CHIAMACI +39 333 8864490

“Le Ultime Lune” di Furio Bordon con Andrea Giordana e Galatea Ranzi è una commedia poetica e struggente che andrà in scena al Teatro Carcano di Milano, da giovedì 7 a domenica 17 marzo. Lo spettacolo sostituirà, nella programmazione, il precedente annunciato “Voci nel buio”.

Pubblicato in 16mm

Al Teatro Carcano di Milano va in scena lo spettacolo Rosalyn, un thriller psicologico ricco di emozioni e colpi di scena dal 11 gennaio.

Pubblicato in Cultura

Al Teatro Carcano di Milano un nuovo spettacolo ricco di emozione e d'avventura: il Mercante di Venezia, in scena fino a domenica 17 dicembre.

Pubblicato in SvelArte

Un nuovo spettacolo al Teatro Carcano di Milano: Il Viaggio di Enea ci racconta la vera storia delle migrazioni e la sofferenza dietro i volti.

Pubblicato in SvelArte

Freddy Frantuzzi e Il Balletto del Sud portano sulle scene del Teatro Carcano la Carmen.

Il duo Giobbe Covatta ed Enzo Iacchetti, tornano, da oggi, in un divertente, ma molto dolce spettacolo: Matti da Slegare, al Teatro Carcano di Milano.

Pubblicato in SvelArte

Grande debutto il 19 ottobre, al Teatro Carcano di Milano, di L'Hotel del Libero Scambio, opera di Georges Feydeau, magistralmente orchestrato da Roberto Valerio e Umberto Orsini.

Pubblicato in SvelArte

Altro che timido folletto dai capelli rossi, Malcolm McLaren è stato crudele, insofferente, egoista e spocchioso per tutta la durata della sua vita, fino sul letto di morte, estromettendo il suo unico figlio dal testamento e preferendo lasciare i propri averi alla giovane compagna degli ultimi anni.

Il fatto è che Malcolm era un vero genio e a quelli come lui si perdona sembra tutto, o quasi.

Dopo una infanzia difficile e sofferta e una giovinezza passata a fare come mestiere quello che gli capitava, passando da una scuola di arte all'altra, nel 1977 si inventa uno dei movimenti più importanti è sconvolgenti del '900, il Punk. Racchiudendo in esso l'intera cultura popolare britannica e dando vita a una sorta di contenitore tanto nuovo quanto eclettico.

 

Punk è moda, musica, arti visive ma è soprattutto rivoluzione vera e propria. Una rivoluzione di costume e di società. Anzi, più che altro una ribellione. A dirla tutta il Punk McLaren lo inventa con la sua socia, fidanzata e madre di suo figlio Vivienne Westwood, oggi la più grande artista punk vivente, icona della moda internazionale e vero punto di riferimento per almeno quattro generazioni. E a dirla ancora tutta Malcolm si inventa il Punk negli incredibili anni Settanta. Ovvero in un periodo storico in cui dall'est europeo fino agli Stati Uniti, passando per il Giappone  e il Sud America era tutto un susseguirsi di mutamenti, rivolte, manifestazioni e conflitti. E il giovane McLaren pur ancora radicato esclusivamente al suolo nativo inglese sente e respira l'aria di rivoluzione culturale. Medita e sperimenta prima da solo ma è incontrando Vivienne che il suo genio personale esplode e i due formano una coppia perfetta e magica. Più dal punto di vista lavorativo che da quello effettivo.

 

Malcolm e Vivienne inventano il Punk come filosofia di vita e lo fanno con il loro grido: “No Future”, un concetto che interpretano e danno alle masse attraverso la loro moda. Le loro “collezioni” diventano stile di vita e di esistenza. La loro boutique londinese, Sex, è luogo di incontro e di confronto di artisti di ogni genere. L'insegna del negozio è il simbolo dell'anarchia e il sottotitolo recita : il punk è la moda per soldati, prostitute e lesbiche. In poche parole è la moda degli anni '70. Niente e nessuno in quel periodo storico poteva interpretare meglio cosa stava succedendo nel mondo come il Punk. La ribellione immaginata e creata da Malcolm è prima di tutto visiva ma poi lui comprende che il Punk deve essere supportato da altre forme di creatività e di arte. Crea e fonda così il gruppo musicale dei Sex Pistols, nati come eco pubblicitaria del suo negozio e della sua moda e in seguito sperimenta contaminazioni tra il punk e le arti visive, la letteratura e la scrittura.

 

Dopo la rottura sentimentale con la Westwood, avviene anche quella artistica, McLaren viaggia moltissimo, vive a New York e Parigi dove incontra altri artisti e molti suoi ammiratori e con loro non smette mai di sperimentare e cercare di dare nuovi volti e nuove prospettive alla cultura punk. I suoi successi però sono altalenanti, gli anni Ottanta sono sicuramente differenti e la moda reinventa da sola e per altre strade il punk creato da Malcolm. Paradossalmente Vivienne Westwood colleziona invece un successo dopo l'altro, espone, insegna e apre il più prestigioso atelier della moda punk, diventa una icona e una maestra. McLaren l'apostrofa come una piccola borghese perbenista che non ha mai saputo davvero rinnovarsi, una donnetta con un terribile accento del nord dell'Inghilterra. La Westwood lascia correre perché non riesce a odiare l'amore della sua vita, nonché il padre di suo figlio. Figlio che invece Malcolm ignora in tutta la sua esistenza. In realtà McLaren usa lo stesso trattamento con tutti i suoi collaboratori o soci, lo fa con il leader dei Sex Pistols, con i registi con i quali scrive e mette in scena film, con gli stilisti e gli artisti con i quali lavora. Nessuno per lui è mai alla sua altezza. Anche nei momenti in cui la fama e la gloria non lo sostengono il suo atteggiamento non cambia. Lui è McLaren,  il genio che ha inventato il Punk.

 

Muore così, con questa convinzione nell'aprile 2010.

Il suo funerale diventa una commemorazione dell'uomo e dell'artista e viene organizzato e voluto da Vivienne e dal loro figlio, imprenditore multimilionario. Il finto bravo ragazzo di Londra, folletto dai capelli rossi, ha vinto ancora una volta. I geni non si possono odiare.

 

Antonia del Sambro

Pubblicato in Musica
Mercoledì, 20 Marzo 2013 16:40

Gli esperimenti corporei di Luca Cassarà

Ci sono artisti che si fossilizzano e altri che hanno improntato la loro crescita sulla continua ricerca, Luca Kronos Cassarà ha scelto questa via. Il corpo è per lui lo strumento sul quale sperimentare, tramite il quale provare a raccontare il suo mondo e la sua fotografia.

MAB: Il corpo è al centro della tua ricerca fotografica, l’interpretazione del corpo come figura statuaria è parte di un tuo progetto di ricerca, da dove sei partito e chi ti ha ispirato se sei stato ispirato in qualche modo?

LC: Ciao Marco e innanzitutto grazie per questa inaspettata intervista che senz'altro mi lusinga. Potrei facilmente darmi un tono rispondendoti di esser stato influenzato dalla ricerca fotografica di Robert Mapplethorpe (di lui stimo più il famoso "The X Portfolio" ), in realtà non è cosi. L'idea di "Absolute" è nata osservando le modelle durante gli istanti in cui stavano cercando una posa: il loro corpo era in continuo movimento e dava vita a delle forme astratte, a volte sembrava scomparire la testa, a volte un braccio...così una notte pensai l'idea di un progetto in cui il corpo venisse snaturato per creare forme diverse, per andare oltre la visione di un bel corpo nudo. Dopo tanti progetti più estremi e complessi era nata l'esigenza in me di un attimo di puro minimalismo, quasi fosse una tisana depurante. Proposi la mia idea a una modella amica, provammo, realizzai il primo scatto e il primo pensiero fu "Sembra una scultura astratta di marmo bianco"...qualcosa di incorruttibile, puro, solido, perfetto...Assoluto.

MAB: Quanto è importante la luce nei tuoi progetti e in questo specificatamente?

LC: La luce è uno degli elementi fondamentali dei miei progetti. A volte in modo ossessivo. Non è solo l'elemento fotograficamente utile a illuminare bene un soggetto,  ma spesso il catalizzatore dell'emozione stessa impressa in quella foto. In Absolute, paradossalmente, la luce non è co-protagonista, non crea giochi particolari, tende a volte ad appiattire ombre e volumi che in altri progetti sono fondamentali. La luce qui ha la funzione di rendere tutto ancora più asettico e a-temporale perchè è il corpo-forma il protagonista. È lui che deve solleticare l'immaginazione di chi lo guarda.

MAB: Quale è il tuo modo di porti di fronte al corpo delle persone che fotografi?

LC: Questa è una domanda dalle mille sfumature che mi vien posta spesso nel quotidiano: da chi con superficialità mi chiede come faccio a fotografare i corpi nudi di donne cosi belle, a chi mi chiede cosa penso in quel momento, cosa vedono i miei occhi, quali siano le mie emozioni. Proverò a dare un'unica risposta a tutte quelle sfumature. Il corpo della persona che ho di fronte è un magnifico blocco di argilla, ogni volta con una sua specifica sostanza e consistenza. Di fronte ad esso è un continuo scavare tra le emozioni tue e della modella, i vostri pensieri, le vostre aspettative, paure e insicurezze. Questo vortice di emozioni diventano mani che modellano quell'argilla. In questo vortice, rispondendo ai curiosi che vi sono sempre, le pulsioni sessuali sono davvero l'ultima cosa a cui penseresti

MAB: In un momento storico in cui l'immagine più è urlata più è ascoltata, un progetto minimalista ed estremamente elegante, come riesce a essere "ascoltato"?

LC: Amo gli estremi e la continua ricerca, per cui quasi contemporaneamente ad "Absolute" ho portato avanti  "Libero et compos mentis", progetto in cui le immagini urlano e veicolano messaggi anticlericali, provocatori, satirici, sarcastici. Probabilmente quest'ultimo ha suscitato più scandalo e fatto più "rumore", ma alla fine entrambi sono stati ascoltati e apprezzati in eguale misura, ma da pubblici diversi. È come scegliere tra la voce vivace di una ragazza e quella sensuale di una bella donna: sono diverse e, anche se si vive in una società che sbava dietro l'immagine della ragazza-velina, ci saranno sempre tantissimi ad apprezzare e preferire la sensualità e bellezza di una donna

MAB: Corpo e pubblicità sono da sempre un accoppiata vincente adatta per presentare ogni prodotto, sia sulle pagine delle riviste che attraverso gli schermi televisivi. Ma il corpo veicola ancora messaggi o è usato come "carne da macello"?

LC: E' un buon 50%, dipende anche qui dall'ambito, dall'artista, dal committente.

http://www.lucacassara.it http://www.facebook.com/luca.kronos.cassara

Pubblicato in SvelArte

Scatolabianca è una realtà riconosciuta a livello nazionale, rivolta alle Arti Contemporanee, alla formazione e alla cultura. Opera con frequenza sempre più crescente in tutto il territorio e in importanti capitali europee e internazionali. Ha come protagonisti la critica e curatrice Martina Cavallarin direttrice artistica di scatolabianca, Federico Arcuri Art Director, Roberta Donato PR &comunicazione, l’artista Gianni Moretti Coordinamento progetti.

Via Curiel 8 è un film d’animazione che nasce dalla collaborazione delle autrici e illustratrici Mara Cerri e Magda Guidi: un cortometraggio in animazione della durata di 10 minuti. La storia del film è tratta dal libro illustrato Via Curiel 8 di Mara Cerri, pubblicato nel febbraio 2009 dalla casa editrice romana Orecchio Acerbo e descritto sulle pagine della rivista “Lo Straniero”, diretta dal critico Goffredo Fofi, come “un racconto per immagini armonico e speculare. Di grande economia e di massima tensione simbolica, secondo un’idea di magico oggi sempre più rara, per via della sua delicatezza e profondità e della sua capacità di andare oltre il reale verso un’idealità insolita”.

Il film è una co-produzione franco-italiana ed è stato realizzato secondo la tradizionale tecnica del cinema d’animazione: più di 4000 disegni originali, dipinti a mano nell’arco di due anni dalle due autrici.

Come descritto dal critico cinematografico Federico Rossin, il film è “bello perché fragile, delicato come un sogno, misterioso come una visione, leggero come una folata di vento, malinconico come una carezza ricordata”. “La seconda volta che ho visto il film mi sono fatto prendere dai buchi narrativi, da tutto ciò che non dite, non mostrate, non raccontate. E la testa parte davvero a costruire infinite altre immagini, a cercare ai lati dello schermo quello che non c’è, a immaginarsi cosa è accaduto/potrebbe accadere/non accadrà mai”: così descrive le sue sensazioni Emilio Varrà, presidente dell’Associazione Culturale Hamelin di Bologna.

La mostra rimarrà fino al 5 aprile 

Sono esposti numerosi disegni originali che compongono il corto, selezionati e disposti in sequenze progressive che svelano e raccontano il movimento dei personaggi nelle sbavature e nella stratificazione del colore, alcune pitture in tecnica mista su tavola che ritraggono e rielaborano personaggi e scene del film e a coronamento della mostra viene proiettato in loop il film Via Curiel 8, nella sua versione definitiva.

Mara Cerri nasce a Pesaro nel 1978. Si diploma all’Istituto Statale d’Arte/Scuola del Libro di Urbino, nella sezione Cinema d’animazione, e frequenta successivamente il Biennio di Perfezionamento in Cinema d’animazione. Nel 2003 inizia a lavorare come illustratrice di libri per ragazzi, collaborando con diverse case editrici italiane (Orecchio Acerbo, Fabbri, El, Emme, Carthusia, Fatatrac) e straniere (Grimm Press, Milan). Espone presso le biennali internazionali d’illustrazione di Bologna, Bratislava e Lisbona. Pubblica i suoi disegni su riviste e quotidiani, tra cui Il Manifesto, Internazionale, Carta. Nel 2008 riceve il Premio “Lo Straniero”, assegnato dall’omonima rivista di arte, cultura e società diretta da Goffredo Fofi, con la quale ha un rapporto continuativo. Collabora con l’agenzia americana Riley Illustration, realizzando illustrazioni per riviste e pubblicità.

Sempre nel 2008, inizia a lavorare a Via Curiel 8, la storia per un albo illustrato di cui è autrice unica (illustrazione e testi) e che sarà pubblicato dalla casa editrice Orecchio Acerbo nel febbraio 2009. Nel frattempo, realizza un progetto filmico dallo stesso soggetto, che vince il Premio della Giuria e il Premio Arte France al prestigioso Festival d’Animazione di Annecy (Francia).

Dal settembre 2009 al settembre 2011 collabora alla realizzazione del film con l’autrice di cinema d’animazione Magda Guidi, realizzando più di 4000 disegni dipinti a mano. Nel dicembre 2011, il film Via Curiel 8 vince la sezione Corti Italia del Torino Film Festival. Ha realizzato il video per lo spettacolo di teatro danza “You and me and everywhere”, una collaborazione con la regista performer Mara Cassiani . Lo spettacolo ha visto il suo debutto durante il Festival Santarcangelo dei Teatri 2012, con il sostegno di AMAT e L’Arboreto-Teatro Dimora.

Magda Guidi nasce a Pesaro nel 1979. Si diploma all’Istituto Statale d’Arte/Scuola del Libro di Urbino, nella sezione Cinema d’animazione e frequenta, successivamente, il Biennio di Perfezionamento in Cinema d’animazione. In seguito realizza alcuni cortometraggi animati, selezionati in numerosi festival italiani e internazionali: Sì, però... (2000) 2° premio al Pesaro Film Festival del (sezione “L’attimo fuggente”) e 2° premio a Videocinema di Pordenone del 2001; “Nuova identità” (2003), videoclip per la band italiana Tre allegri ragazzi morti, premio della giuria a Videozoom di Tornaco (NO) 2003; Ecco, è ora (2004), gran premio “Castelli Animati” di Roma 2004.

Nel 2005 disegna una sequenza in animazione per il cortometraggio "Il nano più alto del mondo", diretto da Francesco Amato e prodotto dal Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Nel 2009, insieme ad Andrea Petrucci e Sergio Gutierrez, realizza un film d’animazione di 45 minuti per lo spettacolo teatrale L’ultima volta che vidi mio padre, per la regia di Chiara Guidi (Socìetas Raffaello Sanzio).

Camilla Falcioni nasce a Bournemouth (GB) nel 1976. Si laurea in Conservazione dei Beni Culturali all’Università degli studi di Bologna, sede di Ravenna. Dal 2004 al 2009 coordina l'ufficio di Pesaro di Arthemisia, societa' leader nell'ideazione e produzione di mostre ed eventi culturali.

Dal 2010 è responsabile dell’ufficio stampa e promozione di Fondazione Pescheria-Centro Arti Visive di Pesaro. Si occupa di organizzazione eventi e convegni e collabora con Mara Cerri e Magda Guidi da gennaio 2012.

Pubblicato in Cultura
Pagina 1 di 2

coupon-code-amazon-deal-codici-sconto-amazon

immobili sanremo

Instagram

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

 

 

Direttore Responsabile
INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

Questo sito fa uso di cookie per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’utilizzo del sito stesso. Utilizziamo sia cookie tecnici sia cookie di parti terze per inviare messaggi promozionali sulla base dei comportamenti degli utenti. Può conoscere i dettagli consultando la nostra privacy policy. Proseguendo nella navigazione si accetta l’uso dei cookie; in caso contrario è possibile abbandonare il sito.