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Oggi pomeriggio alle 15 al Centro sportivo della Sisport di Torino si giocherà la “Partita del Cuoco”, un evento di sport, solidarietà, condivisione e food.

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BabeK, approda a Milano, rivoluzionando l'offerta dei kebab, offrendoci un panino, unico e davero speciale, farcito con ingredienti dei Presìdi Slow Food.

Dal 22 al 26 Settembre a Torino, si terrà Terra Madre Salone del Gusto, un'importantissima manifestazione organizzata da Slow Food per ri-amare la terra.

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La storia del tatuaggio è antichissima, la nascita del termine così conosciuto è dovuta al Capitano inglese James Cook che nel 1769, approdando a Tahiti, trascrive per la prima volta la parola Tattow (poi Tattoo), derivata dal termine "tau-tau", parola onomatopeica per descrivere il rumore prodotto dal legno sull'ago per bucare la pelle.

Si ritiene che già in epoca preistorica la pratica del tatuaggio fosse diffusa a scopo terapeutico, pitture funerarie dell'antico Egitto risalenti al 2000 a.C. testimoniano il suo utilizzo, così come è ormai appurato che i Celti  tracciavano i simboli delle loro divinità sulla pelle. In Giappone già dal quinto secolo a.C. si usava tatuare il corpo attribuendogli valenza magica o estetica, ma anche come pratica punitiva per i criminali. Durante l’impero romano il tatuaggio era usato per marchiare criminali e condannati; solo successivamente, in seguito alle battaglie con i britannici che portavano tatuaggi come segni distintivi d'onore, alcuni soldati romani cominciarono a tatuarsi la pelle. Fra i primi cristiani era invece diffusa l'usanza di manifestare la propria fede tatuandosi la croce di Cristo sulla fronte, pratica portata avanti fino all'undicesimo e dodicesimo secolo, quando i crociati portavano sul corpo il marchio della Croce di Gerusalemme per permettere, in caso di morte sul campo di battaglia, l'appropriata sepoltura secondo i riti cristiani.

Dopo le Crociate, il tatuaggio sembrò pian piano scomparire dall' Europa, mentre in altri continenti manteneva il suo status di pratica diffusissima senza cessare di esistere.

Fu solo nei primi anni del 1700 che i marinai europei tornarono a contatto con l’antica pratica attraverso le popolazioni indigene delle isole del Centro e Sud Pacifico, luoghi in cui il tatuaggio continuava ad essere praticato e possedeva un'importante valenza culturale. Poco più di un secolo dopo,a testimonianza del fatto che la pratica aveva ripreso piede, nel 1846 l’americano Martin Hildebrandt apriva il primo salone di tatuaggi nella città di New York, talmente popolare che la sua clientela includeva soldati di entrambe le fazioni della Guerra Civile. Sua figlia Nora, è ancora ricordata come la “Tattooed Lady” al Barnum and Bailey Circus.

Giunti quasi all’inizio del XX secolo, nel 1891, Samuel O'Reilly brevetta la prima macchinetta elettrica per tatuaggio, ispirata alla penna elettrica creata da Thomas Edison; il design delle moderne macchine per tatuaggi si ispira ancora alla sua macchinetta. I primi anni del ‘900 sono quelli degli uomini tatuati diventati personaggi d’attrazione nei grandi circhi americani, e per mezzo secolo i tattoo rimangono prerogativa di una parte discriminata e appartata della popolazione, quella delle minoranze etniche, dei marinai, dei veterani di guerra, dei malavitosi o carcerati, in contrapposizione ai valori e allo stile di vita della cultura tradizionale.

 

Nel corso degli anni la tecnica del tattoo ha continuato a diffondersi in lungo e in largo per il mondo, fino a raggiungere, soprattutto in quest’ultimo ventennio, grandissimo successo e diffusione. Le tipologie di tatuaggio più in uso sono quelle dei tattoo realistici; i tribali o maori polinesiani, ispirati ai tatuaggi tradizionali delle isole del pacifico; la tecnica Tebori giapponese; i tatuaggi biomeccanici, che rappresentano organi o membra umane fusi con elementi meccanici; la tecnica del lettering, tatuare frasi, nomi o parole;“old school” caratterizzati da linee nette e squadrate, grande uso del colore nero e dalla colorazione piatta e senza sfumature; “new school” , che si rifanno alla “vecchia scuola” utilizzando linee ancora più spesse e colori brillanti. I soggetti dei tatuaggi “old and new school” sono quelli della tradizione europea e americana: fiori, in particolare rose rosse, pugnali, cuori sacri, amorini, pin up e riferimenti al mare quali marinai, navi, sirene e ancore.

 

Ora che vi siete fatti un'idea su questa tecnica antica fatta di personaggi fantastici, colori e mostri immaginari, Nerospinto vi invita all’evento FREAKSHOW TATTOO in Via Bertini 11, Milano –Sabato, 2 marzo 2013, dalle ore 18.00 alle 22.00 per celebrare la BIG OPENING del nuovo salone di tatuaggi di Cristian il Principe dei Mostri, tatuatore old school, e Rita la Zia, professionista di ispirazione vintage e barocca (Cristian Gaudioli e Rita Pierantozzi).

Questo Sabato il Freakshow Tattoo vi darà la possibilità di entrare nella sua wonderland colorata e multiforme: un luogo dove il mondo del tattoo abbraccia l’universo del graphic design e della moda, uno spazio diviso in due, una location originale ambientata a circo dalle pareti a righe bianche e rosse, gli allegri motivi dei misteriosi tendoni circensi.

Grande apertura con musica, spettacoli di danza con corde shibari e ballerini, libagioni_ tre donne baffute serviranno zucchero filato cupcake, hotdog e altre prelibatezze_.

Dress code Freak, Circus, Black, Dark and Fetish are welcome!

Al look più "stupefacente" un buono omaggio tattoo del valore di 100 €

Inoltre i fortunati che riusciranno a fissare la data del proprio tatuaggio durante il party potranno godere di uno sconto esclusivo.

 

Freakshow Tattoo

Via Beertini 11, Milano

BIG OPENING  Sabato 2 marzo 2013,

dalle ore 18.00 alle 22.00

 

Per Informazioni:

Der Prinz 3477972884

Rita 3279092314

 

Parcheggio convenzionato: via Bertini 10 (1,5 €/l’ora).

 

 

 

 

Pubblicato in Nigthlife
Mercoledì, 30 Gennaio 2013 17:32

Bettie Page, beloved cheesecake girl

Bettie Mae Page nasce a Nashville, Tennessee, il 22 aprile del 1923. Trascorre un’infanzia complicata, fatta di violenza e ristrettezze economiche. All’età di dieci anni i genitori divorziano e Bettie e le sorelle vengono ospitate per un anno in un collegio.

Studentessa modello, si laurea in Arte nel 1943 e sposa il suo primo amore, Billy Neal, ma il suo sogno fin da bambina è quello di diventare una famosa attrice. Divorzierà dal marito pochi anni dopo, nel 1949 per spostarsi a Hollywood senza però ottenere grandi successi.

Bettie decide allora di trasferirsi a New York, dove lavora come segretaria e nel frattempo inizia a recitare. Nel 1950, grazie all’incontro con il fotoamatore e ufficiale di polizia Jerry Tibbs su una spiaggia di Coney Island, il suo talento da cheesecake (“torta al formaggio"come venivano chiamate le burrose ragazze anni ’50 fotografate in pose provocanti) è immediatamente svelato.  Bettie Page si trasforma in Betty, la fantastica pin-up.

Inizia così la sua fortuna, la Page comincia a posare per vari fotografi, spesso nuda, e le sue fotografie si rincorrono nelle copertine delle più importanti riviste maschili. Nel 1951, Bettie posa per il famoso fotografo, Irving Klaw, in una sessione fotografica a tema sadomaso e bondage. Per mano di Klaw Betty la pin-up, in stile ragazza della porta accanto, diviene la misteriosa regina del bondage. Icona retro e allo stesso tempo molto moderna, la caratterizzano lipstick rosso, lingerie sexy, tacchi a spillo su calze a rete e frustino.

Il successo di questa nuova seduttrice, porta Klaw a realizzare per lei i cortometraggi "Betty & Her High Heel Shoes" e "Betty Gets Bound and Kidnapped" e il suo più famoso sketch, il cult "Teaserama". Elementi chiave delle riprese: le sculacciate maliziose, le scudisciate, la pratica del legare e farsi legare.

Bettie non è  però come le altre pin-up anni '50, cattura l’attenzione degli uomini con il suo viso ingenuo, mai volgare, e riesce a dare charme e grazia alla pratica erotica del bondage. La Page diventa  così un modello per una nuova liberazione sessuale, emblema e simbolo di un mondo che rappresenta e pone la donna al centro della propria vita sessuale, attraverso un erotismo all’insegna del gioco, del divertimento e della piena consapevolezza del corpo.

Dopo  Klaws, Page posa per i famosi “jungle shots”  (“Bettie nella jungla”)con Yeager, viene scritturata Playmate per la rivista Playboy e lavora fino al 1957, anno in cui decide di ritirarsi.

Da questo momento la sua figura rimane avvolta nel mistero, per quarant’anni non si fa più vedere in pubblico, nel 2007 rilascia una breve intervista in cui parla di un avvicinamento alla spiritualità, ma nessuno sembra sapere cosa realmente le sia accaduto.

Si spegne infine nel 2008 lasciando un vuoto incolmabile nel mondo delle mitiche pin-up. Ancora oggi fonte di ispirazione per moltissime modelle contemporanee, prima  su tutte la burlesque performer di Dita Von Teese, la giovane e bellissima diva dagli occhi blu, pelle color latte e labbra rosse rimarrà per sempre un’ istituzione all’interno del nostro immaginario collettivo, simbolo di femminilità, seduzione e divertimento.

 

Nerospinto ama Bettie Page perché ha rotto i tabù del passato e con il suo sorriso ha influenzato la cultura pop, catturando il cuore e l’immaginazione di tutti.  

Per approfondire ulteriormente l’affascinante vita della famosa pin up i due film biografici “Bettie Page dark angel” di Nico B. ,1994, e "La scandalosa vita di Bettie Page" di Mary Harron, 2005.

Segnaliamo inoltre la mostra presso la Galleria d'arte Contemporary Concept di Bologna che fino all'11 febbraio ospita 500 foto originali di cui un centinaio di inediti firmati da Irving Klaw e dalla sorella Paula tra il 1951 e il 1956.

 

Pubblicato in Lifestyle

Nerospinto ha assistito all'ultima serata milanese di rappresentazione del famoso musical Frankestein Jr, la trasposizione teatrale dell’omonimo film di Mel Brooks del 1974 con musiche e liriche firmate dal regista stesso. Frankenstein Jr è una parodia della narrativa dell’ “orrore cosmico” e dei prodotti cinematografici dedicati all’opera di Mary Shelley.

Il testo, tradotto in italiano da Franco Travaglio e diretto da Saverio Marconi con la regia associata di Marco Iacomelli, riporta fedelmente in scena la comicità del film, le sue battute esilaranti, i suoi personaggi grotteschi, il tutto interpretato da un cast eccezionale, quello della Compagnia della Rancia.

 

Giampiero Ingrassia veste i panni del protagonista, il dottor Frederick “Frankenstiin”, erede del defunto Dr. Victor Von Frankenstein, interpretato da Roberto Colombo, il folle dottore di Transilvania, creatore di terribili mostri, che nutre il sogno di sconfiggere la morte. Elizabeth, la bisbetica e caustica fidanzata di Frederick, è interpretata da Giulia Ottonello, fantastica attrice e cantante. Mauro Simone è Igor il servo, gobbuto e buffonesco, sicuramente il personaggio più amato ed acclamato dalla sala. La spaventosa governante Frau Blücher, altro personaggio memorabile, è Altea Russo, interprete senza rivali. Valentina Gullace interpreta Inga la bionda e procace assistente di Frederick, che ne conquisterà le attenzioni. Il mostro, l’enorme e terribile creatura di Frankestein, è Fabrizio Corucci . Felice Casciano è l’ispettore Kemp, capo della polizia locale. Davide Nebbia, l’eremita cieco e solo del bosco, stufo della vita in solitudine, alla ricerca di una persona amica. Michele Renzullo è Ziggy, il buffone che abita e rallegra la tetra Transilvania.

 

Al Teatro della Luna lo spettacolo, un carnevale gotico, esilarante e lugubre allo stesso tempo, si è concluso con successo di critica e pubblico. I dialoghi in italiano adattati sapientemente alla sceneggiatura. Impeccabile la scenografia, la ricreazione delle meste ambientazioni notturne, del castello gotico di Victor Von Frankenstein, della cantina attrezzata a laboratorio, che, nonostante le circoscritte dimensioni del palco, ha funzionato in maniera sbalorditiva. Una visione estatica i costumi, il rosso e nero predominanti in perfetto accordo con il sipario e la scenografia. Le coreografie hanno divertito e coinvolto il pubblico, dando respiro alla trama e trascinando gli spettatori in un turbinio di suoni e colori, balli e risate. Formidabili i suoni dalle eccezionali capacità illusorie: ululati, demoni, solitudine, obbrobriose creature immonde, mostri repellenti sembravano pervadere tutta la sala.

 

A noi di Nerospinto il musical Frankestein Jr piace perché è diverso dai soliti spettacoli: mette in scena la paura e il divertimento, e, in chiave allegorica, la follia e la realtà.

 

Sara Negri

 

Lo spettacolo continua il tour nei principali teatri italiani: Politeama Genovese di Genova, Teatro Alfieri di Torino, Il Rossetti di Trieste, Teatro Augusteo di Napoli, Teatroteam di Bari, Europauditorium di Bologna e tanti altri.

 

Per info:

www.frankensteinjuniorilmusical.it

www.facebook.com/frankensteinjuniormusical

Twitter @CompagniaRancia #musical #frankensteinjunior #sipuofare

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INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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