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Pubblicato in 16mm

Molte volte si crede che,per riuscire a cogliere i veri cambiamenti o benefici portati dallo Yoga, il praticante debba assolutamente assumere posizioni complicatissime piuttosto che saper toccare con le punte delle dita i propri piedi, esser snodatissimo, ecc ecc.

 

Ebbene. No, non è affatto così.

 

Sono anche i piccoli gesti, le Asana più semplici e i movimenti più lineari e naturali, a  portare piacere e qualità mentale all'interno del corpo.

Si pensi al fatto che quasi nessun esser umano, tanto meno un uomo occidentale, che non è abituato fin da piccolo alla pratica dello Yoga, può svolgere tutte le Asana della tradizione e quelle di nuova concezione ideate in tempi più moderni.

 

Allora, domando, solo chi è più flessibile o snodato può cogliere i significati della pratica dello Yoga e capirne l'essenza?

 

Ennesimo no. Non è affatto così.

 

La straordinarietà dallo Yoga, o uno dei suoi addendi considerati tali, sta nel fatto che ogni essere umano ,a qualsiasi livello fisico si trovi, riesce ad accedere a uno stato mentale diverso, a un benessere psichico potenziato e anche a una condizione fisica che, man mano, migliora nel tempo.

Perché?

 

Perché la vera differenza della pratica non risiede nel riuscire ad eseguire tutte le posture bensì nell'atteggiamento con cui le si eseguono.

Alcuni atteggiamenti possono essere:

-       realizzare che la dimensione in cui si pratica è il presente

-       tutti e 5 i sensi sono sull'attenti e recettivi

-       attenzione mentale, quasi analitica, sui movimenti e gesti che si compiono

-       visualizzazione dei canali energetici che si attivano respirando

-       attenzione al respiro

-       vacuità della mente nel momento della pratica

 

Ho citato qualche caratteristica fisica per caso?

 

Ennesimo no. Perché il fisico risulta esser uno strumento strettamente dipendente dalla mente e, di conseguenza, anche ai blocchi inconsci che pian piano si sviluppano nella propria vita.

Si può considerare il corpo come un giocattolo e la mente come le batterie che lo attivano: se queste sono scariche il giocattolo va a rilento o si ferma del tutto. Se le batterie non vengono inserite per un tot di tempo si corre il rischio che il gioco non riparta più.

 

Ovviamente non voglio nascondere il fatto che anche una determinata predisposizione fisica può aiutare nella pratica ma attenzione.

Per chi riesce ad eseguire tutte le Asana o la maggior parte di esse il quesito è un altro: quanto si eseguono con consapevolezza? Le Asana sono soggette a un certo grado di automatismo dato che si è arrivati a una certa flessibilità corporea e quindi si possono eseguire anche se si sta pensando a cosa cucinare per cena?

 

Quando Patanjali dice che le Asana devono esser stabili e comode di certo non diceva: si, risveglia il sistema muscolare che poi magari puoi pensare ai fatti tuoi mentre pratichi!

 

E' più recettivo un allievo che sembra un “insetto incriccato” all'esterno ma che lavora bene sulla propria mente che un allievo “circense” che esegue le Asana a comando.

 

Namaste,

Vittorio Pascale

 

Allievo praticante di Yoga Integrale presso il Centro Parsifal Yoga, Milano

Fondatore della pagina Fb: Yogamando_ Studioso e praticante di Buddhismo Tibetano

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Pubblicato in in[sano]
Martedì, 30 Aprile 2013 14:35

Il massaggio Thai...non è Thai!

Il massaggio thailandese o conosciuto meglio come "massaggio thai" affonda le sue origini in millenni fa.

Questo trattamento, molto amato e ricercato per i suoi benefici a livello muscolare, è in realtà l'unione di altri due tipi di filosofie ancora più antiche.

Infatti il massaggio thailandese racchiude in sé le tecniche proprie dello yoga indiano e della reflessologia cinese.

 

Quello che accade nel massaggio thai, definito anche "massaggio yoga", è appunto uno yoga passivo, ovvero l'operatore fa assumere le posizioni tipiche dell'hata yoga al ricevente.

Non tutti gradiscono sottoporsi a questo tipo di trattamento in quanto, se si è rigidi a livello muscolare, si possono sentire dolori durante gli scioglimenti e le trazioni.

 

Le posizioni della pinza, la locusta, l'arco, il cobra, etc, vengono fatte assumere dal massaggiatore. Durante le sessioni yoga chi pratica queste "Asana" (le posizioni così chiamate in sanscrito) ha la consapevolezza dei propri limiti e pian piano, anche grazie alla respirazione ottiene risultati migliori.

Durante il massaggio thailandese è il massaggiatore che fa assumere le asana e questo a volte può risultare dolorante se i muscoli sono contratti, se non si è elastici, se non si pratica yoga o stretching.

Ovviamente il bravo operatore sa benissimo fino a che punto può spingersi con il suo cliente e il dolore citato prima è quello che si può definire un dolore che fa bene.

 

I benefici che ne seguono sono una incredibile elasticità mai avuta, anche e soprattutto per coloro che non hanno mai fatto esercizio fisico.

Si raggiunge una consapevolezza del proprio corpo, dei propri muscoli e ossa che prima non si aveva in precedenza.

I muscoli sono tonificati, allungati, si respira meglio, si dorme meglio.

Quel dolore che si potrebbe provare durante il trattamento (non è detto che questo accada ovviamente) lascia spazio ad una sensazione di benessere fisico totale.

 

Oltre alle pratiche yoga, i thailandesi hanno anche assorbito molto dalla medicina cinese utilizzando le digitopressioni tipiche della riflessologia sui punti energetici dei meridiani e del piede.

Ciò che infatti si ottiene attraverso le digitopressioni e compressioni, è lo scollamento dei muscoli dalle ossa con relativo miglioramento del movimento ed elasticità, il ripristino della circolazione (soprattutto venosa) e un effetto drenante molto forte.

In particolare, con le digitopressioni e le compressioni l'effetto linfodrenante è potente e anche per questo è un trattamento che le donne prediligono.

 

Contrariamente ai massaggi ayurvedici o californiani, la parte mentale e spirituale non è presente. Il lavoro viene fatto sul corpo fisico ed è comunque un meraviglioso toccasana per la postura, i muscoli contratti e i dolori ad essi associati, la ritenzione idrica, etc.

Il lavoro si esegue per terra su futon, con gli abiti addosso e senza l'utilizzo di olio.

 

WWW.MASSAGGIMILANO.IT

 

Pubblicato in in[sano]

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Direttore Responsabile
INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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