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«Cucinare è come amare. Ho sempre amato mettere a disposizione degli altri il mio sapere e la cucina è stata il mio principale interesse». Lo chef stellato Claudio Sadler comincia così il suo nuovo libroTutto Sadler, the best of”, edito da Giunti Editore e disponibile a partire dal 15 maggio.

Pubblicato in Food

Grande evento stasera al Fabrique di Milano: i Noel Gallagher's High Flying Birds si esibiscono nella loro prima tappa italiana, già sold-out da mesi. Il re del brit-pop Noel Gallagher ritorna sulla scena musicale con "Chasing Yesterday", album da lui stesso prodotto, e pubblicato il 2 marzo 2015, a quasi quattro anni di distanza da "Noel Gallagher's High Flying Birds", il primo disco realizzato dal grande cantautore dopo lo scioglimento degli Oasis. Con "Chasing Yesterday" Noel si discosta dai lavori precedenti mischiando, nelle varie tracce, diversi generi e stili: si spazia dal rock anni 70 agli Oasis anni 90, al blues e alla psichedelia e non mancano citazioni e auto-citazioni. Presente però anche la qualità, della voce e delle canzoni . Gli altri concerti della band si terranno ad Assago, Piazzola sul Brenta (Padova) e Roma.

14 marzo 2015 Fabrique Via Gaudenzio Fantoli 9 Milano

6 luglio Assago Summer Arena-Area esterna Mediolanum Forum

8 luglio 2015 Piazzola sul Brenta (Padova)-Hydrogen Festival-Anfiteatro Camerini

9 luglio 2015 Rock in Roma-Ippodromo delle Capannelle Prevendite su ticketone.it dalle ore 11.00 di lunedì 16 marzo

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Pubblicato in Musica

Damon Albarn, il principe del Brit Pop, colui che ha allietato gli anni Novanta con l'epica diatriba con Noel Gallagher, ma che è stato soprattutto il cuore e la mente dei Blur (laddove la mano era Graham Coxon) e l'anima ispiratrice del progetto Gorillaz, arriva in Italia a luglio.

Si, avete letto bene, Demon Albarn, Italia, luglio. No, non state sognando, si tratta di una splendida realtà.

Il poliedrico artista britannico arriva nel Belpaese per presentare la sua ultima fatica discografica, "Everyday Robots", la cui uscita è prevista ad aprile. 30 milioni di dischi venduti dopo, Damon Albarn si lancia in una nuova avventura musicale e professionale, forte del credito ottenuto grazie ai Blur, con cui ha pubblicato 7 album e ai Gorillaz, la band virtuale più famosa del mondo, con cui  ha invece sfornato due dischi multiplatino.

Ma eccoci alla notizia nella notizia: da buon inglese amante del Grand Tour, Albarn ha scelto due location magiche in cui affascinare il pubblico italiano: il Vittoriale e il Parco della Musica di Roma.

Come tutti sanno, il Vittoriale è un luogo caro a chiunque ami la poesia, la passione e il bien vivre incarnato dal Vate D'Annunzio.

Bene, siffatta location sarà resa ancora più sognante dalle voce di Damon Albarn e dalla musica che sgorgherà dalla sua chitarra.

Per un'estate da non dimenticare.

 

Damon Albarn in Italia

14 luglio-Vittoriale (Gardone Riviera, BS)

15 luglio: Cavea Auditorium Parco della Musica (Roma)

 

Biglietti in vendita nelle seguenti giorni:

Venerdi 14 febbraio (data del 14 luglio)

Venerdi 21 febbraio (data del 15 luglio)

 

Circuito Ticketone

 

Per maggiori informazioni: www.ticketone.it

 

Pubblicato in Musica
Lunedì, 08 Aprile 2013 11:47

I Blur tornano in Italia

La band inglese si esibirà il 28 Luglio a Milano per il City Sound e il 29 Luglio a Roma per il Rock in Rome.

 

1995 – Sono un ragazzino che si sta avvicinando alla musica. Siamo in pieno periodo Brit Pop ed io mi ci tuffo a piè pari. E per viverlo appieno devi scegliere: Blur o Oasis? Non puoi amare entrambi, devi schierarti, così come hanno fatto i tuoi coetanei di trent’anni fa: Beatles o Rolling Stones, i bravi ragazzi o quelli brutti e cattivi. E io ho scelto i figli della “working class” a cui piace il calcio e la birra, contro i “cockney” sofisticati e intellettuali. Ok, le canzoni dei Blur mi piacciono, i loro singoli sono travolgenti, gli album veramente notevoli, ma io sono un ragazzino, sono fan, devo e voglio schierarmi: il mio gruppo preferito sono gli Oasis e di conseguenza disprezzo i Blur.

 

2003 – Sono uno studente universitario. In otto anni sono maturato molto, anche e soprattutto musicalmente. Col tempo ho dovuto ammettere ciò che da ragazzino non mi avrebbero tirato fuori nemmeno sotto tortura: che i Blur sono una delle migliori band che la mia amata Inghilterra abbia mai sfornato (e ne ha sfornate tante). La band dell’Essex, ma formatasi a Londra, tira fuori un album migliore dell’altro (Parklife, The Great Escape, l’omonimo Blur, 13), un singolo più travolgente dell’altro (da Girls And Boys a Coffee And TV, passando per The Universal, Charmless Man e tanti altri). Sperimentano, cambiano; non si fermano al Brit Pop, sono avanti, vanno oltre. Damon Albarn è un paroliere e un frontman ispiratissimo; Graham Coxon il chitarrista “nerd” che tutti avrebbero voluto nella propria band; Alex James e Dave Rowntree la loro degna sezione ritmica. Arriva la notizia che suoneranno in Italia; il giorno dell’apertura delle vendite ero il primo a fare la fila al mio solito negozio. Sono passati dieci anni ma lo ricordo come se fosse ieri: 11 Novembre 2003, Vox Club, Nonantola, provincia di Modena: la band presenta in maniera eccelsa quello che sarà il loro album più sperimentale, Think Tank; ma che sarà anche il loro ultimo album in studio: durante le registrazioni Coxon abbandona la band e in tour verrà sostituito da Simon Tong, già chitarrista dei Verve. L’assenza di Coxon però non fa rimpiangere affatto il prezzo del biglietto; un concerto travolgente, con un Damon Albarn in formissima. Il ragazzino si sbagliava: i Blur sono una band eccezionale che non ha nulla da invidiare (anzi…) agli ormai ex-rivali Oasis.

 

2013 – Negli ultimi anni vedo i componenti dei Blur occupati in varie attività: Albarn in innumereveli progetti musicali (i Gorillaz, i The Good, the Bad & the Queen, tre album da solista, varie colonne sonore), Coxon concentrato esclusivamente sulla sua carriera da songrwriter (ben 8 album dal 1998 al 2012), James coinvolto nelle iniziative più disparate (giornalista, esperto di astronomia, protagonista e ideatore di un documentario sulla cocaina…), Rowntree impegnato in politica e contro la pirateria musicale. Le speranze di vedere di nuovo la band dal vivo si affievoliscono col passare degli anni.

Ma proprio quando le ultime speranze sembravano svanite, ecco una serie di colpi di scena: nel 2007 viene annunciato il rientro di Coxon nella band, nel 2009 la formazione originale suona dal vivo in più occasioni (purtroppo solo in festival organizzati in Gran Bretagna: Hyde Park, Glastonbury, T in the Park), tra il 2010 e il 2012 vengono dati alle stampe due compilation, due live e soprattutto due singoli inediti (Under the Westway e The Puritain). Un brivido corre lungo la mia schiena: forse avrò di nuovo l’occasione di vedere ed ascoltare dal vivo quella band meravigliosa che con me è cresciuta ed è cambiata. Ed ecco che vengono annunciate due date in Italia: 28 luglio Milano; 29 luglio Roma. Mi fiondo a comprare i biglietti per la data di Milano organizzata dal City Sound Festival all’Ippodromo di San Siro. Mentre scrivo ho i biglietti vicino a me e mi emoziono all’idea di quel giorno: indosserò la maglietta di “Crazy Beat” che comprai a quel concerto dieci anni fa e parteciperò ad un evento storico con vecchi e nuovi fan del Brit Pop, con ragazzini che li hanno appena scoperti e con persone che li conoscono a malapena. Tutto come dieci anni fa: con la stessa curiosità e con la stessa sicurezza di assistere ad un concerto pieno di emozioni.

 

 

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