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Live Report: Stephen Malkmus & The Jicks

Live Report: Stephen Malkmus & The Jicks

Stephen Malkmus & The Jicks

Giovedì 23 Gennaio 2014

Tunnel, Milano

 

Chi è Stephen Malkmus? Nulla di più semplice: è l'ex leader e cantante dei Pavement, uno dei gruppi più importanti della scena indie-rock lo-fi americana targata anni '90. Ora torna tre anni dopo “Mirror Traffic” con il suo nuovo lavoro “Wig Out At Jagbags” pubblicato sempre dalla Domino Records.

 

Un concerto di giovedì sera, perché no? Lasciamo perdere il week end e tuffiamoci nella serata del Tunnel di Milano che ci offre una vera e propria chicca: uno dei due concerti italiani di Stephen Malkmus con i suoi The Jicks. Una volta superata la tenda nera all'ingresso ecco un gran numero di persone che stanno già aspettando l'inizio del live: un pubblico davvero vario, dai giovani ventenni fino ad arrivare allo zoccolo duro dei cinquantenni. I The Megaphonic Thrift sono il gruppo spalla, una manciata di canzoni, giusto per scaldare l'atmosfera con dell'indie-rock senza troppi problemi.

 

Dopo una piccola pausa ecco che Stephen Malkmus entra con la sua band, in jeans e maglietta (aggettivo), per lui il tempo sembra non essere passato, dimostra vent'anni in meno. E' No one is (as i are be) l'opener, pescato dal precedente Mirror Traffic, seguito dal primo pezzo del nuovo disco, ovvero l'allegra Rumble at the Rainbow; Chartjunk è forse il brano eseguito che rende meno, le chitarre con le loro evoluzioni anni '80 non fanno per me, mentre Spazz risveglia la mia attenzione che è notevolmente compiaciuta quando sente Cinnamon & Lesbian (secondo singolo estratto da Wig Out At Jagbags). I ragazzi si divertono sul palco, scherzano tra di loro e parlano (poco) anche con il pubblico che non si muove granché.

 

Le canzoni si succedono senza troppi stacchi, tranne che per i continui cambi di chitarra di Stephen e per qualche problemino tecnico, quindi al suo brano solista The Hook succede una fantastica Asking Price che ci riporta su Mirror Traffic. Non ci si ferma più e il gruppo ci propone Shibboleth, la grandissima Lariat, J Smoove che però non si appiccica addosso a nessuno, la nostalgica Scattegories, la movimentata ed intelligente Houston Hades e la bizzarra Surreal teenager. Nel mezzo spiccano canzoni del passato solista di Malkmus come Phantasies (preso da Stephen Malkmus del 2001) e del precedente album con i Jicks come Senator. La band si ritira salutando tutti.

 

Il pubblico si agita, applaude e chiama a gran voce i suoi beniamini che, chiaramente, tornano sul palco e iniziano a strimpellare Tigers a dovere. Successivamente Malkmus & Company non si contengono, si sono divertiti e tra un sorriso e una scossa di capo suonano un medley di cover tra cui Brass in Pocket dei Pretenders, No surprises dei Radiohead, Proud Mary dei Creedence Clearwater Revival e No Apologise dei Nirvana.

 

Certo, le cover sono state suonate un po' alla buona, però il concerto è durato un'ora e mezza circa proponendo il nuovo disco quasi per intero. Un disco onesto, come questo concerto milanese di Stephen Malkmus & The Jicks.

Andrea Facchinetti

Redazione Nerospinto
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