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Pubblicato in 16mm

La vita è piena di ostacoli e affrontarli significa cadere spesso. L'importante, comunque, è continuare a rialzarsi. Il film dedicato all’artista di fama internazionale Tiziano Ferro arriva oggi su Amazon Prime Video

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Torna sulle scene l'inconfondibile voce dei Marta Sui Tubi con il suo primo lavoro solista "Urlo Gigante", preceduto dai singoli "Un Grammo Di Cielo" e "Bambi"

Giovanni Gulino è un cantautore raffinato e pronto a nuove sfide: il cantante dei Marta Sui Tubi si mette in gioco, senza mai perdere i suoi punti cardine e le sue caratteristiche che l'hanno reso unico negli anni, e pubblica il suo primo album solista "Urlo Gigante", in uscita a Marzo per Woodworm/Universal.

Il disco, prodotto da Fabio Gargiulo, racchiude quello che è il percorso dell'artista siciliano, prendendo spunto dal suo percorso con i Marta Sui Tubi, con cui ha condiviso ben quindici anni di carriera. Anche i featuring sono di grande interesse: presente Veronica Lucchesi, voce de La Rappresentante di Lista, nel brano "Lasciarsi insieme" e gli archi di Davide Rossi, che ha lavorato in passato con nomi del calibro di Coldplay e U2.

"Urlo Gigante" è un lavoro che scava all'interno dell'animo dell'uomo, in particolare del cantautore Gulino: il suo rapportarsi con i molteplici aspetti della vita e il affrontare diverse responsabilità, quello di diventare padre, di essere un buon compagno e amante. La continua scoperta di nuovi sentimenti, di dinamiche familiari diverse nel tempo, hanno guidato Gulino nella scrittura del suo primo disco solita, ma non solo: i ricordi d'infanzia vengono riletti in una chiave più matura in età adulta, senza mai perdere lo stile caratteristico che da sempre contraddistingue il sound dei Marta Sui Tubi, sicuramente una delle band più valide della srtoria dell'alternative italiano.

Il sound del disco varia ed è ricco di caratteristiche, grazie anche all'aiuto del compositore e pianista Andrea Manzoni, che ha contribuito alla realizzazione di questa opera prima solista; l'elettronica si unisce al pop, al cantautorato e al rock, per elevare la forma canzone ed arricchirla ancora di più. Le sfumature della voce di Giovanni Gulino s'intrecciano abilmente tra le melodie della musica, creando dei controcanti straordinari. I testi sono profondi, colmi di riflessioni e impressioni e ogni parola viene innalzata per darle un valore simbolico e creare nuovi significati.

Il disco è anticipato dall'uscita di due singoli: "Un Grammo Di Cielo" (ascoltabile al seguente link: https://lnk.to/ungrammodicieloIN) e "Bambi", in attesa dell'uscita di "Urlo Gigante" a marzo, che consegnerà alla musica un lavoro di notevole profondità e maturazione artistica del cantautore. Questa la tracklist del disco:

1. Bambi

2. Un grammo di cielo

3. Fammi ridere

4. Albergo a ore

5. Parapiglia

6. Sto

7. Dormiveglia

8. Tra le dita

9. Lasciarsi insieme (ft. Veronica Lucchesi, voce de La Rappresentante di Lista)

10. Sballamore

11. Il tempo lo dai tu

Il Tour di "Urlo Gigante"

Partirà il 21 marzo dal Locomotiv Club di Bologna il tour di "Urlo Gigante", per fare tappa in seguito nelle principali città italiane. Durante i concerti, potremo ascoltare i brani del nuovo disco solista e i grandi successi dei Marta Sui Tubi. Queste le date del tour:

21 Marzo - Bologna @ Locomotiv Club

26 Marzo - Torino @ Hiroshima Mon Amour

27 Marzo - Brescia @ Latteria Molloy

3 Aprile - Palermo @ I Candelai

15 Aprile - Milano @ Santeria Toscana 31

16 Aprile - Roma @ Spazio Rossellini

18 Aprile - Livorno @ The Cage

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Ufficio stampa GDG press
www.gdgpress.com

Pubblicato in Musica
Lunedì, 14 Gennaio 2013 00:11

Pipilotti bring me to wonderland

Pipilotti Rist, una visual artist smarrita nel mondo delle meraviglie carnali. Viaggio itinerante attraverso lo specchio, tra visioni antropomorfiche e impressioni sonore.

Pipilotti, pseudonimo che combina Lotti, soprannome di Charlotte, con Pippi, riferimento al personaggio Pippi Calzelunghe di Astrid Lindgren, nasce come Elisabeth Charlotte Rist nel 1962 a Grabs in Svizzera.

Dal 1982 al 1988 frequenta l’Università di Arti Applicate di Vienna e la Scuola di Design di Basilea. Ancora studentessa produce la sua prima opera, I’m Not the Girl Who Misses Much (1986), video in cui si sposta da una parte all’altra dello schermo, scoprendosi il seno, mentre ripete la frase del titolo estratta dalla canzone dei Beatles "Happiness Is a Warm Gun".

Dopo aver fondato la rock-band tutta al femminile Les Reines Prochaines, gruppo col quale, dal 1988 al 1994, realizza alcuni album, concerti, video e performance dal vivo, ha inizio la sua vera e propria carriera artistica .

Nel 1992 raggiunge la notorietà con Pickelporno (Pimple porno), un lavoro sul corpo femminile e l’eccitazione sessuale, in cui le riprese, cariche di colori intensi, ambigue e sensuali, si spostano lungo i corpi di una coppia. Pipilotti Rits sviluppa un suo linguaggio estetico peculiare che si avvicina a quello dei video musicali: l’artista appare in molti dei suoi video, spesso cantando sulle soundtracks; i suoi lavori durano generalmente solo qualche minuto e contengono alterazioni di colore, velocità e suoni; i temi trattati sono principalmente collegati alla femminilità, alla sessualità e alla fisicità.

Si dedica inoltre alla creazione di installazioni multimediali, come Flying Room(1995) e Himalaya’s Sister’s Living Room (2000), in cui videocamere e monitor proiettano direttamente i filmati sugli spazi delle gallerie, e tra il 2005 e il 2009 si occupa della realizzazione del suo primo cortometraggio intitolato Pepperminta, presentato lo stesso anno al Festival del Cinema di Venezia.

Al contrario di molti artisti concettuali, i suoi lavori sono pervasi di sonorità insolite, carichi di colore, trasmettono un senso di spensieratezza e semplicità, aprono i nostri percorsi emozionali, istintivi, vitali.

Le sue riproduzioni sono affascinanti, sanno trasformare il cemento in pelle e carne, ogni installazione cambia a seconda del luogo in cui viene proiettata, le decorazioni murali prendono vita, le superfici si animano.

Pipilotti Rist gioca con la nostra sensibilità e con i nostri sensi, media per noi una nuova esperienza, che diventa esperienza endogena: esplora i nostri corpi dando forma ai nostri desideri reconditi, alle nostre perversioni, ma anche ai nostri sogni, evocando immagini rubate all’immaginario collettivo, come quelle del giardino dell’Eden e di Adamo ed Eva, ci riporta dentro il grembo materno, ad un panteismo in cui l’unico Dio è donna, una Demetra metafora della natura e del nostro ciclo vitale.

 

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