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Ritorna sulla scena musicale Silvia Olari che firma il disco There is something about you, un progetto internazionale.

Per chi è rimasto a Milano e per chi, invece, sta per arrivare in città suggeriamo questa mostra suggestiva.

La Grande Madre è la mostra ideata e prodotta dalla Fondazione Nicola Trussardi, impegnata da ormai più di dieci anni nella produzione e promozione dell’arte contemporanea, e Palazzo Reale per Expo in città 2015. Sarà inaugurata il 25 agosto nella metropoli meneghina con la promozione del Comune di Milano.

Attraverso le opere di 127 artisti di fama internazionale, La Grande Madre è una mostra che analizza l'iconografia e la rappresentazione della condizione femminile e della maternità nell'arte, dalle avanguardie futuriste, dadaiste e surrealiste alle artiste femministe degli anni Settanta del Novecento, fino ai nostri giorni.

Il percorso, curato da Massimiliano Gioni, sarà l’occasione per approfondire il tema della donna come incarnazione dell’idea di nutrizione (tema centrale di Expo Milano 2015) e della figura femminile nella società grazie a un allestimento che coprirà circa 2000 metri quadrati all’interno di Palazzo Reale. La mostra sarà arricchita da installazioni, video e cicli fotografici di pregio.

Dalle veneri paleolitiche alle ‘cattive ragazze’ del post-femminismo, passando per la tradizione millenaria della pittura religiosa con le sue innumerevoli scene di maternità, la storia dell’arte e della cultura hanno spesso posto al proprio centro la figura della madre, simbolo della creatività e metafora della definizione stessa di arte. Archetipo e immagine primordiale, la madre e la sua versione più familiare di “mamma” sono anche stereotipi intimamente legati all’immagine dell’Italia.

“Forse il cliché più diffuso e pericoloso legato alla donna nella storia dell’arte è la sua rappresentazione passiva. Nel corso del Novecento si inseguono tanti stereotipi e miti: quelli della femme fatale o quelli della musa” racconta Gioni. “Gran parte della mostra, soprattutto nelle parti concentrate sull'inizio Novecento, raccontano di donne che cercano di sfuggire alle aspettative opprimenti proiettate su di loro dalla famiglia, dalla tradizione, dallo Stato”.

In vari momenti storici l'immagine de La Grande Madre è stata utilizzata da molte artiste per impossessarsi di un nuovo senso di potere e forza, una forza femminile in cui il potere è esercitato non semplicemente come violenza, ma soprattutto come capacità di dare e trasformare la vita.

Un'occasione unica per vedere dal vivo le opere di artisti del calibro di: Frida Kahlo, Dora Maar, Marisa Merz, Eva Hesse e molti altri ancora.

 

LA GRANDE MADRE Palazzo Reale in Piazza Duomo 12

Inaugurazione 25 agosto 26 agosto – 15 novembre 2015

Per maggiori info: Sito Expo Sito Fondazione Trussardi

 

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Giovedì 30 aprile inaugura CLASSICO RESTAURANT&BAR: una nuova sfida food dai mille volti, dal breakfast al dinner, dall’estate all’inverno.

All’ombra dei grattacieli di Porta Nuova, nuovo volto della Milano proiettata verso il futuro, prende vita il Classico Restaurant&Bar. Nato dall’esperienza del Virgin Active Café, il locale è la naturale evoluzione di un’innovativa idea d’intrattenimento che fonde un collaudato mix di seducenti sapori e un raffinato comfort. Uno spazio elegante, accogliente e dinamico adatto a qualunque momento della giornata, perfetto per rigeneranti pause pranzo, rilassanti brunch, vivaci aperitivi e preziose cene, ma soprattutto una nuova oasi della cultura food. La nuova sfida del Classico Restaurant&Bar, nasce grazie alla scommessa di Lorenzo Murray e suo fratello Orlando titolari di LMdM – azienda legata alla gestione di alcuni dei locali simbolo della scena milanese degli ultimi anni – che negli ultimi 12 mesi hanno lavorato per trasformare quello che era il Virgin Active Cafè in un nuovo locale, con un nuovo nome - Classico Restaurant&Bar - e un’innovativa filosofia, slegato dalla nightlife e più attento a coniugare il meglio della tradizione mediterranea con le nuove eccellenze del mondo della ristorazione.

 

Una nuova cucina “trasparente”, arredi di design dall’accogliente modernità e piatti ispirati dall’incontro tra cucina naturale, tradizione mediterranea e lampi di modernità: il nuovo Classico Restaurant&Bar è una raffinata oasi del gusto che guarda al futuro della cultura food, esplorarando sapori ricercati e sfumature green.

 

Un’idea di ristorazione che affonda le proprie radici in una filosofia rigorosa basata su quelle caratteristiche che hanno trasformato la dieta mediterranea in un patrimonio dell’umanità UNESCO, grazie a gustose ricette ricche di sapore, antiossidanti naturali e infinite proprietà benefiche. Su questi pilastri il Classico Restaurant&Bar ha elaborato le proprie proposte culinarie, tante invitanti creazioni che vengono strutturate in menù stagionali, che cambiano ogni 4 mesi, legati ad alimenti freschi e alle atmosfere della stagione in corso. Tante diverse tentazioni, tutte presentate senza troppe sofisticazioni per esaltare il gusto e la genuinità dei prodotti. All’interno dei menù, un ruolo importante è riservato a frutta e verdura, trasformate in protagoniste assolute dei piatti, alle mille virtù del pesce fresco e ad alimenti futuribili come il seitan, composto in golose creazioni fatte in casa. Tra le pagine dei menù anche ricette contrassegnate dai simboli benessere, homemade e premium ideali per i palati più esigenti. Il tutto abbinato a un’eccellente lista di vini, con una decina di etichette biologiche, biodinamiche e kosher.

 

Dalla colazione all’aperitivo, fino alla cena, la dimensione Bar è l’immancabile coprotagonista dell’esperienza offerta da Classico, accompagnando ogni momento della proposta gastronomica con una ricercata offerta, perfetta per tutti i palati e tutte le ore. Per la colazione, ma anche per il pranzo o il brunch del fine settimana, è possibile gustare ottime centrifughe di frutta e verdura, fresche spremute, o i classici tè, caffé e cappuccini preparati con italianissima maestria. Dal momento dell’aperitivo, il locale cambia aspetto: luci più soffuse, atmosfere più intime accompagnano gli ospiti. Per staccare la spina dalla giornata appena trascorsa, una preziosa selezione di vini Made in Italy raccolta in una winelist ricca di bottiglie esclusive con una decina di etichette bio e kosher. Per i più cosmopoliti il locale propone anche un vasto numero di cocktail internazionali realizzati da barman esperti con liquori di qualità superiore. Piccoli ricercati assaggi e un saporito giro pasta con ricette d’eccellenza attendono gli ospiti che si concedono un aperitivo nel cuore della nuova Milano. Per i più esigenti, tutto lo charme delle bollicine, da quello tricolore del Franciacorta DOCG a quello salutare dei prosecchi biologici, fino a quello più sofisticato dei migliori e più blasonati champagne.

 

Classico Restaurant&Bar

Via Tocqueville, 9 Milano tel. 02 8492 7861 Cucina aperta fino alle ore 24

 

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Dopo anni di attesa, venerdì 27 marzo 2015 inaugura MUDEC, il Museo delle Culture di Milano.

 

Progettato da David Chipperfield, incaricato del progetto in seguito al  concorso di progettazione bandito nel lontano 2000, il museo è stato ricavato negli spazi della ex area industriale dell’ Ansaldo in zona Tortona e reinterpreta gli spazi in cui si inserisce con corpi dalle forme squadrate, rivestite in zinco e con una struttura in cristallo illuminata 24 ore su 24. Il nuovo museo sarà un luogo dedicato all’interculturalità, dove si confronteranno le culture planetarie e locali. All’interno dell’edificio si sviluppano diversi spazi che offrono al visitatore e alla città una molteplicità di proposte culturali e di servizi, distribuiti su 17mila metri quadri: sale della collezione museale e delle esposizioni temporanee, auditorium; Mudec Bistrot, Mudec Design Store, ristorante Mudec Club; aule didattiche, Mudec  Junior.

 

MUDEC inoltre è innovativo anche per la formula gestionale; è, infatti, il primo museo italiano con una governance in partnership tra pubblico e privato: Comune di Milano e 24 ORE Cultura – Gruppo 24 Ore. Da marzo la collezione permanente sarà in larga parte accessibile nei depositi con visite guidate mentre al termine di Expo Milano 2015 inaugurerà il percorso museale allestito nella sale espositive con le collezioni etnografiche del Comune di Milano. Il programma espositivo sarà arricchito da una programmazione di eventi collaterali che completerà la proposta culturale. Negli spazi adiacenti al MUDEC avrà infine sede la Mudec Academy che offrirà Master Full Time e Part Time a moduli, laboratori interattivi, corsi serali ed Eventi, con particolare riferimento ai settori delle eccellenza del Made in Italy quali Arte & Turismo, Design, Digital, Food & Wine e Fashion.

 

La vocazione interculturale che lo ha ispirato trova oggi la sua espressione in un progetto capace di rispondere alla chiamata, negli anni sempre più partecipata, del pubblico culturale in un panorama in continua trasformazione per le istituzioni museali, la loro sostenibilità e la loro identità tra ricerca scientifica, testimonianza storica, interpretazione della contemporaneità e visione sul futuro. Il visitatore del Museo delle Culture potrà visitare grandi mostre internazionali declinate attraverso i diversi linguaggi artistici, conoscere il patrimonio etno-antropologico delle collezioni del Comune di Milano composte da oltre 7000 opere d’arte, oggetti d'uso, tessuti e strumenti musicali provenienti da tutti i continenti, partecipare a una programmazione di eventi e iniziative a cura delle comunità internazionali presenti sul territorio.

 

Le prime due mostre, che occupano tutti gli spazi espositivi del Museo, sono state ideate in relazione all’eccezionale occasione di Expo Milano 2015.

AFRICA - La terra degli spiriti 27 marzo / 30 agosto 2015

Le 270 opere che compongono questa grande e raffinata mostra, curata da Claudia Zevi, intendono dare conto dei diversi sguardi con i quali la cultura occidentale si è posta dinnanzi alle espressioni plastiche dell’Africa

 

MONDI A MILANO. Culture ed esposizioni, 1874 - 1940 27 marzo / 19 luglio 2015

L’esposizione illustrerà come la città di Milano abbia accolto e divulgato al grande pubblico le diverse culture non europee nel corso dei suoi più rilevanti eventi espositivi.

 

MUDEC Museo delle Culture via Tortona 56 - Milano 02 54917 www.mudec.it Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

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Dal 5 marzo al 10 maggio Bologna ospita la prima mostra fotografica dedicata al maestro Masayoshi Sukita, che per oltre quarant'anni ha immortalato e ispirato David Bowie.

La galleria ONO arte contemporanea di Bologna avrà l'onore di ospitare le più suggestive fotografie del "Duca bianco", scattate dalla mano sapiente di Masayoshi Sukita.

Autore della copertina del disco "Heroes" del 1977, Sukita e Bowie si sono conosciuti a Londra nel 1972. Dall'incontro, è nata una solida amicizia che nel tempo si è trasformata in un vero e proprio sodalizio fra gli artisti, che ha dato vita a scatti intimi e di disarmante bellezza.

La mostra ripercorre diverse tappe della carriera del cantante e il suo evolversi. Dal Bowie glam degli anni '70, a quello in visita in Giappone, la cui cultura lo ha profondamente ispirato nella sua estetica, fino a quello di fine anni '90 inizio 2000, sempre più sfuggente e nascosto al pubblico.

L'inaugurazione è prevista per giovedì 5 marzo alle 18,30, mentre il vernissage ufficiale con la presenza dell'artista Sukita sarà sabato 7 marzo alle 19.00

Orari

martedì e mercoledì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19.30 giovedì e venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 21.30 sabato ORARIO CONTINUATO dalle 10 alle 21.30 domenica dalle 16 alle 21 lunedì CHIUSO

Galleria ONO arte contemporanea via Santa Margherita 10, Bologna 051/262465 www.onoarte.com

 

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Per rimanere in tema San Valentino, domenica 8 febbraio allo Spazio Papel di Milano verrà inaugurata Immagini d'Amore, una bella mostra dedicata all'Amore, quello vero, che può nascere tra due esseri umani, oppure quello indirizzato ad animali, ad oggetti, a hobby, a opere d'arte, alle proprie passioni. L'esposizione si apre con una tavola a fumetti di Sergio Toppi tratta da una singolare e intensa storia ambientata in una fabbrica, dove anche tra i macchinari riescono a svilupparsi sentimenti sinceri.

Immagini d'Amore racconta l'affetto più profondo attraverso le opere di artisti vari, provenienti dal mondo dell'Illustrazione, del Fumetto e della Pittura.

L'inaugurazione si svolgerò domenica 8 febbraio dalle 17 alle 19, ma sarà possibile visitare l'esposizione fino al 21 febbraio.

Ecco l'elenco degli artisti che parteciperanno alla mostra:

Sergio Cavallerin, Mara Chemini, Jonathan Colombo, Carlotta Di Stefano, Christian Flores, Maddalena Gerli, Roberta Maddalena Bireau, Antonella Natalis, Roberta Paggini, Giovanni Robustelli, Federica Ubaldo, Marcia Zegarra Urquizo, Willow, Enzo Facciolo, Lorenzo Mattotti, José Muñoz, Sergio Toppi, della collezione Crapapelada.

Spazio Papel

via Savona 12 – Milano

Orari:

martedì-venerdì 14-19, sabato 11-13 e 15-19

Ingresso libero

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Sabato 31 gennaio al 75Beat verrà inaugurata la terza stagione Circular, un'associazione attiva dal 2012 che è animata dall'iniziativa e dalla creatività di dj, producer e vj. L'obiettivo di Circular è quello di creare nuove dinamiche espressive, prive di schemi e regole imposti. Innovazione, interazione, libertà qualità e contaminazione: queste sono le parole chiave che da dall'ultimo sabato di gennaio accompagneranno ogni serata Beyond Matter, ovvero la terza rassegna di eventi targati Circular. Un nuovo contesto, con la stessa cura maniacale dei dettagli e con la solita attitudine innovatrice e ribelle, che fa di Circular una delle realtà più attive nella scena underground.

Ad inaugurare la serata il 31 gennaio sul Main Stage - Sala Silver saranno l'elettronica e la techno di Grayhuman, di Trouble e di Diving in OSC. La Chillout Area della Sala Flower sarà, invece, animata da musica ambient e fluid dub assieme a Furion.

Un sabato sera imperdibile, per ballare, sudare ed essere trasportati in un mondo creato ad hoc per potersi divertire.

Info:

www.circularlab.it

www.75beat.com

75Beat

via privata Tirso 3, Milano

Free entry

Ingresso con tessera Arci 2015

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Tra poche settimane inizierà il periodo più energico, vitale e innovativo di Milano. La città si riempirà di designer, artisti e artigiani per il Salone del Mobile.

 

Via Savona, il quartiere di Lambrate, il quartiere di Porta Romana, la statale di Milano sono solo alcuni dei luoghi che ospiteranno gli eventi collaterali del Salone del Mobile. Il Fuori Salone inizierà il 7 Aprile e per una settimana la città si riempirà di vita.

Martedì 8 Aprile si terrà l’inaugurazione di una nuova ala del Plastic che sarà dedicata all’arte, presentazione ed eventi: PLASMA / Plastic Modern Art.

L’apertura sarà in collaborazione con Elita, associazione culturale nata a Milano nel 2005 con lo scopo di promuovere il networking in ambito culturale, in particolar modo nel mondo della musica e dei nuovi media.

Per l’inaugurazione Elita organizzerà un evento speciale con Djs PeakNick & Nicola Guiducci più incredibili guests. Lo spazio PLASMA aprirà con un’installazione fotografica di Nicola Guiducci dal titolo DIVERS.

Il fotografo è uno dei pilastri della movida notturna milanese, è professionista multitask. Nicola Guiducci ha due passioni: musica e fotografia. Conosciuto come il padre fondatore del Plastic: il club più eccentrico ed internazionale di Milano, nonchè l’unico che da tre decenni non insegue le mode, pur essendo di moda.

 

La mostra rimarrà aperta l’11, 12 e 13 Marzo dalle 23 alle 1. Su appuntamento sino al 18 Maggio.

 

Un’inaugurazione di un’ala del famoso locale milanese, una mostra fotografica, una serata di musica sono gli ingredienti di una nottata insolita da non perdere!

 

 

MARTEDI' 8 APRILE / dalle 23 alle 4 / Free Entry Elita special event with Djs PeakNick & Nicola Guiducci + guests Plastic.PLASMA / Via Gargano 15 / Milano Per informazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Carnevale è alle porte e state cercando il modo migliore per festeggiarlo? Ecco a voi il party più esclusivo di Milano, pronto a intrattenervi nella notte più mascherata dell’anno!

Per l’occasione apre i battenti The Room, il nuovo ed esclusivo club di Milano situato nel cuore di Porta Romana, con un party inusuale in collaborazione con il collettivo Modalità Demodè. Non un ennesimo locale, ma una nuova concezione di spazio creativo, sapientemente curato dall’architetto, scenografo e designer Maurizio Lai. Immerso in atmosfere newyorkesi, con una superficie di 350 mq e caratterizzato da uno stile post industriale, The Room propone una serata d’esordio davvero speciale, il Carnival party con un dress code inedito: WearArt. Sarà necessario, quindi, diventare un artista o meglio ancora un'opera d'arte per essere ammessi all'inaugurazione. Dalle ore 20, solo su prenotazione, sarà possibile gustare la cena in pieno stile StreetFood, reinterpretato in chiave elegante e raffinata. Ristorante, Lounge Bar e Club: la triplice anima di The Room, che si presenta come  hub di giovani talenti del fashion, del design e della musica, grazie ad un’attenta selezione di eventi culturali e artistici, nonché di Dj di fama internazionale. Durante la notte in consolle si alterneranno: -Famous in Front Stanislav e Michaela sono i due volti del progetto F.I.F, in arrivo direttamente dalla Bulgaria con il loro sound House e Deep. La loro musica è un viaggio emozionale con armonie suggestive . L'underground Bulgaro arriva a Milano. -Luca Zato Una lunga storia di passione per la musica caratterizza la personalità eclettica di Luca Zato. Attento alle contaminazioni, ordinato ricercatore, Luca predilige suoni sintetici, nu disco, techno, deep house ricalcando la tendenza dei nuovi movimenti europei. -Lost and Found Asso Spades e Phunktek System sono le due facce della medaglia del progetto Deep House Lost and Found. Da un lato Asso, dj che ha domato i palchi di mezza Europa prima di catapultarsi a New York a dare un morso alla grande mela, col suo sound "Deep Groove"; dall'altra Phunktek, anche lui un giramondo, tra Londra, Miami, New York e Ibiza, ha sposato la causa di Lost and Found e ne accresce l'importanza con le sue produzioni Deep House, Deep Techno e Nu Disco.

L'esperienza di questo carnevale sarà ancora di più emozionante e sorprendente con il progetto LiberiDi e la loro speciale performance live di Physical Theatre. Il soffitto di The Room diventerà un cielo in cui gli artisti si libreranno in volo come rondini, tra acrobazie e danza sospesa. The Room propone un vero e proprio percorso sensoriale dal Brunch Domenicale, in collaborazione con Milano Music Consulting che presenterà ogni settimana un artista della propria “scuderia”, fino al Lounge Bar, regno del dopocena con la proposta di cocktails internazionali, passando per il Club, irriverente e provocatorio come lo Studio 54 della New York  che fu.

La nuova meta della notte meneghina si chiama The Room: finalmente, uno spazio creativo dove gusto, arte e talento si incontrano per dare vita ad un nuovo modo di vivere la città

Info e Prenotazioni: 3343951406 / 0258319839

Sabato 8 Marzo Inaugurazione The Room + Carnival Party StreetFood, Gallery, Club

Via Giulio Romano, 8 - Milano Ore 20 - Cena streetfood solo su prenotazione Ore 22 - Royale Ouverture In collaborazione con Modalità Demodè Prima consumazione obbligatoria: 15€

Nerospinto ha il piacere di annunciare sweet Sub-NOTHING-Spores, nuova mostra dell’artista tedesco John Bock presso la Galleria Giò Marconi. Per la sua terza personale l’artista trasformerà la Galleria nel suo mondo eccentrico e surreale, un teatro dell’assurdo dove nessuna regola o logica sembra potersi applicare.

Nato nel 1965 a Gribbohm in Germania, John Bock diventa famoso a metà degli anni ’90 per le sue performance, le cosiddette “Lectures” e per le sue installazioni, stravaganti assemblaggi di oggetti quotidiani. Le sue prime “Lectures”, una via di mezzo tra una performance e una lezione accademica, vertevano su temi economici uniti successivamente ad argomenti più vicini al mondo dell’arte. Una sorta di parodia del mondo intellettuale che culminava in assurdi dialoghi con il pubblico, protagonista attivo in tutti i suoi lavori. I titoli stessi delle sue opere derivano spesso dalla giustapposizione o dalla ripetizione di parole reali, riflettendo così la natura ibrida e multiforme del suo lavoro. Nelle sue performance l’artista riprende elementi del cabaret, del vaudeville, delle commedie slapstick e del teatro. Assume pose grottesche, compie movimenti esagerati, indossa costumi colorati e protesi bizzarre e combina gli oggetti più disparati con ogni tipo di liquido in modo fantasioso e irriverente. Questi assurdi assemblaggi diventano poi parte della mostra, trasformando lo spazio espositivo in un caleidoscopio di colori, suoni ed immagini.

La sua opera sfugge ad ogni possibile classificazione, qualsiasi categoria per descriverla diventa riduttiva: performance, teatro, video, installazione, scultura si mescolano a discipline e linguaggi diversi come la filosofia, l’economia, la musica, la moda e a frammenti di vita quotidiana in una fusione originale che non sembra mai essere completa. L’artista sembra superare e oltrepassare quelli che sono considerati universalmente i canoni della storia dell’arte ed i suoi limiti.

Per la sua personale da Giò Marconi Bock presenta un film, diverse installazioni e una scultura. Nel film in mostra “Above the point of the glowing silence”, presentato per la prima volta alla Biennale di Venezia del 2013, una Musa danzante racconta a un baco brevi storie sull’amore, sulla morte, sulla follia e su mondi paralleli in una “Casa-Segmento”. La Musa poi si perde nel labirinto di Venezia e inizia a modellare materiali morbidi sui muri delle case.

Negli ultimi dieci anni Bock si è sempre più dedicato al video, il cui linguaggio visivo è molto vicino a quello delle sue performance. I suoi film sono una sorta di lente di ingrandimento sulla realtà, di cui esplora i dettagli più nascosti. Bock parte dalla vita quotidiana e si sofferma sugli aspetti più assurdi, facendo entrare lo spettatore in un microcosmo colorato fatto di spazi ribaltati, sostanze e oggetti dalle forme mai viste che si trasformano in personaggi, animali dai tratti umani e viceversa, un mondo dove tutto è dissociato e collegato al tempo stesso, dove ogni sicurezza è abbandonata, tanto che l’artista stesso definisce i suoi film “assurde commedie dark”.

La scultura che viene presentata ha come soggetto dei contadini e si ispira allo stile dello scultore tedesco Ernest Barlach. Viene ripreso il rilievo tridimensionale caratteristico di Barlach, ma completamente rivisto e ripensato da Bock.

C’è poi un’installazione composta da quattro teche. In una di queste, alta tre metri, sono visibili in basso delle scarpe sulla cui suola è appiccicata una cicca. Un’altra contiene una tenda, dietro la quale una sorgente luminosa emette fasci di luce ritmica senza motivo. Nella terza teca è appesa in verticale una catena di biglie sulla quale si arrampica dello sterco di coniglio. La quarta invece contiene un meccanismo che può essere azionato a mano dall’esterno e che mostra un ciuffo di capelli che accarezza un bullone e un’unghia che dà dei colpetti ad una tavoletta. Questa teca è appoggiata ad una rastrelliera a cui sono appese due foto della Musa che recita nel film “Above the point of the glowing silence”.

Elemento principale della mostra è l’installazione “Ait-il se terme”, realizzata con materiale di una performance precedente. Il video della performance accompagna l’installazione.

L’artista presenta inoltre tavole di testo, dove le parole, frasi tratte da azioni o film, sono ripetute, tagliate, incollate, scambiate, modificate, frammentate e riscritte in modo fastidioso. Bock non cerca la logica narrativa, la chiarezza, ma la confusione, vuole disorientare lo spettatore, sfidandolo con ironia a comprendere e superare gli ostacoli della vita. L’artista infatti descrive la vita come un gioco d’avventura che l’essere umano può solo iniziare a comprendere.

A prima vista il suo lavoro potrà risultare caotico e privo di senso, ma così non è, c’è sempre un’analisi lucida dietro la sua opera, volta ad analizzare la società occidentale moderna e con dei risvolti autobiografici.

 

 

 

Galleria Giò Marconi, Via Tadino 15, Milano.

John BOCK: sweet Sub-NOTHING-Spores

Dal 14 febbraio al 22 marzo 2014

Da martedì a sabato 10-13; 15-19

Inaugurazione: giovedì 13 febbraio 2014 dalle 19.00 alle 21.00

 

 

 

Per informazioni: 

www.giomarconi.com

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Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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