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Dall’1 al 14 luglio, presso lo Spazio Oberdan di Milano, la Fondazione Cineteca Italiana presenterà il documentario Hitchcock - Truffaut.

UGO, NESSUNO E CENTOMILA è la cine-rassegna, organizzata da Fondazione Cineteca Italiana, dedicata a Ugo Tognazzi, che si terrà dall’8 al 31 dicembre 2015 al MIC – Museo Interattivo del Cinema.

Così come rimanda il titolo dell’evento, Tognazzi era sia attore di cinema, personaggio televisivo a fianco di Raimondo Vianello, ma anche grande attore teatrale che, nel corso della sua carriera, ha interpretato “centomila” ruoli differenti, rappresentando tutte le sfumature che sono intercorse nel passaggio dal Neorealismo cinematografico alla Commedia all’italiana. Ugo fu abile interprete, in chiave comica,  di vizi e virtù della società a lui contemporanea; il suo volto, dai lineamenti contadineschi e contemporaneamente borghesi, rispecchiava perfettamente quell’intera generazione di uomini, tipicamente delle province settentrionali, “fatti da sé”, i “self-made men” del boom economico.

La rassegna si aprirà martedì (8/12) alle ore 15.00 con “Il fischio al naso” (1967), sceneggiatura importante sia per la sua carriera, che con questo film si apre anche alla regia, sia per il peso del contenuto, tratto dal celebre racconto “Sette piani” di Dino Buzzati: l’inquietudine del malato terminale viene rivisitata in chiave comica, con un risultato allo stesso tempo riflessivo ed esilarante.

La programmazione risulta ricca di capolavori di importanti registi del panorama italiano del tempo, che portano la firma interpretativa dell’attore, tra i quali: “Il vizietto” (1978), commedia scritta e originariamente interpretata da Jean Poiret, “La grande abbuffata” (1973), con l’altrettanto celebre Marcello Mastroianni, la commedia nazional-popolare di Monicelli, “Romanzo popolare” (1974), e l’intramontabile secondo atto di “Amici miei” (1982), manifesto di un’intera generazione. Un continuo salto avanti e indietro nel tempo per rivivere le grandi interpretazioni del comico, tra le quali, secondo la critica, la migliore si può trovare in “La tragedia di un uomo ridicolo” (1981) di Bernardo Bertolucci, che gli valse la Palma d’oro per la miglior interpretazione al Festival di Cannes.

Un uomo dal rapporto con il pubblico senza mezzi termini, non rimaneva indifferente, poteva solo essere amato o odiato, ma senza dubbio, anche tra chi non lo apprezzava, Ugo Tognazzi ha lasciato un segno indelebile, quello di un comico, interprete della sua epoca, che con ironia rifletteva, senza troppi mezzi termini, sulla complessità della vita stessa.

 

UGO, NESSUNO E CENTOMILA Dall’8 al 31 dicembre 2015 MIC – Museo Interattivo del Cinema

 

INFO: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.cinetecamilano.it Telefono 02 87242114

Biglietto d’ingresso intero: € 5,50 Biglietto ridotto: € 4,00 Biglietto d’ingresso adulto + bambino: € 6,00

Martedì 8 dicembre h 15.00 Il fischio al naso (Ugo Tognazzi, Italia, 1967, 113’ con Ugo Tognazzi e Tina Louise) h 17.00 Venga a prendere il caffè da noi  (Alberto Lattuada, Italia, 1970, 113’ con Ugo Tognazzi e Milena Vukotic)

Mercoledì 9 dicembre h 15.00 Il vizietto (Edouard Molinaro, Fr./Ita., 1978, 103’ con Ugo Tognazzi e Michel Serrault) h 17.00 La stanza del vescovo (Dino Risi, Italia, 1977, 110’ con Ugo Tognazzi e Ornella Muti)

Venerdì 11 dicembre h 15.00 La donna scimmia (Marco Ferreri, Ita./Fr., 1964, b/n, 90’ con Ugo Tognazzi e Annie Girardot) h 17.00 Il federale (Luciano Salce, Italia, 1961, b/n, 100’ con Ugo Tognazzi, Gianni Agus) h 19.00 Una storia moderna-L’ape regina (Marco Ferreri, Ita./Fr., 1963, b/n, 91’ con Ugo Tognazzi e Marina Vlady)

Sabato 12 dicembre h 16.00 Io la conoscevo bene (Antonio Pietrangeli, Ita./Fr./RFT, 1965, b/n, 109’ con Ugo Tognazzi e Stefania Sandrelli) h 18.00 La tragedia di un uomo ridicolo (Bernardo Bertolucci, Italia, 1981, 110’ con Ugo Tognazzi e Anouk Aimée)

Domenica 13 dicembre h 17.00 Nell’anno del signore (Luigi Magni, Italia, 1969, 117’ con Ugo Tognazzi e Nino Manfredi) h 19.15 L’udienza (Marco Ferreri, Italia, 1971, 112’ con Ugo Tognazzi e Claudia Cardinale)

Martedì 15 dicembre h 15.00 Marcia Nuziale (Marco Ferreri, Italia, 1966, b/n, 80’ con Ugo Tognazzi e Gaia Germani) h 17.00 La grande abbuffata (Marco Ferreri, Ita./Fr., 1973, 123’ con Ugo Tognazzi e Marcello Mastroianni)

Mercoledì 16 dicembre h 17.00 Romanzo popolare (Mario Monicelli, Italia, 1974, 102’ con Ugo Tognazzi, Ornella Muti, Michele Placido)

Giovedì 17 dicembre h 15.00 Il maestro e Margherita (Aleksandar Petrović , Italia/Jug., 1972, 100’ con Ugo Tognazzi, Mismy Farmer) h 17.00 La vita agra (Carlo Lizzani, Ita./Fr., 1963, b/n, 100’ con Ugo Tognazzi e Giovanna Ralli)

Venerdì 18 dicembre h 15.00 Una storia moderna-L’ape regina (Marco Ferreri, Ita./Fr., 1963, b/n, 91’ con Ugo Tognazzi e Marina Vlady) h 17.00 La donna scimmia (Marco Ferreri, Ita./Fr., 1964, b/n, 90’ con Ugo Tognazzi e Annie Girardot) h 19.00 La stanza del vescovo (Dino Risi, Italia, 1977, 110’ con Ugo Tognazzi e Ornella Muti)

Sabato 19 dicembre h 18.00 Amici miei atto II (Mario Monicelli, Italia, 1982, 129’ con Ugo Tognazzi e Gastone Moschin)

Domenica 20 dicembre h 19.00 La grande abbuffata (Marco Ferreri, Ita./Fr., 1973, 123’ con Ugo Tognazzi e Marcello Mastroianni)

Martedì 29 dicembre h 17.00 Il federale (Luciano Salce, Italia, 1961, b/n, 100’ con Ugo Tognazzi, Gianni Agus)

Mercoledì 30 dicembre h 17.00 L’udienza (Marco Ferreri, Italia, 1971, 112’ con Ugo Tognazzi e Claudia Cardinale)

Giovedì 31 dicembre h 17.00 Il fischio al naso (Ugo Tognazzi, Italia, 1967, 113’ con Ugo Tognazzi e Tina Louise)

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Fino al 14 dicembre è in scena al Teatro i "C'è un diritto dell'uomo alla codardia", omaggio a Heiner Müller.

Heiner Müller, uno dei drammaturghi più taglienti e visionari del novecento, viene rivisitato da quattro drammaturghi e sei attori, guidati dalla dramaturg Francesca Garolla e dal regista Renzo Martinelli.

Lo spettacolo è la prima tappa del progetto TO PLAY. To play come giocare, affrontare e ripensare un’opera teatrale, in questo caso un testo feroce e impalpabile.

C’Ѐ UN DIRITTO DELL’UOMO ALLA CODARDIA inaugura per Teatro i un nuovo processo produttivo. Dieci giovani professionisti (tra attori e drammaturghi) sono stati messi al lavoro per studiare e analizzare Germania 3, l'ultimo testo di Müller, concluso a pochi mesi dalla morte. Il risultato è un testo autonomo ma che strutturalmente rispetta l’originale del drammaturgo tedesco.

Il progetto affronta diversi interrogativi, come quale sia il rapporto tra individuo e storia, in che modo la storia passata influenzi il singolo individuo, che cosa si intende per memoria individuale e collettiva.

Müller ha detto spesso che le sue opere sono come un iceberg o un ippopotamo in cui la parte invisibile, sommersa, è più importante della parte visibile (dall'introduzione di Jean Jourdheuil a Teatro IV edizione Ubulibri).

Il progetto TO PLAY proseguirà nelle prossime stagioni in un nuovo e aperto confronto con giovani professionisti, tra alta formazione, ricerca e realizzazione spettacolare, una commistione di esperienze e linguaggi differenti.

RENZO MARTINELLI, regista, è direttore artistico di Teatro i, compagnia di produzione nata negli anni novanta. Teatro i, dopo aver ricevuto diversi riconoscimenti per la sua attività produttiva, gestisce dal 2004 l’omonimo spazio teatrale a Milano e nel 2006 vince il premio Hystrio-Provincia di Milano. Renzo Martinelli realizza numerose regie, tra cui ricordiamo: La Santa di Antonio Moresco (2000) vincitore del premio Sette spettacoli per un nuovo teatro italiano; Sinfonia per corpi soli – omaggio a Sarah Kane, premio Ubu 2002, Prima della Pensione di Thomas Bernhard (2006) - per cui Federica Fracassi vince il premio Duse come attrice emergente, Incendi di Wajdi Mouawad (2011) e Hilda di Marie Ndiaye (2011) – spettacoli per cui Federica Fracassi ha ricevuto il Premio Ubu, il Premio Duse e il Premio della Critica -, Lotta di negro e cani di Bernard-Marie Koltès (2012). Nel 2013 il Piccolo Teatro di Milano produce Blondi, parte della trilogia Innamorate dello spavento, di Massimo Sgorbani, conclusa con Magda e lo spavento, presentato a Teatro i nel 2014 e in programmazione, il prossimo dicembre, al Teatro Elfo Puccini di Milano e nella stagione 2015/2016 del Teatro di Roma.

FRANCESCA GAROLLA, dal 2004 dramaturg e direttrice artistica del Teatro i con Renzo Martinelli  e Federica Fracassi. Il suo primo testo N.N. (Nomen Nescio) è stato selezionato e tradotto all’interno del progetto Face à face – Parole di Francia per scene d’Italia, come Solo di me - Se non fossi stata Ifigenia sarei Alcesti o Medea che è stato presentato a cura de La Chartreuse all’interno del Festival d’Avignon 2015. Da poco si è concluso, con grande successo di pubblico e di critica lo spettacolo Non correre Amleto. Tutti e tre gli spettacoli sono stati rappresentati a Teatro i con la regia di Renzo Martinelli.

 

Fino al 14 dicembre 2015

PRIMA NAZIONALE

MILANO – TEATRO i

C’Ѐ UN DIRITTO DELL’UOMO ALLA CODARDIA

omaggio a Heiner Müller

regia Renzo Martinelli

dramaturg Francesca Garolla testi di Francesco Alberici, Stefano Cordella,

Héléna Rumyantseva, Giulia Tollis con Liliana Benini, Cristina Cappelli, Daniele Crasti,

Marco De Francesca, Giulia Mancini, Mauro Sole

produzione Teatro i – TO PLAY con il contributo di Regione Lombardia / NEXT

si ringrazia Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi

 

PER INFO E BIGLIETTERIA

TEATRO I

via Gaudenzio Ferrari 11, Milano

lunedì /giovedì / venerdì ore 21.00 - mercoledì / sabato ore 19.30 - domenica ore 17.00

durata: 70' (senza intervallo)

info e prenotazioni: tel. 02/8323156 – 366/3700770 –Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – www.teatroi.org

intero: 18 euro / convenzionati: 12 euro / under 26: 11,50 euro / over 60: 9 euro

giovedì vieni a teatro in bicicletta: 7 euro

 

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Venerdì 27 novembre è l’ennesima serata di debutto per la fitta stagione teatrale presentata dal Franco Parenti di Milano. “Il lavoro di Vivere” di Hanoch Levin, peraltro reduce del grande successo riscosso lo scorso anno, va in scena con la regia di Andrée Shammah e la ripresa di Carlo Cecchi, grande maestro del teatro italiano, protagonista dell’opera insieme a Fulvia Carotenuto e Massimo Loreto.

Hanoch Levin è uno dei più importanti autori e drammaturghi israeliani, il suo lavoro comprende commedie, tragedie, e cabaret satirici. L’idea di teatro che proponeva è irriverente, nei testi unisce spiritualità e cruda realtà, le situazioni più imbarazzanti celano la poesia dei suoi intenti. La critica verso la cultura borghese si fonde ai contrasti tra carne e spirito, facendo emergere la vera essenza dell’uomo meschino: colui che sogna di stare nel riflesso della luce della felicità altrui.

“Il lavoro di vivere” narra il rapporto di amore e odio tra due persone di mezza età, dalle quali il sentimento reciproco emerge solo a tratti, intervallato da dure parole, rimpianti ed insulti. L’opera si apre all’insegno del sarcasmo, i coniugi si rivolgono vicendevolmente con appellativi cattivi, provano rimorsi l’uno nei confronti dell’altra, ma allo stesso tempo non riescono a distaccarsi e a rompere il loro rapporto.

Yona accusa la moglie Leviva dei suoi insuccessi, ma al contempo prova pena per lei fino ad ammettere che «non riesce a vivere né con lei né senza di lei». L’uomo ritrova nella donna le sue origini, il duro rapporto con la sua terra, Israele, con la quale insiste il suo rapporto di amore e odio. Intorno a queste due persone ci sono dubbi, paure, prima la morte, ed il rimpianto di non aver raggiunto i propri obbiettivi, fino a porsi la più banale delle domande “Cosa è successo? Come siamo potuti arrivare a questo punto?”.

A risolvere i loro interrogativi interverrà un terzo personaggio, amico di Yona, che con sottile ironia e indirettamente, tratterà molti luoghi comuni del suo popolo. Lo spettatore ride di gusto, senza accorgersi che sta ridendo di sé stesso.

La scenografia di Gian Maurizio Fercioni ospiterà lo spettacolo fino al 13 dicembre, accompagnata dalle musiche di Michele Tadini, le luci di Gigi Saccomandi ed i costumi di Simona Dondoni.

 

“Il lavoro di Vivere” 27 novembre – 13 dicembre 2015

di Hanoch Levin

uno spettacolo di Andrée Ruth Shammah ripreso da Carlo Cecchi con Carlo Cecchi, Fulvia Carotenuto, Massimo Loreto collaborazione alle scene Gian Maurizio Fercioni collaborazione alle luci Gigi Saccomandi costumi Simona Dondoni musiche Michele Tadini Produzione Teatro Franco Parenti

 

INFO e PREVENDITE: Biglietti intero 32€; under26/over60 18 €; convenzionati 22,50€ (prevendita 1,50 €)

martedì ore 20.00; mercoledì ore 19.15; giovedì ore 20.30; venerdì ore 19.15; sabato ore 21.00; domenica ore 16.00; lunedì riposo

Tel : 02 59 99 52 06 E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Sito : http://www.teatrofrancoparenti.it Fb : http://www.facebook.com/teatrofrancoparenti

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Questa sera il Teatro Officina sarà presente alla Casa della Carità con lo spettacolo "L'ultima cena. La cena degli ultimi" per la regia di Massimo de Vita, tappa di un tour che prevede l'approdo in alcuni luoghi significativi di accoglienza a Milano, con l'obbiettivo di sensibilizzare riguardo il tema della mancanza di cibo per gran parte dell'umanità.

Realizzato in collaborazione con "Expo in città", il Teatro Officina propone un ensemble di autori e testi di vario genere, selezionati da Maurizio Meschia: dalla letteratura internazionale, con Neruda, Szymborka e Prevert, agli scrittori italiani come Manzoni, Gadda ed Eduardo, fino a raggiungere la cultura popolare della Commedia dell'arte e del comico con Scarpetta, Campanelli e Totò.

Insieme vi saranno anche delle video installazioni, curate da Antonio Grazioli, che mostreranno il celeberrimo dipinto di Leonardo, "L'ultima cena", per poi concludersi sui miseri pasti dei meno fortunati.

Gli attori non saranno distaccati, bensì gireranno tra il pubblico con l'intento di creare un clima conviviale e di vicinanza allo spettatore, infatti sarà quest'ultimo, ognuno in autonomia e nella propria interiorità, ad elaborare una riflessione sui contenuti proposti e a trarne le conclusioni.

Il Teatro Officina è nato a Milano nel 1973 come teatro di sperimentazione. A partire dagli anni Novanta ridefinisce ulteriormente la sua vocazione verso il lavoro culturale radicato con il territorio, elaborando un proprio metodo di ricerca delle narrazioni popolari e di restituzione sociale delle stesse. Tra il 2004 e il 2007 aveva già collaborato con la Casa della Carità per favorire l'inserimento della struttura nel quartiere, organizzando momenti volti al dialogo tra gli anziani della zona ed i nuovi ospiti stranieri della Casa.

 

“L’ultima cena. La cena degli ultimi”

Casa della Carità – Via F. Brambilla 10, Milano

26 novembre 2015 ore 21.00

INGRESSO LIBERO

Regia Massimo de Vita Con Massimo de Vita, Tano Avanzato, Francesco Arioli, Lorenza Cervara, Maria Letizia Dorsi, Tiziana Fogli, Stefano Grignani, Anna Lisa Iodice, Sebastian Loque Herrera, Adriano Rizzo Testi scelti da Maurizio Meschia Video istallazioni: Antonio Grazioli Scenografia: Alice Benazzi Luci: Beppe Sordi Produzione: Teatro Officina in collaborazione con Expo in città

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Mercoledì 25 e venerdì 27 novembre e il 2, il 4 e l'11 dicembre 2015 Francesco Brandi, nipote dell'attore Silvio Orlando, porta in scena lo spettacolo "SFASCIATOIO. Storie di ordinarie insicurezze" al Teatro Franco Parenti di Milano.

Inserito all'interno della rassegna "MIracconto. Racconti in prima persona, Milano sullo sfondo", lo spettacolo si propone come un monologo introspettivo sulle insicurezze di dell'attore, nelle quali si potrebbero rispecchiare molti altri suoi coetanei.

Una carriera nel mondo della recitazione, forse non proprio il futuro che si prospettava, una giovinezza che volge al termine della sua spensieratezza e un pargolo in arrivo: questa è la situazione che Francesco si trova ad affrontare, circondato da una famiglia che vede tutto ciò normale, normale per tutti, ma non ancora per lui, che non si sente ancora pronto. Questa volta però non vuole farsi cogliere alla sprovvista e, in una Milano sempre frenetica che non accetta ritardi, decide di affrontare questo percorso semplicemente parlandone, con tutti e di tutto, senza filtri e con autoironia.

Le possibilità di trovare Francesco Brandi al Franco Parenti non si esauriscono con "SFASCIATOIO" che andrà in scena il 25 e 27 novembre  e il 2, 4 e 11 dicembre, alle ore 22.00 al Café Rouge, ma lo vedremo anche ne "Il Malato Immaginario" per la regia di Andrée Ruth Shammah, in scena fino al 20 dicembre 2015, nel ruolo del figlio del Dottor Purgon. Sempre nell'abito della stagione 15.16 del Parenti, a gennaio debutterà anche "Per strada" con Francesco Sferrazza Papa per la prima regia di  Raphael Tobia Voge, un testo che riconosce nella figura di Francesco Brandi quella del suo autore.

 

“SFASCIATOIO. Storia di ordinarie insicurezze” di e con Francesco Brandi Café Rouge - Produzione Teatro Franco Parenti 25 e 27 novembre 2, 4 e 11 dicembre h. 22:00 Biglietti € 15,00

Info Tel : 02 59 99 52 06 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; http://www.teatrofrancoparenti.it Evento FB: https://www.facebook.com/events/926912030722867/

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Domani pomeriggio il Teatro Manzoni propone un grande classico: "Il libro della giungla", inserito nella rassegna "The family show". Un branco di lupi che vive in una giungla trova un giorno un neonato, e decide di accoglierlo come un figlio. Il piccolo cresce come un lupo, ma l'istinto dell'essere umano è dentro di lui ed è destinato a emergere. Nel momento in cui Mowgli diventa adolescente, infatti, anche i suoi amici e la sua famiglia adottiva si rendono conto che il ragazzo deve prendere la strada giusta. Ed è per questo che per proteggerlo da un tipo poco raccomandabile, partono tutti per un viaggio che lo porterà ad incontrare tanti simpatici amici. Col loro aiuto avrà l'opportunità di raggiungere il villaggio degli “umani”, dove verrà accolto e cresciuto come tale.

Con un cast di Cantanti, Attori, Ballerini e Acrobati, professionisti del musical Nazionale, firmato All Crazy & Soldout.

Personaggi e interpreti

MOWGLI  Daniele Romano; BALU’ Salvo Bruno; BAGHEERA  Cinzia Del Barba;

SHERE KAN  Selene Demaria; GENERALE FANT  Giuseppe Brancato;

RE GIOVANNI Nickolas Pozzi; AKELA  Patrizio Longo;

ENSEMBLE  Laura Legrottaglie, Jessica Aiello, Mariateresa Notarangelo, Massimo Finocchiaro

DURATA: 80 MINUTI

BIGLIETTO Posto unico:  adulti € 15,00  -  bambini  fino a 14 anni € 10,00  -  under 3 anni € 4,50

 

 

 

Dal 26 ottobre al 2 novembre la compagnia teatrale "La fenice dei rifiuti" vuole rendere omaggio a Pier Paolo Pasolini a trent'anni dalla sua morte. Lo fa con lo spettacolo "Più dei santi, meno dei morti- La notte in cui Pasolini", una vicenda che ha tutti i connotati della tragedia, senza un deus ex machina a risolvere la vicenda, né una catarsi. Lo fa trasferendo nella contemporaneità gli elementi tipici della tragedia: la metafora spinta, l’eroe con tutte le sue contraddizioni, il coro, qui portatore di un linguaggio, fisico e verbale, spinto all’estrema provocazione, indigeribile, inaccettabile.

2 novembre 1975. Ore 6.30. Una donna esce dalla sua casa, una baracca abusiva in Via dell’Idroscalo, ad Ostia; scorge un sacco della spazzatura lungo la stradina che da casa sua porta sulla strada principale. Si avvicina per spostarlo e si accorge che il sacco della spazzatura è in realtà il corpo di un uomo, più precisamente del poeta Pier Paolo Pasolini.

Il corpo è massacrato. Fratture ovunque, alle braccia, al costato, alla mandibola, ferite sul collo, sulla fronte, sulla nuca. Il cuore scoppiato per il passaggio di un’autovettura sul suo torace. Il sangue, mischiato alla melma, al fango, fa assumere al cadavere un colorito terrificante. Non sarà l’unico tipo di fango gettato sulla figura di Pier Paolo Pasolini. Ancora oggi, per la giustizia italiana, Pier Paolo Pasolini è un pedofilo, uno stupratore che ha cercato di abusare di un minorenne, il quale reagendo lo ha ucciso.

Ma questa ricostruzione ha celato in realtà una vicenda molto più agghiacciante,che parte da tredici anni prima, da una bomba collocata sull’aereo su cui viaggiava il Presidente dell’Eni Enrico Mattei, per poi trasferirsi nella Sicilia del 1970, dove viveva e lavorava il giornalista del quotidiano “L’Ora” di Palermo Mauro De Mauro, e concludersi (forse) tra le pagine di un libro, l’ultima opera di Pier Paolo, mai terminata, e pubblicata soltanto diciassette anni dopo la sua morte. Un libro enigmatico, un libro impubblicabile, inaccettabile, poiché in quel libro Pier Paolo voleva raccontare tutta la storia italiana “nascosta” dal dopoguerra in poi, svelare i retroscena e i meccanismi del potere. Al centro di tutta la vicenda, l’Eni. Il titolo di quel libro è Petrolio.

 

Dal 26 ottobre al 2 novembre 2015

PIÚ DEI SANTI, MENO DEI MORTI

La notte in cui Pasolini

drammaturgia e regia Alessandro Veronese

con Laura Angelone, Federica D'Angelo, Christian Gallucci, Michela Giudici, Vanessa Korn, Susanna Miotto, Alessandro Prioletti, Alessandro Veronese

aiuto regia Francesca Gaiazzi

fotografa di scena Greta Pelizzari

produzione Fenice dei Rifiuti

TEATRI DI INDAGINE – ATTO QUINTO

 Finalista Premio Scintille013 – Asti Teatro

 

Teatro Libero

Via Savona, 10 – Milano

 

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BIGLIETTERIA

PREZZI BIGLIETTI

Intero € 21,00

Ridotto under26 e over60 € 15,00

Allievi Teatri Possibili con TPCard € 10,00

(prime rappresentazioni € 3,00)

Prevendita € 1,50

ORARIO SPETTACOLI Da lunedì a sabato ore 21.00

Domenica ore 16.00

ORARI BIGLIETTERIA Da lunedì a venerdì dalle 15.00 alle 19.00

Nei giorni di spettacolo: Da lunedì a venerdì fino alle 21.30 Sabato dalle 19.00 alle 21.30

Domenica dalle 14.00 alle 16.30

CONTATTI

02 8323126 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

ACQUISTI ONLINE

www.teatrolibero.it

 

 

 

Al Teatro Carcano di Milano, dal 14 ottobre, non perdetevi “Il Mio Nome è Nessuno – L’ULISSE” tratto dal libro di Valerio Massimo Manfredi e interpretato da Sebastiano Lo Monaco, con la regia di Alessio Pizzech e l’adattamento drammaturgico di Francesco Niccolini.

Ulisse è una delle figure più affascinanti della mitologia greca, che ha ispirato migliaia di scrittori, tra i più celebri ricordiamo sicuramente Dante Alighieri, che ne parlò nella sua Divina Commedia,  e James Joyce, il quale gli dedicò un intero libro completamente rivisitato.

Lo stesso Manfredi ha dedicato ben due libri a questo poliedrico uomo dalle mille risorse: il primo racconta le gesta dell'eroe di Itaca dall'infanzia di Odysseo fino alla distruzione di Troia; il secondo, invece, continua dalla partenza da Ilio dopo la fine tragica e vittoriosa della lunga guerra, e arriva fino all'arrivo a Itaca.

Un personaggio così intenso, poetico, tragico e intriso di sangue e dolore che invece di dar segni di invecchiamento, trova un nuovo respiro e un ritrovato vigore nella prosa di Manfredi, che il regista Alessio Pizzech e il drammaturgo Francesco Niccolini hanno trasformato in spettacolo teatrale: un lungo viaggio tra poesia, disperazione ed erotismo per attraversare la vita di un uomo, anche se quest'uomo ama farsi chiamare Nessuno.

Questo Ulisse non procede in linea retta: la sua strada è lunga e contorta, riparte dal suo ritorno a Itaca, dal primo incontro con Telemaco suo figlio. È a lui che racconterà – prima della grande vendetta – dieci anni di guerra e dieci di faticosissimo ritorno verso casa.

Nelle vesti di questo Ulisse, sotto i riflettori, troviamo Sebastiano Lo Monaco, che si troverà a dialogare con parecchi fantasmi nel corso di tutto lo spettacolo, tra cui le donne che hanno avuto un ruolo fondamentale in tutta la durata dell’epopea: Elena, Penelope, Circe, Calypso, Nausicaa e Athena.

Anche gli eroi del passati di Odysseo saranno presenti sotto forma di ricordo, come Menelao, Aiace e, su tutti, Achille con l'amato Patroclo. Il risultato Il risultato sarà una lunga, intensissima narrazione con una voce principe, quella di Lo Monaco, e intorno tutti quei demoni – divinità, mostri, nemici, eroi, vivi e morti, più tutti i ricordi – che ne hanno costellato il viaggio sterminato, descrivendone il destino immortale. Una sinfonia dunque, un canto ricco di poesia, che – pur nel rispetto della tradizione aedica – troverà una forma drammaturgica originale, sorprendente, perché non sarà il furbo Ulisse senza limiti ad apparire allo spettatore, ma un uomo ancora più moderno, sopravvissuto a una guerra dove ha conosciuto la paura e l'orrore, provato da dieci anni di morte e naufragi, mancati ritorni e misteriosi sussurri del desiderio.

Un personaggio, quello di Ulisse, che Lo Monaco sente pulsare nelle vene, vista la sua origine siciliana, siracusana precisamente, intrisa di classicità ellenica.

In scena con Lo Monaco: Maria Rosaria Carli, Turi Moricca, Carlo Calderone e  i dodici sassofoni e le due percussioni dell’Orchestra Sax in Progress.

Lo spettacolo ha debuttato lo scorso 11 agosto nell’ambito del Festival Plautus di Sarsina (FO) e adesso sarà in scena al Carcano di Milano dal 14 al 25 ottobre 2015.

Il mio nome è Nessuno – L’ULISSE

Di Valerio Massimo Manfredi, con Sebastiano Lo Monaco, regia di Alessio Pizzech

 da mercoledì 14 a domenica 25 ottobre 2015 Teatro Carcano, Corso di Porta Romana, 63, Milano

adattamento e drammaturgia testo Francesco Niccolini

Con Maria Rosaria Carli, Turi Moricca, Carlo Calderone e Orchestra Sax in Progress dal Conservatorio Perosi di Campobasso

Produzione SiciliaTeatro  ORARI martedì, mercoledì, giovedì e sabato ore 20,30 – venerdì ore 19,30  – domenica ore 16 PREZZI poltronissima € 34 - balconata € 25 – Under 26 € 15/13,50 PER SCUOLE E GRUPPI ORGANIZZATI Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. INFO e PRENOTAZIONI TELEFONICHE 02 55181377 – 02 55181362 VENDITA ONLINE www.vivaticket.it - www.ticketone.it - www.happyticket.it - www.getiticket.it - www.bookingshow.com

LO MONACO

Il teatro è uno dei mezzi più potenti per esprimere un’opinione o un pensiero e quando viene usato per le giuste cause e per portare avanti battaglie vere e proprie, allora, non si può far altro che andare al botteghino, comprare il biglietto, sedersi in platea aspettando che le luci si abbassino e godersi la magia.

Il 13 ottobre, al Teatro Carcano di Milano, torna in scena con una replica straordinaria, PER NON MORIRE DI MAFIA, uno spettacolo, sotto forma di monologo, tratto dall’omonimo libro di Pietro Grasso, ex procuratore nazionale antimafia e attuale presidente del Senato, scritto in collaborazione con Alberto La Volpe, Spering & Kupfer, nel 2009.

Un uomo, che lotta per portare avanti la propria idea di un mondo pulito, di una società che possa definirsi tale. Un uomo “contro” che mette la sua vita in prima linea per salvare la speranza di un futuro possibile.

Un teatro attuale, che tocca un tasto dolente del mondo che ci circonda, che parla di ciò che per molto tempo è stato nascosto, di ciò di cui a lungo si è preferito tacere.

Se Falcone e Borsellino teorizzano che per combattere la mafia è necessario conoscerla, qui, Pietro Grasso, aggiunge che per una lotta ad armi pari è indispensabile avere la percezione della sua pericolosità, soprattutto nel tentativo di parlarne alle coscienze dei più giovani.

Si tratta quindi di una vero e proprio progetto sotto forma di spettacolo. Un modo per far conoscere una realtà che sembra essere stata dimenticata, ma che così non è. Una realtà che per anni è stata celata e per la quale moltissime persone hanno perso la vita. Una realtà che dovrebbe essere contrastata indistintamente da tutti, ogni giorno, con ogni mezzo possibile.

Uno spettacolo contro il silenzio, che si propone di far parlare, discutere, ma soprattutto uno spettacolo che cerca una reazione.

Una costante ricerca di risposte a domande scomode, la voglia di analizzare e capire quello che ci circonda e i meccanismi che hanno portato questa piaga ad essere parte della società.

Il grido del personaggio in scena è rivolto alle coscienze: perché la cosa peggiore che si può fare a riguardo è ignorare. Questo è un monologo che cerca proprio una presa di posizione, una scelta di vita, per poter costruire, insieme, il futuro che tutti noi ci meritiamo, un futuro pulito.

Un teatro, questo, che rievoca la sua funzione civile ed educativa, capace di disegnare gli uomini e di delineare esperienze. Un teatro che, senza troppi intellettualismi, vuole recuperare il senso civico perso.

La versione scenica è di Nicola Fano e l’adattamento drammaturgico di Margherita Rubino. Lo spettacolo è stato fortemente voluto da Sebastiano Lo Monaco ed è stato accolto a gran voce al Festival dei Due Mondi di Spoleto nel 2010.

“Finché la mafia esiste bisogna parlarne, discuterne, reagire. Il silenzio è l’ossigeno grazie al quale i sistemi criminali si riorganizzano e la pericolosissima simbiosi di mafia, economia e potere si rafforza. I silenzi di oggi siamo destinati a pagarli duramente domani, con una mafia sempre più forte, con cittadini sempre meno liberi”, Pietro Grasso.

 

PER NON MORIRE DI MAFIA Di Pietro Grasso, con Sebastiano Lo Monaco. 13 ottobre 2015 al Teatro Carcano, corso di Porta Romana, 63, Milano.

INFO BIGLIETTI:

PREZZI Posto unico € 18,00 – under 26 € 13,50 PER SCUOLE E GRUPPI ORGANIZZATI Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

INFO e PRENOTAZIONI TELEFONICHE 02 55181377 – 02 55181362 VENDITA ONLINE www.vivaticket.it - www.ticketone.it - www.happyticket.it - www.getiticket.it - www.bookingshow.com

 

www.teatrocarcano.com

Adele Di Giovanni

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