Sedie recuperate nelle case private, sistemate sui ballatoi e nei cortili dei caseggiati popolari. Un grande schermo a noleggio. Le bibite, le angurie e i pop-corn. Stiamo parlando dell’iniziativa “SCENDI C’È IL CINEMA!”
La tradizionale rassegna estiva strutturata, una a Dergano e l’altra al Giambellino, ogni anno attira centinaia di persone e quest’anno ha rischiato di non andare in porto.
Per fortuna la decisione dell’Anica (l’associazione dei distributori) di inibire la proiezione gratuita en plein air dei film usciti meno di due anni fa in questo caso è dovuta sottostare al valore culturale e all’importanza sociale che ormai caratterizza questa iniziativa.
Infatti nell’iniziativa il discorso sociale allora va al di là dell’aspetto ludico. L’iniziativa si propone attiva sul territorio sopperendo alla mancanza di cinema nel quartiere, donandogli una visibilità positiva, e agendo attivamente sulle condizioni del quartiere. Esemplare i premi arrivati dal ministro dei Beni Culturali passato (Dario Franceschini) e la vincita di bandi – come quello della Fondazione Cariplo – in un settore così competitivo.

Ultimo, ma non meno importante, è un palinsesto corto – non più di dieci serate – con per lo più proiezioni internazionali che hanno trovato più facilmente l’approvazione della critica che il successo del pubblico. A dimostrazione i film scelti per questo week-end. “Le conseguenze dell’amore” (sabato 06) e “La mia vita da zucchina” (domenica 07).
Il primo è il film che nel 2004 lanciò definitivamente Paolo Sorrentino. Un thriller-noir con un settaggio narrativo tanto semplice quanto complicato tenuto in equilibro da una regia movimentata in grado di dialogare perfettamente con la sceneggiatura.
Titta Di Girolamo è un uomo di mezza età caratterizzato dal mistero: da otto anni vive in un albergo di Lugano, soffre di insonnia, è separato, gli unici rarefatti contatti umani che ha sono quelli con il direttore dell'albergo, e con una coppia di anziani coniugi un tempo benestanti, e ogni mercoledì mattina alle dieci in punto, si inietta una dose di eroina, mentre una volta all'anno si sottopone ad una costosa procedura di lavaggio totale del sangue.
Anche il personaggio fatto di opposti e che, interpretato da uno straordinario Toni Servillo, suona all’unisono con la regia di Sorrentino e le musiche di Pasquale Catalano. Un film che non poteva non essere premiato con un David di Donatello.

Il secondo, sicuramente meno conosciuto, è un cartone animato realizzato in stop motion tratto da un libro del francese Gilles Paris e girato dallo svizzero Claude Barras. Oltre ad essere stato candidato agli Oscar il film dimostra la capacità di infrangere una serie di tabù (anche della categoria del politically correct) consapevoli donando uno sguardo carico di quell'umanità profonda che rivela un'altrettanto profonda e partecipe conoscenza dei soggetti portati sullo schermo.
Zucchina non è un ortaggio ma un bambino (il cui vero nome era Icaro) che pensa di essersi ritrovato solo al mondo quando muore sua madre ed è costretto ad affrontare l’integrazione nell'istituto per bambini abbandonati in cui viene accolto.
Il film con un’animazione fluida e perfetta il film ci porta in un mondo infantile anomalo che nonostante le problematiche e le diversità importanti riesce a tenere la sua gioia e le ilarità. Un film dark e profondamente libero che parla ai grandi dei bambini adatto a tutti e che tutti dovrebbero vedere.

In questo week-end e per tutto Luglio, Giambellino ci offre un’alternativa divertente piacevole e culturale. Assolutamente da frequentare.
Luca Ceresoli
LABORATORIO DI QUARTIERE GIAMBELLINO LORENTEGGIO
Via Odazio, 6, Milano
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Programmazione sul sito: www.laboratoriodiquartieregiambellinolorenteggio.org
FB: facebook.com/scendiceilcinema/
