Il teatro Elfo Puccini dal 23 Ottobre al 25 Novembre mette in scena Afghanistan, dieci storie suddivise in due spettacoli per raccontare i rapporti tra l'Occidente e l'Oriente: Il grande gioco ed Enduring freedom, per la regia di Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani.
La prima parte Il grande gioco rappresenta i testi di cinque drammaturghi, tre inglesi e due americani, Lee Blessing, David Greig, Ron Hutchinson, Stephen Jeffreys, Joy Wilkinson che ripercorrono il periodo storico 1842-1996. Dai primi espolatori affascinati dall'Oriente con Trombe alle porte di Jalalabad e La linea di Durand, per poi immergerci nella fuga dal re Amannullah e della regina Soraya in Questo è il momento.
Legna per il fuoco invece parla di guerra. Seguendo l'ordine cronologico dei testi, questa prima parte si conclude con Minigonne a Kabul protagonista è il presidente Najibullah che poco prima di venir catturato dai Talebani nel 1996 sogna un Afghanistan moderno.
La seconda parte intitolata Enduring freedom ripercorre il periodo storico 1996-2010 attraverso le storie di Richard Bean, Ben Ockrent, Simon Stephens, Colin Teevan, Naomi Wallace.
Il testo in apertura è il Leone di Kabul che vede protagonista la direttrice operativa di un'agenzia ONU alla ricerca dei suoi collaboratori scomparsi: è l'ascesa dei Talebani. A seguire Miele, che sempre ad opera dei Talebani, ripercorre la tragica morte del comandante Massud.
Ambientato tra l'Inghilterra e l'Afghanistan, Dalla parte degli angeli, ritrae la vicenda di un'associazione non governativa che fornisce supporti umanitari, mentre in Volta stellata il sergente Jay Watkins è nascosto insieme al soldato Kendall in attesa di uscire in missione.
Come se quel freddo vede protagoniste due sorelle afghane di 13 e 15 anni che si incontrano in una scena semi-vuota tra sogno e morte, illusione e angoscia.
Uno spettacolo di drammaturgia collettiva per dare voce e senso alle vicende drammatiche che hanno segnato profondamente i rapporti tra l'asia centrale e il mondo occidentale.
Paola Moreni
