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Dal 10 dicembre 2021 al 2 gennaio 2022 VANESSA INCONTRADA e GABRIELE PIGNOTTA presentano al Teatro Manzoni di Milano la commedia: " SCUSA SONO IN RIUNIONE… TI POSSO RICHIAMARE?", scritta e diretta da GABRIELE PIGNOTTA con FABIO AVARO, SIDDHARTHA PRESTINARI e NICK NICOLOSI.

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 L’intensa voce di Elisa sarà la protagonista dello show di nouveau cirque che debutterà il 9 dicembre a Milano. 

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Dal 30 novembre due spettacoli in scena al Teatro Elfo Puccini.
 
In Sala Shakespeare dal 30 novembre al 31 dicembreMiracoli Metropolitani di Carrozzeria Orfeo, drammaturgia Gabriele Di Luca, regia Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Alessandro Tedeschi, una coproduzione Marche Teatro, Teatro dell'Elfo, Teatro Nazionale di Genova, Teatro Bellini di Napoli. 
 
Dopo Thanks for Vaselina e Animali da Bar, testi più esistenzialisti, e Cous Cous Klan, il più distopico, Miracoli metropolitani è quello più politico, in cui il calco umano e drammatico risulta essere più profondo. L’alimentazione, il rapporto con il cibo come forma di compensazione del dolore, come alienazione di un Occidente in decandenza e sovralimentato, sempre meno attento e incastrato dai suoi passatempi superflui, la questione ambientale, la solitudine e la responsabilità: sono i seguenti temi quelli su cui si sviluppa Miracoli metropolitani.
Uno spettacolo in cui si ride tanto, ma dove non si sta ridendo affatto.
Il Teatro dell’Elfo sostiene Carrozzeria Orfeo, com’era accaduto con il loro precedente lavoro, unendosi in una rete di produttori che comprende due teatri nazionali e due TRIC (Teatri di rilevante interesse culturale). Lo spettacolo torna in scena nella stagione 2021/22 in oltre venti piazze italiane.

«Miracoli metropolitani si svolge in una cucina di un ristorante alla deriva e prossimo alla chiusura che per non fallire ha deciso di riciclarsi in un servizio di consegna a domicilio – tramite un’applicazione online – specializzato in cibo per intolleranti alimentari. L’impresa cavalca, quindi, un fenomeno che, come ha segnalato ultimamente l’Organizzazione Mondiale della Sanità, spesso nasconde delle truffe atte a creare un nuovo e potente mercato di consumo che sfrutta, per arricchirsi, le sempre più frequenti paure alimentari di un Occidente opulento e impaurito.
Partendo da un piccolo evento di giustizia quotidiana nei confronti della comunità straniera, nella città, fuori dalla cucina, imperversa l’allarme di una guerra civile. Il mondo è diventato un luogo inaffidabile, intollerante e meschino dove anche la sanità e la scuola si stanno trasformando in istituzioni ogni giorno più decadenti e incuranti del futuro. Come se non bastasse, la popolazione è terrorizzata da un pericolo imminente: le fogne della città, ormai sature di inquinamento, spazzatura e rifiuti tossici, stanno letteralmente esplodendo raccontandoci un pianeta affaticato dalla nostra presenza irresponsabile ma, al tempo stesso, metaforicamente, una società che sta per essere sepolta dai suoi stessi escrementi. Questi, infatti, prima di essere qualcosa di fisico e organico, sono il simbolo di pensieri e azioni malate, di un capitalismo culturale orribile, di un’umanità alla deriva dove la merda più che nelle fogne sembra annidarsi nei cervelli».
 
In sala Bausch dal 30 novembre al 5 dicembre Grate di Gianni Biondillo: regia di Francesco Frongia, con Chiara Stoppa, produzione Atir Teatro Ringhiera. Lo spettacolo racconta di Maria Chiara che è una suora di clausura del convento delle clarisse di Milano.
In un certo momento del suo percorso esistenziale ha capito quale fosse la sua vocazione: isolarsi dal mondo per stargli più vicino. Decide così di raccontarcelo, anche per eliminare i pregiudizi che tutti abbiamo nei confronti di chi ha fatto una scelta così radicale. Ma raccontare la sua vocazione significa inoltre scoprire le vite e le storie emblematiche di altre due sorelle che in momenti ed epoche diverse hanno fatto la stessa scelta: Chiara Daniela, che arrivò a Milano in piena seconda guerra mondiale per fondare il monastero e Maria Ida, figlia di operai socialisti che fu adolescente durante gli anni di piombo.
Racconti che sommati l'un l'altro ripercorrono la Storia di una città e di un Paese. Con questo si intende che scegliere la clausura non significa dare le spalle alla città che ti accoglie, ma vederla e
comprenderla in modo differente. E se Milano è una città con un popolo in continuo movimento, dove storie antiche e moderne collidono e s'infrangono in un turbine infinito, forse proprio da questo centro immobile la si può osservare in modo davvero nuovo. Fuori da ogni luogo comune, pieni di compassione e speranze.

Gianni Biondillo: «Il 25 novembre 2019 era una bella giornata di autunno – racconta il regista – il clima era mite e ci spostavamo in città liberamente per una riunione, un caffè, un incontro. Quel giorno ho preso la metropolitana per andare negli uffici di ATIR per discutere del nuovo progetto che Chiara Stoppa mi aveva proposto. La proposta era chiara: raccontare Milano, città dalle mille contraddizioni, e il suo sistema di mutuo soccorso. Quindi pianifichiamo l’incontro con l’autore, Gianni Biondillo. Il primo incontro con Chiara e Gianni avviene il 9 gennaio 2020. Se ripenso a quei giorni a viso
scoperto, fatti di incontri rubati ad altri incontri, di contatti liberi quasi mi commuovo. Il mondo che conoscevamo, di lì a poco, sarebbe cambiato. Abbiamo continuato a lavorare, certo, ci siamo rivisti
grazie a riunioni online, a volte ‘in presenza’, ma la distanza e la clausura ci hanno segnato profondamente.
La voglia di lavorare insieme però era, ed è, così forte che dopo tanta fatica, Gianni ci ha regalato una storia meravigliosa: un mondo affascinante e sconosciuto abitato da persone che vivono
liberamente la propria clausura. Un mondo interiore, dove le regole sono diverse dalle nostre e da cui possiamo imparare qualcosa sulla vita, sulla morte, e su una città, Milano, capace di accogliere
e di imparare dalla storia. Il viaggio verso questo nuovo spettacolo sarà più interiore, verso l’anima più profonda di noi e del nostro modo di essere».
 
 
Fracchiolla Martina
Pubblicato in Eventi

Dal 25 al 28 novembre 2021 al Teatro Spazio Tertulliano di Milano sarà presentato L'ENIGMA DELLA MADDALENA Tra peccato e santità in PRIMA NAZIONALE: il nuovo spettacolo di e con Paola Giacometti, in duplice veste di autrice e interprete, regia di Luca Ligato

 

Il monologo indaga su questa figura così controversa, attraverso un’accurata ricerca dell’autrice tra Vangeli e Vangeli apocrifi. In scena è presente una donna che trascorre gli ultimi anni della sua vita in solitudine e cerca di fare un bilancio della propria esistenza e sul suo legame con Cristo.

È davvero esistita una storia d’amore tra Maddalena e Gesù? Chi era davvero Maria Maddalena, figura poliforme, che nel corso dei secoli si è insinuata nell’immaginario, ora come discepola prediletta, ora sposa di Gesù, ora come peccatrice penitente, prostituita ambigua e sensuale capace di sedurre gli uomini e la loro arte?

Quanto poco sappiamo di lei rispetto a quanto invece abbiamo immaginato?!

È davvero lei a ricevere da Yeshua il messaggio segreto: “la rivelazione”? È lei la “discepola tra i discepoli”?

Essendo diventata il simbolo di femminilità indipendente che destabilizza le nostre certezze e per questo spaventa, Maddalena dovrà quindi essere confinata, schiacciata e demonizzata.

Il debutto de L’enigma  della Maddalena assume in tal senso un significato simbolico importante, perché avviene proprio il 25 novembre Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne.


Scenografia: Giovanna Angeli

Durata: 75 minuti

Orari spettacoli: da giovedì a sabato ore 20:30 - Domenica ore 16:30

Biglietti: Intero 16,00 € - Over 60 11,00 € - Under 26 10,00 € - Scuole 8,00 € - Operatori 5,00 €

 

Fracchiolla Martina

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Les Visiteurs du Soir presenta MONICA BELLUCCI in MARIA CALLAS: Lettere e Memori con Regia TOM VOLF

“Un giorno scriverò la mia biografia. Vorrei essere io a scriverla, per chiarire alcune cose. Sono state dette così tante menzogne su di me...” (Maria Callas)

La vera storia di Maria Callas che si cela dietro la leggenda è caratterizzata da un’infanzia modesta passata a New York negli anni della guerra ad Atene, dal debutto all’Opera fino al raggiungimento di una carriera di livello internazionale, influenzata da scandali e tribolazioni personali, dall’amore idealizzato per suo marito alla passione travolgente per Onassis. Questo racconto unico ci rivela Maria come una donna vulnerabile, divisa tra la vita sul palcoscenico e la vita privata, a volte Callas, l’artista vittima delle sue esigenze e in continua battaglia con la sua voce, e che, nonostante la solitudine parigina dei suoi ultimi anni, continuerà a lavorare ininterrottamente fino al suo ultimo respiro, all’età di 53 anni. Un autoritratto profondamente commovente e affascinante della più grande voce del XX Secolo.

Note di regia

“Questo spettacolo è per me il risultato di 7 anni di lavoro dedicato a Maria Callas. Nel film Maria by Callas (uscito in 45 paesi nel 2018) alcune lettere erano già lì di sottofondo. Rappresentavano per me la voce più intima della donna dietro la leggenda, più Maria che Callas. Nella mostra che portava lo stesso nome, ancora una volta alcune di queste lettere erano lì, questa volta fisicamente all’interno di vetrine. Con il libro Maria Callas. Lettres&Mémoires, ho avuto l’impressione di aggiungere l’ultimo tocco alla costruzione di un multi-progetto enorme e arduo attraverso una prospettiva comune: mettere la voce di Maria al centro della scena e consentirle, attraverso una serie di documenti e materiali di archivio inediti, di raccontare la propria storia, con le sue stesse parole. Contemporaneamente alla pubblicazione del libro, il mio incontro con Monica Bellucci ha dato vita a questo ultimo progetto, sul palco questa volta. È stata una vera sfida, avere la responsabilità e le capacità di mettere per iscritto la vita della Callas, utilizzando solo ed esclusivamente le sue parole, in uno spettacolo che dura poco più di un’ora. In effetti, stiamo parlando di 30 anni di vita pieni di gloria e di dolore, che si dispiegano sotto i nostri occhi. Le sue memorie, che sono incomplete, aprono e chiudono lo spettacolo. Maria parla direttamente al pubblico e si confida con esso, rivelandosi come mai prima d’ora. Per la prima volta è lei a raccontare la sua storia, non più altri a parlare per suo conto. Ed è proprio attraverso queste numerose lettere, indirizzate a persone a lei vicine, alcune anonime, altre famose, che arriviamo a scoprire una donna irriconoscibile e sconosciuta; forte e vulnerabile allo stesso tempo; piena di ambizione e di sogni nei suoi anni più giovani; piena di dubbi e di sofferenza nei suoi ultimi anni”.

Lo spettacolo è stato sviluppato in tre parti, che si susseguono cronologicamente, seguendo la naturale successione dei tre decenni attraversati dalla Callas: gli anni ‘50, le sue prime esibizioni sul palcoscenico e il suo matrimonio con Meneghini; gli anni ‘60, l’incontro con Onassis e la loro storia d’amore, interrottasi otto anni più tardi; e gli anni ‘70, i suoi ultimi anni, intrisi di nostalgia e solitudine.

La riproduzione dell’appartamento a quello che si trovava in Avenue Georges Mandel a Parigi dove la Callas ha trascorso gli ultimi 15 anni della sua vita. Accanto al divano, un grammofono, con il quale Maria ascoltava le sue stesse registrazioni e brani del Bel Canto, il genere che amava.

Questa musica, così come le sue registrazioni, saranno riprodotte in diversi momenti durante lo spettacolo, come indicatori del tempo che scorre.

Monica Bellucci veste un abito appartenuto alla Callas, prestato dalla collezione italiana My private Callas, rimasto chiuso per oltre 60 anni, e mai indossato da nessun’altra. Questo vestito e la trasformazione di Monica, così come il gioco di luci e chiaroscuri, danno l’impressione di essere veramente nel salotto della Callas, con il suo spirito che riappare per un breve tempo per condividere, attraverso le parole proprie di Maria, un momento di intimità con il suo pubblico.

 

BREVI BIOGRAFIE

Monica Bellucci: ha lavorato con i più grandi cineasti a livello internazionale. Acclamata più volte come la donna più bella del mondo, è uno dei volti più conosciuti del cinema internazionale contemporaneo.

Tom Volf: regista del film Maria by Callas, curatore dell’omonima mostra e autore di due volumi iconografici; è oggi riconosciuto come uno dei massimi esperti al mondo della celebre cantante lirica.

 

Fracchiolla Martina

Pubblicato in Eventi

AL TEATRO OLIMPICO DI ROMA RIPARTONO GLI SPETTACOLI DAL VIVO: FRANCESCA REGGIANI PORTA IN SCENA LA SUA “GATTA MORTA”

 

Pubblicato in Cultura
Giovedì, 14 Ottobre 2021 18:32

Robert e Patti alla sala Fassbinder

19 ottobre>14 novembre | sala Fassbinder

Robert e Patti

di Emanuele Aldrovandi                                                                                                                                                                                                                                                           uno spettacolo di Francesco Frongia con Ida Marinelli, Riccardo Buffonini, Loris Fabiani                                                                                                                                                                    brani originali Pezzi di te e Nasci di Cesare Malfatti                                                                                                                                                                                                                      luci Giacomo Marettelli Priorelli                                                                                                                                                                                                                                              fonico Gianfranco Turco                                                                                                                                                                                                                                                      produzione Teatro dell'Elfo

prima nazionale

 

«‘La musica è cambiata’ non è solo un modo di dire. Il mondo è cambiato, così come il mercato. Ma sono cambiati anche gli uomini e il loro bisogno di esprimersi attraverso l’arte, la poesia, la musica. Cosa determina il bisogno vitale di un artista di esprimersi?».

Francesco Frongia ha chiesto ad Emanuele Aldrovandi di scrivere un testo su misura per Ida Marinelli, interrogandosi attorno a questa domanda. È nato Robert e Patti (presentato come semplice lettura scenica per quattro repliche nel 2018) e ora proposto in una versione compiuta e definitiva, nella quale Riccardo Buffonini e Loris Fabiani affiancano l’attrice dell’Elfo.

È uno spettacolo ‘rock’ che ci trasporta in uno scalcinato loft newyorchese, ingombro di scatole, locandine e manifesti, vestiti e parrucche, strumenti e dischi affastellati in modo precario, come in procinto di essere traslocati. Da qui entriamo in un’altra dimensione di spazio e di tempo e, sospinti dalla musica, approdiamo negli anni Settanta.

 

«Con Robert e Patti – dice il regista – vogliamo raccontare il percorso di un’artista che non ha conosciuto il successo, ma che non riesce a rinunciare alla sua arte e al ricordo del suo amore. I personaggi hanno lo stesso nome di Robert Mapplethorpe e Patti Smith, hanno sfiorato le stesse persone, vissuto negli stessi luoghi, ma non sono riusciti a diventare altrettanto famosi. Ma cosa significa diventare famosi? Famosi per chi, quanto bisogna essere famosi per essere famosi davvero? Andy Warhol prediceva che nel futuro tutti avremmo avuto quindici minuti di notorietà.

Nello spettacolo un agente vende questa notorietà surrogata e cerca di convincere la nostra Patti (che di cognome fa Johnson) ad esibirsi in club improbabili, imitando Patti Smith. Ma l’anima di una vera artista non è mai in vendita, anche se naturalmente ha bisogno di qualcuno che la ascolti. La musica rock, ancora più delle altre arti, è quel settore in cui domina il conflitto tra l’ambizione artistica e il dover soddisfare il gusto del pubblico per poter vendere il proprio lavoro. E torna la domanda: cosa significa essere famosi?

La colonna sonora dello spettacolo spazia dalla ‘famosissima’ Planet Caravan dei Black Sabbath alla musica dei Sonic Youth, gruppo seminale che più di ogni altra band ha segnato lo sviluppo del rock alternativo americano, ma che alla stragrande maggioranza delle persone non dice niente.  Se è nato il grunge, il noise-rock e gran parte dell'indie-rock anni ‘90 lo dobbiamo a loro.

Per dare prova del mondo musicale di Patti Johnson ho chiesto invece a Cesare Malfatti di comporre un paio di brani: il primo s’intitola Pezzi di te, mentre il secondo, Nasci, è una ballata di cui utilizziamo solo la melodia. Nel corso dello spettacolo vedremo che Patti prova a usare la musica per provocare negli ascoltatori una reazione. Un esempio di questo suo stile provocatorio è il pezzo Il disastro (un’improvvisazione della protagonista) in cui canta la strofa ‘il disastro si compie lentamente’ e vedendo lo spettacolo scopriremo che mai canzone è stata più autobiografica...

Patti Johnson non è mai esistita, ma esistono molti artisti come lei. Robert e Patti è dedicato a tutti quelli che ostinatamente rimangono artisti anche se non diventano famosi.

È un viaggio nel mondo della musica alternativa in compagnia degli ultimi sognatori ‘duri e puri’ per cui ‘essere’ è più importante che ‘apparire’. Una lezione di vita, in cui la New York degli anni Settanta si confronta con il mondo di oggi.

La musica oggi ha smesso di funzionare come ‘agente predittivo’ di cambiamenti più ampi. Perché? Cosa è cambiato? Davvero non esiste nessuna alternativa a questo modello di società? E se fosse l’arte che può aiutarci a cambiare il mondo?».

 

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TEATRO ELFO PUCCINI, sala Fassbinder, corso Buenos Aires 33, Milano – Martedì /sabato  ore 21.00, domenica  ore 16.30 – Prezzi: intero € 33 / rid. giovani e anziani €17,50 / online da € 16,50 Info e prenotazioni: tel. 02.0066.0606 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Fracchiolla Martina

 

Pubblicato in Cultura

Il 18 maggio al Teatro Elfo Puccini in corso Buenos Aires di Milano assisteremo a due debutti importanti: "Un letto fra le lenticchie", in sala Bausch, spettacolo di e con Luca Torracca in prima nazionale fino al 30 maggio e "Munch, Autoritratto su carne" di e con Corrado Accordino in sala Fassbinder fino al 23 maggio.

Pubblicato in Cultura

Oggi 27 marzo 2021 si celebra la Giornata Mondiale del Teatro: per l'occasione, ecco alcune dei migliori film e serie tv tratti da opere teatrali da vedere assolutamente in questo giorno

Pubblicato in 16mm

"Lo stupore è la molla di ogni scoperta. Infatti, esso è commozione davanti all’irrazionale." Cesare Pavese

Dal 29 gennaio un’irripetibile esperienza in streaming ideata da Francesco Tesei, noto al grande pubblico per le numerose apparizioni televisive (tra cui anche l’omonimo programma in onda su SkyUno, “Francesco Tesei: Il Mentalista”). Dopo il successo a teatro nello scorso dicembre (tutto sold out) lo spettacolo di Tesei torna a stupirci in una format completamente rinnovato.

Pubblicato in Foyer
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