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A partire dal 10 giugno fino al 31 luglio per tutti gli amanti della musica partirà la seconda edizione della rassegna dell'estate musicale milanese chiamata City Sound.

L'obiettivo è quello di imporsi come uno degli eventi dedicati al suono tra i più importanti d'Europa. Il festival vanta una vasta partecipazione di artisti di fama internazionale, per creare un'edizione eclettica e ancora più ambiziosa della precedente, raddoppiando il numero di concerti con oltre 50 giorni di programmazione alternando cantanti presenti sulla scena rock, pop, hip hop, blues, jazz. Ci saranno anche concerti di musica elettronica con diversi live di alcuni fra i più importanti Dj.

Il festival sarà allestito all'ippodromo del Galoppo in via Diomede 1 a Milano, facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici.

Il programma artistico di City Sound 2013 è in fase di definizione. La direzione artistica del Festival sta lavorando per costruire un cast di alto livello con i nomi più interessanti della scena live e anche per il 2013 si proporrà come uno straordinario evento: il suono della città ha finalmente trovato la sua casa.

Il calendario di giugno prevede artisti come Paramore, Fun, The Killers, Mario Biondi, Toto, Korn e Motorhead, mentre a luglio ci saranno The National, Simona Molinari, John Legend, Iggy, Wu Tang Clan, Skunk Anansie, Atoms For Peace, Davide Van De Sfroos, Deep Purple, Earth Wind & Fire, Tiesto, Santana e Blur.

Per maggiori informazioni visitate il sito www.citysoundmilano.com

Info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 0263793389

Spazio Concept dedica un evento speciale alla serata più fortunata dell'anno: venerdì 17 dalle 22.30 prenderà il via I kissed a girl and I survived it.

 

Chi ha detto che lesbiche e poiane debbano andare a braccetto? Cut & Go ha deciso di dare un taglio al lesbian drama (di qualsiasi tipo) e di dire basta all'alone di tragedia che troppo spesso ci ritroviamo cucito addosso, e quale giorno migliore di un venerdì 17?

Tranquille però, pur con tutto quest'ottimismo la nostra musica non cambia.

 

Selezione musicale & videoart a cura di:

Etwas (Lezpop.it / Soft Revolution Zine)

Horror (Pornflakes queer crew)

La Thinny (Gaia360° e Polyester)

Splend'or (Lezpop.it / Manuale del perfetto rimorchio)

 

Border Barber: Archa

(si consiglia di arrivare presto per il taglio di capelli)

 

Guests: LEZPOP

Selectior: La Mile

 

Ingresso 5 euro con tessera gratuita

 

Drink:

5 euro birra media

7 euro cocktail

 

 

Spazio Concept

via Forcella, 7

Milano

"...Adagia il corpo sul sentiero e nota la macchia di sangue che fuoriesce sotto la scapola dal foro causato dal proiettile... Trovarsi un cadavere tra le braccia non rientra nel programma di allenamento."

Ecco un estratto dal nuovo libro di Massimo Milone, 'Milano corri e muori', edito da Happy Hour Edizioni, romanzo noir che sarà disponibile nelle librerie a partire da settimana prossima.

Protagonista è il commissario Remo Barocci che deve indagare sull'omicidio di una manager americana, avvenuta al Parco Sempione. I suoi colleghi Van Dir, Laganakis e Fossati lo aiutano a trovare indizi, mentre Castoldi e il suo collega Fumagalli cercano di impedire a uno spietato stalker di nuocere alla donna che ha preso di mira.

La storia è incentrata su uno dei problemi più attuali nella società italiana, la violenza sulle donne, nelle sue molteplici sfaccettature, creando un racconto ricco di ironia e suspence.

La copertina del romanzo è affidata al fotografo Stefanino Benni, che si è curato di dare all'immagine un carattere in linea con il romanzo poliziesco.

Massimo Milone vive e lavora a Milano. Ha pubblicato tre romanzi: Un mondo difficile, libro ironico e divertente sull’intreccio tra verità e menzogna nel mondo dei media e della politica; Per una bionda, noir ambientato a Napoli e firmato con lo pseudonimo Max Aniello; Delitto alla Montagnetta, primo romanzo sulle inchieste dell’8° Distretto di Milano. Ha inoltre partecipato alle antologie di racconti Milano Forte e Piano. Tutte le opere citate sono pubblicate da Happy Hour edizioni.

Il libro verrà presentato giovedì 16 maggio durante la rassegna Orasenzombra - Book on stage, alle ore 21.00 presso l'Hotel Admiral in via Domodossola 16 a Milano.

Milano corri e muori Romanzo noir di Massimo Milone Happy Hour edizioni, 2013, pp.176, € 12,50

Nerospinto vi invita a commemorare la chiusura della stagione invernale  del TILT, con una serata à la Tim Burton.

Zombie, vampiri e creature della notte vi attendono venerdì 17 maggio al Circolo Magnolia per la serata Tilt - The funeral Party.

 

Preparatevi a ballare sulle tombe dei vostri peggiori nemici e a celebrare l’inizio della fine con un evento da vivere intensamente, prima che sia troppo tardi, prima che la gioventù sfiorisca come i petali di un crisantemo avvizzito.

Il look da vedovi allegri è d’obbligo, il rigor mortis è un optional.

 

Abbiamo scelto di non chiamare alcun ospite internazionale per l'ultimo devastante party, abbiamo scelto di

prendere i migliori nostri e fare festa, abbiamo scelto di usare tutti voi come guest, per chiudere in bellezza con stage diving, free climbing, assicurazioni sulla vita e tanto sballo giovanile.

 

Non sappiamo bene cosa ci porterà il futuro, ma almeno per oggi guardiamo al passato, solo una volta che chi si guarda indietro è perduto, con grande soddisfazione.

 

DRESS CODE : Total Black, funeral, die die my darling, asshole die.

 

Ingresso: 5€

Inizio spettacoli alle 23.00

 

 

Circolo Arci Magnolia

Circonvallazione Idroscalo, 41

Segrate (Mi)

Il cantante, chitarrista ed ex-leader dei Dire Straits è stato protagonista di due spettacoli a Torino (2 Maggio) e a Milano (3 Maggio). Tornerà nel nostro paese a Luglio per altre cinque date.

 

 

 

Il 2 Maggio mi trovavo a Torino per una serie di piacevoli coincidenze: era molto tempo che un mio caro amico mi invitava a trovarlo nel capoluogo piemontese, in cui si è trasferito da qualche anno, e ho pensato di andare a fargli visita durante il ponte del Primo Maggio; non ero mai stato a Torino, mi ha sempre incuriosito come città e devo dire che ne sono rimasto gradevolmente sorpreso; alla mia ragazza piace Mark Knopfler, ha comprato due biglietti e mi ha chiesto di accompagnarla.

Dopo quarantotto ore passate tra la Mole Antonelliana, Piazza Carlo Alberto e Piazza Castello, e in un turbinio di sapori fantastici tra gelato alla gianduia, fassone alla bagna càuda e barolo doc, mi dirigo in dolce compagnia al Palaolimpico dove il cantautore scozzese comincerà il suo show alle 21 in punto.

Sarà stata la stanchezza per aver visitato troppo in fretta la città, sarà stato lo shock di aver pagato un mediocre panino e una birra calda 10 euro da uno degli innumerevoli paninari parcheggiati fuori dal palazzetto, saranno stati i posti non proprio vicini al palco (terzo livello non numerato), sarà che io non sono un grande fan dei Dire Straits e di Mark Knopfler in particolare, ma il concerto mi ha un po’ deluso.

 

Mi aspettavo uno show zeppo di blues, arpeggi infiniti e coinvolgenti... Knopfler comincia bene, con una trascinante What It Is, uno dei pochi singoli della sua discografia che mi sia rimasto in mente. Seguono poi alcuni brani tratti dal suo ultimo album in studio Privateering che, devo ammettere, non conosco e non ho ascoltato; e considerando i miei gusti forse ho fatto bene: per carità, Mark Knopfler è un bravissimo chitarrista e la sua bravura l’ha dimostrata nel corso dell’intero concerto; ma una serie di canzoni costantemente accompagnate da flauti e cornamuse, in pieno stile celtico (di cui pare permeato lo stesso album) ha un effetto soporifero su me e su parte del pubblico, che si scalda solo per il doveroso applauso tra una canzone e l’altra.

La svolta sembra arrivare quando Sir Knopfler tira fuori dal cilindro Romeo and Juliet e Sultans of Swing, capolavori dell’epoca Dire Straits, cui gli spettatori rispondono entusiasti e che soddisfano anche il sottoscritto. Mi auguro sia il preambolo allo sperato repertorio blues che il Nostro ha nelle sue corde, ma mi sbaglio: si torna agli accompagnamenti celtici dei suoi pezzi da solista, più o meno conosciuti, intervallati da altre due canzoni degli Straits, Brothers in Arms e Telegraph Road.

 

Ad un certo punto il pubblico, comodamente ed educatamente seduto in platea, si alza e si accalca sotto il palco. Al che la mia perfida mente si è chiesta: lo hanno fatto per stare più vicini al loro idolo o per non addormentarsi? Perché, anche se mi vergogno un po’, ve lo devo confessare: stavo per appisolarmi. Non per giustificarmi ma la stanchezza, la visuale non ottimale, la voce un po’ monotona (e anche un po’ mono-nota, come direbbe Elio), le canzoni guidate da violini e cornamuse mi hanno fatto socchiudere gli occhi più di una volta.

 

Il concerto giunge alla sua fine e Mark Knopfler e la sua band ci congedano con Going Home, tratta dalla colonna sonora del film Local Hero del 1983. La sensazione è quella di aver assistito ad uno spettacolo di due ore in cui la tecnica del protagonista ha fatto da padrone, quando molti, come me, si aspettavano qualcosa di diverso e di più coinvolgente, qualcosa dove gli assoli di chitarra fossero un mezzo per trasmettere emozioni.

 

Due date a Maggio e altre cinque date a Luglio (il 12 in provincia di Padova, il 13 a Roma, il 14 a Napoli, il 16 a Taormina e il 19 a Lucca): Mark Knopfler ci tiene molto a far conoscere le sue ultime fatiche agli italiani. E il consiglio che vi do, da discreto frequentatore di concerti è questo: se volete assistere ad un suo live dovete tenerci molto, conoscere molto bene i suoi album solisti e non aspettarvi le sferzate blues rock alla Dire Straits. Perché rischiereste non solo di rimanere delusi, ma anche di cadere nelle braccia di Morfeo, facendo una pessima figura.

 

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Girovagando per via Tortona durante l’ultimo fuori salone, tra riviste indipendenti e artisti vari ed eventuali, i miei occhi vengono attratti da uno stand pieno di copricapi, bracciali, borse e accessori di ogni tipo.

Mi metto a curiosare per conto mio e mi rendo conto che tutti quegli oggetti che credevo fossero realizzati in pelle, erano in realtà fatti di PVC, gomma e altri materiali plastici, si trattava di copricapi che sembravano creati sull’orma dei costumi di Star Wars o attualizzazioni di vesti egiziane. Tra le varie cose, scorgo una “corona di spine” realizzata in gomma e poi guanti, papillon, collane, bracciali e qualche borsa. Di lì, il mio interesse aumenta e poco dopo mi si presenta Cristian Dorigatti, il giovane creativo, designer di quegli oggetti, iniziamo a chiacchierare e scopro che non proviene da una delle famose scuole di moda milanesi, ma che ha studiato comunicazione visiva e design e che è giunto alla moda e in particolare agli accessori, dopo un lungo e variegato percorso artistico, spaziando dalla fotografia alla scrittura, dalla performing art alla pittura. Si definisce più un artigiano che un designer, le sue creazioni sono interamente fatte a mano e questo fa sì che siano riproducibili, certo, ma che la manualità con cui vengono realizzate renda ogni pezzo unico. I suoi gioielli hanno un che di scultoreo e contemporaneamente di spirituale, a parte la corona di spine, vi è un forte rimando alle divinità egizie, azteche e buddiste. Scopro parlandoci che nella sua moda, oltre che attenzione all’estetica, c’è anche una impronta di tipo concettuale, mi racconta di due sue collezioni, in particolare Thank You Nature e Thank You History, in cui, per creare un legame ancora più forte con la collezione stessa, decise di utilizzare unicamente gomma naturale. Nella prima aveva creato con questo materiale, oggetti ispirati a nidi, alveari e fascine di legno, nella seconda, invece si era ispirato a diversi periodi della storia per arrivare a produrre oggetti che fossero “espressione di un suggestivo viaggio fatto di emozioni e ricordi”.

Per chi fosse interessato al suo lavoro, i gioielli e i vari accessori di Cristian Dorigatti sono venduti qui a Milano da Cloister in Via Alessandro Manzoni 30, qui di seduito il suo sito con le foto delle sue collezioni e tutti i suoi recapiti.

http://www.cristiandorigatti.com/

 

Il 16, 17, 18 maggio il Toilet Club vi aspetta per l'ultimo imprendibile appuntamento prima di iniziare la stagione estiva, che partirà dal 7 giugno al Chiringuito Forlanini, all’interno dell’omonimo parco. Giovedì 16 maggio alle ore 22.00 Antibagno La Fosca presenta Andrea Amici (The Melancholic Djset) & Nancy Posh.

L'Antibagno del Toilet è ormai diventato un momento di decompressione tra la noia della settimana e la follia del weekend: questo appuntamento, più di qualunque altro, sarà un limbo tra questi due estremi, un purgatorio tra l'inferno e il paradiso. Ospite della Fosca sarà Andrea Amici (The Melancholic Djset), l'inventore delle serate tristi, quello che invita ai suoi appuntamenti ma consiglia di non andare, colui che con le sue selezioni musicali ricorda che si sei uscito per dimenticare tutto ma la realtà nuda e cruda aspetta comunque ancora a casa.

https://www.facebook.com/events/461325053943253/

 

 

Venerdì 17 maggio alle ore 22.00 Cool kids can't die presenta Occhio malocchio prezzemolo e… finocchio* // Giornata Internazionale contro l'omofobia e la transfobia.

L’Unione Europea ha indetto per il 17 maggio di ogni anno la Giornata internazionale contro l’omofobia (risoluzione del Parlamento Europeo del 26 aprile del 2007) ossia contro ogni forma di atteggiamenti pregiudiziali basati sull’orientamento sessuale. La giornata rispecchia i principi costitutivi sia dell’Unione Europea sia della Costituzione italiana: il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, l’uguaglianza fra tutti i cittadini e la non discriminazione.

https://www.facebook.com/events/200622630061472/

 

 

Sabato 18 maggio alle ore 23.30 Polyester presenta Bizzarre love triangle, closing party.

Ultimissima serata! Per l'occasione il Toilet Club ha invitato due amici, per una chiusura di stagione memorabile! In consolle ci saranno Black Candy, Dj Donut, Zialollo e Dj Ziggy. E per l'ultimo appuntamento c'è una speciale offerta con shot fino all'1.00 e tutti i drink a 5 euro.

https://www.facebook.com/events/580392455328902/

 

 

Toilet Club via Lodovico il Moro 171, Milano

Ingresso gratuito con tessera Arci, Arcigay, Arcilesbica, FISP Non hai la tessera? Richiedila qui: www.circolotoilet.it/tessera

Info: www.toiletclub.it Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Piazza Medaglie d’Oro, uno di quei giorni piovosi che ultimamente Milano ci riserva un po’ troppo spesso: è lì vicino, all’inizio di Corso Lodi, che ho appuntamento con l’ispettore Crespo…o meglio con il suo ideatore, Gianluca Veltri.

 

Dopo il successo del noir meneghino “L’Odore dell’Asfalto” (Nobeer 2011), ecco la seconda indagine dell’ispettore Crespo: “La dimora del Santo” (Happy Hour Edizioni ). Era ora, Crespo ci è mancato in questi anni e il suo ritorno non delude, anzi convince più di prima.

Sarà che sono interista come lui e come Gianluca Veltri (non a caso “Crespo” è il soprannome dato all’ispettore  Leonardo Marazzuti in virtù della somiglianza con l’ex attaccante dell’Inter), ma ne “La dimora del Santo” il personaggio ha una maturità e uno spessore che lo rendono più credibile e umano. Certo non manca un pizzico di disincanto e fragilità che in “L’Odore dell’Asfalto” non c’era, ma è il segno dei tempi non facili che anche Milano e i suoi abitanti sono costretti ad affrontare.

 

In una  città colpita dalla crisi economica, non servono supereroi, ma persone che sappiano rimboccarsi le maniche e sporcarsi le mani. Restano invece i titoli dei capitoli che indicano la zona della città in cui si svolgono le avventure dei protagonisti, nonché Aurora, la splendida fidanzata di Crespo dal passato torbido, e Fulvio, lo sventurato fratello dell’ispettore.

Prostituzione, droga, usura, gioco d’azzardo, violenza, questi gli ingredienti del noir che mettono in evidenza il lato più squallido di una società in cui i valori sono in crisi, mentre sarà il dubbio a mettere alla prova l’amore tra Crespo e Aurora. E’ lo stesso Gianluca Veltri a parlarcene.

 

Come sono cresciuti in questi anni l’ispettore Crespo e Gianluca Veltri?

Siamo cresciuti insieme in questi tre anni: io mi sono sposato e sono diventato padre e ovviamente il mio personaggio è stato influenzato dalla mia crescita personale e dalla mia maturazione. Oltre a ciò, in La Dimora del Santo troviamo un Crespo più tagliente e arrabbiato rispetto a L’Odore dell’Asfalto, dove invece era a suo modo romantico e in questo secondo romanzo l’uomo prende il posto del supereroe.

 

A fare da sfondo alla storia, c’è ancora la relazione tra l’ispettore e Aurora?

Si, la relazione c’è ed è sempre turbolenta; d’altronde è una storia che mi diverte e diverte anche i lettori tant’è vero che dopo L’Odore dell’Asfalto in molti mi hanno chiesto che cosa sarebbe successo fra loro e se la loro relazione sarebbe continuata. Aurora peraltro è un personaggio che mi piace molto e mi piace il senso che dà alla vita di Crespo per cui ho deciso di dare un seguito alla loro storia.

 

Lo spunto per questo secondo romanzo dove è nato?

Lo spunto è nato prevalentemente dall’aggravarsi della crisi economica, infatti in questo noir c’è una Milano umiliata dalla crisi, per nulla romantica o poetica, ma zoppicante e malinconica, niente a che vedere con la “Milano da bere” del passato. Ovviamente anche la vita dei milanesi è cambiata per cui nel romanzo si parla di giri di denaro poco puliti e di come la crisi influisce sulle persone.

 

Finisce qui il mio incontro con Gianluca Veltri, patron a perfetto agio nel suo atelier Anadema Haircut dove l’arte e la letteratura hanno un posto di primo piano così come l’accoglienza,  lo lascio, ospitale e sorridente, ai suoi clienti. E’ tutto per ora… alla prossima ispettore Crespo!

 

LA DIMORA DEL SANTO di Gianluca Veltri

Happy Hour Edizioni – Prezzo €12,50

 

SINOSSI

Il cadavere di una lap-dancer rinvenuto nei campi del Parco agricolo sud Milano, irrompe nelle prime pagine del romanzo sconvolgendo la vita di Fulvio, il fratello dell’ispettore Crespo, e di un’amica della vittima. A seguito di una rocambolesca successione di eventi, l’ispettore Crespo verrà incaricato di indagare sul caso e si troverà , suo malgrado, ad affrontare uno spregiudicato criminale a capo di una potente organizzazione che opera in Lombardia, oltre che i suoi demoni interiori. A complicare tutto, il difficile rapporto tra la giustizia, quella burocratica, e i metodi non sempre ortodossi dell’ispettore Crespo, che lo metteranno spesso in contrasto con il piemme Di Mattia, incaricato a seguire le indagini. E come se non bastasse, la bellissima fidanzata dell’ispettore, un’ex prostituta di lusso, contribuirà a rendere ancora meno serene le notti del protagonista. Sullo sfondo la metropoli meneghina che appare offesa e maltrattata dalla profonda crisi economica che da anni la sta umiliando.

 

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Chissà se le due amiche Eva e Barbara stavano ascoltando i Beatles quando, nell'autunno del 2007, hanno deciso di realizzare il sogno di aprire un piccolo negozio di moda.

A dispetto della canzone, particolarmente malinconica, Baby's in Black è in realtà una piccola esplosione di gioia e di colori: un negozio-laboratorio dove le ragazze propongono capi ed accessori realizzati artigianalmente e a buon mercato, nonostante spesso si tratti di pezzi unici e di edizioni limitate.

Nel rispetto dell'ambiente, ma anche in nome della buona tradizione manifatturiera italiana, Baby's in Black da sempre realizza e vende prodotti non omologati, che le creatrici per prime amano ed indossano. Questo, che potrebbe sembrare un dettaglio trascurabile, è ciò che rende la visita al loro negozio un'esperienza assolutamente genuina e piacevole, molto distante dallo shopping frenetico ed impersonale a cui, ahimè, siamo abituate: è uno di quei rari posti dove entri per comprare un regalo - degli orecchini a forma di pinguino o un fiore di seta per i capelli - e ti ritrovi con un'amica in più! Vi consiglio di farci un salto: questa piccola "bottega" è a Milano in via Eustachi 6, a pochi passi dal centro dello shopping convenzionale.

Vi rallegrerà la giornata.

Decretati i vincitori del Premio Arte Flyenergia 2013 il 6 giugno presso la Galleria Deodato Arte, in via Pisacane 36 a Milano, in una serata speciale a cui hanno partecipato i 15 finalisti del concorso internazionale.

Il tema del Premio era l’ENERGIA, il core business dell’azienda partner dell’iniziativa, Energetic Source Group Flyenergia.

Nella galleria erano presenti le 15 opere arrivate in finale e la Giuria Tecnica, presieduta dal critico-curatore d’arte Gian Ruggero Manzoni e che ha visto fra i giurati Marco Giorgi, Amministratore Delegato di Flyenergia e del Gruppo Energetic Source, l’artista Omar Galliani, ospite d’onore e testimonial del Premio, Luca Renna, critico d’arte e gallerista, Lee du Ploy gallerista di Hong Kong e Paolo Antinucci storico dell’arte.

A fare gli onori di casa, Elisabetta Bertellini organizzatrice dell’iniziativa e Deodato Salafia, titolare della Galleria Deodato Arte.

Tre i premi in palio e dunque tre i vincitori:

  • 1° Premio di pittura decretato da parte della giuria tecnica: Gabriella Di Bona con l'opera LA CASA VERDE;
  • 1° Premio di pittura decretato dai votanti sul sito web: Silvia Senna con l'opera Origine 0
  • 1° Premio di pittura decretato da parte della giuria speciale MIlano Flyenergia: Francesca Gargano, Fra la Pieghe del Tempo
Per maggiori dettagli sul PREMIO ARTE FLYENERGIA 2013 e per consultare il bando del concorso visitare il sito www.premioflyenergia.it.

 

 

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Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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