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Pubblicato in Beauty
Lunedì, 13 Gennaio 2014 18:41

Capitan Harlock, il ritorno del pirata in 3d

Per chi era bambino qualche decennio fa rivedere le gesta e le battaglie del pirata spaziale più dark e affascinante di tutti i tempi è un tuffo emotivo e piacevole nel proprio passato, per le nuove generazioni è un modo per conoscere e apprezzare una storia e un personaggio che era moderno già quando venne creato da Matsumoto nel 1976.

Il pirata tutto nero, che comanda una nave spaziale indistruttibile e che ha come equipaggio uomini e donne cittadini delle galassie e pronti a seguirlo in ogni battaglia, anche la più dura e pericolosa.

Capitan Harlock non è il solito eroe positivo e pieno di buone intenzioni. Tutt’altro.

È un pirata, pronto a scontrarsi e a soccombere per i propri ideali. Pronto a immolarsi per la sua causa. Ed qui che il personaggio fantastico e fumettistico assume contorni e aspetti originali, perché Harlock diventa un filoso politico, un rivoluzionario, quasi un terrorista se non si fa davvero attenzione a quello che dice e che comunica agli altri.

Il pirata nero che attraversa le galassie sull’indistruttibile Arcadia allora diventa molto di più di un semplice cartone animato o di un semplice fumetto. Harlock come il Che, come Evita Peron, come Nelson Mandela. Insomma, troppo complicato per lasciare un pensiero sociale e politico di importanza universale a un affascinante uomo immortale, di carta.

Eppure i suoi creatori cinematografici non si fanno scrupolo e realizzano un film animato in 3d da togliere il fiato, con battaglie nello spazio incredibili e colpi di scena da maestro, a conferma che i nipponici in questo genere di opere restano sempre i numeri uno.

Ciò che lascia perplessi è il senso della trama e del personaggio Harlock più vicini a un pensiero socialista che non gli appartiene. Eppure a guardare bene si ritrovano elementi tipici giapponesi quali il sacrificio in battaglia, il senso dell’onore e gli antichi principi samurai ma Capitan Harlock rimane unico e irripetibile nel suo genere.

Il film il 3d ora nelle sale cinematografiche fa ruotare la trama prevalentemente sul desiderio della razza umana sparsa nelle tante galassie di ritornare sulla Terra, pianeta e luogo di origine di tutti loro. Ma la Terra è troppo piccola per poter accogliere e ospitare tutti i suoi figli sparsi nell’Universo, da qui la battaglia tra le varie forze a cui Harlock apporterà come sempre il proprio contributo. Del cartone e del fumetto degli anni ’70 e ’80 i creatori del film lasciano quasi tutto aggiungendo qui e là personaggio minori o maggiori a seconda delle esigenze della storia.

Il risultato è un bel film di animazione, fatto molto bene da chi queste cose le ha praticamente inventate e una bella occasione di conoscere o ricontrare un eroe gotico e noir diverso da tutti gli altri.

 

 

Pubblicato in Cultura

Il grande Gatsby (The Great Gatsby) è un romanzo dello scrittore statunitense Francis Scott Fitzgerald pubblicato per la prima volta a New York nel 1925. Ambientato a New York a Long Island durante l'estate del 1922. E’ considerato il più acuto ritratto di quegli anni scintillanti, con le sue contraddizioni, il suo vittimismo e la sua tragicità. Un'icona rappresentativa di quelli che furono gli "anni ruggenti". Nel libro viene raccontata la storia del sogno impossibile di un uomo, Gatsby, che incarna la purezza degli ideali americani corrotti dal materialismo e dal successo sociale. Il libro può essere definito come una satira amara sull'“età del jazz”, un periodo di successo apparente, ma di profondo caos morale in cui si sono persi tutti i valori tranne quello della ricchezza.

 

Il geniale Baz Luhrmann regista di film come Romeo+Juliet e Moulin Rouge, ha deciso quest’anno di ripresentarci questo gioiello. Uscito nei cinema italiani da qualche giorno, il film interpretato da Leonardo Di Caprio, Carey Mulligan e Tobey Maguire ha inoltre aperto il Festival di Cannes ricevendo numerose candidature agli Oscar. Dal talento creativo e visionario di Luhrmann nasce una personale interpretazione visiva di questo capolavoro letterario, che riporta alla vita quel periodo storico in un modo mai visto prima anche grazie all’ausilio del 3D. Il regista ci descrive l’accattivante mondo dei super-ricchi e le loro illusioni, i sentimenti e gli inganni. Ci rende tutti testimoni, dentro e fuori, di un mondo fatto di amori impossibili e sogni incorruttibili. Tra le candidature all’Oscar troviamo quella per i costumi; impossibile in effetti, non notare il lavoro della costumista Catherine Martin  vincitrice dell’Oscar per i costumi di Moulin Rouge. Il tocco glamour della pellicola è stato esaltato dalla prestigiosa collaborazione con la stilista Miuccia Prada.

 

Luhrmann ha infatti chiesto all'amica Miuccia Prada di collaborare con la celeberrima costumista Catherine Martin alla creazione del guardaroba della protagonista femminile del film, Carey Mulligan. I due hanno già lavorato insieme nel 1996 durante Romeo + Juliet, film per il quale la stilista ha disegnato gli abiti di scena di Leonardo Di Caprio (qui nei panni di Jay Gatsby). Una decisione vincente impreziosita dalla collaborazione della leggenda vivente nel mondo del cinema in fatto di costumi, Catherine Martin. Un team naturalmente di successo, dalla cui creatività ed esperienza è nata una collezione di abiti di scena che sono un vero e proprio capolavoro.

 

I 40 esclusivi abiti da cocktail e da sera sono ispirati a una selezione di modelli delle sfilate degli ultimi 20 anni di Prada e Miu Miu e si sviluppano in una serie di contrasti che rispecchiano l’anima del film, le differenze tra il glamour della vecchia Europa benestante e decadente e quello della nuova sfavillante ricchezza americana. Un mix di abiti scintillanti, decorati con cristalli e paillettes, abbinati a pellicce e velluti e caratterizzati da cascate di frange, nella migliore tradizione anni '20, dove un ruolo principale è giocato dalla lussuosissima gamma di dettagli, sofisticati e Déco. Una collezione, che è simultaneamente ricerca e testimonianza storica. Un’esperienza estetico-visiva che è un piacere per gli occhi, non soltanto per gli appassionati di cinema e letteratura, ma anche per gli amanti del fashion, entusiasti di questa collaborazione tra una costumista leggendaria e una delle designer italiane più apprezzate nel mondo."

 

Si è inoltre aperta a Maggio la prima tappa di una mostra itinerante dedicata a questa fertile collaborazione tra Miuccia e Catherine, moglie di Luhrmann. Le due creative hanno dedicato molto impegno a questo lavoro, sviluppando linee guida con riferimenti storici precisi che investono anche la scelta dei tessuti dei colori e dei materiali, che sono strettamente fedeli allo stile e all’atmosfera dell’epoca. Curata dallo studio 2x4 di New York, l'esposizione si sposterà poi nell'Epicentro di Tokyo e all'IFC Malldi Shanghai. La spettacolare esposizione, non è soltanto il riconoscimento di un grande lavoro in termini di creatività e cultura ma concede anche la possibilità di poter godere da vicino dei modi e delle tecniche di questa fusione stilistica. Miuccia ha confermato l’immensa qualità del suo lavoro di designer, fatto non soltanto di fashion, ma anche di costume, sapienza e abilità interpretativa. Questi capolavori sembrano a tratti essere i veri protagonisti del film, con le loro sfumature che stregano gli occhi. Il pezzo forte è l’abito da sera color oro, caricato di cristalli, che è indossato da Daisy Buchanan. Il tutto è perfettamente concluso con un diadema Déco di diamanti realizzata per il film da Tiffany & Co in collaborazione con Catherine Martin.

 

Pubblicato in Lifestyle
Sabato, 30 Marzo 2013 13:20

Alla scoperta della mente di Leonardo

Di esposizioni su Leonardo ne sono state fatte molteplici, d’altronde l’artista-scienziato ha fatto parlare di sé a suo tempo e continua ad affascinare tutt'ora, nonostante siano passati secoli dalla sua morte.

Non è un caso che proprio a Milano, città a lui particolarmente legata, la mostra LEONARDO3 – IL MONDO DI LEONARDO stia ottenendo un clamoroso successo.

 

Inaugurata il 1 marzo, presso Le Sale del Re, con ingresso in Galleria Vittorio Emanuele all’angolo con Piazza della Scala, la location  non poteva essere più adeguata: proprio di fronte a Palazzo Marino campeggia l’autorevole e autoritaria statua del genio cinquecentesco.

Si tratta della più importante mostra interattiva e multidisciplinare dedicata a Leonardo e alle sue ingegnose macchine; concepita e organizzata dal centro studi Leonardo3 di Milano, dà finalmente la possibilità anche al pubblico della città di fruire degli studi degli organizzatori, nonché delle loro scoperte e realizzazioni.

 

L’esposizione è unica nel suo genere in quanto, sebbene le opere artistiche di Leonardo siano state oggetto di grande attenzione, studio e divulgazione, lo stesso non è avvenuto per le pagine dei suoi manoscritti, decisamente più difficili da interpretare, che qui trovano nuovo vigore.

Leonardo lasciò 120 volumi, dei quali molti sono andati perduti, ma rimangono comunque 5 mila pagine, la maggior parte delle quali contengono disegni ancora da interpretare.

La mostra presenta il frutto delle ricerche degli ultimi dieci anni e si focalizza proprio sul lavoro di Leonardo come “ingegnere”, rendendo più chiari i suoi scritti, i suoi progetti, le sue metodologie e gli studi sulle le macchine.

Non mancano comunque importanti spazi per numerosi dei suoi disegni a sfondo artistico, oltre che per due delle sue più importanti creazioni, realizzate proprio a Milano: l’Ultima Cena e il Monumento equestre a Francesco Sforza.

 

Si possono ammirare centinaia di macchine interattive, oltre a modelli fisici, molti inediti e mai ricostruiti dopo Leonardo, realizzati nel rigoroso rispetto del progetto originale, che si ritrova nelle migliaia di pagine, appunti e disegni contenuti nei più importanti manoscritti arrivati fino ai nostri giorni: il Manoscritto B, il  Codice del Volo e il Codice Atlantico. Dallo studio di quest’ultimi sono state ricreate macchine suggestive presenti in mostra: la Clavi-Viola, il Leone Meccanico, l’Automobile-Robot, il Cavaliere-Robot, la Bombarda multipla, e molte altre.

Tra le anteprime mondiali, svelate per la prima volta al pubblico, le ricostruzioni inedite di Sottomarino Meccanico, Macchina del Tempo, Macchina Volante di Milano, Cubo Magico e Libellula Meccanica.

 

Tutta la mostra è caratterizzata da esperienze interattive in 3D, tra le quali anche le anteprime del Codice Atlantico in edizione completa, con oltre 1100 fogli consultabili digitalmente, oltre alla possibilità di vivere in prima persona la costruzione della Macchina Volante di Milano, della torre più alta del mondo prevista al Castello Sforzesco e di dipingere l’Ultima Cena.

Al Cavallo gigante, ovvero Il Monumento a Francesco Sforza, è dedicata una stazione che svela anche come avrebbe potuto essere il monumento completo.

Da non perdere in particolare, il restauro digitale dell’Ultima Cena e della Gioconda checonsente di scoprire i particolari e i colori ormai perduti delle due celeberrime opere.

 

“Leonardo3 - Il Mondo di Leonardo”
Le Sale del Re

Piazza della Scala – Ingresso Galleria Vittorio Emanuele II

1 marzo – 31 luglio 2013

Aperta tutti i giorni dalle 10 alle 23

 

Biglietti € 12,00 (intero), € 11,00 (studenti e riduzioni), € 10,00 (gruppi), € 9,00 (bambini e ragazzi), € 6,00 (gruppi scolastici)

Per informazioni: Leonardo3, Tel. 02.794181, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., www.leonardo 3.net

Pubblicato in Cultura

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Direttore Responsabile
INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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