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Nerospinto segnala a tutti gli appassionati di arte contemporanea e a tutti i collezionisti la fiera più importante d’arte contemporanea: Affordable Art Fair Milano.

 

La fiera internazionale per l’arte contemporanea al di sotto del 5.000 euro sarà a Milano agli Superstudio Più dal 6 al 9 Marzo 2014. Art Always Fits c’è sempre posto per l’arte: il titolo accattivante esprime le tante novità di questa quarta edizione.

La fiera è ricca di eventi serali: la serata inaugurale in cui si potranno vedere in anteprima tutte le opere d’arte esposte dalle 85 gallerie provenienti da tutto il mondo, con Dj set a cura di Reset Radio e Wine Tasting offerto dall’Azienda Bisol.

Seguirà un’altra serata dalle atmosfere anni trenta giovedì 6 Marzo: “A Swing Night”, un evento omaggio a Villa Necchi Campiglio, bene tutelato dal FAI, con performance dei Marvellini, musica de I Figli di Pulcinella, spettacoli con gli attori di Convivio d’Arte, presentazione del Bloom Award by WASTEINER, sponsor beverage della serata.

Non finiscono qua le sorprese della quarta edizione della fiera. Il tema green è importante quest’anno: il relax e il programma di attività sono ispirati al verde, perchè l’esperienza in fiera aiuti a dimenticare lo stress della frenetica vita quotidiana. Dalla Garden Floor Lounge con un’esposizione di opere d’arte ispirate alla Green Art; dallo Sculpture Garden all’esterno di Super-studio Più a Green Interactive Art a cura di hiWHIM.COM, un percorso di installazioni ad ispirazione verde, fuori dai canoni convenzionali dell’arte e ad alto impatto emozionale!

La selezione di giovani artisti tra i 18 e i 35 anni su tutto il territorio nazione per individuare i giovani talenti e i nuovi protagonisti dell’arte contemporanea si amplia e si rinnova nella formula grazie al supporto di un nuovo importante partner che aggiunge una selezione di opere che meglio esprimono lo spirito del brand, come gli accostamenti degli opposti che generano il sorriso come effetto collaterale, la divertente ironia, ambientazione paradossali e l’effetto sorpresa.

World emerging artists con Eberhard & Co è iniziativa presentata in occasione del quindicesimo anniversario della fiera e per la prima volta nella storia di Affordable Art Fair. Con la collaborazione della maison di orologeria Eberhard & Co. e di 4 curatori internazionali, verrà proposta una selezione internazionale dei migliori giovani artisti presentati nello spazio Young Talents nelle città del network negli ultimi anni.

Tutti i giorni, alle 17, vi aspetta in fiera un ospite d’eccezione per un approfondimento sul mondo dell’arte e sul collezionismo.

Anche per i bambini c’è qualcosa di speciale: tante nuove attività da scoprire da soli, o con i propri genitori, dallo Yoga di Aipy (Associazione Italiana Pedagogia Yoga) e i PopforKids, workshop direttamente con gli artisti!

Novità assoluta è la struttura del ristorante con menù alla carta, tea time all’italiana delle 16 e happy hour Warsteiner delle 18!

 

Ad Affordable Art Fair il meglio dell’arte contemporanea: un evento che non solo punta a creare nuovi collezionisti, ma anche a valorizzare l’arte emergente. Con il tetto massimo del prezzo delle opere fissato a 5000 €, è facile trovare tra gli stand delle gallerie che partecipano ad Affordable Art Fair tanti artisti emergenti, spesso alle prime fasi di una promettente carriera, oltre ad opere di artisti più famosi.

Il meglio dell’arte contemporanea vi aspetta al consueto appuntamento milanese di Affordable Art Fair!

 

AFFORDABLE ART FAIR MILANO

6-9 MARZO 2014 Superstudio Più (Via Tortona, 27 – Milano – 20144 – Italia)

OPENING -INAUGURAZIONE (solo su invito): Mercoledì 5 marzo h.18.00 – 22.00

 

APERTURA AL PUBBLICO

Giovedì 6 marzo h.12.00 – 18.00 Giovedì 6 marzo h.18.00 -22.00 A SWING NIGHT (solo su invito)

Venerdì 7 marzo h.12.00 - 20.30 Sabato 8 marzo h.11.00 - 20.30 Domenica 9 marzo h.11.00 - 19.30

 

Biglietti: Adulto 13.00 € all’ingresso / 11.00 € in prevendita

Ridotto 10.00€ all’ingresso

Ragazzi sotto i 16 anni gratuito

 

affordableartfair.com/milano facebook.com/AAFMilano

 

Volete immergervi in un mondo al di fuori dell’ordinario caratterizzato da miniature, smalti ed esaltazioni geometriche? Non lasciatevi scappare la mostra Occidente per Principianti dell’artista Stefano Picarazzi.

 

Dal 13 Febbraio presso gli spazi del Tongs di Via Vigevano 19 a Milano la mostra Occidente per Principianti dell’artista eclettico Picarazzi sorprenderà il pubblico milanese. Il visitatore viene accompagnato in un percorso originale alla ricerca di nuovi punti di vista e chiavi di lettura non convenzionali.

I lavori esposti hanno forti richiami alla pop art e all’astrattismo e si articolano in tre diverse serie di opere: Occidente per Principianti, composto da otto tele in cui l’artista esprime la sua creatività in miniatura ed esasperazioni geometriche. A seguire My beautiful dark twisted gangbang fantasy, quattordici collage e acrilici su carta, in cui emergono icone del quotidiano decontestualizzate e reinterpretate. E per ultimo Eroi Marginali, tre tele dai colori brillanti in cui Picarazzi alterna smalti, acrilici e foglia d’oro su tela.

"Le opere che espongo, traggono ispirazione da tutto ciò che mi circonda - afferma Stefano Picarazzi - dai viaggi e dalle esperienze che hanno caratterizzato i miei anni di formazione. In alcune tele si possono rivedere chiaramente le influenze derivanti da importanti eventi di cronaca, che hanno segnato l'inizio del XXI secolo".

"Nelle mie opere c'è un deliberato rifiuto a trovare un nesso logico tra oggetti ed eventi - conclude Picarazzi - Ogni cosa può essere (e viene) separata o unita dal suo contesto. In questo modo l'osservatore è spinto a valutare la realtà secondo nuovi punti di vista o inusuali chiavi di lettura".

 

Stefano Picarazzi oltre a essere un’artista è anche un direttore creativo e art director presso un’agenzia di pubblicità e comunicazione. Vive in un luogo molto particolare: su una canoa di pino lungo una sponda del Ticino. Le sue opere sono influenzate da Turgenev, Celine, Ballard e Burroughs con i quali ha instaurato un rapporto di scambio e condivisione. L’artista ha espresso un desiderio: vorrebbe che questa mostra venisse ricordata con una frase di J. R. Wilcock "Allora la mia mente ebbe quello che sarà stato l'unico lampo di genio della mia infanzia; capii che, qualunque cosa facessi, la potevo paragonare a un gioco".

 

Immergetevi nel mondo delle miniature e geometrie, smalti e acrilici e lasciatevi sorprendere.

 

 

Occidente per Principianti

di Stefano Picarazzi

c/o Tongs - Via Vigevano, 19 - Milano

Inaugurazione mostra: giovedì 13 febbraio 2014 - ore 19.00

Apertura mostra al pubblico: dal giovedì 13 febbraio a domenica 13 aprile

Orari apertura mostra: martedì - domenica, dalle 18.00 alle 02.00

 

Il 21 e il 22 Marzo 2014 Careof DOCVA presenta Tales of the networked neighborhood: the Cinema of CAMP.

 

Si tratta della prima proiezione italiana dell’opera di CAMP, un collettivo di artisti residenti a Bombay. 5 film che permettono di sottolineare il loro lavoro audiovisivo in ambito cinematografico.

 

Nel 2007 Shaina Anand e Ashok Sukumaran hanno fondato CAMP.

Il loro recente lungometraggio From Gulf to Gulf to Gulf è stato proiettato inizialmente ogni sera per tre mesi di seguito in un cinema all’aperto di Sharjah, uno dei porti in cui erano state realizzate le riprese, come parte integrante del programma della Biennale di Sharjah. Al FID Marseille, dove il film ha avuto la sua premiere cinematografica, CAMP si è aggiudicato il secondo premio. Notevole il successivo percorso festivaliero, dalla Viennale a Doc Lisboa al London Film Festival. A un anno dal debutto, il film continua a essere selezionato dai festival di cinema: sarà in competizione all’Ann Arbor Film Festival e inaugurerà Images festival di Toronto. Il lavoro di CAMP ha vasta notorietà nel mondo dell’arte. E gli elementi che hanno permesso al loro ultimo documentario di fare il proprio ingresso nel cinema non rappresentano una novità nella pratica artistica di CAMP: politica e geopolitica, sociologia empirica, ricerca tecnologica, etica dell’etnografia, i limiti dell’estetica. From Gulf to Gulf to Gulf ci pone tutte queste tematiche fondendole in un unico spettacolo messo in scena dagli stessi attori/protagonisti del film. Incredibilmente ciò accade per ognuno dei 5 film selezionati. Eppure “Da un film a un altro a un altro” ci imbattiamo in forme completamente diverse e nuove. Le storie sono sempre raccontate da una serie di “insoliti sospetti”, senza mai abbandonarsi ai classici concetti dell’etnografia.

Avremo un’opportunità unica, molto diversa dalla presentazione museale, di immergerci nella filmografia completa di CAMP. E avremo tempo in abbondanza per discuterne con uno degli autori. L’evento permetterà al pubblico milanese di iniziare a esaminare il processo creativo di CAMP e di arrivare alla conclusione che i loro documentari precedenti sono allo stesso tempo grande cinema e grande arte. Se una semplice ri-classificazione permetterà a questi lavori di raggiungere un pubblico più vasto, siamo felici che questo processo possa partire da Milano. Siamo convinti che i prossimi film di CAMP saranno visti, ascoltati o sentiti intimamente, perciò crediamo che sia una buona idea partire da come tutto è cominciato. Queste sono le parole di Vassily Bourikas.

Il progetto è l'esito della prima di una serie di residenze per curatori che saranno organizzate dalla Fondazione Pini con il titolo RES “Residenze per giovani curatori e organizzatori”. La Fondazione Pini ha favorito una partnership con tre prestigiose realtà milanesi, Filmmaker, Peep Hole e O', ognuna delle quali si è impegnata a selezionare e presentare i candidati per i progetti RES allo scopo di generare nuove collaborazioni internazionali con la città di Milano.

 

Questa perlustrazione nell'immaginario cinematografico di CAMP, sarà preceduta da una presentazione il 21 marzo presso il DOCVA, Documentation Center for Visual Arts. Sarà l'occasione per incontrare Shana Arand di CAMP allo scopo di illustare a fianco al lavoro di CAMP anche il progetto allargato pad.ma, un archivio online di pubblico accesso, di cui CAMP è uno dei principali iniziatori. L'intera collezione di pad.ma è consultabile on line e scaricabile per usi non commerciali. Il design dell'Archivio rende possibile vari tipi di visone e costellazione che saranno illustrati, raccontati e messi a confronto con modalità a partire anche dall'archivio DOCVA. pad.ma

Il programma completo è consultabile su www.careof.org

 

Nerospinto consiglia di non perdersi questo evento unico a Milano!

 

 

 

 

TALES OF THE NETWORKED NEIGHBORHOOD: THE CINEMA OF CAMP A cura di Vassily Bourikas in collaborazione con FILMMAKER Festival e Careof DOCVA

 

Venerdì 21 marzo 2014 dalle 17.30 Proiezione e Performing Archive: talk con Shaina Anand/CAMP DOCVA, via Procaccini 4, 20154, Milano

Sabato 22 marzo dalle 18.00 Proiezione con la presenza dell’autrice Shaina Anand Cinema Palestrina, Via da Palestrina 7, Milano

Indira Fassioni

Dal 20 Marzo al 31 Agosto 2014 una doppia temporanea sulla pittrice messicana Frida Kahlo attende tutti gli appassionati d'arte alle Scuderie del Quirinale di Roma e al Palazzo Ducale di Genova.

I capolavori di una della più famose artista del Novecento provenienti dai principali collezionisti, le opere chiave appartenenti a raccolte pubbliche e private in Messico, Stati Uniti, Europa arrivano nelle due sedi espositive italiane per mostrare il talento e la straordinaria vita della pittrice messicana e del marito Diego Rivera, anch'egli pittore moralista.
Oltre ai favolosi dipinti la mostra permetterà di ammirare una sezione di ritratti fotografici realizzati negli anni Trenta e Quaranta, tra cui quelli realizzati da Nickolas Muray negli anni quaranta.
La mostra romana, alle Scuderie del Quirinale, indaga sulla figura della pittrice e il suo rapporto con i movimenti artistici dell'epoca, dal Modernismo messicano al Surrealismo internazionale, analizzandone le influenze sulle sue opere.
La mostra genovese, Frida Kahlo e Diego Rivera, a Palazzo Ducale, analizza l'universo privato di Frida, un universo di grande sofferenze. La mostra sottolinea come l'amore per il marito e le sue esperienze biografiche hanno lasciato delle tracce importanti nella sua produzione artistica.
Le sue opere oltre a raccontare la sua vita contengono tracce della storia e dello spirito del mondo a lei contemporaneo, sottolineano importanti trasformazioni sociali e culturali precedenti alla Rivoluzione messicana.
La sua figura è diventa un'icona a livello mondiale, un'icona della femminilità, della passionalità, della forza e della determinazione di cambiare il corso della storia.
La mostra intende presentare e approfondire la produzione artistica di Frida Kahlo nella sua evoluzione, dagli esordi della Nuova Oggettività e del Realismo magico alla riproposizione dell'arte folklorica e ancestrale, dai riflessi del realismo americano degli anni venti e trenta alle componenti ideologico-politiche ispirate dal murassimo messicano. Il grande numero di autoritratti suggerisce l'importanza del tema dell'autorappresentazione in questa mostra.
Come il catalogo ragionato dell'artista del 1988, anche il catalogo di questa mostra e la sua progettazione sono affidati alla cura di Helga Prignitz-Poda, specialista di Frida Kahlo.
Una mostra unica che unisce l'arte e la vita personale di una artista eclettica, una mostra da non perdere vi aspetta a Roma e Genova!

 

Mostra di Frida Kahlo

Scuderie del Quirinale, Roma
Roma, Via XXIV Maggio 16 Bus: n.40, 64, 640, 70, 170, H fermata Nazionale/ Quirinale Metro: Linea A fermata Barberini Metro: Linea A fermata Repubblica

Costi del biglietto: intero € 12.00, ridotto € 9.50

Ridotto valido per giovani fino a 26 anni, adulti oltre i 65 anni, insegnanti in attività (esclusi professori universitari), gruppi convenzionati, forze dell'ordine e militari con tessera di riconoscimento.

Biglietto on-line: diritto prevendita: € 2.00

La biglietteria chiude un'ora prima della chiusura delle scuderie del Quirinale.

Numero di telefono: 06 399 67 50006 399 67 500
Palazzo Ducale, Genova
Piazza Matteotti 9, Genova Tel. +39 010 5574000+39 010 5574000
Biglietteria e accoglienza: tel. 010 5574065010 5574065
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Nerospinto ha il piacere di annunciare sweet Sub-NOTHING-Spores, nuova mostra dell’artista tedesco John Bock presso la Galleria Giò Marconi. Per la sua terza personale l’artista trasformerà la Galleria nel suo mondo eccentrico e surreale, un teatro dell’assurdo dove nessuna regola o logica sembra potersi applicare.

Nato nel 1965 a Gribbohm in Germania, John Bock diventa famoso a metà degli anni ’90 per le sue performance, le cosiddette “Lectures” e per le sue installazioni, stravaganti assemblaggi di oggetti quotidiani. Le sue prime “Lectures”, una via di mezzo tra una performance e una lezione accademica, vertevano su temi economici uniti successivamente ad argomenti più vicini al mondo dell’arte. Una sorta di parodia del mondo intellettuale che culminava in assurdi dialoghi con il pubblico, protagonista attivo in tutti i suoi lavori. I titoli stessi delle sue opere derivano spesso dalla giustapposizione o dalla ripetizione di parole reali, riflettendo così la natura ibrida e multiforme del suo lavoro. Nelle sue performance l’artista riprende elementi del cabaret, del vaudeville, delle commedie slapstick e del teatro. Assume pose grottesche, compie movimenti esagerati, indossa costumi colorati e protesi bizzarre e combina gli oggetti più disparati con ogni tipo di liquido in modo fantasioso e irriverente. Questi assurdi assemblaggi diventano poi parte della mostra, trasformando lo spazio espositivo in un caleidoscopio di colori, suoni ed immagini.

La sua opera sfugge ad ogni possibile classificazione, qualsiasi categoria per descriverla diventa riduttiva: performance, teatro, video, installazione, scultura si mescolano a discipline e linguaggi diversi come la filosofia, l’economia, la musica, la moda e a frammenti di vita quotidiana in una fusione originale che non sembra mai essere completa. L’artista sembra superare e oltrepassare quelli che sono considerati universalmente i canoni della storia dell’arte ed i suoi limiti.

Per la sua personale da Giò Marconi Bock presenta un film, diverse installazioni e una scultura. Nel film in mostra “Above the point of the glowing silence”, presentato per la prima volta alla Biennale di Venezia del 2013, una Musa danzante racconta a un baco brevi storie sull’amore, sulla morte, sulla follia e su mondi paralleli in una “Casa-Segmento”. La Musa poi si perde nel labirinto di Venezia e inizia a modellare materiali morbidi sui muri delle case.

Negli ultimi dieci anni Bock si è sempre più dedicato al video, il cui linguaggio visivo è molto vicino a quello delle sue performance. I suoi film sono una sorta di lente di ingrandimento sulla realtà, di cui esplora i dettagli più nascosti. Bock parte dalla vita quotidiana e si sofferma sugli aspetti più assurdi, facendo entrare lo spettatore in un microcosmo colorato fatto di spazi ribaltati, sostanze e oggetti dalle forme mai viste che si trasformano in personaggi, animali dai tratti umani e viceversa, un mondo dove tutto è dissociato e collegato al tempo stesso, dove ogni sicurezza è abbandonata, tanto che l’artista stesso definisce i suoi film “assurde commedie dark”.

La scultura che viene presentata ha come soggetto dei contadini e si ispira allo stile dello scultore tedesco Ernest Barlach. Viene ripreso il rilievo tridimensionale caratteristico di Barlach, ma completamente rivisto e ripensato da Bock.

C’è poi un’installazione composta da quattro teche. In una di queste, alta tre metri, sono visibili in basso delle scarpe sulla cui suola è appiccicata una cicca. Un’altra contiene una tenda, dietro la quale una sorgente luminosa emette fasci di luce ritmica senza motivo. Nella terza teca è appesa in verticale una catena di biglie sulla quale si arrampica dello sterco di coniglio. La quarta invece contiene un meccanismo che può essere azionato a mano dall’esterno e che mostra un ciuffo di capelli che accarezza un bullone e un’unghia che dà dei colpetti ad una tavoletta. Questa teca è appoggiata ad una rastrelliera a cui sono appese due foto della Musa che recita nel film “Above the point of the glowing silence”.

Elemento principale della mostra è l’installazione “Ait-il se terme”, realizzata con materiale di una performance precedente. Il video della performance accompagna l’installazione.

L’artista presenta inoltre tavole di testo, dove le parole, frasi tratte da azioni o film, sono ripetute, tagliate, incollate, scambiate, modificate, frammentate e riscritte in modo fastidioso. Bock non cerca la logica narrativa, la chiarezza, ma la confusione, vuole disorientare lo spettatore, sfidandolo con ironia a comprendere e superare gli ostacoli della vita. L’artista infatti descrive la vita come un gioco d’avventura che l’essere umano può solo iniziare a comprendere.

A prima vista il suo lavoro potrà risultare caotico e privo di senso, ma così non è, c’è sempre un’analisi lucida dietro la sua opera, volta ad analizzare la società occidentale moderna e con dei risvolti autobiografici.

 

 

 

Galleria Giò Marconi, Via Tadino 15, Milano.

John BOCK: sweet Sub-NOTHING-Spores

Dal 14 febbraio al 22 marzo 2014

Da martedì a sabato 10-13; 15-19

Inaugurazione: giovedì 13 febbraio 2014 dalle 19.00 alle 21.00

 

 

 

Per informazioni: 

www.giomarconi.com

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

Il 31 gennaio è uscito, nei negozi tradizionali e in digital download, "Futura Resistenza", il disco d'esordio dei FLUON, band capitanata da Andy (voce, sax, synth), Faber (programmazione, synth), Fabio Mittino (chitarra) e Luca Urbani (voce, synth, ex voce dei Soerba).

Un progetto, quello dei FLUON, nato nel 2011, che incarna l’estetica, il suono e lo spirito dell’omonimo laboratorio d’arte, fabbrica di idee, dipinti e musica.

Nel 2012 esce “Naked”, il primo brano che segna l’inizio dell’attività musicale della band, seguito da “Polvere”, in duetto con Enrico Ruggeri e “L’assassino è il maggiordomo”, traccia estratta dal nuovo disco.

“Futura Resistenza” è un disco autoprodotto (grazie al sostegno dei fans e alla piattaforma di crowdfunding Musicriser), in cui la ricerca di uno stile personale, accattivante e ipnotico, si traduce in ritmi serrati che enfatizzano i testi e che sono in grado di intrappolare la realtà con grande lucidità.

Un viaggio tra electropop e dance, quello di “Futura Resistenza”, che mette in musica lo scontro con una realtà frenetica e imposta, che da emarginata esce allo scoperto per rompere gli schemi sociali precostituiti, attraverso una vera e propria evoluzione.

Dieci brani per dieci storie e dieci stati d’animo: “Evoluzione”, “Il nuovo che avanza”,”Tutto torna”,”In verità vi dico”, “Futura resistenza”, “Cadere a terra”, “Dove si comincia”, “Ti puoi permettere”, “L’assassinio è il maggiordomo” e “Buio”.

 

Per maggiori informazioni:

www.fluon.it

www.youtube.com/user/fluon?feature=watch

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Gianni Colombo | Elias Crespin | Attila Csörgö | Lutz & Guggisberg | Fausto Melotti | Goran Petercol | Markus Raetz | Felice Varini

Il disegno, tradizionalmente, viene tracciato su un foglio di carta con matita, penna o pennello. Dalla metà del secolo scorso alcuni artisti hanno deciso di andare oltre la superfice ed espandere il disegno nello spazio, utilizzando materiali come il filo di metallo, rami e oggetti, ma anche la luce e l’ombra per tracciare linee che definiscono forme tridimensionali. Ben presto le linee vengono messe in movimento, aggiungendo così anche la quarta dimensione: il tempo. Nella mostra “Drawing in Space” presentiamo alcuni degli artisti più importanti che lavorano in questo ambito dagli anni ’50 ad oggi.

Fausto Melotti (*Rovereto 1901– Milano 1986), una delle figure di maggiore rilievo dell’arte Italiana del Novecento, già dagli anni ‘50 traccia linee nello spazio con il filo di rame e d’acciaio per comporre figure, scene e geometrie poetiche ed essenziali.

Gianni Colombo (*Milano 1937 – Melzo 1993) è tra i primi a mettere in movimento le sculture, inventando così l’ Arte Cinetica. Con linee di metallo o di filo di gomma crea degli spazi: una stanza, un cubo, dei cerchi o delle linee curve, che movimenta modificando così continuamente lo spazio e l’esperienza dello spettatore.

L’artista svizzero Markus Raetz (*1941 Berna) analizza le dinamiche della percezione visiva e sovente utilizza il disegno nello spazio per creare dei “mobiles” sospesi in continua trasformazione, rendendoci partecipi della fluidità delle immagini e dei punti di vista. La sua opera “Szene” raffigura due ballerini davanti a un trapezio: le figure volteggiano lentamente mentre il trapezio, cambiando posizione, viene percepito di volta in volta come palcoscenico, parete, specchio o finestra.

Le forme geometriche di Felice Varini (*Locarno1952, vive a Parigi) sembrano librarsi nello spazio architettonico, con il quale dialogano intensamente, ma appena ci spostiamo si dissolvono e sembrano frantumarsi in mille pezzi, per poi sorprendentemente ricomporsi. Dipinte sulle pareti, sul pavimento e sul soffitto di ambienti complessi, danno vita ad un’immagine magicamente sospesa, visibile da un unico punto di vista. Un fenomeno ottico giocoso che permette di esplorare la relatività del tempo e dello spazio.

L’artista concettuale Goran Petercol (*1949 Pula, Croazia, vive a Zagabria) nel suo lavoro fa dialogare elementi opposti come la pianificazione e il caso. Nelle opere del ciclo “Sjene” (ombre) crea immagini composte da fili di metallo e dalle loro ombre.

Le strutture sospese nell’aria dell’artista venezuelano Elias Crespin (*1965 Caracas, vive a Parigi) si muovono lentamente seguendo una coreografia simile ad una danza, attraversano diversi stadi di ordine e disordine apparente per poi tornare alla formazione iniziale. La scultura “16 cubos” si trasforma poco a poco passando da istanti di caos per ritornare a fluttuare armoniosamente. Le sue opere sono nelle collezioni di musei importanti, quali il Museum of Fine Arts Houston, il Museo de Arte Latinoamericana Buenos Aires e Museo del Barrio, New York.

Andres Lutz (*Wettingen 1969) & Anders Guggisberg (*1966 Biel), con il loro lavoro multiforme sono tra i più importanti artisti svizzeri della loro generazione. Attraverso la ricchezza e varietà di contenuti, forme e materiali riescono a reinventare continuamente il loro lavoro artistico, pur mantenendo uno stile inconfondibile. In mostra presenteranno un grande disegno nello spazio composto dai materiali più svariati, creato in loco per l’occasione.

Il lavoro dell’artista ungherese Attila Csörgö (*1965, Budapest) esplora il rapporto tra arte e scienza. L’artista conduce approfonditi esperimenti con macchinari precisi da lui progettati, ma con un approccio ironico e giocoso. Studia e rende visibile la traiettoria di un dado che cade, o la scia luminosa creata da una lampadina posta sulla ruota di una bicicletta. In mostra vedremo la scultura “Spherical Vortex”, che tramite una lampadina mossa vorticosamente crea un disegno luminoso nello spazio. Nel 1999 Attila Csörgö ha rappresentato l’Ungheria alla Biennale di Venezia. Ha partecipato alla Biennale di Istanbul nel 2003, a quella di Sydney nel 2008 e a Documenta nel 2012. Nel 2008 gli viene conferito il Nam June Paik Award, il più importante premio europeo per media art.

ELIAS CRESPIN 16 cubos, 2013 Handmade brass and stainless stell rods, with motors, computer and electronic circuits dimensions variable

Inaugurazione sabato 15 febbraio 2014 ore 18

Mostra: 15 febbraio - 19 aprile 2014 Orario: da martedì a sabato 15 - 19

Galleria Monica De Cardenas Chesa Albertini - Via Maistra 41 CH-7524 Zuoz – St.Moritz Tel +41 81 868 80 80+41 81 868 80 80 www.monicadecardenas.com Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Nerospinto segnala un appuntamento da non perdere domani - 5 febbraio 2014 - alle ore 18.30, presso lo spazio Made4Art di Milano. Stiamo parlando dell’inaugurazione del quarto progetto di indagine sull'arte astratta portato avanti da Made4Art, in questa circostanza si decide di sviluppare la tematica del monocromo, con molteplici e differenti declinazioni a seconda delle diverse personalità artistiche chiamate a partecipare.

Gli artisti protagonisti della mostra sono: Alessandra Angelini, Gianfranco Bianchi, Giorgio Biso, Pietro Canale, Sandro Giordano, Susi Zucchi. L’Esposizione è realizzata a cura di Elena Amodeo e Vittorio Schieroni.     

Made4Art, Spazio e servizi per l’arte e la cultura, porta avanti il progetto di indagine sull’arte astratta precedentemente inaugurato con Visioni astratte. Nuove tendenze al femminile (19 marzo-2 aprile 2013) e portato avanti con le successive esposizioni Black&White. Astrazione negli opposti (24 maggio-7 giugno 2013) ed Explosion! colore astrazione emozione (25 ottobre-14 novembre 2013). Monochromes, vuole approfondire la ricerca sul colore nella sua forma più pura e rigorosa, il monocromo. 

Ogni artista chiamato a partecipare alla mostra ha potuto dare il suo apporto sulla base della propria sensibilità, del personale uso delle tecniche e dei materiali. I curatori di Made4Art, Vittorio Schieroni ed Elena Amodeo, hanno scelto le opere ritenute più in linea con l’idea espositiva alla base del progetto, realizzando un allestimento tale da mettere in luce specificità, contrasti e assonanze. Elementi artistici diversi vengono ad entrare in rapporto senza creare contrapposizioni ma in un muto ed armonico dialogo.

Le opere di Gianfranco Bianchi e Susi Zucchi giocano su effetti di rilievo, inclusioni e sovrapposizioni. La ricerca di Sandro Giordano è una sperimentazione sulle diverse sfumature dello stesso colore, il grigio, mettendone in luce le diverse variazioni.

Stratificazione di colore, rigore e geometria sono invece le caratteristiche dei lavori di Giorgio Biso e Pietro Canale. In Alessandra Angelini si esplica la forma più pura del monocromo: da un’unica campitura di giallo emergono pigmenti e paste materiche sapientemente disposti in grado di creare inaspettati effetti di ombra e movimento.

Monochromes, con data di inaugurazione mercoledì 5 febbraio alle ore 18.30 e visitabile fino al 25 febbraio, è un invito a scoprire l’essenza del colore, attraverso le sue infinite varianti e sperimentazioni, lo sguardo tenderà a perdersi nelle infinite manifestazioni di stile e rivelazioni cromatiche con cui si verrà in contatto, nel percorso di un’interessante ricerca artistica nel mondo del colore e dell’astrattismo.

 

 

M4A - MADE4ART, Milano

"MONOCHROMES" - Dal 5 al 25 febbraio 2014

Inaugurazione mercoledì 5 febbraio, ore 18.30

Lun. ore 16-19, da mar. a ven. 10-13 e 16-19, sab.16-19

 

Per informazioni:

Made4Art - Spazio, comunicazione e servizi per l'arte e la cultura

Via Voghera 14, Milano - ingresso da Via Cerano.

MM2 Porta Genova, zona Tortona.

Sito Internet: www.made4art.it.

Mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

E' stato lo spettacolo di Antonio Skarmeta, Ardente Pazienza - Il postino di Neruda, ad aprire la stagione del Teatro Delfino di Milano, da ieri, 16 gennaio al 19 gennaio 2014, ore 21, domenica alle 16.00.

La messa in scena rimane fedele al romanzo ed è ambientata nella stessa epoca: dal 1969 al 1973.

Anni di fuoco per il Cile, che vedeva sorgere la figura di Allende, poeta cileno, come neo eletto alla presidenza della repubblica, e ucciso poco dopo durante un colpo di stato.

La trama, però, si addentra in una storia di un'amicizia che viene a consolidarsi lentamente, e soprattutto in un modo insolito, tra un postino e Pablo Neruda: unico abitante del villaggio di Isla Negra che riceveva corrispondenza.

Uno spettacolo che svestirà il poeta dai panni di vate e li farà indossare a Mario Jimenez, il postino, che 'prenderà coscienza della sua inespressa e latente vocazione per la poesia', fino a riportarlo al risveglio dei sensi e a una visualizzazione più concreta dei suoi obiettivi.

Protagonista dello spettacolo è la potenza e la forza della poesia, in grado di raggiungere anche i più 'impreparati', e capace di innalzare l'animo umano.

Ardente Pazienza - Il postino di Neruda è liberamente ispirato dal film, con protagonista Massimo Troisi, "Il Postino".

 

Il biglietto costa 18 €, e la rappresentazione sarà fino al 19 gennaio. Tutti i giorni alle 21, la domenica alle 16.

Per ulteriori informazioni potete consultare il sito: www.teatrodelfino.it

Anno nuovo, tema diverso.

Questo sembra annunciare tra le righe il teatro Franco Parenti il quale, dal 14 al 19 gennaio, ospiterà uno spettacolo che si articolerà, con estrema chiarezza espressiva, attraverso i temi portanti della compagnia Anagoor.

Filologia, storia dell’arte, architettura, arti visive, danza, musica: utilizzando video, parola, gesto e musica, la compagnia si è impegnata nello sviluppare una complessa ed interessante ricerca a partire dalle prime pagine del libro “I Sommersi e i Salvati”, di Primo Levi. L’epicentro di questo spettacolo? La memoria umana, una memoria incancellabile, un orrore che, a distanza generazione, fa rabbrividire: l’olocausto.

Si tratterà di un percorso teatrale in grado di stimolare una riattivazione della memoria su un piano diverso da quello dell'informazione o della narrazione attraverso i documenti; la compagnia si propone di dissotterrare quei fatti, quei dettagli, che il “processo di oblio” del mondo occidentale ha applicato su questa tragedia.

Quasi una storia del potere della lingua nel mondo occidentale, ripercorsa attraverso frammenti di autori apparentemente distanti (tra i quali W.G. Sebald, Jonathan Littell, Eschilo, René Girard, Tzvetan Todorov, Bruno Bettlheim, August Sander, Victor Klemperer):  dalla follia nazionalsocialista, il discorso andrà ad incontrare il penoso mutismo di Ifigenia e ritrovare quel silenzio in altre prede, altre caccie, altri genocidi.

Lingua Imperii è la lingua dell’impero inteso come dominio coercitivo: è la lingua povera, bruta ma melliflua delle propagande fasciste e nazionalsocialiste.

Si scaverà sotto alfabeti e nozioni imparate a forza, cantilene da urlare a gran voce in modo acefalo e automatico.

Ma non è solo questo, è una lingua fatta di silenzi innocenti, regalati dai dominatori in cambio della libertà.

Questo dimostrerà ancora una volta la supremazia della lingua, strumento nato dall’uomo ma che oltre l’uomo si articola, in un escalation di violenze che hanno tutti i nomi, ma mai una fine.

 

 

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Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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