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Alla Ricerca di Dory, il sequel del famoso Alla Ricerca di Nemo, arriva nelle sale italiane dal 15 settembre 2016.

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Cosa unisce Illy a Vogue Talents ? La ricerca di un vestito ovviamente! Si chiama “Dress For Coffe”, grazie a Vogue Italia la nuova sfida lanciata dal noto brand triestino di caffè ed una tra le più importanti riviste di moda del panorama italiano.

Il primo yogi-blogger italiano, autore di WWW.YOGASUTRA.IT

 

Gianni pratica Yoga da quando aveva 17 anni, con una breve interruzione dai 25 ai 40 anni. Da quando ha ripreso, si sente di nuovo come se avesse 17 anni.

Oggi studia Yoga, pratica tutti i giorni, insegna e scrive. Autore in una precedente vita di quattro o cinque libri dedicati alla comunicazione e al marketing (ha perso il conto, il che la dice lunga sulle sue capacità matematiche) e innumerevoli articoli, ha scritto un manuale di Yoga e un manuale su come aprire e promuovere un centro Yoga: Kundalini Marketing.

 

Yogasutra è il primo blog italiano interamente dedicato allo Yoga. Gianni è il primo Yogi-blogger italiano che porta avanti quotidianamente o quasi un blog di riferimento per tutti gli Yogi o per i curiosi del mondo dello Yoga e dintorni. Il suo blog è una sorta di “contenitore” contemporaneo che tratta di innumerevoli argomenti: Yoga e Meditazione, Eventi e stage, consigli utili, articoli sullo Yoga, ecce cc. Vi invito a scartabellare il suo blog alla scoperta del mondo di Yogasutra.it.

 

 

DOMANDE:

 

V: Sei stato il primo a portare argomenti come lo Yoga su un un blog. Come hai  avuto questa idea?

 

G: In realtà l‘idea era venuta a un mio amico, Marco Massarotto, che all‘epoca doveva creare una serie di Blog di vario argomento per un suo cliente. Mi chiese se ero disponibile a curare un blog dedicato allo yoga. Facendo una rapida analisi in rete scoprii che nel 2006 non c‘era nessun blog italiano che parlasse di questo argomento. Esisteva già il sito Yoga.it, e qualche sito di qualche raro centro yoga già sbarcato nel mondo digitale ma per il resto, in rete e in italiano, non c‘era quasi niente che parlasse di yoga e, in particolare, nessun blog prima del mio.

 

 

V: Come scegli gli argomenti che tratti sul tuo blog?

 

G: Principalmente sulla base della rilevanza di quello che incontro leggendo libri, riviste o navigando in rete. Se trovo qualcosa di interessante, ne parlo o lo segnalo. Nei primi anni facevo anche maggiore attenzione all'attualità dello yoga: eventi come lo Yoga Festival di Milano, notizie sui giornali, attualità estera. Lo facevo anche perché in rete pochi parlavano di Yoga in italiano e del mondo italiano dello yoga, quindi avevo un ruolo informativo-divulgativo proporzionalmente più importante. Adesso ci sono molte più risorse in rete e quindi mi occupo meno dell'attualità, a meno che non pensi di poter dare un punto di vista interessante. Scrivo quindi solo su temi che ritengo particolarmente interessanti, e offro spazio a chi vuole segnalare eventi e corsi di yoga. I temi che mi interessano di più sono la tradizione dello yoga, la filosofia indiana, il rapporto tra yoga e mondo moderno.

 

 

V: Yogasutra.it, Kundalini Marketing: ti piace mischiare parole antiche con termini contemporanei e tecnologici?

 

G: Lo yoga è antico e contemporaneo. Sono contrario alla contrapposizione ”tradizione contro innovazione“ o ”tecnologia contro natura“. Come ho scritto in un mio post, anche la scrittura è una tecnologia e a suo tempo provocò polemiche analoghe a quelle che oggi riguardano i social network, mentre ieri riguardavano il computer, la televisione, i fumetti, i romanzi.

Per esempio, anche nella filosofia occidentale Socrate era contrario alla scrittura, perché fissava il pensiero in forma immutabile. Oggi i libri vengono considerati il supporto culturale per eccellenza, ma Cervantes in Don Chisciotte racconta la storia di un nobilastro impazzito per l‘eccesso di letture cavalleresche... un po‘ come oggi si sostiene che l‘eccesso di videogiochi crei disturbi mentali, cosa mai provata, o che la frequentazione dei social network allontani dalla vita reale, altra cosa mai provata. Patanjali, a modo suo, fu un innovatore tecnologico: usò una tecnologia relativamente recente - la scrittura - per tramandare le sue conoscenze sullo yoga, un‘azione tanto rivoluzionaria per la sua epoca (l‘insegnamento era solo orale, per passaparola da insegnante ad allievo) quanto oggi pubblicare un corso di yoga su Youtube. L‘unica differenza è che oggi molte cose sono più veloci: dal primo che ha pubblicato un film di yoga su Youtube siamo passati a centinaia o migliaia di filmati su yoga, pranayama, meditazione pubblicati ogni mese in tutte le lingue.

 

 

V: Hai avuto una piccola pausa dallo yoga, possiamo sapere il perché? Il blog è nato prima o dopo questa pausa?

 

G: Ho avuto una lunga pausa: ho smesso di praticare yoga dai 25 ai 40 anni. Ho conosciuto lo yoga a 17 anni attraverso il libro di Indra Devi ”Yoga in sei settimane“, edizione italiana di ”Yoga for You“, uscita in Italia nella Bur Biblioteca Universale Rizzoli, intorno al 1975. Guardando indietro è stato un libro fondamentale per la mia educazione e sviluppo, anche se all‘epoca avevo capito si e no il 10% di quello che mi diceva. Le cose che ho appreso e utilizzato per anni sono state alcune posizioni, la tecnica di autorilassamento, una piccola base di Pranayama. Gran parte dell‘aspetto filosofico non lo avevo capito, anzi lo avevo filtrato e nel ricordo mi pareva che il libro non ne parlasse nemmeno. Qualche anno fa ho ricomprato il libro, tramite Amazon, in edizione originale, una copia usata del 1960. Rileggendolo dopo anni mi sono accorto di tante cose che non avevo capito, mentre altre cose che avevo letto erano sedimentate e mi avevano influenzato per tutta la vita, ma non mi ero reso conto di averle lette lì. Tra l‘altro, una cosa che non avevo capito a 17 anni era che Indra Devi fosse una donna. Quando ho comprato il libro pensavo che fosse un nome maschile, complice anche l‘illustrazione di copertina di John Alcorn che rappresentava uno yogi in una via di mezzo fra siddhasana e baddhakonasana. Indra Devi è stata la prima allieva donna di Krishnamacharia (maestro anche di BKS Iyengar, K Pattabhi Jois e TKV Desikachar) ed ebbe un ruolo importante nel divulgare lo yoga negli Stati Uniti.

 

 

V: Qual è il plus valore di un blog rispetto ad altri canali di divulgazione che abbiamo a disposizione?

 

G: Un blog può essere la semplice espressione di un punto di vista personale, una specie di diario, una serie di editoriali su argomenti specifici, oppure una serie di scritti del genere ”brevi cenni sull‘universo“. Oppure può essere una vera e propria testata editoriale, con un taglio editoriale, una selezione di argomenti, diversi collaboratori coordinati fra loro. In tutti i casi è un modo molto efficace per parlare a un proprio pubblico, che può essere un piccolo giro di amici online o un pubblico più vasto. È un ottimo strumento per la divulgazione di tematiche ”verticali“. Se fai il palombaro, parlare delle tematiche del lavoro subacqueo con un blog è un ottimo modo per tenersi in contatto con colleghi palombari, ma anche semplici appassionati del tema, con uno scambio che, anche se sei il maggior esperto del mondo, ti arricchisce perché nessuno è così esperto da sapere tutto e conoscere tutti i dettagli.

 

 

V: Oltre ad esser uno yogi blogger sei anche un insegnate di Yoga, cosa trasmetti ai tuoi allievi nelle tue lezioni? Qual è la cosa che a tuo avviso è più importante insegnare?

 

G: Con tutto il rispetto per il fitness e altre discipline, nell'educazione fisica spesso si tende a insegnare secondo una metodica del tipo "istruzioni dell'Ikea": esegui così, così e così. Dal mio punto di vista la cosa più importante è imparare ad ascoltare il proprio corpo, eseguire la posizione senza farsi male, non essere narcisisti e competitivi. In pratica interpretare le indicazioni ma eseguire la posizione pensando con la propria testa. È il messaggio rivoluzionario dello yoga: ascolta il maestro, ma il maestro sei tu. In ogni sala pratica i maestri sono molti: l'insegnante ma anche ogni allievo.

 

 

V: Cosa ne pensi di tutti gli stili di yoga o rielaborazioni in chiave occidentale che sono nate negli  ultimi anni?

 

G: Bisogna essere aperti. Per quel che riguarda lo yoga, io sono un tradizionalista aperto all‘innovazione. Bisogna partire dalle tradizioni, poi su queste si può innovare. La fisiologia umana cambia molto lentamente: per quel che riguarda la nostra esperienza possiamo dire che è sempre uguale. Quindi bisogna partire dalla fisiologia e dalla tradizione: quellli sono i punti fermi. Passando dalla carrozza all‘automobile, nessuno ha avuto la pretesa di reinventare la ruota. I tre fattori fondamentali dello yoga sono il corpo umano, il respiro, la mente, la forza di gravità. La tradizione dello yoga ha fatto scoperte molto interessanti sul funzionamento del corpo, del respiro e della mente, utilizzando la forza di gravità per condizionarli ed educarli. Bisogna partire dalla tradizione e dalla fisiologia del corpo restando aperti alle novità che si possono scoprire percorrendone il cammino.

 

 

V: Yoga e moda: pensi che lo yoga sia diventato un fattore sociale “glamour”? E che ciò possa aiutare la diffusione di questa disciplina oppure in qualche modo sminuirla?

 

G: Sicuramente negli ultimi dieci anni c‘è stato un fattore di moda. Però penso che lo yoga offra una conoscenza talmente profonda della fisiologia umana che la sua diffusione porterà grandi vantaggi per tutta l‘umanità. Mi sembra che il Dalai Lama abbia detto che se tutti meditassero 15 minuti al giorno, l‘umanità sarebbe più pacifica e felice. Credo che sia il possibile ruolo dello yoga: se tutti praticassero yoga, che è una forma di meditazione, tutta l‘umanità sarebbe più sana e felice.

 

 

V: Pensi che lo yoga possa cambiare la vita delle persone? E in che modo ha cambiato la tua?

 

G: La cambia perché insegna a pensare con la propria testa, almeno secondo me. Imparare a stare sulla testa significa anche imparare a guardare le cose da un punto di vista diverso dal solito. Per un idealista ottocentesco un‘affermazione del genere sembra una cretinata, ma in realtà anche la psicologia occidentale ha scoperto che la posizione del corpo influenza lo stato d‘animo e il modo di pensare: semplificando un po‘, se stai gobbo sei più soggetto alla depressione, se stai dritto sei più ottimista.

 

 

V: Cosa secondo te è più frainteso in generale della pratica dello Yoga nel mondo Occidentale?

 

G: Probabilmente la ricerca del contorsionismo atletico. È una tentazione forte e un modo per affascinare-spaventare i principianti. Certo, guardare una bella donna o un bell'uomo eseguire posizioni intricate può essere piacevole, stupefacente o motivo di ammirazione. Ma lo yoga può essere praticato a qualsiasi età, in qualsiasi condizione fisica eccetto la malattia acuta. Non occorre eseguire la posizione annodata per trarne benefici, anzi.

 

 

BOTTA E RISPOSTA: Una domanda – Una parola come risposta

 

L’Asana che preferisci di più - Supta Padmasana

Lo stile di yoga che senti più tuo - Hatha Yoga

Un libro utile (in generale) - Yogasutra

Un viaggio utile - Il viaggio alla scoperta di sé

Una citazione o una tua frase utile - "La posizione deve essere stabile e comoda", Yogasutra,

Un sito utile - yogajournal.com yoga.it

La cosa da evitare per chi pratica Yoga - farsi male

Cosa ti rende felice quando insegni - finire la lezione

Colore preferito - viola

Una bevanda che consigli a tutti - karkadè

 

 

Il blog Yogasutra è on-line al seguente indirizzo: www.yogasutra.it

 

 

Namasté,

Vittorio Pascale

Allievo praticante di Yoga Integrale presso il Centro Parsifal Yoga, Milano

Fondatore della pagina Fb: Yogamando

Studioso e praticante di Buddhismo Tibetano

hai domande? Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

ASD PARSIFAL ha il piacere di invitare i praticanti di yoga&friends a partecipare alla seconda edizione del Parsifal Day il 9 Giugno presso la Cascina Farisengo.

Per una giornata intera, nella magica cornice della Cascina Farisengo, una residenza secolare che sorge su un luogo antico, si potrà vivere un’esperienza che abbraccerà tutte le discipline di Parsifal: dallo Yoga integrale al Pranayama, dalla pratica delle tecniche marziali, alla Meditazione. La giornata sarà allietata, oltre che da un ricco e raffinato buffet, anche da molte altre sorprese ...

 

Il programma :

Ore 10 Arrivo

Ore 10.30 Pratiche Parsifal

(Yoga, Tai Chi Chuan, Chi Kung, Pranayama)

Ore 13 Ricco buffet all’aperto

Ore 15.00 Cerimonia Parsifal

Ore 16.00 Meditazione

 

Necessari:

Abbigliamento comodo, un tappetino, lo zafu o un cuscino adatto alla pratica meditativa.

 

Il video sul Parsifal day 2012 : http://www.youtube.com/watch?v=T4F07swD1oo&feature=youtu.be

 

Ai partecipanti all'evento verrà insegnata una sadhana(pratica quotidiana) indicata per il periodo estivo.

 

Prenotazione:

acconto di 40€ entro giovedì 6 giugno

Quota a persona : 80€

 

Per adesioni e prenotazioni a Milano: 02- 89 42 36 73 @: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Info Verona: 045 – 80 08 375 @: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

La Cascina si trova in Via Farisengo, 2 Località Bonemerse, provincia di Cremona

Sito della Cascina: www.farisengo.it

 

 

Namastè, Vittorio Pascale

allievo praticante di Yoga Integrale presso il Centro Parsifal Yoga, Milano

studioso di Buddhismo tibetano

fondatore della pagina Fb: Yogamando

per domande @: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Un’esperienza magica da vivere questo sabato, 09 Febbraio 2013.

Un workshop aperto a tutti, che non richiede particolari doti yogiche e che vi da la possibilità di un completo abbandono e rilassamento dopo un’intensa settimana di lavoro o di stress.

Vi anticipo solo che ci saranno diversi momenti legati alla pratica delle Asana (posture), alla respirazione Pranayama, momenti di meditazione e molto altro ancora all’interno del Dojo del Parsifal accuratamente riscaldato dalla notte prima a una temperatura di 34°.

La calda sala di pratica accoglie il praticante e lo conduce naturalmente verso un atteggiamento positivo verso la vita. La qualità è rassicurante e per niente aggressiva, nota fondamentale per raggiungere quella condizione di piacere che è lo scopo ultimo dell’incontro. Infatti ogni momento della Sadhana stimola il piacere fisico-sensoriale ed emotivo, riducendo lo sforzo e lasciando spazio ad una consapevolezza rinnovata e rigenerante.

Giorno: Sabato 09 Febbraio dalle 10.00 alle 12.30 – Dove: Viale Gorizia,6 Milano MM Porta Genova

Attenzione! Per info e prenotazioni chiamate pure il centro Parsifal al numero 02-89 42 36 73

Io la consiglio “caldamente”. E ci sarò anche io in costume da bagno!!!

 

 

 

La nostra epoca si caratterizza dalla crescente ricerca di qualcosa che vada al di là del mero materialismo e dei consumi che intorpidiscono l'uomo contemporaneo. Sembriamo non avere mai tempo, siamo sempre di corsa e di fretta; ma arriva, a un certo punto nella nostra vita, l'esigenza di ritagliarci un'ora per staccare la spina, spegnere la nostra testa abbandonare i problemi e costruirsi in un rifugio sicuro.

Molta gente sceglie lo Yoga come mezzo per realizzare questo bisogno e, di conseguenza, la domanda sta diventando ovunque sempre maggiore, Milano inclusa. Nasce cosi il problema di quale insegnante o di quale scuola di yoga scegliere.

Tanta gente si rivolge a me per chiedere un parere. Il consiglio che dò a tutti è quello di provare, provare e ancora provare presso diverse scuole, scegliendo poi l’insegnamento più adatto alla propria personalità, al proprio corpo e alla propria mente. E' come provare diversi vestiti quando si va a fare shopping, perché non dovremmo fare lo stesso con le discipline che ci promettono uno status di vita migliore?

Proverò a riassumere alcuni step che definirei “oggettivi” per valutare, dopo una lezione di prova, una scuola di yoga.

CONOSCENZA YOGICA Mi rendo conto che, per chi si avvicina per la prima volta a questa disciplina, non è facile comprendere appieno la preparazione o meno di un insegnante. Tuttavia può capitare di incontrare molti insegnanti che hanno grande carisma, grandi doti comunicative, ma scarsissima preparazione tecnica riguardo gli allineamenti delle Asana e i rischi in cui un nuovo allievo può incorrere eseguendo determinate posizioni. Un buon insegnante fa due chiacchiere con il nuovo arrivato chiedendo se ha problemi fisici di sorta: nessun maestro vorrebbe mai che una persona che soffre di sciatica inizi a fare Yoga (perché no, tutti possono far yoga) rischiando di rimanere bloccata sul tappetino di pratica. E' bene che anche voi comunichiate, all'inizio di ogni prima lezione di prova, se avete qualche deficit particolare o problemi muscolari. Un buon insegnante saprà adattare la Sadhana (pratica fisica) alle vostre esigenze, senza farvi sentire “in colpa” o “diverso”. Egli dovrebbe essere in grado di far sembrare tutto naturale mentre si occupa di scegliere delle Asana che non vi arrechino danno. E’ bene infatti avvertirvi che, essendoci molta richiesta, vi sono altrettante persone, non tutte, che si improvvisano insegnanti, non conoscono gli allineamenti delle posizioni e i loro effetti e sono spesso totalmente impreparati su quelle che sono sia le radici storiche dello Yoga sia le sue ali, ovvero le sue nuove evoluzioni, sia filosofiche che anatomiche ed energetiche.

“Il vero saggio è colui che sa di non sapere” (cit.Socrate)

Direi che la frase dice tutto. Per orientarsi al meglio nella scelta delle scuole di Yoga è bene sapere che la cultura yogica è davvero sconfinata. I migliori insegnanti sono quelli consapevoli di sapere solo una piccola parte dell'enorme bagaglio filosofico e spirituale dello Yoga.

L'UTILIZZO DEGLI “INGREDIENTI” NEI CORSI Bisogna verificare che le componenti di un determinato stile di Yoga siano tutte utilizzate. Anche un corso di Hata Yoga, lo yoga apparentemente più improntato sulle Asana (posizioni), deve possedere all'interno della Sadhana uno spazio per il Pranayama (esercizi di respirazione) e di meditazione. Ricordiamoci che lo Yoga parte dal fisico per penetrare all'interno della nostra mente, del nostro “io”: è un processo psicofisico, non una semplice serie di esercizi fisici.

MA QUANTO MI COSTI! Ovviamente non è da trascurare la parte dei costi dei corsi delle diverse scuole di Yoga che avrete provato. Se un costo vi sembra maggiore, una volta fatta la lezione di prova, dovreste riuscire a capire perché una scuola costa di più rispetto a un'altra. In caso contrario potrete anche chiedere direttamente alla scuola le motivazioni di un determinato costo. Generalmente a Milano, facendo una media di quello che mi è capitato di vedere, funziona così:

  •  80-100 euro al mese per corsi “open”...ma open open!!! Nel senso che l’ingresso è aperto tutta la settimana e permette di fare tutte le lezioni di Yoga che si desiderino, anche più di una al giorno, non ci sono limiti per la pratica. Attenzione però: imparate ad ascoltare il vostro proprio corpo, a comprenderne i bisogni e i limiti.
  •  60-80 euro una volta alla settimana nel giorno che si preferisce
  • pacchetti speciali da un tot. di lezioni al mese che si aggirano intorno ai 50-80 euro.
Naturalmente questa è una media di prezzi nella città. Insieme a queste cifre dovrete prevedere una quota associativa una tantum che si aggira intorno ai 30-50 euro. Da citare anche abbonamenti trimestrali o annuali, nei quali si risparmia sempre qualcosa.

Personalmente, penso che se una cosa fa star bene non c'è da badare a spese. Sempre nei limiti delle proprie possibilità.

DIMMI COME COMUNICHI E TI DIRO’ CHI SEI La comunicazione è importante, soprattutto in una città fondata sull’ immagine come Milano, ma attenzione a come una scuola si propone a livello pubblicitario: ricordiamoci che lo Yoga è una disciplina, un'arte o una scienza quindi va provata, non pubblicizzata con troppi fronzoli. Diffiderei da scuole che fanno troppe promesse. Apprezzo invece le scuole che si limitano semplicemente a descrivere il corso e i suoi benefici.

PRATICA FISICA/PRATICA PSICOLOGICA E' bene capire quale disciplina fa per noi, e ciò si ottiene solo provando. Molti mi chiedono cos'è l'Hata o Satyananda o l'Ashtanga o lo Yoga Integrale, che personalmente io pratico al Parsifal...tuttavia quello che dico sempre è di provare, provare, provare tutto: ovviamente descrivo anche le differenze, non sono così crudele! Anche io sono andato e mi reco a fare delle lezioni di prova in altre scuole, per valutare la differenza tra lo stile di Yoga che pratico e lo stile che mi accingo a fare, traendo le dovute conclusioni e cercando interiormente di percepirne gli effetti. Ecco, provare diversi stili sviluppa anche una capacità di ascolto del proprio corpo: saper ascoltarsi per affinare la propria capacità di giudizio e scegliere una cosa che faccia bene, che crei piacere; capacità che l'uomo contemporaneo sembra aver ormai perso. Fare delle prove aiuta a ritrovare un metro di giudizio per comprendere meglio ciò che ci fa bene. Sbaglia chi giudica una determinata scuola in base alla sua fama o alla pubblicità che sta dietro uno stile di Yoga piuttosto che ad un altro.

IL CONTENITORE E L'AMBIENTE PER LA PRATICA Uno sguardo all'architettura e all'interior design. Una scuola di Yoga dev'esser anche pensata per preparare l'allievo a ricevere i propri insegnamenti, ciò mediante elementi che vanno dai colori alle finiture, dai materiali alla musica, dall'incenso utilizzato (per carità non quello che vendono alle bancarelle) al pavimento, dall'accoglienza alla pulizia. La pulizia è fondamentale: lo yoga va assolutamente praticato in un luogo pulito e ordinato. Come possiamo fissare la nostra mente se avendo gli occhi aperti vediamo un rotolino di polvere che va e viene o se fissiamo un punto con lo sguardo su una parete incrostata? Inoltre, per quanto riguarda il colore nella sala di pratica, studi di colorimetria hanno dimostrato che l'utilizzo di determinati colori caldi o freddi stimolano o rallentano il sistema nervoso simpatico e parasimpatico (simpatico il nome, non trovate?) riuscendo a far scattare meccanismi psicologici atti a rilassarci. In conclusione: guardate i dettagli. Come diceva Mies: “Dio è nei dettagli!”

Un ultimo consiglio: non accontentatevi di quello che pensate o vi dicono sia giusto, ma cercate la scuola in cui vi sentite davvero a vostro agio, che vi permetta un ascolto più in profondità di voi stessi e che vi faccia evolvere, crescere e rilassare.

Namasté, Vittorio Pascale.

“Oggi chiacchiero con” è una chiacchiera, uno scambio di pensieri sullo Yoga che periodicamente farà parte dei miei articoli per farvi conoscere meglio gli insegnanti e gli insegnamenti che Milano offre. Con queste interviste vi svelerò i punti di vista dei maestri sullo yoga e le loro scuole che abitano il tessuto cittadino.

YogaDOTyoga, una firma Nerospinto, entra al centro Parsifal.

 

Sono nella sede di Milano di Parsifal in Viale Gorizia 6, Milano (P.ta Genova).

La scuola Parsifal, che prende il nome dal cavaliere della tradizione della Tavola Rotonda che incarna, più di ogni altro, il percorso, il viaggio di un uomo alla ricerca di se stesso.

Parsifal è un luogo in cui ritrovare le discipline dell’Antica Tradizione tra cui lo Yoga.

E’ un luogo antropologico, per scomodare l’antropologo Augé, in cui ritrovo elementi connotativi materiali ed immaterali (o spirituali). Dall’interior ai colori, dagli odori all’atmosfera tutta la “scatola” è stata pensata per far sentire i suoi allievi a proprio agio in una calda e piacevole spazialità dimenticando l’ambiente cittadino rumoroso e caotico.

Ma oggi conosciamo meglio Manuela Leoni, una delle maestre di Yoga Integrale del Centro Parsifal di Milano.

 

BIOGRAFIA

Manuela parte dagli studi scientifici prima di approdare allo yoga.

Maturità scientifica per poi proseguire gli studi all'Università di Medicina e Chirurgia di Parma, con specializzazione in Ostetricia. Tuttavia l'ospedale le stava troppo stretto: sentiva che non era la sua strada.

Dopo essersi concessa un paio di anni per viaggiare (Sud America, Nord Europa, Italia, ecc.), nel 1989 incontra finalmente la disciplina Yoga, capendo che quello sarebbe stato il suo punto di partenza. Inizia qui il suo percorso, come allieva di Yoga, meditazione e Tai-Chi.

A distanza di poco tempo incontra il suo maestro, Walter Ferrero, con il quale intraprende un vero percorso interiore basato sullo studio e la pratica dello Yoga Integrale.

Nel 1993 riceve dal Maestro l’abilitazione all’insegnamento e per anni si dedica, attraverso percorsi collettivi e individuali, a curare workshop e lezioni in diverse associazioni e centri benessere nel nord Italia divulgando la cultura dello Yoga e l’arte della consapevolezza di sé secondo l’insegnamento della sua guida. Nel contempo mette a punto un metodo per l’istruzione dello Yoga in gravidanza, basato sui principi dello yoga antico.

Nel 1993 entra a far parte dell’Istituto per l’Evoluzione Armonica dell’ Uomo (diventata nel 2012 HORUS, Accademia per lo sviluppo del potenziale umano) fondata dal suo Maestro W. Ferrero e Andrea Di Terlizzi. Dal quel momento inizia il suo apprendistato come Istruttore di Yoga Integrale e un intenso studio sia pratico che teorico delle discipline insegnate all’Accademia, scuola di formazione umana e interiore: una vera e propria università per la ricerca di sé.

Nel 1997 Il Maestro Walter Ferrero fonda Parsifal a Milano e nel 2002 le conferisce la nomina di Istruttore Parsifal per le discipline Hatha Yoga, Pranayama, Meditazione.

Inizia l’avventura Parsifal insieme ai suoi colleghi ed esperti in discipline orientali insegnate nei Centri Parsifal di Milano, Verona, Crema, con i quali collabora e gestisce eventi, corsi speciali, conferenze, happening, formazione secondo il metodo Parsifal.

La formazione di Manuela è in continua evoluzione, come lei tende a sottolineare: “ nello Yoga non esiste una preparazione semplicemente accademica poiché lo Yoga è un lavoro interiore, una via: non ci sarà mai una conclusione; certo gli studi possono terminare ma il lavoro che facciamo a livello interiore va avanti fino all'Illuminazione!” (ndr. che non ho ancora raggiunto, aggiunge scherzando).

 

V: Qual è la tua visione personale dello Yoga? Cos’è per Manuela lo Yoga?

M: Per me lo Yoga è innanzitutto piacere: da subito per me è stata una grande esperienza di piacere sensoriale, mentale ed emotivo, e così è importante che lo sia per tutti, per affrontare meglio le tensioni che viviamo. Dalla capacità di abbandonare le proprie tensioni nasce la possibilità di sperimentare la grande potenza contenuta in questa scienza. E' uno strumento per entrare in contatto con se stessi realizzando la nostra vera natura come esseri umani e realizzare il vero significato della vita, delle cose, delle relazioni. Quindi uno strumento per vivere con consapevolezza.

V: Perché una persona è “spinta” a far Yoga? Quali sono secondo te i motivi per cui i tuoi allievi solitamente si avvicinano a questa disciplina?

M: Le motivazioni sono molte: forse la motivazione principale è la ricerca di equilibrio, di un benessere maggiore e di contatto con se stessi. Poi ci può essere anche la curiosità: lo Yoga in questi anni va molto di moda quindi vi è anche un fattore di immagine. Le persone sperimentano un grande vuoto in quest'epoca e lo Yoga dona un senso di pienezza: riconcilia con te stesso. Altri invece, ricercano una via di conoscenza di sé oppure un contatto con altre persone per comunicare, esprimersi. Tutti cercano sicuramente uno stato di piacere, a più livelli.

V: Tu insegni anche Yoga in gravidanza. Quali sono i benefici della pratica durante la gravidanza?

M: Sono molteplici. A parte i benefici fisiologici, che sono tanti, innanzitutto è un beneficio a livello psicologico. Lo Yoga permette una condizione di armonia psicofisica, ti aiuta a sentirti e a conoscerti: durante la gravidanza, nella quale la maggior parte delle volte la donna non sa ciò che sta vivendo, una disciplina come questa la tranquillizza, l'aiuta a conoscersi, a capire cosa sta accadendo mantenendola in uno stato di benessere. Benessere che si riflette sul decorso della gravidanza che varia man mano che essa procede. Anche la pratica dello Yoga si adatta alle varie fasi della gravidanza di volta in volta insegnando tecniche fisiche, psicologiche e respiratorie adatte all'esigenze della donna e delle difficoltà che incontra. I primi mesi fa fatica ad adattarsi al nuovo stato: ha paura. Quindi lo Yoga, strumento di armonizzazione, può aiutarla a sciogliere queste tensioni. Man mano che avanza la gravidanza si affrontano le difficoltà che possono insorgere nella donna che non conosce il suo corpo e non può contare su una condizione di equilibrio emotivo (stress da lavoro, ignoranza culturale sul parto e gravidanza in genere, rapporti affettivi complicati, etc). Tutte queste pressioni si riflettono sul suo stato psicofisico. Lo yoga viene in aiuto alle donne rafforzandole: rafforza il carattere e la sfera emotiva aiutandole a divenire più sicure di sé stesse.

V: Quindi secondo te le donne riescono a godersi di più la gravidanza praticando lo Yoga, assaporando di più la gioia di diventare madri?

M: Si, se si fidano e si lasciano andare. Se si riesce ad entrare in un rapporto empatico con l'allieva incinta lei può godere molto, può abbandonarsi e sperimentare una gravidanza e un parto molto piacevoli.

V: Yoga al caldo. Hai condotto una splendida sadhana ricca di tradizioni e di gesti che si perdono nel tempo qualche settimana fa al Parsifal. Vuoi spiegare cos’è lo Yoga al Caldo e quali sono i suoi punti forti?

M: Lo Yoga al caldo appartiene alla  tradizione dello Yoga Antico.

E' nato dall'unione di più tradizioni che si intersecano tra di loro e di diverse scuole di matrice yogica che in passato si incontravano e si confrontavano tra di loro (es. tradizione brahmanica tantrica, ecc). I maestri con gli allievi praticavano insieme in luoghi naturali (grotte) sfruttando il calore del fuoco acceso. Il calore esaltava quelle che sono le potenzialità dello yoga e quindi aiuta l'adepto a penetrare nella tecnica rendendola più efficace.

Lo yoga al caldo è una rilettura moderna di questa tradizione adattata a quelle che sono le esigenze dell'uomo occidentale del ventesimo secolo.

Un suo punto forte è sicuramente il calore: è il fattore che determina la qualità e l’intensità di ciò che si sperimenta. E' importante che una persona entri e viva pienamente questa condizione, abbandonandosi con fiducia..

Un altro punto è l'abbandono al piacere: non è facile toccare il piacere in quanto non siamo stati educati a viverlo. Abbiamo un sacco di barriere che ci impediscono di cercare liberamente il piacere, molti preconcetti per l'educazione che abbiamo ricevuto. Non siamo come gli Orientali che sono più liberi e sensibili all'ascolto per loro tradizione. Quindi il piacere è importante poiché nel momento in cui ci si abbandona ad esso ci si può liberare da molti pesi. La pratica è improntata su questo: creare delle condizioni per cui diventi facile abbandonare le tensioni e cogliere uno stato di piacere vivendolo sulla pelle. Da lì può nascere una condizione di maggior apertura alla vita, alla conoscenza e all'espressione di sé.

V: Qual è il “segno” che fa capire quando si è pronti a trasmettere agli allievi questa disciplina?

M: Questo te lo dice il tuo maestro. Il segno l'ha riconosciuto lui in me. Mai avrei pensato di insegnare! (ndr. mi dice ridendo).

V: Cosa trasmetti ai tuoi allievi nelle tue lezioni? Qual è la cosa che a tuo avviso è più importante insegnare?

M: La capacità di ascoltarsi partendo da un atteggiamento di semplicità. Prima di tutto una persona dev'essere in grado di fermarsi dentro, di ascoltarsi e riconoscere una dimensione oltre i suoi pensieri e vivere il piacere di essere, di esistere.

V: Cosa secondo te è più frainteso in generale della pratica dello Yoga nel mondo Occidentale?

M: E' fraintesa la profondità di questa scienza che è vissuta in modo superficiale come fosse una ginnastica. Non c'è rispetto per questa scienza...ma non voglio colpevolizzare nessuno di questo: è successo da quando l'Oriente è arrivato in Occidente negli ultimi 30 anni in un certo modo. Si è colto dello yoga l'aspetto più esterno. Sono nati diversi movimenti culturali che potevano essere utili. Però sono stati manipolati per divenire un fattore consumistico o di massa. Ormai il Buddha, per usare un esempio, o comunque la posizione classica di meditazione la trovi ovunque...addirittura nelle chiavette per l'home banking!!!

Questo ti fa capire che lo Yoga è un marketing: certamente  c'è una grande richiesta e quindi è nato il mercato della consapevolezza.. Questa è un'epoca nella quale si sta cercando qualcosa di più, dei valori più profondi e quindi l'offerta è variegata e numerosa. Le scuole e i maestri ormai sono super organizzate e, alle volte, vi sono fini puramente materialistici.

V: Cosa consigli alle persone che dicono “vorrei ma non me la sento di far Yoga perché non ho una buona preparazione fisica, non sono molto flessibile, non mi piego abbastanza, sono troppo vecchio, ecc.”?

M: Che possono fare yoga senza problemi. Lo yoga non è una ginnastica. E' una disciplina che lavora sul corpo e la mente armonizzando tutto l'essere umano. Offre strumenti in più per star bene, non mi spaventerei di fronte a un problema fisico. Certo, se una persona ha grossi problemi fisici oggettivi ovviamente non farà determinate Asana.

Ho lavorato con una persona che aveva una artrite reumatoide insorta all'età di due anni. Lavoravo con lei che aveva 40 anni eppure era una persona che faceva meditazione e yoga. Non le facevo fare la posizione sulla testa ma per lei quello che riusciva a fare era yoga: e da quella pratica ricavava dei grandissimi benefici. Se tu accetti la tua condizione e abbandoni il giudizio nei tuoi confronti ottieni buonissimi risultati.

V: Anche perché forse la gente ha una visione occidentale della disciplina.. Se esternamente non riesce a raggiungere una determinata posizione anche internamente pensa di non raggiungere un certo stato...quindi secondo te anche un po' questo blocca la gente a venire a fare Yoga?

M: Questo perché non c'è abbastanza conoscenza della disciplina. C'è una visione legata al fitness, all’attività corporea come ginnastica,ma è comprensibile: lo yoga esula dalle altre attività. Si, adesso ci sono tanti sistemi di abilitazione che si basano sullo yoga, ma non è la stessa cosa comunque.

V: Può lo Yoga cambiare la vita delle persone? E in che modo ha cambiato la tua vita?

M: Si, può cambiare la vita delle persone. A me l'ha cambiata tanto. Ho cambiato personalità addirittura. Prima della pratica dello yoga ero una persona molto introversa, timida, chiusa e insicura, avevo difficoltà a parlare e non ero aperta alla vita e alle relazioni con gli altri... Attraverso questa pratica mi sono resa conto che ero totalmente cambiata partendo dalle cose più ovvie: avevo molta gioia e vivevo la vita con una carica e apertura diverse...mi ha cambiato la visione del mondo e della vita.

 

BOTTA E RISPOSTA: UNA DOMANDA – UNA PAROLA COME RISPOSTA

1-L’Asana che preferisci di più – BHUJANGASANA, il Cobra

2-Lo stile di yoga che senti più tuo -  YOGA INTEGRALE

3-Un libro utile (in generale) - SIDDHARTA

4-Un viaggio utile – IL GIRO DEL MONDO

5-Una citazione o una tua frase utile - “NON C'è NIENTE DI COSTANTE TRANNE IL CAMBIAMENTO”, BUDDHA

6-Un consiglio per chi pratica Yoga – ESSERE COSTANTI

7-La cosa da evitare per chi pratica Yoga – IL GIUDIZIO

8-Cosa ti rende felice quando insegni – IL VOLTO DEGLI ALLIEVI QUANDO SORRIDONO DOPO LA LEZIONE E MI SI AVVICINANO PER PARLARMI DELLA LORO PRATICA

9-Colore preferito – PERVINCA, COLORE INDIANO

10-Una bevanda che consigli a tutti – TEA AYURVEDICO INDIANO “TULSI”

 

Il Centro Parsifal lo trovate a Milano in Viale Gorizia, 6.

web: http://www.parsifal-yoga.it – per info e scoprire le altre sedi in Italia.

L'Accademia Horus, sulla quale abbiamo speso due parole per quanto riguarda la formazione di Manuela Leoni, la trovate al sito: http://www.accademiahorus.it/

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Direttore Responsabile
INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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