Il 13 giugno presso l’acquario civico di Milano, Friend of the sea ha presentato Il ritorno del re storione, un progetto per il ripopolamento dello storione nei fiumi d’Italia.
Il programma è iniziato grazie alle collaborazioni di Friend of the sea, Storione Ticino, FIPSAS, Regione Veneto, Regione Lombardia e l’Unione Europea.
Lo storione è un pesce esistente da oltre 200 milioni di anni ed è impiegato per la produzione di caviale, di cui l’Italia è il terzo esportatore al mondo. Delle tre specie che hanno popolato le acque italiane resta solamente lo storione cobice (o dell’Adriatico). Negli ultimi decenni, lo storione è quindi diventata una specie a rischio estinzione, da circa venti anni associazioni autorizzate e certificate si preoccupano di studiare e applicare metodi che permettano la tutela e il ripopolamento della specie.
Tre le principali cause che hanno messo in pericolo la specie: la pesca eccessiva e illegale data dal prestigio dello storione, l’inquinamento industriale e infine la costruzione di dighe che impediscono ai pesci di risalire nel fiume.
A tenere l’incontro sono stati Sergio Giovannini, amministratore delegato di Storione Ticino, società agricola che si occupa di allevamento di storioni e unico fornitore di Italian caviar s.r.l. per il brand Ars Italica Caviar. Negli anni Settanta, l’associazione Storione Ticino ha avviato la prima riproduzione artificiale di storione. Fondamentale la presenza e la testimonianza di Paolo Bray, fondatore e direttore di Friend of the Sea, organizzazione non governativa per la tutela degli oceani e delle specie acquatiche, è anche la principale certificazione di prodotti da pesca e acquacoltura sostenibile.
Leonardo Congiu, professore associato dell’università di Padova e membro del World sturgeon conservation society, ha ricordato l’importanza della conservazione della specie e della sua diversità genetica.
Bruno Dotto ha rappresentato la federazione italiana pesca sportiva e attività subacquee FIPSAS. FIPSAS ha rilasciato 15000 esemplari di storione dotati di microchip, potenziali riproduttori ottenuti con tecniche di riproduzione studiate e controllate dall’azienda Storione Ticino.
L’obiettivo è quello di sensibilizzare operatori e cittadini verso un utilizzo responsabile delle risorse. Il progetto di ripopolamento dello storione ha ottenuto negli anni buoni risultati: le segnalazioni da parte dei pescatori di individui non microchippati, e quindi riprodotti naturalmente, ne sono la prova.