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Non ci sono storie. I Sigur Rós sono uno dei gruppi artefici della migliore musica ambient di sempre e noi di Nerospinto siamo tutti eccitati per il loro grande ritorno in Italia. I loro album sono un amalgama  affascinante frutto di una speculazione musicale attraverso molteplici  generi, tra il post rock,il dream pop e l’ambient, che fanno del risultato finale un sound sui generis che ha reso la loro musica unica . Non importa che non capiate una parola del celebre falsetto trascendentale di Jonsi Birgisson, sará perché non parliate islandese, sará perché non siete esperti di Hopelandic, un linguaggio inventato dalla band per meglio adattare la linea vocale a quella melodica , quello che conta è che nessuna barriera linguistica è mai stata in grado di ostacolare il totale coinvolgimento del pubblico di fronte ai loro paesaggi sonori atmosferici, profondamente emozionali, quasi onirici.

Valtari/rullo compressore del 2012, nonché follow-up di Með suð í eyrum við spilum endalaust del 2008 che li aveva visti cimentarsi in qualcosa di piú mainstream rispetto alla loro produzione precedente, è il sesto album della band che pone fine alla loro breve "pausa a tempo indeterminato". Se quello del 2008 poteva sembrare un prodotto piú commerciale, ne è prova lampante la traccia Gobbledigook , Valtari è sicuramente stato in grado di riportarli in una direzione opposta, quella che li ha resi celebri suscitando apprezzamenti da parte di famigerati colleghi del calibro di Björk che li aveva giá notati quando ancora erano poco conosciuti.  La sua gestazione è stata lunga: Valtari trova le sue radici in una collaborazione del 2003 con il Coro 16 del Barbican di Londra, e di fatto la registrazione è iniziata nel 2007, quando i Sigur Rós decidono di portare avanti l'idea di un album interamente corale. Ma altri progetti, e la mancanza di un obiettivo chiaro, ha impedito loro di compiere progressi significativi per un po ', è stato solo a due anni fa che risale la messa a punto del disco con i vari esperimenti che avevano condotto nel corso degli ultimi quattro anni e che hanno portato alla sua realizzazione. Il risultato finale è stato quello di otto canzoni per un totale di quasi un'ora, probabilmente il loro disco più ‘tranquillo’ e di conseguenza la loro uscita più sconcertante. Eppure, in un certo senso, questo è uno dei loro dischi più belli di una carriera che non è mai risultata a corto di eleganza. Gran parte dell'album suona come se fosse costituito da ciò che, negli anni precedenti, è stato qualificato come una lunga introduzione fluttuante alle canzoni. Pezzi che si sviluppano in un crescendo musicale che inizia il suo percorso molto lentamente per poi raggiungere il culmine nel falsetto tipico di  Jónsi, dai caldi suoni elettronici, a quelli irruenti della chitarra quasi percossa con l’archetto del violoncello che creano dissonanze ai limite della sperimentazione. Un album per lo piú strumentale dalle ambientazioni magiche che vuole mettere alla prova sia l’ascoltatore che le stesse capacitá indiscutibili e lungimiranti della band.

Risale a pochi giorni fa la notizia, direttamente da uno studio di registrazione di Los Angeles, che annuncia l’arrivo di # SR7 quello che dovrebbe essere il loro settimo album che vedrá la luce entro il 2013. Finora è stato chiamato come # SR7 , ma non è chiaro se il titolo sia stato utilizzato dalla band in attesa di quello ufficiale. Per ora possiamo cercare di ricostruirne il mood, anche se solo per poco,  con il teaser qui di seguito legato all’uscita di questa creazione e che allo stesso tempo promuove il tour e sembra possa essere un frammento di una versione in studio di 'Brennisteinn', pezzo che ha debuttato lo scorso anno in un concerto nella loro nativa Islanda.

http://www.youtube.com/watch?v=98iDL-lPtQo&feature=player_embedded#

I Sigur Ros approderanno a Milano il prossimo 19 febbraio portando con loro l’inconfondibile eterea alchimia delle loro melodie che prendono per mano l’ascoltatore accompagnandolo in un viaggio intriso di nostalgia e mai di tristezza, in quello che non mancherà di dimostrarsi uno show indimenticabile ad alto contenuto emozionale che ci trascinerà in una scaletta da lasciarci senza fiato.  (Popplagið,Ný Batterí,Hafsól,Olsen Olsen,Svefn-g-englar,Sæglópur,Hoppípolla,Með Blóðnasir,Njósnavélin,Glósóli,Vaka,Viðrar Vel Til Loftárása,Gong,Samskeyti,E bow,Heysátan,Takk…,Andvari,Svo Hljótt ) Impossibile non esserci!

 

Martedì 19 Febbraio 2013 Assago (MI) - MEDIOLANUM FORUM

Via Giuseppe di Vittorio, 6

Apertura porte Ore: 19.00 - Inizio Concerti Ore: 21.00

prezzi dei biglietti: parterre in piedi: 32 euro + diritti di prevendita

tribuna non numerata: 32 euro + diritti di prevendita

Biglietti in vendita su www.ticketone.it, www.vivaticket.it, www.ticket.it, www.geticket.it, www.bookingshow.it

Anthony Rother è una leggenda. Uno di quei personaggi che con disinvoltura innaturale riescono ad emergere sulla mediocrità e creare qualcosa di nuovo e meraviglioso. Senza alzare polveroni, niente azioni di marketing estremo, come se fossero nati solo per quello.

Diventa anche difficile capire un artista come lui, così criptico e oscuro, per molti versi anche distante dalla mia realtà. Per questo articolo serviva qualcuno capace di interpretarlo, di tradurre in parole ore e ore di musica e emozioni, rendere comprensibile un mondo parallelo, sotterraneo, ci voleva qualcuno che con Anthony Rother ci è cresciuto.

A sintetizzare lo spirito di vent'anni di musica elettro mi aiuterà Albert Hofer, enigmatico personaggio della scena milanese, a cui dobbiamo alcuni dei migliori party a livello nazionale, è lui infatti uno degli organizzatori di Le Cannibale, di cui parliamo ogni settimana. Le sue non saranno orecchie da Dj, ma di musica ne sa a pacchi e ad ascoltare Anthony ci ha passato le ore: “per me Rother è un'emozione che da inizio secolo mi ha accompagnato senza mai tradire”.

 

Per parlare di questo leggendario produttore di Francoforte bisogna scavare fino al lontano 1997, quando usciva il suo primo album: “Sex with the machines”. Tutto è partito da lì, tutto in analogico, tutto nuovo e vecchio allo stesso tempo. Anthony non dimentica le sue origini ed è da lì che parte la sua rivoluzione musicale. I Kraftwerk per primi, come non smette mai di ricordare, lo hanno sedotto tra atmosfere surreali e temi al limite dell'umano. Non penso sia sbagliato pensare a questo primo album come un omaggio al quartetto di Dusseldorf, uno splendido omaggio che ha piantato le fondamenta della carriera di Anthony, lanciandolo come pioniere dell'elettro, gigante dell'underground, visionario del cyberpunk.

 

La formula di Rother è questa: vocoder, synth potenti e atmosfere futuristiche; una formula vincente che lo ha accompagnato per due decadi e sedici dischi, riproposta sotto punti di vista differenti, in un'evoluzione personale che lo ha accompagnato fino ai confini con l'elettropop. Anthony è riuscito a esplorare tutte le sfumature dell'elettro, da quelle più oscure a quelle più luminose. Tra Human Made (Sex with the machines - 1997) e Cinema (Popkiller II - 2010), due canzoni agli antipodi della sua carriera, passa, infatti, un abisso. La prima molto rigida, abbottonata per un esordio da prima classe, dalla fortissima matrice Kraut, la seconda invece, già dal primo riff, esplode in una solare melodia quasi house, sfumata dal vocoder e una linea di basso che non lasciano dubbi sulla paternità del pezzo.

“Il suo grande merito è saper fare tutto, rimanendo sempre ancorato ad una fortissima identità.” sottolinea Albert.

 

Il dj tedesco ha aperto una strada seguita poi da molti e per farlo ha anche fondato la fortunata etichetta DataPunk, per sfuggire alle meccaniche di mercato e riuscire a proporre una musica nuova e senza restrizioni: “Ho creato la mia etichetta quando ho capito che nessuno avrebbe pubblicato quello che avrei voluto fare io [...]” (estratto da un'intervista)

Grazie a lui abbiamo artisti come Gregor Tresher e Xenia Baliaieva, molto apprezzati da Albert, che ripercorrono i passi di Anthony e personalizzano il suo stile, forse attualizzandolo.

 

“La musica è conversazione” dice in un'altra intervista e sinceramente non vedo l'ora di immergermi in un'attento dialogo con lui, tra beat suadenti e vocoder meccanici. Si suderà parecchio questo venerdì al Tunnel Club, anche perchè in consolle ci sarà anche Uabos, che immagino si starà preparando per fare bella figura con un dj che adora, in un dj set a sei mani con Mitsu e Frsh Csh.

 

Evento ufficiale

 

http://www.youtube.com/watch?v=6nCJZM82V_Y

 

““No love no life” è la canzone della mia amicizia con tre persone. Amici genovesi molto cari, con cui ho vissuto un'importante fase della mia vita professionale. Uno di loro è, tra l'altro, ormai un dj affermato su scala europea, Mass_prod, e anche gli altri hanno poi avuto un bel percorso nella musica. Per me Rother è un ricordo dei vicoli di Genova, all'alba”.

 

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Febbraio. Non solo il mese che ci avvicina alle miti temperature primaverili ovvero quando finalmente inizieremo a vestirci meno mostrando sempre piú centimetri quadrati della nostra pelle. E’ anche il mese che richiama a Milano sotto un unico tetto, anche quest’anno quello dell’Ata Hotel Quark, 250 dei piú grandi tattoo artists di fama mondiale .Un’ottima chance per chi, appassionato o semplice curioso, voglia vederli all’opera sotto i propri occhi, o per chi sfidando l’interminabile lista degli appuntamenti, è riuscito ad aggiudicarsene uno ed è pronto a diventare parte dell’ anima della convention. Questa imperdibile tre giorni che trasformerá Milano in un’importante vetrina internazionale di questa espressione artistica dal sapore arcaico, vi dará infatti la possibilitá di vedere realizzata un’indelebile opera d’arte sulla vostra pelle eseguita da quello specifico tatuatore professionista che magari avete adocchiato da tempo ma che abitualmente crea dall’altra parte del mondo. Siete pronti a fare del vostro corpo uno dei capolavori della convention in una situazione ‘’unconventional’’, in una moltitudine di colori e ritmi musicali faccia a faccia con i piú ambiti protagonisti della body art?

Come ogni anno che si rispetti anche la diciottesima edizione ospita al suo interno diversi eventi dedicati al mondo del tattoo e tutto quello che lo riguarda: si va dal consueto Miss Convention 2013, aperto a tutte e che premia una fra le personalitá al femminile che si presenteranno sul palco e che il tattoo lo indossano, ai tattoo contest, ossia le competizioni che eleggono chi invece i tattoos li fa. Quest’anno ad esporre i propri lavori nella sezione mostre ci sará Stefano Padovani, fotografo di moda e ritrattista internazionale, collaboratore per la realizzazione delle copertine di Tattoo Life, Tattoo Energy e Tattoo Italia, che presenterà un percorso fotografico attraverso i ritratti di migliaia di tatuatori che hanno fatto la storia dell’evento e che non solo "vestono" i loro tatuaggi ma che ne fanno uno stile di vita.  "Tattoos from the street of Los Angeles" è un’ affascinante esposizione dedicata alla cultura del tatuaggio e alle band che lo sfoggiano per le strade di Los Angeles. Questa mostra oltre ad essere un interessante reportage sulla cultura cholo, diffusa tra la bassa California e il Messico, è anche un documentario dedicato al chicano, uno degli stili attualmente molto diffusi e apprezzati in tutto il mondo. "Woodcut Portraits" , che mette in mostra i lavori di Alex Binnie , è una serie di 30 dipinti intagliati su legno e poi stampati alla maniera delle vecchie stampe dell’ukyo-e giapponesi che rappresentano i volti di alcuni dei più noti tattoo artist internazionali, colleghi e in molti casi amici dell’artista. Non mancano le performances live: ad esibirsi quest’anno il duo di acrobatica aerea "Aves on air" che vanta diverse collaborazioni artistiche con il Golden Circus di Liana Orfei e che ci terranno con gli occhi incollati al palco centrale. Presenti anche le "Acletinika" e Lucky Hell, un gruppo di danzatrici etniche le prime e performer circense tatuata la seconda. Lucky animerá il palco durante il weekend e vi stupirà con la sua incredibile sensualità e le sue esibizioni che la vedranno cimentarsi con giochi di spade, martello e machete. Sempre all’interno dell’evento ci sarà un live del progetto musicale "Punk goes Acoustic" ,oltre 30 musicisti emergenti  italiani uniti dalla passione per il genere punk.

Nerospinto che ama il nero dell'inchiostro e i colori del tattoo non mancherá.. e voi?

18th Milano Tattoo Convention

Centro Congressi Ata Hotel Quark Via lampedusa 11/A

venerdí dalle 19.00 alle 23.00

sabato dalle 12.00 alle 23.00

domenica dalle 12.00 alle 20.00

Ingresso 20 euro

Il designer-to-consumer è una nuova impostazione produttiva che si avvale tanto delle risorse offerte dalle nuove tecnologie di prototipazione e produzione a controllo numerico quanto di lavorazioni tradizionali e dell'indispensabile supporto delle tecnologie web 2.0.

Questo nuovo modello produttivo, che sta trasformando il mondo della progettazione, della produzione e della distribuzione di beni, prevede che, attraverso la vendita online e il rapporto con i distributori tradizionali, i designer diventino produttori di sé stessi.

SFUSO/small-scale practices/ collettivo di designer , grafici e architetti under 30, attraverso Retrobottega invita designer, architetti, makers, artigiani, graphic designer, studenti e professionisti che si occupano di indagare questo nuovo sistema produttivo a esporre i loro lavori, con lo scopo di fornire loro un'occasione di visibilità, di incontro e di scambio.

Il tema deIl ’incontro tra passato e futuro e della necessità di un dialogo tra i due si rivela anche nella scelta della location, l'esposizione avverrà negli storici locali della Ferramenta Pietro Viganò in via Montevideo a Milano,in zona Tortona, e dell’apertura in occasione della settimana del Salone del Mobile 2013 dal 9 al 14 Aprile.

 

Alla call sono ammessi lavori di designer, studi, architetti, makers, graphic designer che realizzino in maniera indipendente piccole e grandi serie.

Il termine per la presentazione dei progetti scade il 23 marzo. I risultati, scelti da una giuria di esperti, verranno pubblicati su www.sfuso.org il 24 Marzo.

 

Info tecniche:

Le candidature vanno inoltrate a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

La partecipazione alla call e all'esposizione è completamente gratuita. I costi di spedizione e trasporto dei progetti selezionati sono a carico dei singoli progettisti.

La partecipazione è aperta a tutti e si possono presentare quanti progetti si desidera e di qualsiasi tipologia: arredamento, oggetti per la casa, abbigliamento, accessori, dispositivi tecnologici ecc..

 

Per ogni progetto dovranno essere inviati:

-fotografie in alta definizione del prodotto o dei prodotti

-breve descrizione con particolare attenzione alle fasi produttive e alle lavorazioni

-scheda tecnica

-breve biografia dei produttori

-informazioni di contatto

 

I progetti presentati devono essere prodotti in piccole serie o prototipi pensati per la produzione in serie. Non sono ammessi i pezzi unici. Il fatto che il progetto sia già in produzione da un certo lasso di tempo, sia già stato presentato o pubblicato non costituisce impedimento per la partecipazione alla call.

Nella settimana del Salone del Mobile 2013 si susseguiranno inoltre una serie di iniziative volte ad approfondire il tema.

 

Altri Contributi

Al racconto sono chiamati a partecipare anche fotografi, artisti, architetti e designer che vorranno esporre ricerche di carattere teorico, concettuale o narrativo sul tema della relazione con il sistema degli oggetti nella più ampia accezione possibile. I contributi potranno essere di qualsiasi natura scritti, performance, video, produzioni editoriali, installazioni, infografiche ecc e verranno selezionati dagli organizzatori. Le candidature per questi contributi vanno inoltrate a  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

Call for sponsors

La call è aperta anche a soggetti che desiderino supportare l'iniziativa mettendo a disposizione le proprie risorse, siano queste di natura materiale o immateriale. Sono benvenuti materiali, grezzi o lavorati, generi di consumo per la parte catering e rinfreschi, mezzi di locomozione (sostenibili!), attrezzature audio video, così come mediapartner per la diffusione dell'iniziativa, videomaker, addetti stampa, volontari per la realizzazione dell'allestimento. Verranno accettate solamente le candidature ritenute in linea con lo spirito dell'iniziativa. Scrivete a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

Retrobottega

@Ferramenta Pietro Vigano

Via Montevideo 8, Milano

9-14 Aprile 2013

Noi di Nerospinto amiamo l'arte contemporanea, le persone che credono di poter cambiare il mondo con la propria arte, poichè l'arte è l'unica testimonianza duratura del nostro passaggio su questo pianeta.

Un meraviglioso evento dedicato alla città di Milano: 55 mostre d’arte contemporanea, proposte dalle più importanti gallerie d’arte italiane con l’altissima selezione curatoriale di Flash Art, unite  nell’esclusiva e inusuale location di Palazzo del Ghiaccio, per un intero week end da dedicare all’arte.

È questa la scommessa di Giancarlo Politi fondatore e direttore di Flash Art, rivista leader per l’arte contemporanea in Italia e nel mondo, che è riuscito a riunire tutti i principali protagonisti dell’arte di oggi,  offrendo al pubblico una magnifica selezione curatoriale, qualitativamente elevatissima, d’arte contemporanea.

Nei giorni di venerdì 8 sabato 9 e domenica 10 febbraio, i visitatori potranno accedere gratuitamente a Flash Art Event; l’ingresso è volutamente libero, pensato appositamente per avvicinare alle gallerie non solo il pubblico di addetti ai lavori, ma soprattutto un omaggio alla città di Milano, al suo serrato e intrigante rapporto con l’arte contemporanea.

Un fine settimana dinamico, frizzante, caratterizzato da novità, sorprese,  incontri: le gallerie più propositive, i migliori artisti emergenti o già famosi, i critici e curatori più sensibili e preparati nel panorama d’oggi, i collezionisti più attenti.

Non solo gallerie: all’interno della sede di Palazzo del Ghiaccio sarà possibile visitare la mostra realizzata dagli studenti di NABA (Nuova Accademia di Belle Arti Milano) ideata e curata da Marcello Maloberti, Igor Muroni e Arianna Rosica. Una grande opportunità sia per gli studenti NABA, per entrare a far parte dell’eccellenza dell’arte, che per i visitatori, stuzzicati da quelle che saranno le nuove proposte di domani.

Flash Art, da sempre leader nell’innovazione e specializzata nella creazione di eventi di grande successo, quali Aperto ‘93 alla Biennale di Venezia (che ha visto l’esordio di Damien Hirst, Maurizio Cattelan, Matthew Barney, John Currin, Félix Gonzalez-Torres) la Biennale di Tirana nel 2001, e dal 2003 la Biennale di Praga, la maggiore rassegna dell’Europa Orientale, ora ci presenta una nuova creazione innovativa e che vuole lasciare il segno a Milano e in Italia: Flash Art Event.

 

Uomo occidentale che sei cresciuto tra cristianesimo e chiese cattoliche; uomo contemporaneo che sei bombardato da immagini e stimoli ad accumulare sempre più per raggiungere un “benessere” effimero; uomo cittadino che abiti in una città come Milano dove l'apparenza sembra esser tutto e che magari lavora in tanti dei campi creativi dove pare ci sia bisogno di sgomitare per passare davanti gli altri. Tu, uomo del 2013, come mai hai scelto di fare yoga?

Si sa che alle volte gli opposti si attraggono. E tra questi annovero la felice unione dell'universo Occidentale con quello Orientale che dal 1968 si è fatta sempre più presente facendo diventare massiccio l'uso di parole come: yoga, meditazione, ayurveda, buddhismo, induismo, zen e quant'altro sia legato al mondo che si cela guardando “la mappa del mondo a destra”. Un uomo, ad un certo punto della propria esistenza, che sia a 20 30 40 50 60 o 70 anni, si sente saturo e pieno di insoddisfazioni capendo che c'è qualcosa che non va o che tutto ciò che ha non basta mai. O, ancora, che non ha la capacità di gioire, di vedersi all'interno e di scrutare i mostri celati all'interno di una stanza segreta del proprio subconscio...ma, lasciando il livello del proprio spirito, anche a livello fisico si vede sciatto e sgonfio come un palloncino ad elio lasciato troppo tempo al sole. Ecco qui che arriva una soluzione o tante soluzioni da mondi esotici che promettono la cura per questi nodi inestricabili. Tra questi rimedi vi è lo Yoga.

Nella maggior parte dei casi una persona è spinta dalla curiosità. Grazie al cielo aggiungerei. Perché? Perché, tra le tante qualità che l'uomo contemporaneo ha perso, quella di esser curioso resiste ancora: non saprei dire se per puro spirito di sopravvivenza animalesca (la curiosità porta a scoprire nuove strade per sopravvivere e sentirsi vivi) o semplicemente perché è un impulso che abbiamo e quindi lo assecondiamo. La curiosità per le culture lontane e che non ci appartengono ha sortito spesso un grande fascino in tutti noi: profumi, posizioni del corpo inusuali, nomenclature in lingue lontane sono così affascinanti da sembrare “cool” o trendy. Un po' come quando si parla del Buddha come se fosse più figo di Gesù. Cosa, a mio avviso, sciocca. Sono fermamente convinto che per amare lontano bisogna imparare prima ad amare da vicino e quindi amare e capire le cose che abbiamo a disposizione in Occidente. Curiosità e voglia di provare sono fondamentalmente i due ingredienti che avvicinano spesso le persone allo yoga.

Un'altra causa può essere il conoscere una persona che pratica Yoga o se ne interessa. Giusto ieri sera parlavo con una ragazza che mi diceva che vorrebbe provare una lezione di Yoga dato che il suo collega lo insegna: sottolineava il fatto che lo trova sempre in pace con sé stesso. Un vero e proprio sentimento di voler raggiungere lo stesso “status” di pace e serenità. Una voglia di scappare dal caos della propria mente e del mondo cittadino per voler ottenere lo stesso risultato. Ma, attenzione, tutti gli esseri umani sono diversi e le strade da intraprendere sono diverse e si adattano a tante tipologie di persone e di spiriti. Molte volte ho incontrato persone che hanno provato una lezione di Yoga che non era adatta a loro e pensano che alla fine il mondo yogico sia tutta una bellissima e affascinante messa in scena. Semplicemente la lezione che hanno provato non era nelle loro corde; alcuni lo capiscono altri, beh, se leggeranno queste due righe capiranno che magari devono cercare la propria strada Yogica tentando diverse strade (se l'interesse è davvero supportato da una forte voglia di cambiamento).

Il caso, oh il caso: le fatalità nel loro caos portano spesso frutti inaspettati nella propria vita facendo sbocciare in noi situazioni estremamente piacevoli o malevoli. La casualità nell'esser andato a provare lo yoga e essersene innamorati è una delle cause di inizio che preferisco. “Mi hanno invitato e senza pensarci su sono andato a provare...neanche sapendo cosa fosse”. Questo mi ha detto un amico pugliese che ha iniziato un lungo percorso che continua ancora oggi nella cultura dello Yoga e della meditazione. Morale della favola: non guardate le casualità con sospetto ma sappiatele accettare e osservarle per comprendere a fondo ciò che di bello hanno da darvi o la lezione che vi apprestate ad apprendere con una frustata.

Evoluzione: cercare un'evoluzione della propria condizione religiosa che sia cristiana, buddhista o qualunque altro credo. Yoga, ricordiamoci, deriva dalla radice sanscrita “yug”, che significa unire, legare insieme: cosa direte voi? Eh ditemelo voi vi dico io sorridendo! Potrei dirvi che per una persona religiosa lo Yoga unisce il corpo e la mente al divino: mediante la consapevolezza del respiro si è in grado di entrare in uno stato di coscienza che fa carpire meglio alcuni concetti come la nostra condizione divina e il nostro esser parte col tutto e quindi con Dio. Lo Yoga ci fa capire piano piano che siamo un'estensione della divina concezione in quanto mediante le Asana (posture) assumiamo le forme di tanti animali o oggetti dalla natura più umile a quella più elevata: in questo modo possiamo esser parte di tutte le opere d'arte del creato ma anche, per chi è un esteta, che possiamo raggiungere, mediante il nostro corpo e i nostri muscoli uniti al respiro, una qualità maggiore di benessere psicofisico.

Da non sottovalutare sono i media e internet che costituiscono un'ingente fonte di informazione sulle svariate discipline che arrivano da lontano. Da Wikipedia a Nerospinto, in cui affrontiamo determinati argomenti, una persona può attingere informazioni e togliersi alcune curiosità in modo silenzioso e discreto...senza scomodarsi a chiedere a qualcun'altro. Va comunque detto che molti scritti on line possono sviare o creare idee erronee nell'immaginario individuale. Quindi consiglio di saper cercar bene sulla rete oppure leggere i cari e vecchi libri stampati che ormai, con l'avvento dei tablet per la lettura, sono talmente Vintage da esser considerati trendy. Non mi stancherò mai di scrivere che bisogna provare, provare e ancora provare. La scrittura o la parola possono esser potenti strumenti di comunicazione ma alla fin fine sarete voi ad agire per creare nel vostro animo idee e concetti oppure sfatarli dicendo a voi stessi: ok quello che ho letto era un'assurdità.

Postura e riabilitazione: lo Yoga sta iniziando ad avere molta importanza anche in campo medico. Molti dottori consigliano per i problemi alla schiena oppure per riprendersi da brutti incidenti alle articolazioni delle lezioni di Yoga che, ovviamene, saranno studiante ad hoc per accompagnare al meglio il ciclo di riabilitazione del convalescente. Ed egli stesso si sorprenderà come, oltre ad un miglioramento fisico, vi si accompagnerà anche un crescente ottimismo nella guarigione e una calma che non ha mai provato prima; quasi un paradosso dato che, quando si ha un deficit, si tende sempre a risultare più nervosi e indisposti nei confronti delle altre persone. Voler anche correggere la propria postura diviene anch'essa una causa per l'inizio della pratica dello Yoga. Tra le cose che si sanno di più dello Yoga, vi è sicuramente il massiccio lavoro sulla correzione della posizione della colonna vertebrale nonché il fatto che molte Asana, anche semplici all'apparenza come Tadasana (la Montagna), riescono a far render conto all'allievo di tutti i difetti nella propria postura: dalle spalle allo sbilanciamento del peso su una gamba piuttosto che un'altra, dalla posizione delle spalle alla posizione della nuca troppo spostata in avanti o indietro.

Ultimo: spero che la prossima causa per farvi iniziare a fare Yoga sia io. (Risatina sotto i baffi).

Namasté, Vittorio Pascale allievo praticante di Yoga Integrale presso il Centro Parsifal Yoga, Milano studioso di Buddhismo tibetano fondatore della pagina Fb: Yogamando per domande @: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Questa sera alle 18.30 presso il Mondadori Multicenter del Duomo Massimo Beltrame presenta il libro "Milano guarda in alto - 50 anni di grattacieli nel capoluogo lombardo" edito da Edizioni Milano Expo nella collana "Itinerari". Alla scoperta del cielo, il testo indaga l’evoluzione urbanistica della città verticale: il grattacielo nei sogni, l’elevazione del piano dalla materia a quello rarefatto del piano e dello spirito. Massimo Beltrame (Milano, 1975). è laureato in Filosofia presso l’Università degli Studi di Milano. Dal 1997 al 2002 ha collaborato con il sito NYC Skyscrapers sulla storia dei grattacieli newyorchesi. Nel 1998 con il prof. Giovanni Piana (Filosofia teoretica) ha condotto un lavoro di approfondimento universitario intitolato “La concezione della spazialità nell’architettura contemporanea”, con focus sul concetto di spazio nelle architetture milanesi di Aldo Rossi e Mario Bellini.

MILANO GUARDA IN ALTO 50 anni di grattacieli nel capoluogo lombardo di Massimo Beltrame Edizioni MilanoExpo – Collana Itinerari Prima edizione novembre 2012 Pagine 160 (a 2 colori) – Ricco apparato iconografico Prezzo 12,00 euro

 

Noi di Nerospinto abbiamo scelto una poesia in tema

Il Grattacielo, Carl Sandburg, 1916 Di giorno il grattacielo si staglia nel fumo e nel sole: ha un’anima. Viene dalle praterie e dalle valli, dalle strade delle città, la povera gente che vi si riversa, si mescola tra i suoi venti piani e di nuovo vien rigettata fuori verso le strade, le praterie, le valli. Sono gli uomini e le donne, i ragazzi e le fanciulle, avanti e indietro tutto il giorno, che danno all’edificio un’anima di sogni, di pensieri e di memorie. (sprofondato nel mare o zitto in un deserto, chi si curerebbe del palazzo, o ne direbbe il nome, o chiederebbe ad un poliziotto la via per raggiungerlo ?) Gli ascensori scivolano sui loro cavi, tubi pneumatici afferrano lettere e plichi, condutture di ferro recano gas ed acqua, espellono i rifiuti. Fili e fili si arrampicano in segreto, recano la luce, recano parole, narrano paure, profitti e amori, maledizioni di uomini negli intrighi d’affari, domande di donne in storie d’amore. Ora per ora le fondamenta piantate nelle rocce della terra tengono saldo l’edificio al pianeta roteante. Ora per le travi, come costole, tengono insieme strette le pareti di pietra e i pavimenti. Ora per ora la mano del muratore e la morsa del cemento costringono le parti dell’edificio nella forma che l’architetto ideò. Ora per ora sole e pioggia, aria e ruggine, e il peso del tempo che corre nei secoli, premono dentro e fuori l’edificio, e lo logorano. Gli uomini che piantarono i pilastri e mescolarono il cemento ora giacciono in tombe dove il vento sibila una canzone selvaggia senza parole. E così gli uomini che tesero i fili e fissarono tubi e condutture, e così coloro che lo videro sorgere piano dopo piano. Le loro anime sono tutte qui, anche quella del manovale venuto da centinaia di miglia lontano in cerca di un posto di portatore di calcina, anche quella del muratore che finì in galera per aver ucciso un uomo mentre era ubriaco. (Un uomo cadde dall’impalcatura e si spezzò il collo al termine del tremendo volo: egli è qui – la sua anima è fusa fra le pietre dell’edificio). Sulle porte degli uffici, di piano in piano, spiccano centinaia di nomi. A ogni nome risponde un viso segnato dalla morte di un bimbo, da un amore appassionato, dalla trascinante ambizione di un affare da un milione di dollari, o il viso di chi sta pacifico nel suo guscio. Dietro questi nomi sulla porta, essi lavorano e le pareti l isolano da una stanza all’altra. Stenografi da dieci dollari la settimana scrivono quel che dettano funzionari, avvocati, ingegneri: tonnellate di lettere escono dall’edificio dirette a tutti i luoghi della terra. Sorrisi e lacrime d’ogni impiegatuccia si uniscono all’anima dell’edificio, proprio come accadde per i capomastri che ne diressero la costruzione. E quando gli orologi scoccano il mezzogiorno ogni piano riversa fuori uomini e donne che si allontanano, mangiano, tornano al lavoro. Sul finire del pomeriggio l’attività si rallenta, il lavoro è più fiacco: la gente sente il giorno chiudersi su di sé. Uno ad uno i piani si vuotano... se ne vanno gli uomini in uniforme dell’ascensore... tintinnano secchi. Scope ed acqua detergono dei pavimenti la polvere umana, e gli sputi, spazzando via l’immondizia del giorno. Parole formate da lampadine gridano dal tetto a migliaia di case e di persone quel che dovrebbero acquistare. Parlano così fino a mezzanotte. Ora è buio, nei corridoi. Eco di voci. Il silenzio pesa... le guardie notturne scivolano leggere da piano a piano, tentano le porte. Le pistole rigonfiano le loro tasche sull’anca... casseforti d’acciaio stanno ritte negli angoli. Il denaro sta là dentro, ammucchiato. Un giovane guardiano si appoggia a una finestra: vede luci di chiatte che si aprono la via attraverso il porto, collane di lanterne bianche e rosse nello spiazzo della ferrovia, e l’arco delle tenebre rotto da linee bianche e da incroci a grappoli di lumi sulla città che dorme.

Di notte il grattacielo si staglia tra il fumo e le stelle: ha un’anima.

 

Immagino il Portogallo un poco come la California: onde oceaniche, tanto sole, cocktail freschi, surf, ombrelloni, feste sulla spiaggia. Non è quindi un caso che l'artista di questa settimana, nato a Lisbona, sia così solare e ritmato: Moullinex.

 

Dai primi ascolti si capisce subito la sua vocazione per le armonie, che sono il suo segno distintivo, e non si può far a meno di immaginarlo a comporre sotto un ombrellone in mezzo a una spiaggia assolata. Luis Clara Gomes, però, non è uno sprovveduto e il suo lavoro è frutto di anni e anni passati dietro a un giradischi, ad ascoltare, ascoltare, ascoltare. Una ricerca estenuante per il proprio sound.

 

 

 

Quello che ne è uscito fuori è un bel misto di elettro e elettrofunk con particolari influenze dance, tra

Moullinex 5

chitarre disperate e sintetizzatori smielati. Il tutto è contornato da collaborazioni con grandi amici musicisti, basti pensare che il favoloso basso funkettone è merito del duro lavoro di Luis Calcada e le chitarre son fatte niente meno che da Xinobi. Con quest'ultimo, tra le altre cose, ha anche fondato l'etichetta Discotexas, sempre alla ricerca di nuovi gruppi e producer dalle sonorità elettrofunk, elettropop, french touch e dance. Tra gli artisti pubblicati troviamo Justin Faust, piuttosto che Kamp! e Appaloosa.

 

 

Ma Moullinex non è solo questo, il suo vero

Moullinex 4spirito va ricercato nell'eclettismo dei suoi lavori, come lui stesso ribadisce: “Se c'è un tratto unico in tutta la buona musica, è sicuramente l'abilità di superare le linee di confine tra genere, tra dancefloors e divani, tra dodici pollici e video di youtube.”

Luis è un guerriero della luce, la sua ricerca nell'arte, nella musica, non può che non renderlo nobile ai nostri occhi e agli occhi degli altri artisti. Un viaggio sperimentale, sempre puntato verso i nuovi orizzonti, tra paesaggi stellati, cieli sterminati e tanta vitalità, ma con un pizzico di malinconia.

Moullinex 1

 

Anche questa settimana l'artista che proponiamo lo potrete ascoltare al Tunnel Club, venerdì 1 Febbraio, a Le Cannibale. A dividersi la consolle con Andrea Ratti e il mitologico Uabos.

 

Evento ufficiale

 

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Barbie ama Ken, Ken ama Barbie e tutti e due amano Israele. Noi di Nerospinto amiamo la coppia più "plastificata" del mondo dei giocattoli, ma soprattutto amiamo le contaminazioni pop underground che commistionano sacro e profano, kitsch e chic, in operazioni artistiche che profumano di voglia di cambiamento.

Barbie e Ken, i protagonisti di un grande amore, una grandissima distanza a separarli ogni giorno e una fantastica vacanza per ritrovarsi: è da tutto questo che nasce il progetto fotografico “Barbie loves Israel”, l’avventura in Israele dei fidanzati più belli e famosi del mondo. Barbie arriva dall’Italia, Ken dall’India per vivere insieme un’esperienza unica che li riunirà in un road trip chic e fitto a bordo della loro jeep per le strade israeliane. Tra Safed con uno sguardo sulle montagne della Galilea, passando per la Nazareth più raccolta e tradizionale, fino a una Gerusalemme coinvolgente, affascinante e poliedrica, per cambiare completamente panorama fluttuando sulle acque del Mar Morto tra fanghi e relax, spingendosi tra le dune salate del monte Sodoma, per finire nella moderna e modaiola Tel Aviv dal sapore metropolitano, i nostri protagonisti ci faranno scoprire paesaggi sorprendentemente diversi e un’insolita convivenza di religioni e culture, in un’avventura surreale.

L’inaugurazione della mostra è il 30 gennaio 2012 al Kitsch Bar (Corso Sempione 5, Milano).

Attesissimo ritorno in Italia dell'electro duo svedese, che ben 7 anni dopo il fenomenale "Silent Shout" presenterà il nuovo album "Shaking The Habitual", in uscita il 9 aprile su etichetta Brille/Mute/Coop. Olof e Karin Dreijer, fratello e sorella, traggono ispirazione dal synth pop vintage e dalla lungimirante musica elettronica realizzando un interessante suono d’insieme all’avanguardia, a tratti inquietante, giocoso e bello.  I The Knife, formati nel 1999, iniziano a lavorare alla propria musica nella loro home studio di Stoccolma dando vita nel 2000 al loro primo singolo "Afraid of You" e nel 2001 all’omonimo album di debutto uscito con la loro etichetta Rabid Records. Nel 2003 il duo è stato nominato per due Grammy: quello per il miglior gruppo pop dell'anno e quello per il miglior album pop con il loro secondo album, Deep Cuts. Occasione in cui i Dreijers boicottano la cerimonia mandando due uomini vestiti da gorilla per protestare contro il dominio maschile nel settore della musica. Nel 2005 il singolo "Heartbeats" (dall’album del 2003 ‘’Veneer’’) appare in uno spot per Sony Bravia e diventa un successo, guadagnando sempre più consensi anche al di fuori della Svezia. Sbarcati in UK per il loro primo live in assoluto all’Istitute of Contemporary Arts di Londra, suonano davanti ai video creati per l'evento dall'artista Andreas Nilsson. I loro più che concerti sono infatti delle imperdibili performances multimediali corredate da incredibili installazioni audiovisive. Senza dimenticare i progetti collaterali di Karin che pubblica il suo album solista di debutto nel 2009, sotto lo pseudonimo di Fever Ray e l'importante collaborazione con il progetto Röyksopp. Risale a pochi giorni fa l’uscita on line del primo singolo "Full Of Fire" tratto dal prossimo album "The Shaking abitual"  a cui si aggiunge un cortometraggio frutto della collaborazione con Marit Östberg, regista e artista visivo con sede a Stoccolma e Berlino. Le sue opere sono spesso focalizzate sulle immagini di corpi e sessualità queer, il suo è un mondo visivo che non conosce compromessi e che insieme alla musica dei The Knife non poteva che creare un connubio stupefacente. La data di Londra ha registrato il sold out a pochi secondi dall’apertura delle prevendite per il dispiacere dei fans inglesi. A quelli italiani Nerospinto consiglia di affrettarsi con l'acquisto del biglietto e, in attesa della performance live, invita a vedere il nuovo e cliccatissimo corto ''Full of Fire'' .

'' Full of Fire''

http://www.youtube.com/watch?v=DoH6k6eIUS4

The Knife in concerto 29 Aprile 2013

Alcatraz                                                                                                                                                                                                                                                              Via Valtellina, 25 Milano

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Direttore Responsabile
INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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