https://www.demotest.eu/nerospinto/payoff.png

Alla scoperta delle Geografie del Futuro con il Mudec

Alla scoperta delle Geografie del Futuro con il Mudec

Tre racconti ed un unico obiettivo, quello di esplorare una nuova idea di geografia, in un mondo moderno che grazie alle tecnologie riduce sempre di più gli spazi: questo è Geografie del Futuro.

Geografie del Futuro è il progetto presentato dal Mudec di Milano per l’autunno 2018, un viaggio composto da tre mostre per scoprire la geografia attraverso diverse discipline di studio.

CAPITANI CORAGGIOSI. L’avventura umana della scoperta
È la prima mostra di questo percorso, curata direttamente dal museo in collaborazione con il geografo Franco Farinelli. Un viaggio alla ricerca di chi sono gli esploratori e geografi contemporanei in un mondo in cui tutto sembra già scoperto.
Nel 900 cambia l’oggetto delle esplorazioni rispetto a ciò che era stato nei secoli precedenti, la nuova frontiere è giocata sulla verticalità, vengono consumati quasi tutti i limiti spaziali conosciuti: vette – spazio – abisso –  sottosuolo.

SE A PARLARE NON RESTA CHE IL FIUME
È l’installazione artistica che racconta la storia del fiume Omo in Etiopia e dei popoli che ne traggono sostentamento attraverso le voci delle donne abitanti nel villaggio. Loro, le depositarie delle tradizioni orali grazie a racconti, miti e canti tramandati, rivelano il legame profondo che esiste tra l’uomo e l’ambiente.


“Se a parlare non resta che il fiume”
, perché è proprio così che il pubblico fa esperienza di questa mostra: si ritrova in uno spazio senza colore avvolto nella penombra, al cui centro è presente una scultura di creta rossa, simbolo del corso sinuoso del fiume. Il visitatore è parte attiva, infatti grazie al suo tocco di uno dei frammenti di questa scultura, iniziano ad apparire i volti di queste donne, e le loro testimonianze si intrecciano con il gorgoglio dell’acqua.


Jane Baldwin, la fotografa autrice di questo progetto, ha impiegato dieci anni per completare la raccolta di queste storie, con la speranza che riesca ad accrescere la consapevolezza e l’umanità di chi non ha mai visto quei luoghi.  

THE ART OF BANKSY. A visual protest
Anche gli artisti sono degli esploratori sotto certi punti di vista: esploratori della vita e del mondo.

Banksy è un esploratore che potremmo chiamare geopolitico con tratti sociali. Il suo luogo privilegiato dove esprimere la sua protesta visiva sono le strade e i muri presenti in esse; sono così fondamentali da diventare parte stessa dell’opera d’arte. Banksy è un artista fantasma di cui non si conosce l’identità, un aspetto che ha contribuito ad accrescere l’alone di mistero che lo avvolge e la fortuna che ha incontrato. Lo troviamo in molte città, a Londra, a Parigi, a New York, a Los Angeles, e a novembre lo troveremo anche al Mudec, con una raccolta di oltre 70 opere tra dipinti, sculture, fotografie e prints.

CAPITANI CORAGGIOSI. L’avventura umana della scoperta (1906-1990)
28 settembre – 14 aprile 2019

SE A PARLARE NON RESTA CHE IL FIUME. Ambiente sensibile per le tribù della Valle dell’Omo
1°ottobre 2018 – 31 dicembre 2018

THE ART OF BANKSY. A visual protest
21 novembre 2018 – 14 aprile 2019

MUDEC Museo delle Culture di Milano
Via Tortona, 56
www.mudec.it

Alessandra Gandolfi

NEROSPINTO
Testata giornalistica online. Reg. Tribunale di Milano n° 276-9/92013

 

Nerospinto è un progetto dell'Associazione Rosaspinto
Via Schiaffino, 25 20158 Milano (Citofono 1002)
P.IVA 0755308096

 

CONTATTI
info@nerospinto.it

direttore@nerospinto.it
vicedirettore@nerospinto.it
redazione@nerospinto.it

>> LINK REDAZIONE