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L’amore ai tempi di Mourinho” è l’ultimo romanzo di Riccardo Lorenzetti, che guarda all’anno del triplete dell'Inter con occhi inaspettati.

A giugno si è svolta la nona edizione della design & fashion week dedicata alla creatività del Mediterraneo, Madeinmedi. Un viaggio, tra arte e design, con video, performance e sfilate che, dall’8 al 13 giugno, ha trasformato il sontuoso palazzo Biscari di Catania in un contenitore di creatività e professionalità. Grandi protagonisti di questa edizione sono stati i ragazzi dell’Accademia Euromediterrana di Catania che hanno avuto l’opportunità di fare conoscere la loro creatività a nomi illustri del fashion system. A visionare, infatti, le collezioni dei ragazzi sono stati il cavaliere del Lavoro Mario Boselli, presidente onorario della Camera nazionale della Moda Italiana che ha anche tenuto un seminario dal titolo “Il presente e il futuro della moda italiana nel mondo”, incontro moderato da Nino Graziano Luca; Roberto Portinari, segretario generale della Piattaforma Sistema Formativo Moda ed il Dott. Mario Dell’Oglio, presidente della Camera Italiana Buyer Moda.

Ad accogliere gli spettatori della serata conclusiva della design & fashion week, l’avveniristica installazione per YKK “Color Block” realizzata dagli allievi dell’Accademia Euromediterranea, la mostra “Jewel Graduate” con l’esposizione delle preziose creazioni di Sanad Atia, Rossella Margaglio, Roberta Ruggeri e la stampante 3D by 3D Store Catania con la realizzazione live di un gioiello in resina progettato dagli studenti del III anno di Jewel Design dell’Accademia.

La sfilata ha portato in passerella le migliori creazioni degli studenti della fashion school siciliana. Il lato oscuro delle persone è il punto di forza da cui è partita Martina Alessandrello per la sua collezione “Erzsébet”. Streghe cieche che, accecate dal proprio ego, perdono la diritta via scegliendo poi direzioni innaturali. In passerella una giovane donna che gioca con maxi strutture per spalline maestose. E’ una retrospettiva la collezione “Cutless” di Caterina Bambara: una visione avveniristica del proprio viaggio interiore: mood sportivo ma con anima glam: armatura geometrica che richiama i frammenti di vetro. E’ invece il colore il protagonista indiscusso di “Metamuse”, fashion designer Elisa Cona. Un total look che oscura l’identità della donna. Assenza di aderenze ma forte presenza di tagli su differenti lunghezze e linee pulite. Tagli classici su tessuti tecnici e sportivi giocano con tonalità sporche. Il total look completa gli outfit rendendoli decisamente dinamici su uomini candidi come la neve di quei paesi amati da Francesca Gangemi e rielaborati nella sua collezione “Es”. La filosofia, la cultura ed il modo di intendere la vita in Giappone ispirano totalmente Manuela Indaco. Delicatezza e candore, misto a meraviglia e tristezza. I ciliegi in fiore del lontano Paese del Sol levante sono la sua fonte d’ispirazione per “Hanami”. Il Sole, invece, si riflette sui corpi delle donne vestite da Fabiola Longhitano con outfit che giocano con aperture e lunghezze e forti contrasti cromatici: “Take a bow” (dalla canzone della indomabile regina, Madonna). “Jabberwocky” è il nome della collezione di Valentina Mauro, come la poesia presente nel secondo libro firmato da Lewis Carroll. Ma non una semplice poesia. Alice può leggerla solo se riflessa allo specchio. Shanghai ed i suoi grattaceli. La loro luce nel buio della notte. L’architettura ed il design orientale sono egregiamente espressi nel quartiere The Bund. Chiarezza stilistica, modernità e geometria in un elegante equilibrio. Il gusto minimal del design levantino è la chiave di lettura della collezione firmata da Marzia Giselle Sapienza per il Madeinmedi 2015, così come l’influenza fantascientifica del Cyberpunk: “Shanghainese Bund”. E per concludere con i giovani stilisti dell’Accademia, Dalilà di Sofia Noemi Sgrò: un omaggio alla sorella maggiore che l’ha guidata e continua a farlo nella presa di coscienza di un pensiero politico che spera in una liberazione del nostro Paese da uno stato padrone. Una collezione invernale che, basandosi sul pensiero patriottico, gioca con lo stile degli anni ’50 e con le linee stilistiche delle divise militari. Colori scuri con, però, una presenza di tonalità più chiare per dei look che coprono una donna forte. A completare la collezione, conturbanti accessori dipinti a mano, dai richiami floreali. Basic colors per gli outfit proposti da Federica Rao. Qui regnano solo tre tonalità, dove la gradazione di mezzo è il punto di contatto tra i due estremi cromatici. Tessuti tecnici mischiati ad altri ci regalano una collezione invernale su altezze battagliere e su accessori che censurano l’identità umana.

Durante la sfilata degli allievi Harim sono stati proiettati i fashion film di Tatiana Lisi, Benedetta Pellizzeri ed i jewel film di Sanad Atia, Rossella Margaglio e Roberta Ruggeri.

Madeinmedi_-moda-italia In passerella anche le creazioni di Antonio Attisano, per la categoria Sood Generation: Sinfonia n° 5, è una riflessione estetica sulla Bellezza, linee essenziali che si curvano sinuose ad esaltare la silhouette, delineando un’icona. Immagine a cavallo tra passato e futuro, resa esclusiva dalla scelta del prezioso satin e dall’abbigliamento di tessuti diversi nell’anima, come l’ecopelle e l’organza. E ancora, per l’International Fashion Show dalla Libia Rujji Collection, dall’Egitto Shahira Fawzy, dalla Spagna Moisés Nieto, protagonista della Fashion Week di Madrid e finalista della Vogue Spagna Who’s On Next 2015. Madeinmedi è un vero e proprio trampolino di lancio per giovani stilisti che possano portare nel mondo il Made in Italy.

 

Info:

http://www.madeinmedi.org/it/

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Musei Italiani è una neonata organizzazione che ha l’obiettivo di promuovere il patrimonio culturale italiano, facendo ricerche sui giacimenti esistenti e coinvolgendo imprese e istituzioni. Dopo il grande successo riscosso durante l’anteprima a Palazzo Mezzanotte, hanno aperto il Museo del Design 1880-1980 in una moderna costruzione progettata dall’architetto Dante Oscar Benini, all’interno del recuperato compound dell’ex-sieroterapico - in Via Borsi 9 - in prossimità del Milano Design District. Il museo era stato progettato e fondato già negli anni ’80 da Raffaello Biagetti, designer scomparso nel 2008; originariamente situato tra Russi e Ravenna, non ha mai ottenuto il successo che avrebbe meritato.

«Il Museo del Design 1880-1980 intende raccontare la nascita e l’evoluzione di uno tra i più importanti fenomeni culturali e sociali del secolo scorso, il design»: saranno esposti elementi d’arredo realizzati tra il 1880 e il 1980 attraverso un percorso cronologico. La mostra si apre con oggetti di Art Nouveau (di Antoni Gaudì, Adolf Loos, Charles Rennie Mackintosh…) e prosegue con la Scuola Viennese e il Bauhaus (Gerrit Thomas Rietveld, Marcel Breuer, Walter Gropius…); passa poi agli anni ’30 (Le Corbusier, Giuseppe Terragni, Gio Ponti…) fino allo stile nordico di Alvar Alto. Il dopoguerra è quasi interamente rappresentato dal design Made in Italy – dalla produzione industriale di pezzi d’arredo al Radical Design - con oggetti memorabili di Mollino, Castiglioni, Ponti, Scarpa, Aulenti, Zanuso, Albini, Magistretti, Munari. Si conclude con le sperimentazioni postmoderne dello studio Memphis di Sottsass e Alchimia di Mendini.

Un’idea successiva è quella di sviluppare nuovi progetti e servizi, tra cui uno spazio dedicato alla vendita di oggetti di design d’autore, con marchi come Serapian e Canepa, entrambi contraddistinti da ricerca nella qualità Made in Italy e passione per la creatività artigianale. Le attività che il Museo del Design 1880-1980 proporrà saranno moltissime e tutte mirate a divulgare e far amare il design, anche coinvolgendo le scuole attraverso visite guidate e organizzando concorsi. Tutto questo è stato reso possibile dall’importante contributo dei partners dell’organizzazione, primo fra tutti Faram, che ha supportato ed affiancato Musei Italiani fin dall’inizio.

Il museo è aperto 7 giorni su 7 ed è facilmente raggiungibile grazie alle fermate della metropolitana di Porta Genova e Romolo.

  • Museo Del Design 1880-1980 Via G. Borsi 9 - Milano 20143
  • ORARI: Lun 15.00 – 20.00 / Mar – Dom 10.30 – 20.00 / Mer 10.30 – 23-00
  • TARIFFE: Intero €10 / Ridotto €8
  • INFO: +39 02 8341 3302 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.museiitaliani.org

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Da qualche anno a questa parte, una delle idee regalo che va per la maggiore all’interno dei negozi di qualsiasi genere è proprio la “gift box”: quel cofanetto regalo che al suo interno contiene una vasta gamma di prodotti, o di locations nel caso dei  travel gift boxes, inerenti al tema del regalo che si è scelto di acquistare.

Dalla passione per l’arte e per l’arredamento di Giulia Brusio, designer di interni formatasi all’Accademia di Brera con diploma di Master in Interior Design presso il Politecnico di Milano, nasce oggi un nuovo tipo di “gift box”, che renderà felici tutti coloro che desiderano rinnovare, ristrutturare o ri-arredare la propria casa: il GIULIA BRUSIO GIFT BOX, il nuovo concept legato al mondo del Design.

Questa inziativa, promossa con entusiasmo da Crisalide Press, che ha addirittura indetto un concorso tramite newsletter CHI E CHI, lo scorso 23 aprile 2015, offre due tipologie di scelta il Gift Box restyle, per rinnovare e la Gift Box rebuild, per ricostruire. L’idea è quella di una consulenza a 360 gradi, rivolta al cliente sia per quanto riguarda la riorganizzazione e il rinnovo degli spazi, sia per la ricostruzione nel caso di ristrutturazione totale. Inoltre, per tutti coloro che entreranno a far parte di questo nuovo concept artistico, è riservata una vasta gamma di sconti sui mobili di arredo nelle più prestigiose aziende del settore.

Insomma, Giulia Brusio, una professionista dell’Interior Design e Stylist, cercherà di valorizzare al meglio il vostro spazio, realizzando la casa che avete sempre sognato.

Un’idea originale, creata su misura per tutti coloro che desiderano cambiare  o che debbano ristrutturare la propria casa, un regalo utile e innovativo, pensato per chi ama realizzare  sogni o per chi voglia donarli.

È possibile ricevere i cofanetti ad un prezzo lancio, collegandosi direttamente al sito giftbox.giuliabusio.com, e quindi iniziare subito questo viaggio tra gli arredi e i mobili, che renderà la vostra casa come l’avete sempre sognata.

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E15 brand tedesco di design, ha soffiato quest’anno la ventesima candelina e ha deciso di festeggiare in grande con una collezione presentata alla Milano Design Week in collaborazione con David Chipperfield, architetto britannico di fama mondiale.

Il segno distintivo del brand che prende il nome dal codice postale del suo primo laboratorio a Londra, è la semplicità di linee e forme. E15 associa materiali di alta qualità a metodi di produzione artigianali innovativi riuscendo a mantenere un approccio globale e offrendo un catalogo di prodotti adattabili a più ambienti.

Con una solida base in architettura e design, E15 porta in sé i valori dei fondatori Philipp Mainzer, architetto e Farah Ebrahimi, designer e art director, e della loro collaborazione con una stretta nicchia di designer, architetti e artisti, i quali sviluppano prodotti originali in grado di riflettere la filosofia del marchio e il suo approccio aperto alle culture e discipline diverse.

La collezione celebrativa dei vent’anni, è composta da tavolo, panca e sgabello in legno massello, si distingue ancora una volta per l’uso di materiali puri e dal design netto: originariamente concepito per un progetto architettonico nella campagna inglese, il tavolo FAYLAND è caratterizzato da un concetto strutturale chiaro; completano la collezione la panca FAWLEY e lo sgabello/tavolino LANGLEY.

La collezione è disponibile in rovere di massello oliato, in legno di noce europeo oppure laccato color bianco o nero.

Con sede con sede a Francoforte, E15 ha una rete di rivenditori in tutto il mondo con più di 600 partner e showroom monomarca a Francoforte e Milano.

Oltre alla collezione di mobili e accessori, E15 fornisce servizi di progettazione architettonica e d'interni, realizzando progetti su scala internazionale.

www.e15.com/

Collezione celebrativa distribuita da Canova Milano:

tel: 02/83249690

www.canovamilano.com

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Venerdì 5 giugno alle ore 18 inaugura la mostra ISIA DESIGN CONVIVIO, evento collaterale organizzato in occasione di EXPO Milano 2015, dedicato ai quattro Istituti Superiori per le Industrie Artistiche ISIA Faenza, ISIA Firenze, ISIA Urbino, ISIA Roma, che da 50 anni sono il punto di riferimento per la formazione universitaria alle discipline della progettazione.

In collaborazione e con il supporto del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca (MIUR / comparto Alta Formazione Artistica e Musicale) vengono presentati i 60 migliori progetti ideati dagli studenti ISIA sul tema Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita e un’installazione video sulla storia e l’attività universitaria dei quattro istituti pubblici per la formazione al design.

La mostra ISIA DESIGN CONVIVIO ruota attorno al tema del “convivio” come metafora della conoscenza che nutre la mente, oltre che il corpo, con riferimento alla ben nota opera dantesca dove il Convivio viene associato infatti a un “banchetto di sapienza”, in cui la conoscenza è nutrimento indispensabile per l’uomo e per la sua crescita spirituale. Ispirandosi a questa metafora, il progetto espositivo mette in scena il lavoro dei quattro ISIA sulla scia delle suggestioni dantesche con cui sono articolati i quattro trattati del libro. In mostra si trova una selezione dei progetti più recenti degli studenti ISIA che si relazionano ai temi dei trattati mostrando come il loro design abbia l’obiettivo di migliorare il benessere e la qualità di vita. ISIA DESIGN CONVIVIO è divisa in quattro sezioni: il design e la conoscenza per tutti; i sensi del progetto; design, ricerca e metodo; le virtù del progetto.

Inoltre, sono presentati alcuni progetti storici provenienti dagli archivi ISIA, insigniti di premi e menzioni speciali, illustrando così lo sviluppo e l’innovazione di questi centri di alta formazione. La mostra è un’occasione speciale per conoscere la storia degli ISIA, i primi istituti in Italia a concepire e sviluppare una formazione a livello universitario nel settore del design, nonché le loro collaborazioni con istituzioni e università internazionali.

ISIA DESIGN CONVIVIO è curata da Marco Bazzini e Anty Pansera, e allestita nella suggestiva cornice dell’antica Biblioteca Umanistica dell’Incoronata di Milano.

 

ISIA DESIGN CONVIVIO Sperimentazione didattica: progetti, scenari e società Dal 6 al 26 giugno 2015 Inaugurazione venerdì 5 giugno ore 18.00 Biblioteca Umanistica dell’Incoronata Corso Garibaldi, 116 – Milano

 

 

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In occasione di Expo, arriva direttamente dal Giappone il famoso artista Hidetomo Kimura con la mostra Art Aquarium, esposta al Circolo Filologico Milanese dal 29 maggio fino al 23 agosto.

Art Aquarium mette in scena l'arte viva del pesce rosso: il Kingyo, che per la cultura del Sol Levante è simbolo di prosperità e fortuna.

In mostra vasche d'acqua d'ogni forma animate da musiche, luci, immagini e profumi. Art Aquarium è assoluta bellezza creata solo ed unicamente dalla natura. Il Kingyo è simbolo di provvidenza, si tratta di un pesce elegante e molto importante per la cultura giapponese. Hidetomo Kimura si pone come obiettivo quello di far comprendere il meraviglioso rapporto che contraddistingue uomo e natura attraverso la sua incredibile e meravigliosa esposizione.

Tra le vasche in mostra la più imponente è Oiran (cortigiana), ispirata ai quartieri di piacere del periodo Edo e realizzata 1.000 pesci rossi. Un'altra installazione che riflette la tradizione nipponica è Kimonorium, ispirata all'arte del kimono, mentre la grande vasca Ooku, larga tre metri, evoca un harem.

Altre installazioni riproducono i famosi giardini giapponesi, la luce delle lanterne e i fiori di ciliegio, mentre il marchio veneziano Venini ha realizzato per Kimura la boccia Kingyo, la cui forma e colorazione sono ispirate appunto alla forma di un pesce rosso.

Indira Fassioni

 

Art Aquarium - Circolo Filologico Milanese- via Clerici 10, 20121 MI

Da venerdì 29 maggio a domenica 23 agosto

Orari di apertura:

Dal lunedì al venerdì 11-19 / sabato e domenica 10-19 / Night Aquarium: giovedì – sabato 19-23

Info prezzi:

biglietto intero €10 / ridotto per bambini fino a 6 anni €3 / ridotto per giovani fino a 18 anni, studenti fino a 26 and over 65 €8

http://www.artaquarium.it/

 

 

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Letterpress Workers International Summit è un meeting internazionale di tipografia, che avrà luogo dal 3 al 7 giugno 2015 a Milano. Un raduno annuale di designer e tipografi provenienti da Europa e America Latina, dove i partecipanti lavorano insieme su un tema comune, condividendo le proprie conoscenze e competenze. In poche parole: un social network fisico. Il Letterpress Workers International Summit è partito nel 2012 a cura dell’Officina Tipografica Novepunti e, dal 2014 si tiene presso lo Spazio Pubblico Autogestito Leoncavallo .

Il tema di quest’anno riguarda le danze e le musiche popolari. Durante il giorno più di 30 designers stamperanno le loro tradizioni musicali mentre la sera le balleranno. Saranno 4 giorni intensi di stampa, conferenze, workshop e balli sfrenati.

Molto interessante è il laboratorio per bambini organizzato da ABiCiDi. La danza è movimento, è espressione, colore, ritmo e divertimento. Lo stesso avviene nella tipografia e nel suo cuore pulsante chiamato alfabeto. Il laboratorio offre uno spazio fisico e mentale nel quale il bambino può sperimentare e giocare liberamente con i caratteri mobili in legno.

Il 6 giugno alle ore 11, ABiCiDi ha pensato ad workshop per bambini: Cartoline di Carattere. Le lettere sono dei segni, dei disegni che ci permettono sia di formare delle parole, sia di creare nuove forme, immagini e mondi ad essi correlati: il carattere e la stampa diventano nuovi mezzi espressivi. Il laboratorio è riservato ai bambini di età compresa tra i 5 e i 12 anni.

Il tema è quello di risolvere la monotonia che spesso mettiamo nella creazione di biglietti d’auguri di compleanno e cartoline che raccontano i ricordi delle vacanze. Esprimere un sentimento vero non è facile, ma le lettere possono essere utili sempre. Se non si ha la parola giusta, si può far diventare la M un’onda, MM il mare, VV rovesciate un albero di Natale e CC un abbraccio. Insomma, largo alla fantasia!

Durante il laboratorio, i genitori al seguito verranno accompagnati da Officina Novepunti in tour tra i tipografi.

L’evento è a cura di ABiCiDi, Spazio Bk, 9PT.

Costo 10 euro

Per info e prenotazioni Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Sito: http://www.letterpressworkers.net/

 

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In occasione dell'evento organizzato da Zero e Blå Station nel loro showroom milanese per il Fuorisalone 2015, Nerospinto ha incontrato Luca Nichetto, designer e creativo veneziano che attualmente vive a Stoccolma, e che proprio per il marchio svedese Zero, ha creato la lampada Loos, dedicata all'architetto austriaco Adolf Loos, dal design colorato, divertente e sostenibile.

 

Nerospinto: Cosa ti ha spinto a scegliere il design per professione e cosa ti appassiona di più di questo mondo?

Luca Nichetto: Ad essere sincero non ho scelto di fare il designer, è stata un'evoluzione naturale essendo nato e cresciuto a Venezia, per la precisione a Murano, quindi circondato da persone coinvolte nel processo creativo della lavorazione del vetro, dai miei amici alla mia famiglia stessa. Ho avuto la fortuna di nascere con un talento, saper disegnare, talento che ho coltivato studiando all'istituto d'arte, durante il quale, ancora prima di andare all'università, era normale portare i propri disegni alle fornaci e venderli agli artigiani del vetro. La mia attività di designer è iniziata così.

 

N.: Trai ispirazione dalla tua città d'origine e dalla sua bellezza?

L. N.: Da Venezia traggo sicuramente ispirazione, soprattutto ora che vivo a Stoccolma e sono lontano dalla mia città natale e posso osservarla con occhi completamente diversi. Anche il viaggio in vaporetto che prima mi sembrava noioso o normale, ora mi appare romantico e affascinante.

 

N.: Cosa ne pensi della fuga dei creativi da Venezia che pur riconoscendo la sua bellezza scelgono di andarsene? Tu ci torneresti a vivere?

L. N.: Io ho ancora lo studio a Venezia e non intendo lasciarlo. Venezia mi aiuta sia da un punto di vista creativo che emozionale e personale. Non riuscirei mai a vivere in città come New York o anche solo Milano, così in perenne fermento ed eccitazione creativa. Gli stimoli e gli impulsi creativi io ho bisogno di digerirli e Venezia in questo mi aiuta molto con la sua lentezza e con i suoi ritmi decisamente meno frenetici, obbligandoti in un certo senso, a prenderti del tempo per te. Amo sempre tornare nella mia città forse anche per una questione di "ego": come tutte le persone creative, il mio è piuttosto sviluppato, e tornare lì dove conoscono tutti e tutti mi conoscono, mi fa decisamente bene. Venezia è così: pur essendo un luogo internazionale, dove arrivano persone da tutto il mondo, rimane una realtà di provincia. Tornare mi aiuta a rimanere per terra e mi da stabilità. Quando ho cominciato il mondo del Design mi sembrava fantastico e con un certo tipo di ideale, adesso che ci sono dentro sono un po' disilluso e mi manca l'incanto dell'inizio. Non credo sia ancora come quello della Moda e della sua esasperazione, ma credo che il mondo del Design stia diventando un po' superficiale, dove conta di più il comunicare il designer che il prodotto di design, si è sempre più spesso alla ricerca della notorietà, dimenticando l'origine del Design Italiano.

 

N.: Se non avessi fatto il designer, che lavoro avresti fatto?

L. N.: Quando ho cominciato a studiare giocavo a basket ad ottimi livelli. Ho dovuto lasciare per l'università, ma se non avessi studiato, penso che avrei continuato la carriera sportiva.

 

N.: Quale complemento d'arredo preferisci creare? Quale secondo te esprime al meglio la tua idea di design?

L. N.: Non c'è un oggetto che preferisco creare in assoluto, io prediligo la sfida: preferisco cimentarmi in qualcosa sempre di nuovo, anche se riconosco che ci sono oggetti che mi riescono meglio rispetto ad altri. Quando il design diventa la tua professione, acquisisci esperienza e sai che certe tipologie di prodotti non potranno essere totalmente tue, ma se anche solo in parte puoi apportare il tuo contributo personale, funzionano comunque. Non voglio che le persone riconoscano Luca Nichetto come uno stile, voglio che in quell'oggetto ci sia del mio e che ci sia molto anche dell'azienda per cui sto lavorando. Guardando la mia produzione vedo un fil rouge, se gli altri lo notano o meno, non mi riguarda. Per me il concetto di design è fortemente legato all'azienda per cui si lavoro e bisogna rispettarne la linea di pensiero e di stile, dal disegno dell'oggetto al materiale con cui fabbricarlo. In un progetto a me piace molto dare, ma anche ricevere, i particolare il know-how dell'azienda in questione.

 

N.: Parliamo di lampade: come è nata Loos? Nel design delle tue lampade si può notare un richiamo agli anni '70 e al modernariato, è il periodo che ti ispira di più o preferisci guardare al futuro?

L. N.: Loos è nata perché in Svezia la cultura del riciclo è molto forte: quando si crea un oggetto si pensa al suo ciclo di vita completo, non si pensa solo a quando nasce, ma anche a come poterlo riutilizzare una volta che la sua funzione si è esaurita, venendo quindi meno l'idea "americana" dell'oggetto esclusivamente nel mercato, legato all'uso e consumo fine a sé stesso. Il feltro utilizzato per la creazione della lampada, è ottenuto dalle bottiglie di plastica riciclate e quindi mi permetteva di creare una lampada tessile con un investimento abbastanza basso, rispettando un'etica molto importante per me, soprattutto essendo la prima collaborazione con un'azienda di illuminazione svedese. L'idea della lampada mi è venuta poiché Zero lavora molto con gli architetti, e ho quindi pensato a queste tre calotte impilate, che a seconda di come vengono combinate, creano degli effetti luce completamente diversi. Le facciate architettoniche sono state la mia ispirazione, ecco il perché del nome, un omaggio all'architetto Adolf Loos. Per quanto riguarda le ispirazioni del passato, più che guardarmi indietro, studio la storia del design per capire e prevedere ciò che accadrà nel futuro, senza rimanere ancorato a ciò che è già stato creato, come può accadere nella moda, che va a cicli. Trovo interessante rimodernare qualcosa che è già stato prodotto perché molte volte, cose create nel passato e dimenticate, possono essere funzionali e contemporanee anche oggi. Un esempio di ciò sono i divani: nel dopoguerra, il Design Italiano si rivolgeva soprattutto alla classe media, che possedeva case dagli spazi ridotti e che quindi necessitava di divani piuttosto compatti senza rinunciare alla qualità. Questo concetto è cambiato negli anni con l'arrivo di loft ed open space. Oggi vivo in una città come Stoccolma dove un appartamento considerato grande, è di 65 mq, e non solo dalla classe media, ma anche dalla colasse ricca, che però non trova divani di design adatti alle misure di un appartamento di quelle dimensioni, ed è quindi costretta a ripiegare sull'Ikea: per me è assolutamente una follia che il design oggi non sappia rispondere a questo genere di richieste.

 

N.: La sostenibilità oggi è un elemento basilare del design industriale o è un valore aggiunto?

L. N.: Per me è un elemento assolutamente basilare. Non è facile nel momento in cui designer e azienda hanno un'opinione diversa riguardo la sostenibilità ovviamente, quindi cerco di lavorare con aziende che condividono questa mia etica.

 

N.: Su cosa stai lavorando adesso?

L. N.: Su delle lampade, su dei divani outdoor, su dei pouf, su delle sedie, insomma di tutto e di più.

 

N.: Qual è l'oggetto rivoluzionario che vorresti creare?

L. N.: Per ora è solo un concept, ma l'anno scorso ho collaborato con la designer Lera Moiseeva per una mostra a New York, e abbiamo creato "Cosmic Messenger", una sorta di capsula da lanciare nello spazio come una bottiglia contenente un messaggio. Visto che il futuro, credo, non sia legato solo al nostro pianeta, mi piaceva l'idea di portare il design anche al di fuori della Terra mandando un messaggio a un destinatario sconosciuto.

 

Carlotta Tosoni

 

Luca Nichetto nasce a Venezia nel 1976, dove studia all’Istituto d’Arte e dove, successivamente, consegue la Laurea in Disegno Industriale presso lo IUAV, Istituto Universitario di Architettura di Venezia. Nel 1999 comincia l’attività professionale disegnando i suoi primi prodotti in vetro di Murano per Salviati. Nello stesso anno prende il via il sodalizio con Foscarini per la quale, oltre a firmare alcuni progetti, assume il ruolo di consulente per la ricerca di nuovi materiali e sviluppo prodotto (2001-2003). Nel 2006 fonda a Porto Marghera, vicino a Venezia, lo studio Nichetto&Partners, che si occupa di Industrial Design e Design Consultant, nel 2011 decide di avviare una nuova attività professionale a Stoccolma, Svezia. Nel 2013, il team Tales commissiona a Nichetto la sua prima architettura, chiamata “Tales Pavilion”, uno showroom multi-brand di 500 mq presso il Lido Garden di Pechino, Cina. IMM Cologne l’ha scelto come “Guest of Honour” nel realizzare la sua visione di casa nel progetto “Das Haus – Interiors on Stage 2013”. Ha tenuto numerosi lecture e workshop in diverse università sia in Italia che all’estero ed è stato docente presso lo IUAV di Venezia, Facoltà di Design e Arti. Oltre ad aver partecipato a mostre in Europa, Stati Uniti e Giappone, Luca Nichetto è stato protagonista d’importanti retrospettive che hanno toccato alcune delle maggiori città europee tra cui Venezia, Londra, Parigi e Stoccolma ed ha firmato, in qualità di art director, molteplici eventi di respiro internazionale. E’ stato inoltre invitato a prendere parte a prestigiose giurie in occasione di concorsi sia in Italia che all'estero. Attualmente Luca Nichetto collabora con numerose aziende sia a livello nazionale che internazionale, tra le quali, Arflex, Bosa, Casamania, Cassina, David Design, De Padova, De La Espada, Discipline, Established & Sons, Fornasarig, Foscarini, Fratelli Guzzini, Gallery Pascale, Gallotti & Radice, Glass, Globo, Italesse, La Chance, King’s, Kristalia, Mabeo, MG Lab, Moroso, Offecct, Ogeborg, One Nordic Furniture Company, Petite Friture, Salviati, Skitsch, Skultuna, Tacchini, TobeUs, Venini e Zero.

 

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Giovedì 16 aprile a partire dalle 22.30 verrà inaugurata PNEUMA03, la mostra personale di Franco Mazzucchelli.

In occasione del Fuorisalone 2015 il PlasMA - Plastic Modern Art, ospita uno degli artisti contemporanei più stimati e apprezzati. Uno spazio postindustriale adiacente allo storico club Plastic, che dalla sua inaugurazione avvenuta esattamente un anno fa ha ospitato mostre d'arte contemporanea (tra cui quella di Federica Perazzoli, di Daniele Innamorato e di Nicola Gobbetto) ed eventi di vario genere. PNEUMA03 è la nuova ospitata di PlasMA che porta in questo spazio moderno e attento le opere di un grande maestro come Franco Mazzucchelli.

Mazzucchelli, classe 1939, è famoso per i suoi lavori appartenenti a performance eccezionali e legate a materiali innovativi, come per esempio il PVC. I lavori dell'artista sono anche enormi, come per esempio sculture gonfiabili fino a quaranta metri, o forme geometriche giganti, o immensi tubi in cui ci si può muovere e giocare. La scultura e le performance in generale sono da sempre la passione di Mazzucchelli, protagonista di mostre personali e collettive in tutto il mondo, solo negli ultimi anni l'artista si è messo alla prova anche con la creazione di quadri, anch'essi gonfiabili, creati in modi diversissimi tra loro. Alcune sue opere appartengono anche alla collezione del Museo del Novecento di Milano e del MAGA di Gallarate.

PLASMA03 è un'esibizione composta da una serie di gonfiabili da parete che ripercorrono l'evoluzione artistica di Mazzucchelli, anche se il progetto finale rimarrà segreto fino al giorno dell'inaugurazione.

È il giovane curatore e giornalista Simone Zeni che ha curato PNEUMA03, mentre la selezione musicale è curata da Lena Willikens, artista visiva e DJ, e Fountain of Chaos, artista multidisciplinare.

L'evento sarà seguito dalla rivista internazionale di cultura e creatività italiana Pizza Magazine con il suo sito www.pizzadigitale.it, in qualità di media-partner

Franco Mazzucchelli

PNEUMA03

a cura di Simone Zeni

da giovedì 16 aprile 2015

dalle ore 22.30 –

party d'inaugurazione by NUL @ Plastic Palace dalle 23.00 alle 3.00

PlasMA Plastic Modern Art

via Gargano, 15 Milano

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Direttore Responsabile
INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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