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Nerospinto segnala un appuntamento da non perdere domani - 5 febbraio 2014 - alle ore 18.30, presso lo spazio Made4Art di Milano. Stiamo parlando dell’inaugurazione del quarto progetto di indagine sull'arte astratta portato avanti da Made4Art, in questa circostanza si decide di sviluppare la tematica del monocromo, con molteplici e differenti declinazioni a seconda delle diverse personalità artistiche chiamate a partecipare.

Gli artisti protagonisti della mostra sono: Alessandra Angelini, Gianfranco Bianchi, Giorgio Biso, Pietro Canale, Sandro Giordano, Susi Zucchi. L’Esposizione è realizzata a cura di Elena Amodeo e Vittorio Schieroni.     

Made4Art, Spazio e servizi per l’arte e la cultura, porta avanti il progetto di indagine sull’arte astratta precedentemente inaugurato con Visioni astratte. Nuove tendenze al femminile (19 marzo-2 aprile 2013) e portato avanti con le successive esposizioni Black&White. Astrazione negli opposti (24 maggio-7 giugno 2013) ed Explosion! colore astrazione emozione (25 ottobre-14 novembre 2013). Monochromes, vuole approfondire la ricerca sul colore nella sua forma più pura e rigorosa, il monocromo. 

Ogni artista chiamato a partecipare alla mostra ha potuto dare il suo apporto sulla base della propria sensibilità, del personale uso delle tecniche e dei materiali. I curatori di Made4Art, Vittorio Schieroni ed Elena Amodeo, hanno scelto le opere ritenute più in linea con l’idea espositiva alla base del progetto, realizzando un allestimento tale da mettere in luce specificità, contrasti e assonanze. Elementi artistici diversi vengono ad entrare in rapporto senza creare contrapposizioni ma in un muto ed armonico dialogo.

Le opere di Gianfranco Bianchi e Susi Zucchi giocano su effetti di rilievo, inclusioni e sovrapposizioni. La ricerca di Sandro Giordano è una sperimentazione sulle diverse sfumature dello stesso colore, il grigio, mettendone in luce le diverse variazioni.

Stratificazione di colore, rigore e geometria sono invece le caratteristiche dei lavori di Giorgio Biso e Pietro Canale. In Alessandra Angelini si esplica la forma più pura del monocromo: da un’unica campitura di giallo emergono pigmenti e paste materiche sapientemente disposti in grado di creare inaspettati effetti di ombra e movimento.

Monochromes, con data di inaugurazione mercoledì 5 febbraio alle ore 18.30 e visitabile fino al 25 febbraio, è un invito a scoprire l’essenza del colore, attraverso le sue infinite varianti e sperimentazioni, lo sguardo tenderà a perdersi nelle infinite manifestazioni di stile e rivelazioni cromatiche con cui si verrà in contatto, nel percorso di un’interessante ricerca artistica nel mondo del colore e dell’astrattismo.

 

 

M4A - MADE4ART, Milano

"MONOCHROMES" - Dal 5 al 25 febbraio 2014

Inaugurazione mercoledì 5 febbraio, ore 18.30

Lun. ore 16-19, da mar. a ven. 10-13 e 16-19, sab.16-19

 

Per informazioni:

Made4Art - Spazio, comunicazione e servizi per l'arte e la cultura

Via Voghera 14, Milano - ingresso da Via Cerano.

MM2 Porta Genova, zona Tortona.

Sito Internet: www.made4art.it.

Mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Sabato 18 gennaio alle ore 18,00 inaugurazione di “JOHN ISAACS The Architecture of Empathy” presso la Galleria Massimo Minini di Brescia

 

La Galleria Massimo Minini è lieta di presentare la personale dell'artista inglese John Isaacs (Lancaster, 1968).

Per la sua prima mostra in Italia John Isaacs presenta nella sala principale della galleria un solo nuovo lavoro, una grande scultura in marmo di Carrara, realizzata con una tecnica tradizionale che riporta alla mente una celebre opera del passato. Una presenza molto fisica, di impatto, che apre a letture e suggestioni che catturano il visitatore per la bellezza intrinseca del materiale e la perfezione delle forme.

 

"E così quel pezzo di montagna scolpito diventa un pezzo d’anima, ci parla del nostro desiderio che la vita continui, della nostra possibilità di inventarla come un’opera d’arte, di quanto è inutile l’arte che parla solo di se stessa e non è capace di trasformare il marmo in carne, di come la vita sia un sogno da vivere tanto nella luce quanto al buio e di come l’arte possa rivelarla, anche coprendola con un velo." Così racconta Didi Bozzini nel testo in catalogo.

In questa mostra Isaacs guarda al passato in una citazione che allude subito a possi! bilità di nuove interpretazioni e riflessioni, sull'arte, la bellezza, la vita. Pathos e stupore ancora una volta emergono dal lavoro, oggi in modo più raffinato e sottile, rispetto ad alcune opere dissacranti degli anni precedenti. " Forma e contenuto sono completamente legati. Se la scultura è qualcosa, essa è la relazione tra il corpo umano e lo spazio circostante. L'atto di abitare lo spazio è già di per se stesso una forma di comunicazione con l'ambiente nel quale ci si trova - per me non è possibile separare l'uno dall'altro." afferma Isaacs.

Artista eclettico, John Isaacs lavora da oltre quindici anni utilizzando i materiali più diversi - cera, tessuto, bronzo, neon, ceramica, pittura, collage, fotografia - indagando tematiche legate alla complessità del vivere moderno, ai paradossi della quotidianità, all'identità dell'uomo. Le sculture spesso grottesche, ma assolutamente affascinanti e tecnicamente perfette, sono una critica verso la nostra società, con i suoi eccessi e sprechi, il consumismo, l'inquinamento.

In occasione della mostra sarà presentato il nuovo libro John Isaacs - The Architecture of Empathy, con testi di Didi Bozzini e Massimo Minini.

JOHN ISAACS

The Architecture of Empathy

 

                                         Galleria Massimo Minini                                      

Via Apollonio 68 - 25128 Brescia tel. 030383034 

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www.galleriaminini.it

 

 

 

 

 

Qualche anno incontrai un amico che aveva cambiato la propria vita decidendo di intraprendere una strada professionale diversa da quella che aveva seguito fino ad allora. Mentre mi raccontava la sua trasformazione mi disse: “Sai Debora, a un certo punto della mia vita, mi sono guardato allo specchio e ho scelto di essere felice”. Non vi nascondo che sul momento non ho capito cosa intendesse; mi sembrava un concetto affascinante, ma delirante… “Come si può scegliere di essere felici? La felicità accade” pensavo fra me e me mentre lo ascoltavo. Oggi mi rendo conto che semplicemente non ero pronta io all’epoca a comprendere la portata di quello che stava dicendo. Si perché ho deciso anch’io di scegliere di essere felice e l’ho fatto in una fase della mia vita molto complicata, dove sia professionalmente sia privatamente l’insoddisfazione era la sensazione che predominava. La web tv per cui lavoravo aveva appena chiuso dopo mesi psicologicamente sfibranti per tutti coloro che ci avevano lavoravato. La fine di un sogno, l’inizio di un incubo tra cv mandati in risposta a annunci (probabilmente mai letti), colloqui che finivano con “Le faremo sapere” e collaborazioni mal pagate, non pagate o poco pagate.

 

E’ proprio in quel momento che, come fece il mio amico, mi sono guardata allo specchio e ho fortemente voluto riprendermi la mia felicità, sì perché con il tempo mi ero dimenticata come fare per essere felice e pensavo che dovessero esserci particolari condizioni esterne affinché potessi esserlo. Senza successo sentimentale e professionale mi sembrava impossibile anche solo poter pensare di essere felice.

Mi sono fermata, mi sono ascoltata, sono tornata sui banchi di scuola e ho ricominciato da capo. Materia di studio: me stessa; sì sono andata a cercare il mio libretto delle istruzioni e con quello in mano ho iniziato a relazionarmi con l’esterno e ho capito che nel momento in cui rispettavo la mia essenza era impossibile essere infelice perché la serenità veniva da dentro, non era delegata a un partner, alla famiglia, al lavoro o a altro.

 

Nel mio cammino ho appreso tecniche e ho usato strumenti che oggi, dopo aver conseguito un Master in PNL e Coaching, condivido con chi decide di frequentare i miei corsi di crescita personale/professionale o un percorso di coaching individuale. A tutti gli effetti la mia ricerca della felicità si è trasformata in una professione: metto a disposizione singolarmente o collettivamente, in ambito business o privato, quello che ho sperimentato affinché altre persone possano raggiungere la propria realizzazione.

 

Nell’ambito di questa attività, è nata una sinergia con il ristorante Insalate Italiane, oltre che con la spinta creativa del magazine Nerospinto e del laboratorio di idee Rosaspinto, che ha portato alla creazione di serate dove la buona cucina mediterranea si unisce alla crescita personale.

Terrò infatti presso Insalate Italiane, ristorante da sempre attento al benessere delle persone grazie ai suoi piatti leggeri e gustosi, in Via Fabio Filzi 10/ang. Via Caretto, una serie di incontri dove comodamente seduti ai tavoli, si potrà assaggiare una selezione dei piatti proposti nel menu del ristorante, mentre spiegherò come vivere una vita più soddisfacente, come avere una comunicazione efficace in ambito personale e professionale, come leggere il linguaggio del corpo e come migliorare la relazione con se stessi, con il partner e con gli altri. Si parte con due serate, il 10 e il 17 dicembre, proprio dedicate alla felicità.

 

La felicità è qualcosa che dipendente interamente da noi… che ci crediate oppure siate scettici, avete una preziosa occasione per scoprilo il 10 e il 17 dicembre. Chiedetevi: “Ho il coraggio di scegliere di essere felice?”… vi aspetto da Insalate Italiane per la risposta.

 

Per saperne di più: www.deborabionda.worpress.com

 

 

 

Se avete intenzione di andare via questo week end, vi consigliamo di andare a Verona, dove  domenica 24 novembre alle ore 17.00 nello spazio Leoni11 si inaugura la prima edizione della rassegna Open Way. La mostra di pittura, scultura, grafica e fotografia organizzata dall’Associazione Culturale Il Sestante (Trieste) proporrà ai fruitori l’incontro di un gruppo di artisti provenienti da diverse zone d’Italia. La manifestazione vuole mettere in dialogo diverse forme espressive al fine di dare la possibilità ai visitatori di entrare in contatto con percorsi di ricerca eterogenei.

Sempre più spesso è difficile trovare, nel contesto dell’arte contemporanea, interlocutori che permettano di stabilire quale sia lo stato della propria ricerca e il proprio ruolo in questo mondo complesso. Il rischio che si corre è che l’artista, attraverso un processo di autoaffermazione, si proclami detentore di una verità assoluta. Gli interessi indotti dalla vanità, inoltre, possono spingere gli artisti lontano dal proprio percorso di ricerca, confondendo così il fare con l’apparire.

Open Way nasce con lo spirito di fuggire tale dinamica. Con questo progetto si vuole infatti concretizzare l’incontro fra artisti e mettere sul banco della discussione i risultati del lavoro di ciascuno, a partire dalla convinzione che nessun percorso possa essere autorevole in base ad un’autoproclamazione di correttezza. Il confronto e lo scambio con altri artisti sono due strumenti necessari affinché ogni ricerca e ogni intuizione sia messa in condizione di essere contraddetta: è solo cercando le debolezze di ogni percorso artistico che lo si può rendere più forte e convincente.

I curatori, Enea Chersicola e Riccardo Tripodi, hanno selezionato venti artisti  contemporanei per proporre un itinerario in grado di suggerire nuove ipotesi di lettura e di indagine sul fare arte, permettendo ai visitatori di usufruire delle opere in maniera molto personale affinché l’arte non sia un insegnamento didascalico ma uno strumento per compiere ulteriori percorsi di ricerca. Il nuovo spazio espositivo in via Leoni 11 a Verona è la cornice ideale per una nuova proposta come quella di Open Way. 

Durante il periodo della mostra l’organizzazione ha previsto quattro incontri: il primo con l’alpinista italiano Fausto De Stefani (26 novembre ore 17.30) che presenterà i suoi progetti educativi legati al rapporto fra educazione e natura; il secondo con la scultrice Eleonora Francioni (1 dicembre ore 17.00) che presenterà la sua collezione di GioielliScultura in bronzo; il terzo con il giornalista-scrittore Francesco De Filippo (4 dicembre ore 21.00) che incontrerà il pubblico in occasione della presentazione del suo ultimo libro Scampia e Cariddi scritto a quattro mani con la giornalista Maria Frega; gran finale dell’esposizione con il quarto evento che sarà costituito da un incontro con il progetto the mothership (15 dicembre ore 18.00), caratterizzato da un evento sound specific realizzato da un nucleo composto da Tomaso Donini, Giovanni de Flego, Pierpaolo de Flego e Michele Zazzara. L’interessante catalogo della rassegna è arricchito dalla presentazione  di  Francesco De Filippo, Franco Rosso e dalle critiche di Agnese Lovecchio.

Gli artisti espositori: Patrizia Bigarella, Miriana Bonazza, Francesca Castro, Egle Odilia Ciacchi, Francesco Cinelli, Anaì Contreras Soto, Manuela De Stefani, Elena Faleschini, Rosella Gallicchio, Nicola Ghirotto, Roberto Leorato, Roberto Micol, Ivano Montagnani, Alessandra Rossi, Franco Rosso, Lucillo Santesso, Giulio Schizzi, Tullio Sila, Paola Turio, Loredana Verni.

 Open Way

Spazio Leoni11 - Verona (via Leoni 11)

24 novembre-15 dicembre 2013

Inaugurazione: domenica 24 novembre alle ore 17.00

Orari: lun-ven 15-20; sab-dom 15-21

Info: 347.6091354

www.open-way.weebly.com

 

 

 

ALEXIS KNOX IN ESCLUSIVA PER NEROSPINTO

Il dado è tratto, il giorno è giunto.  Alphabet riapre il sipario per una nuova stagione. La serata electrochic per eccellenza di Milano ritorna dall'8 novembre ogni venerdì notte nella nuova sede del Rocket.

La prima volta, si sa, non si scorda mai e Alphabet lo sa bene: per questo motivo, la prima serata della nuova stagione sarà resa ancora più indimenticabile dalla presenza di una guest star d'eccezione.

Stiamo parlando di Alexis Knox,celebrity fashion stylist e collaboratrice di brand come Adidas, dj e vera e propria icona del nightclubbing londinese. Alexis è pronta a farvi ballare al ritmo della sua personale selection "Ilovethissong", insieme alla dj resident di Alphabet, Enza Van De Kamp.

Nerospinto ha avuto l'onore di intervistarla in esclusiva.

Vi regaliamo così un assaggio di Alexis, in attesa di vederla live domani [da leggere tutta d'un fiato].

 

L: So che apprezzi il tè, soprattutto se servito a Brick Lane in un vintage tea party dove si parla di stile. Quindi, anche se non saremo fisicamente uno di fronte all’altra e non potrò ringraziarti di persona per l’intervista, la prima domanda è: latte o limone?

A: Nessuno dei due! Amo il Chai tea latte (caffelatte aromatizzato con tè speziato) ed è molto difficile trovarne uno cremoso al punto giusto!

 

L: Ė difficile presentarti a chi non ti conosce, come tutte le personalità particolarmente eclettiche. Fashion stylist che vanta innumerevoli e importanti collaborazioni con esclusivi designer di moda come Sergei Grinko e brand sportivi ad esempio Adidas. Fashion Editor, DJ e consulente personale di numerose celebrità non solo musicali del calibro di Bruno Mars,  Jessie J, Likke Li, Nicola Roberts, M.I.A. e Daisy Lowe per citarne alcuni.

In Italia ti basterebbe solo pubblicare un libro di cucina per raggiungere la celebrità e ci sarebbero persone pronte anche a candidarti in Parlamento.

Ma per tornare al tuo lavoro, quali sono gli elementi della tua personalità che ritrovi in ogni tuo progetto, pur diverso che sia?

A: Penso sia molto importante, in quanto stilista, non dominare un progetto con il proprio stile personale, ma invece prendere in considerazione tutti gli aspetti dello stile e del gusto di una persona. Buona parte del mio lavoro è colorato e istrionico e penso che gli elementi cyber kawaii fumettosi siano il mio marchio di fabbrica e che non siano solo ciò che faccio e che amo fare. L'onestà è ciò che contraddistingue ogni mio progetto: ad esempio, quando vesto un artista, non mi intrometto dicendogli cosa indossare, si tratta sempre di una collaborazione. Sono lì per far emergere la sua personalità e renderla visibile all'esterno.

 

L: “It’s all about attitude” è una tua citazione che ho letto in giro per descrivere la tua idea di stile.

Quando si lavora con celebrità musicali con una chiara e ben definita personalità, come riesci a trovare un terreno comune su cui sviluppare la tua visione di stile cucita sulla loro immagine?

A: Comunicare è vitale.  Mi piace conoscere in anticipo l'artista con il quale lavoro o, se il tempo stringe, mi basta una breve chiacchierata prima di cominciare. In questo modo loro (gli artisti ndr) sanno che non sono lì per prendere il loro posto, ma per lavorare al loro fianco, per ottenere qualcosa di originale e memorabile.

 

 L: Quali celebrità italiane, se ce ne sono, ti piacerebbe vestire?

A: Amo Bianca Balti, è cool e ha un'attitudine positiva verso la vita. In più è bella, ma la bellezza non è ciò che mi interessa.  Amo il modo in cui è in grado di portare la sua personalità e il suo senso dell'avventura nella carriera di modella.

 

 L: Hai collaborato con lo stilista Sergei Grinko non solo come fashion stylist ma anche come special guest per il suo after show party SS2014.

La sua ultima collezione si chiama Anatomically Correct, contro una ricerca di perfezione anatomica, una sorta di celebrazione della bellezza dell’imperfezione umana.

Quando ti guardi intorno, quali sono le imperfezioni o le alterazioni di quello che si indossa che ti fanno pensare “Questo è un nuovo stile”?

A: Amo lavorare con Sergei Grinko e il suo fantastico team. Sergei ha la mia stessa visione della vita: trovare il bello in ciò che è oscuro e distorto. Inoltre giocare con le forme e le silhouttes è qualcosa che ispira entrambi.

Nel mio lavoro, prendo ispirazione da molteplici fonti, che siano la sottocultura notturna o l'arte concettuale. Non si può essere sempre certi che quel qualcosa sarà un successo, si tratta quasi sempre di nuova fase emergente, di qualcosa che è sul punto di esplodere. A volte vale la pena rischiare ...

 

L: Sei uno dei 5 creativi dall’ UK che è stato scelto per il progetto MIADIDAS, dove ti è stata data la possibilità di personalizzare un paio di Adidas trainer.

Raccontaci qualcosa di questa esperienza, a cosa ti sei ispirata?

A: Adoro Adidas, vestendo tutti i giorni Adidas per me è stata un' esperienza eccitante. Sapevo esattamente quale tipologia di scarpe usare, le Adidas Superstar 2, anche dette " dita dei piedi a conchiglia".

Sono appassionata di street style della vecchia scuola, passando dall' HipHop allo stile ska. Perciò le Superstar 2, essendo profondamente legate allo stile hiphop, erano il paio di scarpe giusto sul quale concentrarmi.

Indosso molte stampe, ci tenevo a mantenere un design audace, in maniera da indossare le scarpe per molto tempo. Ho dunque scelto il nero, il bianco e il rosso. Ho provato con il giallo e il verde, ma ho pensato che qualcosa di più pulito e grafico potesse adattarsi meglio al mio stile. Penso che la gente si aspetti di vedere una scarpa super colorata, ma il mio stile da giorno è estremamente grafico e street, non qualcosa di già visto.

 

L: Ho estrapolato da alcune interviste le tue indicazioni per un corretto outfit e, più in generale, per farsi guidare nella scelta di quello che si indossa.

3 regole: fondere la propria personalità alle mode, buona qualità dei capi e divertimento, senza prendersi mai troppo sul serio.

Ne ho dimenticata qualcuna? Ci sono altre regole da seguire?

A: Penso che vadano bene! La chiave sta nel sentirsi a proprio agio con ciò che si sta indossando, anche se si tratta in realtà di un outfit scomodo, l'importante è che per noi sia il migliore.

 

L: Quali sono in questo momento, i fashion designer più interessanti e chi ami particolarmente?

A: Ovviamente Sergei Grinko, la sua  teatralità ed eleganza nel ritrarre una donna "con le palle", per me è fonte di ispirazione. Amo Maria Ke Fisherman e i suoi vestiti cyber che uniscono la street culture e l'alta moda. Mi piace il brand di moda maschile AdaXNik di Nik Thakkar e Ada Zanditon, la sua realizzazione tecnica e l'attenzione per il brand e le campagne, che sono semplicemente perfette.

Amo anche Tolga Ozturks (abbigliamento maschile), che è audace e colorata pur restando prettamente maschile, la sua attitudine street, che rende i suoi vestiti perfetti per il ragazzo dei nostri sogni. Quando si sceglie nel proprio guardaroba, al di là della personalità e dello stato d’animo, è imprescindibile pensare all’occasione o alle persone per cui ci si veste.

 

 L: Se dovessi uscire per incontrare te stessa, cosa indosseresti?

A: Indosserei qualcosa che metta in evidenza i miei punti forti, ma allo stesso tempo confortevole e che non richieda troppe cure, qualcosa che non parli al posto mio. Ovviamente, se si tratta di un appuntamento, indosserei qualcosa che possa attirare l'attenzione! Apprezzo chi ha il senso dello stile, l'importante è che ciò sia naturale e che non richieda sforzi, altrimenti non è credibile e perde tutta la sua magia.

 

L: Ho letto che la tua esperienza di DJ è nata collaborando al Circus, locale esclusivo londinese frequentato anche da molte star. I club spesso sono le vere giungle dove nascono fenomeni e stili che anticipano le mode o rivelano quelle che avranno successo.

Sei d’accordo? Quali sono i club o le città nel mondo che da questo punto di vista sono fonti di ispirazione per il tuo lavoro di fashion stylist?

A: Jodie Harshs Circus è stato davvero un punto di riferimento durante il periodo trascorso a Londra. Ho iniziato gestendo le liste alla porta, dunque potevo decidere chi far entrare e chi no. In quel periodo era uno dei miei nightclub preferiti assieme al Boombox e Tailor Trash. Era un posto pieno di ragazzini, drag queens, amanti della moda e celebrità. Avevamo tutti, da Kate Moss a Amy Winehouse e Alexander McQueen e, come potete immaginare, stare alla porta mi ha consentito di conoscere molta gente! Al termine, salivo nella postazione del dj e raggiungevo Jodie e DJ Kris di Angelis e fu allora che Jodie mi passò i piatti! Kris mi disse poi come era andata la serata.

Londra sarà sempre la mia casa e una grande fonte di ispirazione. Mi piacerebbe visitare il Giappone e la Corea e trascorrere più tempo a Los Angeles e New York. Ovviamente adoro stare a Milano il più tempo possibile, le strade sono piene di passanti eleganti e perfetti.

 

L: Venerdì sarai ospite della serata inaugurale della nuova stagione di Alphabet, presso il Rocket in Alzaia Naviglio Grande 98.

I tuoi DJ set si chiamano “I love this song!” perché spesso lo senti dire dal pubblico delle tue serate. Ho intercettato alcune tue performance, so che ami molto l’old fashion garage  e in generale la musica anni '90. Che cosa hai in mente per la tua selezione musicale? Dai una piccola anticipazione a noi di Nerospinto?

A: Porto sempre con me una buona dose di Girl power! Ci saranno dei momenti in cui canterò come una vera diva e in più amo il rave e dunque pomperò molte basi.

 

L: Cosa c’è invece nella tua playlist e cosa ascolti ultimamente?

A: Girl Power sotto forma di Destiny's Child, Brooke Cand, Spice Girls e Iggy Azalea; ritmi cattivi sotto forma di French Montana, Migos, NERD e ASAP Rocky.

 

 L: L’uomo e la donna più fichi degli anni '90.

A: Uomo più fico non saprei, donna più fica Geri Halliwell aka Ginger Spice

 

 L: Un consiglio a chi oggi pensa di diventare una Fashion Stylist.

A: Divertiti molto, lavora molto e sii sempre gentile. Essendo un lavoro da sogno, sei fortunato anche solo a  metterci un piede, sii riconoscente per ogni esperienza che fai e fai qualunque cosa meglio di quanto potresti.

Dopo aver conosciuto il mondo di Alexis Knox, non potrete fare a meno di vederla in veste di dj, per una serata da iscrivere negli annali della notte milanese, riservatevi una poltrona d'onore!

[Intervista di Luca Mirmina/Traduzione a cura di Letizia Carriero]

 

ALPHABET OPENING PARTY, Special Guest ALEXIS KNOX (London)

Friday November 8th Rocket Alzaia Naviglio Grande 98 Milano

Info e liste: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Mob: 348/8826632

 

Meladailabrianza inaugura la stagione invernale con una prima serata, prevista il 25 ottobre al Bloom, dal titolo: Stand-up-Fuori c'è la rivoluzione.

L'evento dà il via ad una stagione che ha, come punti cardine, la denuncia sociale e la rivoluzione culturale. Non a caso, l'ospite della prima serata, sarà Sara Velardo, giovane cantautrice che presenterà il suo secondo cd, intitolato "Polvere e Gas". Si tratta di un lavoro dai forti contenuti sociali, come mostra anche il video del singolo di lancio "Il mio amore immenso", incentrato sul tema dell'omofobia, realizzato con la partecipazione dello staff di Meladailabrianza e che verrà presentato in anteprima venerdi sera.

A seguire, il pubblico potrà ammirare la performance di Meladailaviviana vs Isathedrummer, durante la quale la percussionista si esibirà in una jam session accompagnata dalla musica di Viviana Bruno. La serata si concluderà con il djset a cura di Disagiati² - al cubo.

Il photoset sarà, come di consuetudine, affidato a EM Prohotoproject; madrina dell'evento sarà la drag queen Maya Luna, alla quale si affiancherà la special guest Miss Cappa.

 

Meladailabrianza 25 ottobre 2013

Apertura porte ore 22. Inizio concerti ore 23.

Ingresso libero.

 

 

Meladailabrianza

web: www.meladailabrianza.blogspot.com

email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Bloom

Via Eugenio Curiel, 39 - 20883 Mezzago (MB)

http://www.bloomnet.org/

 

Il 10, l'11 e il 12 maggio a Milano torna ad essere il centro di un evento musicale, che ha come protagonista il pianoforte. Oltre 200 concerti ad animare la città, arrivando addirittura fino sui mezzi di trasporto, con un piano tram sul quale poter salire per una corsa davvero particolare.

L'inaugurazione è Venerdì 10 maggio alle 20.00 presso il Piano Center in via Palestro 16 con l'evento 'Cut the jam: concerto per 21 pianoforti', 1848 tasti suonati contemporaneamente eseguendo opere di diverse epoche e generi.

Una grande occasione per ascoltare musicisti professionisti, ma anche studenti e amanti dei suoni, assieme ad alcuni dei più noti pianisti italiani e internazionali, come Ludovico Einaudi, Paolo Jannacci, Carlo Boccadoro e Michele Di Toro.

Ci saranno poi altri spettacoli diffusi per le diverse zone della città, tra cui House concerts, City concerts, Special concerts, Guest concerts, Kids concerts, Concerti nei cortili e tanti altri. i nuclei centrali della manifestazione sono i Giardini di Villa Reale e il Polo Museale Gam Pac.

Per poter partecipare è necessario prenotare il proprio posto gratuito, attraverso il sito http://www.pianocitymilano.it, cliccando sull'icona rossa del concerto desiderato.

Per il programma consultare http://www.pianocitymilano.it/programma

I presupposti per una buona festa sono pochi, come non mi stancherò mai di dire, la semplicità sta alla base di tutto, aggiungiamoci della buona musica e gente bella, solare, simpatica. Se poi condiamo il tutto con un'open bar e un buffet di sushi gratuito le percentuali di successo sono alte, ma si rischia, ovviamente che il tutto si trasformi in un  disastro organizzativo.

L'inaugurazione Taiyo, il nuovo ristorante fusion della famiglia Wu in viale monza 23, infatti, non ha deluso nessuno.

La particolare architettura del ristorante, curata dall'architetto designer Maurizio Lai, è stato il palcoscenico perfetto per un evento di altissimo livello.

Ad esclusione di un momento iniziale di panico sul buffet, l'aperitivo/cena si è protratto fino alle ventitrè senza intoppi. Un bicchiere di champagne, un onighiri e tante risate.

L'ottimo buffet, che ha spaziato dal classico sushi a piatti più elaborati come gli spiedini di manzo in salsa yakitori, è stato accompagnato dalla musica delle Hell's Shoes e di Dj WestBanhof, in una selezione tech-house e minimal. Da John Talabot a Fort Romeau la selezione ha piacevolmente sorpreso il pubblico che probabilmente si aspettava i soliti pezzi da aperitivo che ormai infestano i locali Milanesi come un fantasma stanco.

 

Per i lettori di Nerospinto ecco una Gallery della serata, fotografie di Alessio De Santa, accompagnata da alcune quotes dei nostri ospiti e la registrazione del dj set a cura di Dj WestBanhof.

 

“Questa sera mi avete fatto tornare indietro di anni, quando a Milano si usciva e si parlava tanto, ci si presentava, ci si conosceva e da cosa nasceva cosa.”

“Una serata perfettissima...”

“Sono stati tutti gentilissimi, una volta le inaugurazioni erano tutte così, quando non c'era la crisi. E' stato bello tornare indietro nel tempo.”

“Sono troppo ubriaco, tutti quegli amari...”

“Selezione perfetta, stavamo per metterci a ballare sui tavoli.”

“Boiler Room!”

Mixtape For Nerospinto @Taiyo Inauguration by Tommaso Laganà on Mixcloud

 

E a fine serata, dopo qualche amazzacaffè di troppo, ci siamo ritrovati tutti col sorriso sulle labbra e con il cuore pieno di soddisfazione.

 

 

Mercoledì 13 marzo 2013 ore 19.30, inaugurazione del nuovo ristorante TAIYO di Viale Monza 23.

A fare gli onori di casa la famiglia Wu, presente da molti anni sul territorio milanese, vanta una lunga esperienza in ristorazione asiatica e fusion. È nel mix tra modernità e tradizione che si rispecchia la nuova cucina di Taiyo. Una versione contemporanea del classico ristorante giapponese, dove i piatti sono sapientemente combinati in un equilibrio di sapori, dalla cucina giapponese classica a incontri più raffinati come gamberi rossi di Sicilia, tonno impanato al sesamo, ricciola al pistacchio, carpaccio di angus, sweat heart maki, exotic roll, astice roll, ikkameshi, calamaro ripieno, tempura, manzo alla coreana.

I ristoranti Wu Taiyo si distinguono per lo speciale connubio tra cucina orientale di alta qualità e preziose location.

In particolare, nella nuova location di Viale Monza il legame tra tradizione e modernità è rafforzato dal design, magistralmente curato dall’architetto, scenografo e designer Maurizio Lai. Di forte impatto visivo, il sushi Restaurant Taiyo si ispira a un’estetica internazionale e all’avanguardia. Ricco di molteplici elementi scenografici che ne caratterizzano le atmosfere, l’ambiente è formato da una grande sala centrale e due sale secondarie, fortemente impreziosito di allestimenti luminosi e materici. Degno di nota il particolare del soffitto in maglia metallica a disegno geometrico retroilluminato.

Wu Taiyo risulta essere, quindi, non solo un ristorante, ma un percorso itinerante attraverso tutti i sensi.

Il grafema TAIYO significa sole, ma anche Levante e arancio (il caldo leit motiv che decora i ristoranti Wu-Taiyo) ed è sinonimo di felicità e di fantasia. Il Sole, quindi, per la famiglia Wu include una sfera di significati che rappresentano il lato positivo della vita e, ovviamente, l ’amore per il cibo.

Questa la filosofia Wu Taiyo, amore per la cucina, per i clienti (tutto il personale del ristorante giapponese Taiyo parla correttamente italiano, per meglio comprendere le singole esigenze del cliente), amore per l’estetica e per i dettagli, e, soprattutto, amore generato dall’incontro tra cultura orientale e occidentale, specchio della realtà attuale, che Wu Tayio si propone di rappresentare in tutto il suo splendore.

 

Il nuovo ristorante di Viale Monza è un oasi pacifica situata nel centro di Piazzale Loreto, un’occasione per prendersi una pausa dal traffico cittadino e assaporare deliziose creazioni, facilmente raggiungibile con i mezzi.

 

Ad accompagnare la serata l’intervento musicale dei Deejay WestBanhof e Hell’s Shoes.

 

L'evento è realizzato in collaborazione con Uber, sito: www.uber.com

 

Taiyo Sushi Restaurant

Viale Monza 23, Milano

02-26113972 Sito: http://www.wutaiyo.com

 

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Direttore Responsabile
INDIRA FASSIONI

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