Aldo Dalla Vecchia, con il suo stile garbato, racconta nel suo libro “Piccola mappa della nostalgia” un’epoca ormai rintracciabile solo nella memoria.
L’ambientazione di "Piccola mappa della nostalgia" è la provincia veneta degli anni settanta, e il protagonista è un bambino di nome Aldo, proprio come l'autore.
Il libro è articolato in una serie di piccoli bozzetti, di flash minimal, nei quali si rievoca di volta in volta un ricordo, un’immagine personale ma allo stesso tempo condivisibile da tutti i lettori: dal bagnoschiuma Vidal al formaggino Mio, dalle rosse Rossana all’ovetto Kinder, dal quiz di Mike Buongiorno a Sandokan.
Aldo Dalla Vecchia traccia una mappa da seguire, un mosaico ma che ciascun lettore può integrare personalmente di volta in volta con i suoi personali ricordi di nostalgia.
Di primo acchito "Piccola mappa della nostalgia" sembra uno zibaldone, un ammasso di appunti e pensieri personali, ma non è così: Aldo Dalla Vecchia è un autore capace di colpire con argomenti di estrema sensibilità.
Sono 68 i brevi, anzi, brevissimi racconti che compongono questo romanzo. Rievocano un passato, quello degli anni 70, che sembra ancora così vicino ed invece è passato quasi già mezzo secolo.
“La piccola mappa della nostalgia” è una vera e propria mappa divisa in fogli: nel “Foglio uno” l'autore inserisce, in ordine alfabetico, l’arrivo delle rondini del bagnoschiuma Vidal, il formaggino Mio, il colonnello Bernacca.
Il “Foglio due” è dedicato perlopiù a simboli indimenticabili della tradizione italian, come i quiz di Mike Buongiorno, Sandokan e il Corrierino dei Piccoli. Il “ Foglio tre”, invece, narra la fine di un’era e dell’infanzia.
Il testo si articola attraverso l'uso della seconda persona, Aldo parla a se stesso e a tutti i lettori, in un piccolo libro ricco di avvenimenti alcuni piccoli altri giganteschi, che si legge tutto d'un fiato.
E' un libro che riesce a dialogare con i lettori, lasciando loro il gusto dolce-amaro del ricordo e il soffio tiepido della poesia.
Alessia Guccione
