CHIAMACI +39 333 8864490

Martedì 12 marzo 2013 al Teatro Nazionale di Milano
Presenta
LES FOLLIES BURLESQUE   
Un monLesFoliesBurlesqueNerospintoGallerydo sempre più retrò!
Il Burlesque con tutti i suoi profumi e i suoi balocchi è diventato oramai uno spettacolo d’intrattenimento di fama internazionale che ha per protagonista assoluta la donna. Dall'ottocento ad oggi, dall'Europa agli Stati Uniti, quest’arte ha avuto diverse regine e ha saputo rappresentare stili diversi: dal Vaudeville alla Fan-dance, dall’ Exotica al Bump & Grind, da Gypsy Rose Lee a Sally Rand e Betty Page senza dimenticare l’influenza da una prospettiva europea con soubrettes come Mistinguett e Josephine Baker. Questo ultimo decennio ha visto l’Italia e l’Inghilterra condividere in gran parte la scena europea. Voodoo De Luxe, l’agenzia italiana pioniera del settore, riesce con successo da anni ad dar nuova luce a questa arte, ne accentua e valorizza non solo la bellezza, ma anche la bravura e il prestigio delle più grandi artiste internazionali e italiane sempre con l’obiettivo di dare continuità alla creatività dell’epoca. Il ritorno alla cultura Retrò e vintage ha proclamato la rinascita del Burlesque. Les Follies Burlesque è la prima rivista teatrale italiana che si ispira a Ziegfeld Follies, Earl Carroll Theatre e Les Follies Bergères che hanno fatto la storia della “Revue de Music-hall” e del Varietà dai primi anni alla metà del novecento. Lo  spettacolo Les Follies Burlesque in scena al Teatro Nazionale, nasce dal sodalizio tra Italia e Inghilterra: il Royal Burlesque Revue prima rivista italiana, si fonde con Hurly Burly Girlys lo show britannico che spopola a Londra grazie all’indiscussa protagonista la diva Miss Polly Rae, voce e bellezza d’altri tempi. Assieme a Polly che proporrà un cocktail di burlesque intriso di sensualità e umorismo, si esibirà Laurie Hagen geniale cabarettista, brillante trasformista britannica. Inoltre Anna Fur Laxis riconosciuta icona a livello internazionale è colei che rappresenta al meglio lo stile Pin-Up reso glorioso dall'indimenticabile Betty Page. In scena anche le due migliori performer del panorama italiano “The Circus Lady” Janet Fischietto e la “très glamour” Miss Dolly Lamour. Il palcoscenico si trasformerà nel più grande Music-Hall al tempo dello Swing magistralmente rappresentato da Mr Vince Fesi considerato oggi uno dei più grandi ballerini di Lindy Hop al mondo! A presentare l’intero spettacolo, “La meneuse de revue”  Sin Sara Bin. Tutto lo show sarà accompagnato con musica dal vivo dai magnifici Benny And The Cats.

Ladies & Gentlemen, siete tutti invitati a interpretare il vostro personaggio rigorosamente elegante o bizzarro, per divenire parte integrante di questa scenografia da favola.

A voi tutti, un gradito benvenuto nel mondo Burlesque!

Performer:

Direzione Artistica:  VIRGIL RICCOMI Assistente alla Direzione Artistica e Coreografa: MILENA BISACCO Costumista: SARA COSTANTINI e ELENA PETRACCARO

Piazza Piemonte, 12 -   20145 MILANO
Box Office Tel. +39.06.807.30.40
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Biglietti da 22 a 38 euro
Poltrona VIP 38,50 euro Poltrona 33,00 euro
Galleria 22, 00 euro Lo spettacolo inizia alle 21.00Acquisti il biglietto su: www.ticketone.it PARTNERChop and Roll

Lunedi 25 febbraio 2013, dalle 22:00 alle 2:00
Un appuntamento mensile imperdibile. Un luogo dove il flashback s'impadronisce del presente, dove tornare indietro nel tempo ma con una meta ben precisa. Un viaggio nella musica underground e techno dei primi 90's per riscoprire il presente attraverso la ricerca. Un club dove la musica avvolge come una nebbia e cela le identità, mescolandole con il beat.

Djs Alex Carrara Enrico Bernes

Toilet Club via Lodovico il Moro 171, Milano

Ingresso gratuito con tessera Arci, Arcigay, Arcilesbica, Uisp Non hai la tessera? Richiedila qui: www.circolotoilet.it/tessera

Le campane tibetane sono strumenti conosciuti forse da qualcuno che le ha adocchiate in qualche fiera e che apprezzandone la foggia le ha acquistate da tenere in esposizione in casa.

In realtà questi preziosi strumenti sono stati creati secoli fa dai monaci Bom del Tibet per il benessere fisico, mentale e spirituale dell'uomo.

Forgiate con una lega di sette metalli per un minimo di 36 ore di lavorazione continuate recitando dei canti specifici, le campane tibetane riproducono suoni ancestrali molto vicini ai mantra che riescono anche grazie alle loro vibrazioni, a portare in stati di profondo rilassamento.

La prima reazione che le persone hanno quando si sottopongono al trattamento con le campane è di piacevole sorpresa e divertimento. Il corpo al suo interno vibra. Non è come per molte altre discipline un caso di "ci credo o non ci credo". Quì gli effetti sono tangibili.

Il corpo umano è una cassa sonora ovvero è un vero e proprio strumento musicale e le campane tibetane sfruttano quello che in acustica viene chiamato "principio di risonanza" per alleviare dolori, sciogliere tensioni, contratture, ridurre le cisti, rigenerare i liquidi, portare pace, risolvere l'insonnia, allontanare le paure.

Il principio di risonanza acustica è un fenomeno per il quale vi è un'amplificazione di onde sonore da parte di uno strumento sonoro (in questo caso, come detto prima, il corpo umano) che riceve le onde da uno strumento che emette queste onde (le campane tibetane).

Tanto più vicini sono gli strumenti musicali e tanto maggiore sarà la propagazione delle onde sonore, l'energia che ne scaturisce si intensifica.

Se provate a mettere due chitarre una di fronte all'altra e ne suonate una vedrete che le corde dell'altra si muovono, suonano.

Un altro esempio è il bombardamento dei calcoli tramite gli ultrasuoni. Una ripetuta sequenza di emissione di ultrasuoni, per il principio di risonanza va a colpire i calcoli e li disintegra.

Nel caso delle campane tibetane sono i blocchi fisici e le contratture generate da nervosismo o preoccupazioni (pensate alle spalle) ad essere sciolte per prime. Una volta compiuto questo lavoro si va lavorare sulla psiche della persona che riceve il trattamento. Da qui lo scioglimento delle tensioni, delle ansie, etc.

Durante il trattamento la persona pur rimanendo vigile vive quello stato che viene definito "yoga nidra" ossia uno stato di profonda meditazione mai provato.

Non esistono controindicazioni legate al trattamento con le campane tibetane ma anzi i benefici sono molteplici. Oltre a quelli già descritti, tutti i problemi legati ad aritmie (sfalsati battiti del cuore) vengono trattati al meglio riportando i battiti ad un ritmo idoneo. Le cisti vengono ridotte di dimensioni (infatti viene disperso il liquido che le formano), etc.

Non ci sono limiti di età e patologie. Non bisogna spogliarsi e non si viene toccati se non dalle campane che vengono posizionate su punti precisi del corpo.

Nell'arco di tutto il trattamento la persona viene portata all'interno di se stessa alla volta di una visibile riduzione di stress, preoccupazione e ad un incontro con una calma che dura nel tempo.

 

Giovedì 21 febbraio prova gratuita di campane tibetane c/o "Toilet club", Via Lodovico il Moro 171, Milano

 

Massaggiatore e reflessologo plantare professionista

Massaggi ayurvedici, rilassanti, linfodrenanti, energizzanti, californiani, hot stone, per donne in gravidanza, di bellezza.

Trattamenti di campane tibetane.

 

telefono 349.4487760

www.massaggimilano.it

www.almamatters.it

Tutti sanno, o comunque dovrebbero, che per la realizzazione di uno scatto concentrarsi sul soggetto è fondamentale. Ma sanno anche che l'importanza dello sfondo non deve essere mai sottovalutata. Nonostante la rilevanza cruciale del soggetto infatti, la resa finale deve il suo successo anche al background circostante. Ma cosa succederebbe se a mancare fosse proprio quello che si pensa essere l’indispensabile, ovvero il soggetto?E’ proprio in questi termini che si sviluppa la speculazione e l’interessante ricerca di Michael Somoroff.

Figlio dell’eminente fotografo commerciale Ben Somoroff, nasce a New York City nel 1957 dove studia arte e fotografia alla New School for Social Research. Come studente del leggendario art director Alexey Brodovitch, si avvicina alla sua nuova filosofia rivoluzionaria che oltre a Ben è riuscita ad influenzare un’intera generazione di fotografi, artisti e designer. Queste teorie lo spingono a rendere in fotografia immagini inaspettate che vanno oltre i confini convenzionali e ad approfondire un lungo periodo di sperimentazione e di innovazione dei mezzi. Nel 1980 si trasferisce in Europa dove lavora a Londra, Parigi, Milano e Amburgo diventando un noto fotografo grazie alle sue diverse collaborazioni con alcune riviste autorevoli come Vogue, Harpers Bazaar, Stern e Life. Filosofia esistenziale, religione, teoria dei linguaggi, psicologia e decostruzione postmoderna rimangono ambiti di studio costanti del progetto Somoroff che fanno da sfondo alla sua arte fotografica che mira sempre piú a diventare un’estensione filosofica. Dedicando tutte le sue energie ad una riforma sociale attraverso la promozione dell'arte, inizia a svolgere attività didattiche e collabora regolarmente con aziende e istituzioni culturali di tutte le dimensioni per creare programmi che utilizzino l'arte come modo per migliorare la comunicazione tra le persone e le comunità in cui vivono.

Da quando la fotografia è stata inventata, il suo rapporto con il mondo reale è sempre stato sia sconcertante quanto affascinante. Molto più della pittura, la fotografia ritrae un certo livello di verità. La rivoluzione digitale le ha peró fornito un potenziale senza precedenti ovvero la sua manipolazione dando a Somoroff, , attraverso l'uso di software,  la possibilità di togliere ciò che abbiamo sempre creduto essere l'"elemento essenziale": il soggetto del ritratto. Gli sfondi che una volta non erano altro che un frammento secondario, ora diventano la motivazione primaria di una nuova composizione interamente tradotta in qualcosa d’altro. Il tutto partendo dal monumentale e incompiuto lavoro fotografico “volti del tempo” del 1929 di August Sander , il celebre fotografo di Colonia. Progetto di una vita e ipotesi di classificazione sociale- antropologica meticolosa di un’intera società, tassonomia dei mestieri e delle classi, che in realtà non poteva essere all’altezza delle sue ambizioni, fu capace di influenzare il corso della fotografia del Novecento. L’assunto più o meno esplicito di quel progetto era che i volti degli uomini portano una traccia del ruolo che i loro proprietari hanno  assunto, o vengono costretti ad assumere, nell’organizzazione della comunità: che i volti siano, se non determinati, almeno influenzati dalla maschera sociale e che l’identità degli individui sia ricoperta dalle connotazioni relazionali delle rispettive professioni.

Il risultato? ‘Absence of Subject.’, un percorso attraverso il XX e il XXI secolo condotto da due maestri della fotografia. Da un lato le immagini di August Sander, che ritraggono gli Uomini del XX secolo e dall’altro le stesse foto rielaborate con tecniche digitali da Michael Somoroff. La grande distanza che separa le rispettive coppie di immagini consiste nella scomparsa delle figure al centro della scena. L’attenzione passa dalle persone al contesto, dall’uomo a ciò che lo circonda, dalla presenza all’assenza. Nulla cambia o forse tutto radicalmente. L’ordine compositivo dei ritratti precedenti viene scardinato e lascia spazio al silenzio immoto di oggetti sparsi e abbandonati a se stessi. Alla Fondazione Stelline oltre che le 40 coppie di fotografie, potrete avere la possibilitá di osservare sei video, realizzati dallo stesso Somoroff a partire dagli scatti “svuotati” di Sander, che offrono allo spettatore una delicata poesia del silenzio costringendolo ad andare oltre il lavoro e a riflettere su di sé.

Grazie a queste operazioni Somoroff dimostra come il maestro tedesco non volesse limitarsi a un semplice ritrattiamo e esalta la potenza persuasiva ed estetica di Sander anche in assenza del soggetto umano. Pur facendo emergere lo sgomento di strade vacue e silenziose , di case vuote, giardini desolati con oggetti immobili, Somoroff pone l’accento sul delinearsi di tratti tipici di quella determinata società nonostante la mancanza dei personaggi riempiendo di senso quel vuoto testimone di qualcosa che c’era.

Presentata alla Biennale di Venezia nel 2011, ‘Absence of Subject’ arriva anche a Milano e Nerospinto vi consiglia di esserci..

August Sander e Michael Somoroff. Absence of subject

Fondazione Stelline corso Magenta 61, Milano

Fino al 7 aprile 2013

Martedì-Domenica dalle 10.00 alle 20.00

Intero 6 euro, ridotto 4,50 euro

 

L’equilibrio umano è controllato dal sistema vestibolare che risiede nell’orecchio e consente l’interazione dinamica con l’ambiente esterno, in armonia con la forza di gravità.

I principali recettori, attraverso riflessi otolitici, consentono il mantenimento della postura e, grazie a un continuo aggiustamento automatico, ci permettono di contrastare la forza di gravità.

La ricerca dell’equilibrio è determinata soprattutto da aspetti psicologici, più che fisiologici. Ciò che ci mette in difficoltà nelle situazioni in cui è richiesto equilibrio (come ad esempio nella terza variante di Virabhadrasana, la posizione del Guerriero, oppure in una posizione apparentemente semplice come Vriskshasana, l'albero) è la nostra insicurezza e soprattutto la nostra mente che viaggia e macina pensieri.

Per chi l'ha provata, e per chi la volesse provare per verificare, Vrikshasana (posizione dell'albero) fa confluire nella nostra mente, non propriamente disciplinata, una miriade di pensieri che subito mettono a repentaglio la ricerca di equilibrio richiesta dalla posizione. Aggiungo anche che, una volta che perdiamo l'armonia della posizione, siamo presi dal nervosismo, e magari cerchiamo una spiegazione sul perché il giorno precedente siamo invece riusciti a farla senza problemi.

Pensate un attimo ai tempi verbali che ho usato e che usate anche voi probabilmente quando pensate: sono delle forme di passato prossimo (se proprio vogliamo fare un’analisi grammaticale del verbo).

Lo Yoga è la disciplina in cui la dimensione divina e massima nella quale ci si trova è il presente; è inutile e controproducente, quindi, pensare al passato confinando il proprio “io” invece di cercare di espanderlo lavorando sull’armonia di corpo e mente la mente per raggiungere la posizione. Con questo non mi elevo a “splendido tra gli splendidi” affermando di riuscire a eseguire alla perfezione tutte le posizioni di equilibrio, anzi...Capitano dei giorni in cui mi sento particolarmente preso dai miei pensieri, inizio a fare il fenicottero in mezzo alla sala di pratica in Vrikshasana cercando di mantenere l'equilibrio in ogni modo e, alla fine, devo invece ripiegare su alcuni trucchetti, come quello di concentrarsi su un punto fisso. Fissare lo sguardo, è vero, aiuta in tutta la pratica delle Asana ed è una buona disciplina per la meditazione e la concentrazione; tuttavia bisogna essere consapevoli dell'azione che si sta svolgendo sulla propria coscienza in quel preciso momento, e non guardare come uno stoccafisso un puntino del muro (se poi è bianco vi posso dire che dopo un po' quel punto diventa la via lattea...).

Tutto ciò, questo articolo e qualsiasi altro commento ironico possa fare su me stesso, è per spiegare che anche quando sbagliamo c'è  sempre qualcosa da imparare: l'osservazione di sé stessi da implementare, un'analisi da fare, il proprio ego da espandere.

Come mi è stato detto una volta da Silvia, una delle mie maestre, durante una lezione di Yoga: una posizione di equilibrio come l'albero deve espandere il proprio “io” senza rinchiuderlo nel centro del petto per paura di perdere l'equilibrio. Di solito, quando non riusciamo a mantenere l'equilibrio, scattano sentimenti come la vergogna o il nervosismo che non fanno altro che farci rinchiudere in un bocciolo invece di far fiorire come una rosa la nostra posizione.

Nella terza variante di Virabhadrasana, ad esempio, per raggiungere uno status ottimale della posizione bisogna estendere le estremità delle braccia e della gamba che sta in alto (per capire meglio di cosa parlo vi rimando alle immagini), cosa che a prima vista può risultare destabilizzante. Nell'albero bisogna espandere il petto, tirarsi verso l'alto e spingere in fuori la gamba piegata con il piede alla radice della gamba distesa; all'inizio sembrerete più un salice piangente che un albero forte e radicato al suolo, ma man mano vi accorgerete che è proprio il corpo che richiede questi accorgimenti, facendo lavorare muscoli che non pensavate potessero muoversi in queste posizioni. Contemporaneamente, noterete che erano i flussi di pensieri che impedivano il mantenimento del corretto bilanciamento del corpo perché non davate l'input giusto e non portavate l'attenzione sul baricentro, un punto al di sotto dell’ombelico importantissimo per raggiungere la stabilità.

 

Insomma, l'equilibrio è una bella sfida da affrontare nello Yoga o, ancora meglio, un confronto con sé stessi: proprio durante le posizioni di equilibrio i pensieri si fanno più fitti ( provare per credere).

E voi mi direte, “Si, ma a me a che mi serve tutto ciò?” Domanda lecita, che mi sono posto anche io, in quanto applico sempre una forte componente razionale a tutto ciò che faccio (non sono uno di quelli “spiritual addicted” e “new age” che vi state immaginando, dato che vi parlo sempre di Yoga e affini). Posso dirvi che, a parte fare i fighi in metro o in tram e rimanere sempre e comunque in piedi non attaccandovi agli appositi supporti quando c'è una curva o una fermata improvvisa (notate come la gente di solito si attacca subito al palo neanche stesse esplodendo una bomba) l'esercizio di concentrare la mente sul baricentro e farle mantenere un equilibrio che parte dall'interno è molto utile in situazioni in cui tendete ad innervosirvi o a farvi sopraggiungere dallo stress.

Lo stress, male dell'uomo contemporaneo, è causato anche dall'ondata di pensieri che intasano la nostra testa: è come se la nostra mente fosse una stanza bianca e un writer la venisse ad imbrattare con una bomboletta di un colore che, tra l'altro, non ci piace neanche, a distanza di un minuto o di pochi secondi. Minuto dopo minuto, attimo dopo attimo, il pensiero diventa incontrollabile, il writer continua ad imbrattare con quel brutto colore e il risultato è che siamo sempre stressati e nervosi. E ciò avviene fin dal primo mattino, quando suona la sveglia, e magari la sera prima siamo andati a letto con l'ansia che la sveglia sarebbe suonata dopo poco, senza pensare invece: “Oh finalmente sono a letto e posso riposare questa “macinasassi” che è la mia testa”.

Fateci caso.

 

Ecco, le posizioni di equilibrio servono anche a questo: osservare e capirci più in profondità, dire alla nostra testa quando è ora di darsi una calmata o farle mettere il “culo a bagno” come si dice da me in Puglia.

 

Namasté,

Vittorio Pascale

 

Allievo praticante di Yoga Integrale presso il Centro Parsifal Yoga, Milano

Fondatore della pagina Fb: Yogamando

Studioso e praticante di Buddhismo Tibetano

hai domande? Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

|||

La Milano Fashion Week è alle porte. E noi di Nerospinto non possiamo non segnalare uno degli eventi più alternativi ed originali di questa Settimana della Moda milanese. Dal 22 al 24 febbraio, lo Spazio Asti17 a Milano, accoglie un’altra edizione di NATURA DONNA IMPRESA Verso Expo 2015: uno degli eventi di  “moda critica” più cool dell’anno, un salotto per brand emergenti che fanno del “critical fashion” e dell’eco design, uno stile di vita.

Nella Capitale della Moda e del Design, NATURA DONNA IMPRESA è un evento che non passa…ma SEMINA! Ogni anno idee nuove, progetti innovativi, sfide e obiettivi importanti.

Accompagnerà le tre giornate espositive di Natura Donna Impresa Verso Expo 2015, un ricchissimo calendario di eventi che avrà una suggestiva apertura in occasione dell’inaugurazione di venerdì 22 febbraio. Alle ore 14.00, in Piazza Duomo a Milano, si terrà un performance omaggio a PIPPA BACCA,  artista milanese tragicamente scomparsa nel 2008 mentre stava compiendo una performance itinerante “Spose in viaggio” che proponeva di attraversare in autostop  11 Paesi colpiti da guerre, vestita in abito da sposa per portare un messaggio di pace. Una performance “NON SFILATA” attraverso il centro di Milano che vedrà in scena donne di tutte le età vestite in abito da sposa bianco. Un simbolico omaggio al lavoro di una grande artista.

NATURA DONNA IMPRESA presenterà allo Spazio Asti17, circa 30 designer emergenti (tutte donne) che metteranno in mostra e in vendita le proprie creazioni. A contorno della mostra, momenti conviviali, incontri su tematiche inerenti la Moda, lo Stile, l’Immagine e tutto ciò che è “green critical fashion”. Sara Biondi 22-24 febbraio 2013 Spazio Asti17 – Milano www.naturadonnaimpresa.com

Noi di Nerospinto adoriamo il film muto e ci spingeremo a questo evento!

Mercoledì 20 FEBBR h 20.30 – A TOUCH OF SWING AUDITORIUM SAN FEDELE, Via Hoepli 3/b, Milano, MM Duomo il pianista Paolo Alderighi sonorizza:

LONG PANTS un film muto del 1927 di FRANK CAPRA Biglietti 7 € / 4 €

Il pianista Paolo Alderighi, grande talento del jazz italiano, sonorizza il film Long Pants (1927) di Frank Capra, con musiche ispirate al Touch of Swing degli anni Venti. Film di vertiginosa e mai banale comicità, film ibrido e visionario, sospeso tra la romance e la commedia, con lampi di film noir e di cinema d'avanguardia. Sviluppa un tema che fu centrale nella narrativa nordamericana a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento: il conflitto tra innocenza ed esperienza, gentilezza della provincia e corruzione urbana. Il sogno è la chiave di volta di tutta l’architettura comica del film. Da sottolineare una delle migliori prestazioni del comico Harry Langdon nei panni di un adolescente timido e sognatore.

Presenta Fabio Vittorini

http://www.youtube.com/watch?v=7fDD_1966Mo

|||

Anche quest'anno è arrivato "San Valentino", festività insulsa, senza ragion d'essere, l'ennesima trovata consumistica per spillare soldi alla gente.

Venerdì sera, andate contro le masse, siate controcorrente, odiate San Valentino, odiate gli innamorati: "Cool Kids Can't Die" unisce Carnevale a San Valentino, festeggiando un "Single Carnival Party".

Perché festeggiare la festa degli innamorati quando, per la maggior parte dei casi, nessuno lo è? Perché essere felici e radiosi, quando si può odiare l'amore e comportarsi da uccello del malaugurio?

In occasione di tale ricorrenza, il Toilet Club si trasforma, inoltre, in una succursale degli studi Mediaset: come a "C'è posta per te", sarà possibile scambiarsi messaggi, d'amore o d'odio non fa differenza, che saranno poi letti durante la serata.

Anche questo Venerdì Dress Code: All The single Ladies, Beyoncè, Maria de Filippi, Cupido. Io opterò per la presentatrice tv, con la sua  aggraziata voce da tenore, voi?

info utili:

INGRESSO GRATUITO con tessera ARCI, ARCIGAY, ARCILESBICA, UISP

 www.circolotoilet.it

Costi tessera Arci: 13 €

Bibite 3 €, cocktail 7 € 

TOILET CLUB

via Lodovico il Moro 171, Milano

Francesco Zingaro

Nata a Berlino, la sua immersione completa nella dance music ha avuto inizio durante un lungo soggiorno a Londra, al culmine del fenomeno ‘acid house’. Poco dopo il ritorno a casa inizia a lavorare come DJ nei piú importanti club berlinesi come il Fischlabor e il Tresor. Per tutto il resto degli anni '90, inizia a lavorare per un programma radiofonico su Kiss FM, e in seguito in un negozio di dischi, il Delirium, e per un'etichetta, la Braincandy, che le dá la possibilitá di organizzare e gestire diversi parties sotto il nome BPitch Control, che hanno portato poi alla creazione della sua etichetta discografica. Diventata in breve tempo un noto produttore inizia a lavorare ai suoi progetti : Stadtkind (2001), Berlinette (2003), Thrills (2005), Orchestra with Bubbles (2006, con Apparat) , Sool (2008), e Dust (2010), insieme al mix album Weiss mix (2002), My Parade (2004), Fabric 34 (2007), Boogybytes, vol. 4 (2008), e il Watergate 05 (2010) .

Esploratrice instancabile del suono, Ellen scopre e promuove giovani artisti condividendo il suo entusiasmo con gli altri. La sua etichetta BPitch Control produce i primi lavori di djs come Kiki, Sascha Funke e il duo Toktok, seguiti dalla nuova generazione di artisti come i venezuelani Aérea Negrot, gli israeliani Chaim, i brasiliani Dillon, il francese Thomas Muller, il greco Mr. Statik, gli italiani We Love e gli spagnoli Dance Disorder. Ellen ha da poco rivelato i dettagli del suo ultimo disco. In uscita il 12 marzo con la sua BPitch Control, LISm è una nuova versione della Allien; scritto per uno spettacolo di danza a Parigi ("Drama per Musica"), ha poi deciso di far rivivere il pezzo rielaborandolo: alcuni passaggi rimangono gli stessi, mentre altri sono stati estesi per dare vita ad una nuova composizione musicale. Durante questa traccia della durata di 47 minuti e 58 secondi, il sipario si alza e si abbassa su una varietà di paesaggi sonori, un viaggio musicale attraverso il magico mondo di Ellen, una traccia fluida che unisce contemporaneamente vari stili sonori che riflettono tutti i caratteri dei set di Ellen Allien DJ.

Di seguito 6 minuti della traccia..

http://www.youtube.com/watch?v=6djN2Qn_MeQ

Creatura straordinaria, creativa unica nel suo genere, con uno spirito artistico infinito senza del quale il vivace panorama techno di Berlino non sarebbe stato lo stesso, sabato torna a Milano per uno show piú intimo rispetto a quelli precedenti del Leoncavallo, e anche il vostro carnevale non sará piú lo stesso..

Ingresso: 15/20 euro

Tunnel Club

Via Sammartini 30

Liste:  www.classic-party.it

Secondo un'antica leggenda la salamandra avrebbe una temperatura corporea così prossima a quella del ghiaccio da essere in grado di resistere all'ardore delle fiamme; in realtà se gettata nel fuoco la salamandra soffre e si consuma esattamente come ogni essere vivente..ma il mito non si consuma mai, il bisogno gli permette di esistere.

Con la performance "Racconti in/versi" Neuro Mans, con l'aiuto delle immagini di Melancholie mit Monstern, è l'attore, l'umano che si contorce di fronte al pubblico regalando una sensazione immediata, immergendosi nel mito generandolo attorno a sé per ricreare l'illusione della sempiternità.

Neuro Mans attua quella che, secondo Grotwsky, è la performance, intesa dunque come atto contestualizzato, liturgia e contatto.

Il teatro viene ridotto ad una sola parete, a luogo bidimesionale a cui viene restituita la vita tramite la voce e il gioco voce/ombra e quando l'attore entra nella santità dello spazio scenico in quel momento accade qualcosa di speciale, qualcosa di molto simile alla Messa nella Chiesa Cattolica: in questo spazio, nella sacra relazione tra l'attore ed il pubblico, quest'ultimo viene sfidato a pensare e ad essere trasformato dal teatro.

Mercoledì 13 febbraio presso lo Zoom Bar, Neuro Mans e Melancholie mit Monstern suggestioneranno in/versi le asimmetrie del pubblico presente rendendo omaggio al regista teatrale Jerzy Grotowsky.

 

Mercoledì 13/02 Ore 22:30 to 2:30.

.Performance starts@23:00

ZOOM Bar Via Panfilo Castaldi 26 Milano Info-contacts 345/2418801

 

Pagina 136 di 138

coupon-code-amazon-deal-codici-sconto-amazon

immobili sanremo

Instagram

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

 

 

Direttore Responsabile
INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

Questo sito fa uso di cookie per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’utilizzo del sito stesso. Utilizziamo sia cookie tecnici sia cookie di parti terze per inviare messaggi promozionali sulla base dei comportamenti degli utenti. Può conoscere i dettagli consultando la nostra privacy policy. Proseguendo nella navigazione si accetta l’uso dei cookie; in caso contrario è possibile abbandonare il sito.