino al 26 Ottobre non perdetevi la mostra Papagaio all’ Hangar Bicocca, dedicata al duo di artisti, João Maria Gusmão & Pedro Paiva, che con la loro presenza all’ultima Biennale di Venezia si sono contraddistinti per la capacità di utilizzare in modo originale e unico il linguaggio del cinema e delle installazioni.
João Maria Gusmão e Pedro Paiva sono un duo artistico che lavora insieme dal 2001, producendo film, opere scultoree, fotografie, installazioni e antologie di testi che loro stessi descrivono come “finzioni poetico filosofiche”.
Il percorso dell’esposizione si snoda attraverso diversi ambienti e comprende un ampio numero di opere realizzate tra il 2004 e il 2014 dai due artisti portoghesi, tra cui decine di film in pellicola, tre Camera Obscura (ambienti che richiamano le origini del cinema e della fotografia) e un piccolo cinema. Infatti, il linguaggio cinematografico diventa il canale espressivo più utilizzato, e che meglio rappresenta il lavoro dei due artisti.
In occasione della mostra sono state prodotte dieci opere inedite, tra cui un film girato nell’arcipelago di Sao Tomé e Principe, ex colonia portoghese nel Golfo di Guinea, “Papagaio”, che dà il titolo alla mostra e riprende una cerimonia animista e una trance collettiva.
Accanto al loro lavoro di artisti visivi hanno pubblicato la rivista filosofica Efluvio Magnetico e molte importanti istituzioni, tra cui Le Plateau a Parigi e la Kunsthalle Düsseldorf (2011) hanno dedicato loro mostre personali. Hanno partecipato a eventi internazionali e mostre come la Biennale di Gwangju (2010), Manifesta (2008) e la Biennale di San Paolo (2006). Hanno inoltre rappresentato il Portogallo alla Biennale di Venezia nel 2009, presso cui sono stati invitati anche nel 2013 nella mostra principale.
Una mostra da segnare in agenda, per scoprire il mondo di due incredibili artisti.
Mostra Papagaio: Maria Gusmão & Pedro Paiva
Dall’11 Giugno al 26 Ottobre
Gio-Dom ore 11-23 (Ingresso libero)
HANGAR BICOCCA Via Chiese 2
02.66.11.15.73
Dal 20 gennaio al 5 febbraio presso il MUBA - Museo dei Bambini di Milano si terrà un'importante iniziativa dal titolo RISE UP! La città che dorme, ideata dal Gruppo di Milano del CISOM, Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta, organismo dedicato alla Protezione Civile, al soccorso sanitario e all’assistenza, il cui scopo è di sensibilizzare sul tema del volontariato attraverso l'arte e la solidarietà.
L'evento, che coinvolge gli street artists FLYCAT e OZMO, che metteranno in vendita le loro opere, prevede una mostra interattiva incentrata sulla analogia tra Street Art e il volontariato notturno che presta assistenza ai senza fissa dimora della città, alcuni laboratori creativi guidati da FLYCAT dedicati ai ragazzi delle scuole medie e dei licei artistici di Milano, e un'asta di beneficienza realizzata in collaborazione con Christie’s, che rappresenterà il momento finale e clou dell'iniziativa e avrà luogo il 5 febbraio alle ore 20.00. Il ricavato della vendita di alcune delle loro opere permetterà al CISOM di aiutare persone meno fortunate sostenendo le varie attività dell'associazione. Il 5 febbraio, inoltre, OZMO eseguirà eccezionalmente un live painting di 2x1,5 metri con pittura su pvc nella sala centrale del MUBA, dalle ore 18.00, grazie al quale il pubblico potrà vivere in diretta la realizzazione di un’opera d’arte.
Le opere donate dagli artisti ed esposte al MUBA dal 20 gennaio al 5 febbraio saranno anche pubblicate sul sito internet dedicato all’evento.
Laboratori didattici con l’artista FLYCAT: - lunedì 26 gennaio 2015, alle ore 9.30 per gli alunni della scuola media “Gian Battista Vico” - lunedì 26 gennaio 2015, alle ore 11.00 per gli alunni della scuola media “Giacomo Leopardi” - martedì 27 gennaio 2015, alle ore 11.00 gli alunni della scuola media “Vittoria Colonna” - 2 e 3 febbraio 2015, per gli studenti dei licei artistici
Orari per il pubblico: lunedì, 9.30 -15.30; da martedì a venerdì, 9.30-18.30 sabato, domenica e festivi, 10.00-19.00
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Dal 5 Giugno al 19 Luglio, imperdibile mostra alla MAC di Roma, Interno giorno in cui viene presentata una selezione di trena opere inedite - su carta- dell’artista Isabella Ducrot.
Isabella Ducrot nasce a Napoli nel 1931 e vive a Roma da molti anni, ed ha esposto le sue opere in molte città del mondo, come Roma, Milano, Parigi, Berlino, New York. .
Nei molteplici viaggi in Oriente sviluppa un particolare interesse per i prodotti tessili di questi paesi. Si va così formando negli anni una raccolta di tessuti rari, di interesse storico e contemporaneamente da qui parte un percorso di ricerca artistica che prevede l'uso di materiale tessile per realizzare le opere.
Attorno agli anni '90 subentra l'uso della carta come base per una serie di grandi disegni e monotipi in bianco e nero, che danno così vita a questa spettacolare mostra.
Dopo il successo della personale Bende sacre alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma, conclusasi lo scorso 18 maggio 2014, in Interno giorno si espone un corpo di lavori inediti eseguiti dal 2010 ad oggi.
Scrive NoraIosia nel testo che accompagna la mostra:
"Questi vasi, teiere e pochi elementi naturali, nel ritmo dell'esercizio, della ripetizione, assumono un carattere sempre più lontano dal significato delle loro presenze: la volontà iniziale di non sfuggire alla loro essenza formale naufraga suo malgrado in una meditazione che riporta il reale all'essenziale di un unico gesto, quasi un ideogramma del presente. (...) Testimoni silenti del giorno si convertono sulla carta in pura forma, lasciando intravedere il gioco della battaglia verso un significato, apparentemente privo di struttura nell'assenza di prospettiva, di linee dell'orizzonte spaziale, di regole. La struttura è nella dinamica della trasformazione, nel passaggio alla rappresentazione, la struttura è il gioco fine a sé stesso che si rinnova nella scelta delle forme, delle proporzioni e dei colori.
Questi oggetti di Isabella Ducrot non sconfinano completamente dal quotidiano, appartengono ad una scenografia di interni; eletti a protagonisti, trascorrono dal presente ad un rinnovato presente, si compiacciono della loro bellezza, perché sottratti alla memoria, come eterni fanciulli: non c'è struggimento né timore in questa rappresentazione che prende le distanze dall'usura della storia, definitivamente."
Interno Giorno è l’occasione di conoscere un artista che riesce a trasformare oggetti quotidiani, in opere d’arte.
Da segnare in agenda
Interno Giorno
Dal 5 al 19 Luglio
@ MAC Maja Arte Contemporanea
Via di Monserrato 30, 00186 Roma
Durata: 5 giugno - 19 luglio 2014
Opening: giovedì 5 giugno 2014, h. 17,00 - 20,30
Orari mostra: martedì - venerdì h. 15-20 / sabato h. 11-13 e 15-19,30
chiuso lunedì e festivi; altri orari su appuntamento
ingresso libero
NEROSPINTO
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