Boy George, il ragazzo terribile del pop inglese, torna sulle scene con un nuovo disco e una nuova consapevolezza di sè.
Il 52enne del Kent, artista camaleontico e precursore della commistione tra pop e reggae, presenta il suo nuovo album a 20 di distanza dalla sua ultima produzione in studio.
Il nuovo lavoro, "This Is What I Do" (uscito ad ottobre), è stato battezzato dalla stampa britannica come il comeback dell'anno ed è in effetti un compendio di quanto è accaduto negli ultimi anni alla popstar britannica, dall'arresto per aggressione ai lavori socialmente utili, dalla caduta nella spirale dell'alcol e della droga alla rinascita.
Rinascita. Questa è la parola giusta per descrivere il nuovo percorso di vita di George Alan O'Dowd, visibile sin dalle fotografie che circolano sul web e che accompagnano le sue molteplici interviste.
Un nuovo stile di vita, zero alcol e sigarette, yoga e meditazione hanno trasformato un "mostro" di 102 kg, dallo sguardo perso, in un uomo affascinante e dallo sguardo limpido, consapevole dei suoi limiti e delle sue fragilità.
Un percorso di rinascita avvenuto grazie anche all'appoggio di molte stars, come Elton John, e scelte che si sono rivelate oculate, come il rifiuto a partecipare all'edizione locale del Grande Fratello VIP.
Consapevolezza del presente ma anche del passato: icona gay per eccellenza, con il suo look androgino e i suoi testi ha influenzato il panorama sessuale degli ultimi trent'anni ed è stato un punto di riferimento per migliaia di giovani omosessuali.
I Culture Club faranno anche parte del suo (e del nostro) passato (non ci sarà una nuova reunion, giura), ma, nonostante ciò, chi riesce a star fermo quando partono le prime note di Do You Really Want To Hurt Me, Miss Me Blind a Karma Chameleon?
Nessuno.
Welcome Back Mr Boy George!
