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Le nuance iconiche che hanno caratterizzato lo stile e l’intera produzione di Coco Chanel protagoniste del nuovo make up Coco Codes.

Pubblicato in Beauty
Giovedì, 19 Novembre 2015 22:38

Le anteprime del Piccolo Grande Cinema

Sono davvero da non perdere le grandi anteprime del secondo weekend del Festival Piccolo Grande Cinema, prima fra tutte quella attesissima de "Il piccolo principe", film d’animazione diretto da Mark Osborne e tratto dal classico di Antoine de Saint-Exupery. Il film uscirà nella sale italiane l’1 gennaio 2016, con un cast stellare che dà le voci ai personaggi, tra cui Toni Servillo, Angelo Pintus, Pif, Alessandro Siani...

All’interno del programma family ci saranno altre due preziose anteprime: "Phantom boy" e "Les oiseaux de passage", vincitore di alcuni fra i più importanti premi per il cinema per ragazzi, fra cui Miglior film al Festival del Cinema per Bambini di Montreal.

In calendario ci sono anche due eventi speciali, legati all’ultimo film di Matteo Garrone, "Il racconto dei racconti", che ha concorso al Festival di Cannes 2015:

  • venerdì 20 novembre, alle ore 17 al MIC – Museo Interattivo del Cinema, si terrà un incontro con il mago degli effetti speciali Leonardo Cruciano, make up artist e creature creator della società Makinarium. Cruciano racconterà come, combinando assieme effetti fisici e ritocchi digitali, il team di Makinarium ha realizzato e animato creature realistiche direttamente sul set del film.
  • Invece, special guest di sabato 21 novembre, alle ore 21 allo Spazio Oberdan, sarà proprio il regista Matteo Garrone, che racconterà al pubblico milanese le origini e la realizzazione una delle pellicole più incredibili della stagione.
La novità di quest’anno del Festival Piccolo Grande Cinema è proprio l’offerta destinata al pubblico dei giovani adulti, cui il Festival propone la sezione Neverland, che si compone di titoli provenienti da svariati Paesi che riflettono sui timori e tremori dell’adolescenza: per questo motivo, per il secondo anno consecutivo, Fondazione Cineteca Italiana, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, ha pensato di regalare ai ragazzi milanesi che nel 2016 compiono 18 anni la CARD18, un abbonamento annuale gratuito per accedere liberamente alle proiezioni in programma presso Spazio Oberdan e MIC – Museo Interattivo del Cinema.

All’interno della sezione Neverland, il calendario prevede per venerdì 20 novembre, alle ore 20, l’anteprima di "Human – Il cuore ferito del mondo" di Yann Arthus-Bertrand, il più grande fotografo aereo mondiale e regista: un docufilm che lo ha portato a intervistare con la sua équipe 2020 persone in 60 Paesi del mondo in 63 lingue diverse.

Assolutamente da segnalare, infine, è l’interessante laboratorio "Alla scoperta dei segreti della fotografia": un incontro teorico-pratico a cura del fotografo Gianni Nigro che spiegherà a 15 ragazzi, dagli 11 ai 14 anni, come funzionano le macchine fotografiche professionali, mostrandone alcune tipologie, e come si è modificata la tecnologia e la professione del fotografo con l’avvento del digitale. Darà inoltre dritte e consigli su come realizzare scatti d’autore.

PICCOLO GRANDE CINEMA Spazio Oberdan - Viale Vittorio Veneto 2, Milano MIC – Museo Interattivo del Cinema - Viale Fulvio Testi 121, Milano Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.piccolograndecinema.it

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Pubblicato in Cultura

Dal 5 luglio al 4 agosto la Fondazione Cinetica Italiana propone un omaggio a Toni Servillo, il più grande talento vivente del cinema italiano.

La rassegna è presso il MiC, Museo Interattivo del Cinema e Spazio Oberdan ed è  composta da dodici pellicole, tra cui alcuni rarissimi titoli e una pièce teatrale in cui le sue interpretazioni camaleontiche emergono appieno.

L’attore napoletano ha sempre scelto di interpretare con intensità e rigore personaggi carichi di sofferta umanità in film che hanno lasciato un segno nella nostra storia del cinema. Da vent’anni a questa parte il suo nome su una locandina è sinonimo di qualità.

In programma successi presenti e passati come L’uomo che piantava gli alberi, La ragazza del lago, Una vita tranquilla, Il gioiellino, E’ stato il figlio e Viva la libertà, i rarissimi Luna Rossa e Gorbaciof e il Premio della giuria al Festival di Cannes del 2008, oltre che Premio Oscar per il Miglior trucco agli Academy Awards Il Divo.

Lo Spazio Oberdan intende riservare particolare attenzione a L’uomo in più, primo lungometraggio della coppia Toni Servillo-Paolo Sorrentino, che avrebbe prodotto in seguito altri grandi film. Un binomio formidabile che viene riproposto in Le conseguenze dell’amore, La grande bellezza e soprattutto in Sabato, domenica e lunedì, ripresa filmata per la regia di Sorrentino del bellissimo spettacolo teatrale messo in scena da Servillo qualche stagione fa e che è stato inserito in rassegna per dar conto anche del talento teatrale del formidabile attore napoletano.

Il calendario prevede al Museo Interattivo del Cinema:

Venerdì 5 luglio 0re 19: 'Luna rossa'

Domenica 7 luglio ore 15: 'L'uomo che piantava gli alberi'

Domenica 7 luglio ore 17: 'Gorbaciof'

Domenica 7 luglio ore 19: 'Una vita tranquilla'

Venerdì 12 luglio ore 19: 'Le conseguenze dell'amore'

Domenica 14 luglio ore 17: 'E' stato il figlio'

Venerdì 19b luglio ore 19: 'La ragazza del lago'

Domenica 21 luglio ore 15: 'Luna rossa'

Domenica 21 luglio ore 17: 'Le conseguenze dell'amore'

Domenica 21 luglio ore 19: 'Viva la libertà'

Venerdì 26 luglio ore 19: 'Gorbaciof'

Domenica 28 luglio ore 17: 'Il divo'

Domenica 28 luglio ore 19: 'La grande bellezza'

 

Dal 5 luglio al 4 agosto

Biglietto di ingresso intero: 5 euro

Biglietto di ingresso ridotto: 3 euro

Biglietto di ingresso adulto + bambino: 6 euro

 

Info:

T 0287242114

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

http://mic.cinetecamilano.it/

 

 

 

Pubblicato in 16mm
Mercoledì, 22 Maggio 2013 11:25

Il cinema d'autore di Paolo Sorrentino

Coppia vincente non si cambia.

Ritorna Paolo Sorrentino e per protagonista del suo ultimo film sceglie e si affida al bravissimo e versatile Toni Servillo. I due sanno come lavorare insieme.

Il regista lascia libera espressione alle superbe doti mimiche di Servillo, che lo ricambia impersonando ogni volta “maschere” del nostro tempo tanto realistiche quanto emozionali nelle loro luci e nelle ombre.

 

L’ultima pellicola di Sorrentino non fa eccezione e si merita completamente di rappresentare l’Italia all’ultimo Festival di Cannes, non solo perché il film è girato con sapienza e forza autoriale, ma perché mostra al mondo come sono gli italiani oggi, così come i grandi maestri del cinema di casa nostra facevano o si sforzavano di fare nelle pellicole degli anni ’50 e ’60.

 

Non a caso La grande bellezza ha come location dell’intera storia la città di Roma, la capitale eterna dove la politica si intreccia con le passioni individuali e pruriginose, il potere con la corruzione e il nichilismo, la carriera con il servilismo, l’inganno e il ricatto.

 

Cosa è cambiato da La dolce vita di Fellini? In apparenza nulla, in realtà tutto.

I personaggi di Sorrentino fingono solamente di divertirsi, recitano la loro “commedia umana” a vantaggio e privilegio degli stranieri che arrivano a Roma con il sogno della capitale italiana dove per le strade si respira l’arte e la cultura di una nazione in realtà impoverita e spenta nei valori e nelle azioni.

 

Toni Servillo è ancora una volta superbo perché ha imparato a non filtrare i tic e vizi dell’italiano tipo, ha capito che non serve nascondere sotto la recitazione le ombre e quelle piccole depravazioni che ogni giorno accompagnano politici, personaggi mondani e comparse del sottobosco della società italiana. È bene invece che tanto gli stranieri, quanto gli stessi italiani, guardino davvero in faccia la realtà.

Che fuori dall'Italia ci vedano per quello che veramente siamo e che da noi si capisca che non basta una camicia firmata e un locale alla moda per fare finta di essere migliori degli altri.

 

Servillo interpreta Jep Gambardella, giornalista della Roma che conta. A sessantacinque anni compiuti il suo fascino, la sua dialettica e i suoi rapporti con le persone più in vista lo rendono ancora un protagonista indiscusso dei salotti e dei locali più glamour in città.  È un professionista affermato che si muove tra cultura e mondanità in una delle location più affascinanti e magiche del mondo. Roma è colta e brillante, segreta e misteriosa, meretrice e mamma. È un circo di nani e ballerine perennemente alla ricerca delle luci della ribalta, che ambiscono a conquistare la città eterna anche attraverso sotterfugi e squallidi compromessi.

I valori non esistono, o meglio, non sono importanti: quello che conta è l’apparenza del potere, dei privilegi per pochi, della bella vita condotta senza scrupoli o principi morali.

 

Accanto a Sorrentino, un cast di numeri uno che affiancano in modo mirabile e verosimile le gesta e il credo del protagonista. Bravissimi Carlo Verdone e Sabrina Ferilli, ma anche Giorgio Pasotti e la sempre sensuale Isabella Ferrari.

 

La grande bellezza merita di rappresentare l’Italia a Cannes perché non fa altro che narrare proprio noi italiani nel luogo capitale e principe di tutti i vizi e le bellezze nazionali.

Paolo Sorrentino, il regista commerciale più autoriale che si sia mai visto negli ultimi decenni.

 

Pubblicato in Cultura
Leggere nell’anima di un Paese e dei personaggi che lo rappresentano nella continua ricerca della bellezza visiva: amore per la forma e per il suo contenuto,  questa la chiave estetica del cinema di Matteo Garrone, regista romano classe 1968, immerso nel valore dell’immagine sin dalla nascita - il padre Nico è critico teatrale, la mamma Donatella fotografa e figlia dell’attore Adriano Rimoldi – lanciato verso la regia dalla formazione pittorica. Il film diventa per il giovane Matteo un’occasione per sperimentare tutta la potenza figurativa del colore, della luce, dell’inquadratura come affaccio sul mondo. Le prime prove – “Terra di mezzo”, “Il caricatore”, “Estate romana” – sono frutto di questa ricerca che non si traduce però in astrazione, scegliendo di raccontare la realtà dal basso, quasi con approccio documentaristico, affondando lo sguardo nello scenario sociale contemporaneo, fino alle prime prove  attenzionate dalla critica italiana, “L’imbalsamatore” e “Primo amore” - ispirati ad episodi di cronaca - preludi all’affresco criminale di  “Gomorra”, che con la vittoria a Cannes nel 2008 consacra il talento registico di Garrone sulla scena internazionale. Attori non professionisti, insieme ad interpreti impegnati in teatro e cinema di qualità – su tutti Toni Servillo e Gianfelice Imparato – diventano luce e ombra plasmati dall’occhio della macchina da presa che racconta volti, corpi, ma soprattutto luoghi e atmosfere con un virtuosismo mai fine a se stesso, sempre complice della narrazione, indagatore al punto da accompagnare il pubblico dentro l’immagine, quella di un’Italia made in camorra e poi dell’ossessione mediatica in “Reality”, arrivato quattro anni dopo “Gomorra”. Non è più un sistema criminale a condannare le dolenti figure disegnate dal regista - con la collaborazione dello storico sceneggiatore Massimo Gaudioso – ma la finta verità del sogno televisivo, svenduto al centro commerciale in cambio della ragione. Resterà prigioniero di quel sogno senza più svegliarsi, intrappolato nel mondo deformato della celebrità, l’aspirante concorrente Luciano – denudato da Garrone nella sua fragilità senza bisogno di troppe parole grazie anche all’intensità dell’interprete Aniello Arena, ergastolano con una lunga esperienza di teatro al carcere di Volterra – mentre la vita continua a scorrere intorno a lui, piena di oggetti che riempiono con eccesso e ostentazione i vuoti di senso di una povera Italia vestita di illusioni. A noi di “Nerospinto” Matteo Garrone piace per il talento registico prestato al racconto dell’attualità con una ricerca di stile che vuole sempre raccontare un pezzo di vita, ci piace perché è una speranza per il cinema italiano di qualità.
Pubblicato in Cultura

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