Tempi nuovi è il nome della commedia ironica e leggera che Cristina Comencini sta portando in tutta Italia. Una grande riflessione sulla modernità, sulle sue contraddizioni e sui cambiamenti in cui tutti, ma proprio tutti, siamo immersi. Fino al 24 febbraio, lo spettacolo va in scena al Teatro Manzoni di Milano. Protagonisti Iaia Forte e Maurizio Micheli.
Tempi nuovi e tempi vecchi. Passato e presente. Ma anche futuro. Nuove generazioni e vecchie generazioni. In mezzo il confronto, l’incontro e l'inevitabile scontro generazionale e il peso della modernità.
Con Tempi nuovi, la scrittrice, regista e sceneggiatrice romana Cristina Comencini indaga infatti la modernità e, in particolar modo, la famiglia moderna,
e lo fa mettendo sulla scena un nucleo familiare completamente investito dai repentini e sorprendenti cambiamenti della nostra epoca, con cui tutti, vecchie e nuove generazioni, prima o poi dobbiamo fare i conti. Tecnologia, mutamento dei mestieri, dei saperi, e dei meccanismi delle relazioni umane.
Un terremoto che arriva a sconvolgere comicamente – facendoci ridere e sorridere, ma spingendoci anche a una profonda riflessione – la vita dei quattro personaggi protagonisti di questo spettacolo. Che prende spunto dalla realtà, e ad essa pienamente aderisce.
A vivere lo spaesamento dei tempi nuovi è una tipica famiglia borghese contemporanea composta da Sabina (Iaia Forte), giornalista che sente il bisogno di stare al passo coi tempi e che, d’altro canto, sembra essere padrona della realtà 2.0, complice un corso serale che ha dovuto seguire per imparare a dare una notizia in tre righe e non essere sbattuta fuori dal giornale, grazie al quale, come ripete spesso al marito, si sente moderna. E da Giuseppe (interpretato da Maurizio Micheli, che ha sostituito Ennio Fantastichini, venuto a mancare lo scorso dicembre), uno stimato storico che insegna all’università e che vive circondato da migliaia di libri che si susseguono sugli scaffali, l'uno di fianco all’altro, che non può fare a meno delle loro pagine, e che è carico di tutto ciò che ha studiato, letto e scritto.
Al loro fianco ci sono i due figli, Clementina (Sara Lazzaro) e Antonio (Nicola Ravaioli). Antonio è un teenager, non sembra andare molto d’accordo con la storia, e vive leggero nella sua epoca fatta di connessioni rapide e senza alcun legame col passato, tranne quando si trova a dover fare un compito sulla resistenza e ha bisogno di tutto il sapere del padre; Clementina, invece, è la figlia maggiore, vive fuori casa e irrompe sulla scena per dare ai genitori una notizia che metterà in crisi gli equilibri familiari portando a un rovesciamento dei ruoli.
Tutto prende il via da quella stanza colma di libri dove i personaggi si muoveranno per tutto il tempo, quando Giuseppe scopre, andando nel panico, che il file con il testo di una sua importante conferenza è finita nel cestino del computer. E da questo momento, il divario tra antico/tradizionale e moderno/innovativo si insinuerà sempre più nella vita di ogni personaggio.
Tempi nuovi ha il pregio di raffigurare situazioni molto reali, che fanno ridere e contemporaneamente spingono a farsi domande e a fare riflessioni su temi che toccano da vicino l’intera collettività – su cui non intende dare giudizi, ma soltanto lasciare ad ognuno lo spunto di una domanda.
Merito di una prosa scorrevole e coinvolgente, fatta di un linguaggio che riproduce il parlato in maniera leggera ed efficace, e alla vena di umorismo che pervade i dialoghi.
Tempi nuovi
Teatro Manzoni – Milano
Fino al 24 febbraio
Martedì - sabato: ore 20.45
Domenica: ore 15.30
www.teatromanzoni.it
Scritto e diretto da Cristina Comencini
con Iaia Forte, Maurizio Micheli, Sara Lazzaro e Nicola Ravaioli
Scene: Paola Comencini
Costumi: Antonella Berardi
Aiuto alla regia: Paola Rota
Assistente alla regia: Jacopo Angelini
