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Frankenstein torna al Teatro Fontana

Frankenstein torna al Teatro Fontana

di Greta Tieppo

La storia dell’autrice e del suo “mostro”

Il ritorno di un cult

Dal 12 al 16 marzo torna in scena al Teatro Fontana “Frankenstein”, una produzione Elsinor. Una storia conosciuta da tutti, studiata in letteratura e famosa per essere nata quasi per gioco dalle mani della scrittrice Mary Shelley in una notte di tempesta; il racconto si concentra su un giovane scienziato che recupera parti anatomiche di cadaveri e di animali, per poi studiarle e utilizzarle per creare un essere umano. L’esperimento va a buon fine, ma il Dottor Frankenstein ne ha paura e non ne è orgoglioso; è proprio questo il punto centrale dello spettacolo, che sposta l’attenzione sull’autrice del romanzo, Mary Shelley, che allo stesso modo sminuisce i meriti della sua creazione e ne rifiuta la maternità.

 

Un altro punto di vista

In qualche modo la Creatura è il Libro stesso, ed è il mezzo tramite cui nello spettacolo viene analizzata la vita e le condizioni di Mary Shelley in quanto donna e artista vissuta nel diciannovesimo secolo: in un’epoca e società dove le donne dovevano essere spose, madri e addette alla casa, la scrittrice si ritrova tremendamente a disagio per aver dato alla luce quello che poi diventerà uno dei punti cardine della letteratura inglese, tanto che più volte tenterà di ridimensionarne la portata letteraria e genialità. Figlia di due progressisti, la Shelley trasforma in parole l’idea di una Grande Utopia in cui il nuovo e il diverso non fanno paura, ma vengono accettati.

 

Teatro e tecnologia

Questo spettacolo vede la partecipazione di mezzi tecnologici come cuffie wireless, ambientazioni virtuali e audio in binaurale, per rendere il tutto un’esperienza immersiva e onirica nel romanzo stesso e comprendere attraverso esso l’emotività della sua creatrice, che si specchia nel Dottor Frankenstein.
L’incontro tra palcoscenico e tecnologia verrà anche affrontato il 15 marzo alle 21 da Diego Vincenti con l’intervento di alcuni ospiti, tra cui Anna Maria Monteverdi, docente dell’Università degli Studi di Milano, esperta in Digital Performance. Matteo Casari, docente del Dipartimento delle Arti di Bologna, curatore dei progetti Performing Robots e Gradi di Libertà su creatività e robotica ed esperto di Teatri Orientali. Federico Espositi, ricercatore per il Politecnico di Milano in intelligenza artificiale e robotica. Ivonne Capece, regista, video-tecnological artist, direttrice artistica del Teatro Fontana di Milano.

Regia di Ivonne Capece, con Maria Laura Palmeri (in scena), Lara Di Bello e Giuditta Mingucci (in video). Drammaturgia di  Ivonne Capece, assistente alla regia Micol Vighi.

 

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