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Prendete 5 giovani accomunati da una grande passione per l’arte, aggiungete una buona dose di creatività e intraprendenza, nonché un pizzico di sana incoscienza, ecco a voi Atchu Art.

Stiamo parlando di un collettivo nato nel maggio 2012 quasi casualmente, come una scommessa, ma che in breve tempo ha conosciuto notevoli successi e riconoscimenti.

Lo Yu, Ilena Russo, Luca Mezzadra, Ludovica de Adamich, Martina Nardulli e Marco De Simone, questi i nomi dei fondatori del gruppo, diversi l’uno dall’altro, ognuno con la propria personalità e le proprie abilità, ma accumunati dalla giovanissima età e dalla voglia di esprimersi attraverso l’arte.

 

Atchu Art è il nome che scelgono per il loro collettivo. Può sembrare di poco conto e banale, ma è tutto forchè scontato, anzi geniale.

La decisione di usare la parola “Atchu” nasce in maniera casuale, come del resto il loro incontro. Durante uno dei tanti brainstorming uno dei componenti fece un starnuto: un accaduto di poco conto, ma che diede una giusta intuizione. Quel gesto così inaspettato e naturale che la maggior parte delle persone cercano di mascherare, ma che è impossibile da evitare, esprime perfettamente la loro voglia di osare e sperimentare.

Così i ragazzi decidono che il loro nome sarebbe stato Atchu Art, simbolo di un’arte mai uguale, in continuo divenire, che vuole sorprendere lo spettatore e suscitare profonde emozioni. Quadri di gesso e un portone di rame a sbalzo per il Magna Pars Suites di via Forcella, questi sono i loro primi lavori come collettivo in cui sono già presenti gli elementi distintivi della loro arte. L’obiettivo del collettivo è la ricerca stessa: tutti i loro lavori nascono da un libero sfogo creativo e dalla voglia di andare oltre, di dare vita a qualcosa di nuovo e inedito, sperimentando ogni volta tecniche e materiali diversi, da quelli più rudimentali a quelli più contemporanei. Il vero fattore di differenza, da cui deriva il successo delle loro creazioni, risiede proprio nel significato stesso di collettivo: unione, discussione e confronto generano una forza creativa che altrimenti sarebbe irraggiungibile.

Nel loro sito si trova u pensiero di James Joyce che al meglio sintetizza il significato che ha l'arte per loro.

"Cercare adagio, umilmente, costantemente di esprimere, di tornare a spremere dalla terra bruta o da ciò ch'essa genera, dai suoni, dalle forme e dai colori, che sono le porte della prigione della nostra anima, un'immagine di quella bellezza che siamo giunti a comprendere: questo è l'arte."

 

Per ammirare la sorprendente creatività di Atchu Art venite sabato 1 giugno dalle ore 22.00 all’evento Chapeau organizzato da Modalità Demodé in collaborazione con Rosaspinto Arte&Comunicazione presso la prestigiosa location Spazio Giulio Romano (via Giulio Romano 8, mm Porta Romana).

 

 

Atchu Art http://www.atchuart.com https://www.facebook.com/AtchuArt E-mail - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

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Dalle terre tarantine arriva Alessandra Pischetola, classe 1980, un'artista precoce che già all’età di otto anni comincia a sviluppare la sua manualità nella creazione di gioielli, affiancando questa passione a quella per la fotografia e ad una carriera scolastica in campo scientifico. Fin dagli anni 2000 comincia a proporre le sue opere sul territorio pugliese dove, tra le pittoresche fiere, conosce numerosi maestri e artigiani che le fanno in qualche modo da mentore, insegnandole i trucchi del mestiere. Primo fra tutti un orafo di Bari presso il quale svolge un corso di formazione, proprio al seguito del quale nel 2009 viene registrato il marchio {sperimentàle}. Nel suo laboratorio ambulante, fatto solo degli strumenti fondamentali, dall’archetto allo stocco, dalle pinze alle lastre, Alessandra e Francesco, suo collaboratore sin dall’inizio, creano gioielli in rame ed ottone, affiancando a questo tipo di metalli poveri pietre in ceramica smaltata o legno di ulivo. Ogni gioiello è realizzato a mano con cura e tecnica professionale in uno stile moderno e geometrico minimale, senza tuttavia trascurare l’indossabilità e l’armonia di ogni pezzo. Il marchio, ormai affermato, ha realizzato diverse collezioni, complete di ogni tipo di gioiello, dalle collane agli orecchini, dai bracciali ai ciondoli, tutti caratterizzati dallo stile del brand. Se siete interessati al mondo di {sperimentàle} venite a conoscere le loro produzioni sabato 13 aprile, dalle ore 19, allo spazio Giulio Romano 8 in occasione della Nerospinto Borderline Design Week.

 

 

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INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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